First Necromancer (Id, 2024): libro 1 nella serie omonima di Coldfang89.
Litrpg System Descent. 
Pensavo che 'system descent' fosse un modo per fare il dito medio a Tao Wong e non usare il termine 'system apocalyspe', invece ho scoperto esserci una reale differenza tematica: 'system apocalypse' è l'arrivo violento, improvviso e catastrofico del System; 'system descent' è, in pratica, una 'slow system apocalyspe'. 
Hell Difficulty Tutorial è un descent. 
Dugeon Crawler Carl è un apocalypse.
Tutto ciò detto. 
E' una pubblicazione Portal, quindi potete aspettarvi un livello sopra la media di scrittura ed editing. 
Ambientazione nel Sud rurale degli USA ed è un aspetto importante che l'autore rappresenta e tiene costantemente in primo piano: parliamo di persone generalmente povere, piccole comunità molto unite e molto religiose, fattorie isolate, indipendenza e sfiducia nei riguardi del governo centrale.
Il nostro protagonista viene selezionato come Progenitore: viene introdotto nel System una settimana prima del resto del mondo, gli viene data l'opportunità di guadagnare qualche livello, mettersi avanti e coinvolgere un numero ristretto di persone a lui care. 
Entrano in scena: la moglie, il cane, la madre, l'amico, la moglie dell'amico.
La storia non si discosta dagli standard: il protagonista ha grande talento, è il solito eroe contro-voglia, immediatamente attrae l'attenzione di una super divinità che gli garantisce più poteri, cerca di essere una persona perbene ma è pronto a eseguire estrema violenza quando necessario a preservare la vita dei suoi cari; il System è senza personalità, gli aspetti litrpg sono tenuti in secondo piano: poche tabelle mostrate di rado, limitato numero di abilità tra cui scegliere. C'è un po' di builder con aspetti di espansione e difesa del territorio. 
C'è, sfortunatamente, un po' di ricorrente comicità mal fatta. L'autore non è un umorista di successo.
Intrigante, non invadente, inserito con attenzione nel contesto e nei giusti momenti della storia, è il tema della religione: il protagonista, ovviamente, diventa un necromancer e comincia a resuscitare i morti e manipolare anime. 
I poveretti che si raccolgono intorno a lui cominciano a vederlo come il Secondo Avvento; ci sono personaggi che soffrono perdita di fede nel dio dei cristiani, quando presentati davanti a prove incontrovertibili dell'esistenza di super divinità spaziali.
Ripeto: non è preponderante o eccessivo, aggiunge un certo tono di originalità e riflessione a una storia altrimenti interamente fatta di cliché. 
Questo primo libro finisce con il completamento dell'integrazione della Terra nel System; ci sono altri 2 libri, l'autore è inattivo (da quel che riesco a capire) da circa 1 anno.
Ah, ci sono citazioni da altre serie famose: HWFWM, Ripple e altre.
Ah2, ovviamente è impossibile non paragonarlo a RinoZ: Book of the Dead è meglio e scritto meglio; First Necromancer ha un approccio meno 'scientifico' alla necromanzia ed è una lettura più facile e passatempo.


Milky Subway - The Galactic Limited Express: uscito da poco su Netflix, è la versione re-edited per il cinema di una web miniserie in 12 episodi. Il nome ufficiale di questa versione sarebbe: "Milky Subway - The Galactic Limited Express - Local Train to the Theater"; Netflix ha preferito semplificare.
E' il seguito di Milky Highway, cortometraggio di un paio di minuti uscito nel 2022: apparentemente, a suo tempo, fu un fenomeno virale. Mai visto prima di ieri.
Ufficialmente, sono produzioni Shin-Ei Animation, in realtà sono create/interamente realizzate da un tale
Yōhei Kameyama.
E' solo una suggestione e davvero poco rilevante, ma ricorda un po' Star Trek Prodigy. 
Siamo nello spazio con alieni e tutto. 
Nel cortometraggio, un paio di teenagers vengono arrestate dalla polizia per speeding. 
Nella serie/film, le teenagers (insieme ad altri 4 personaggi, tutti divisi a coppie) vengono costrette a partecipare a un programma sociale di community service; i 6 personaggi devono pulire un vecchio treno spaziale stile Galaxy Express.
Le più-protagoniste sono studentesse annoiate, poi ci sono due (maschio + femmina) membri di una gang di motociclisti, poi ci sono due (maschio + maschio) cyborg che lavorano come fixers.
Salgono sul treno, il treno si mette misteriosamente in moto e le cose si fanno pericolose. Circa.
Adesso dovrei parlarne in superlativi perché è una produzione fantastica. 
Il character design è tradizionale, ma la caratterizzazione dei personaggi è aldilà delle più rosee aspettative: i doppiatori hanno dato tutto e gli animatori hanno veicolato una tale quantità di espressioni, nei confini del suddetto design tradizionale, che gli altri studio dovrebbero vergognarsi per non riuscire a fare altrettanto. 
I personaggi sono tutti incredibilmente pieni di personalità e carisma. 
Aggiungo: non ci sono solo i 6 criminali minorili, ci sono anche 3 poliziotti; ammetto che 2 poliziotti sono estremamente secondari, ma gli altri 7 personaggi sono superlativi. 
I testi sono, inoltre, spassosi e onestamente divertenti. 
E' persino bella la musica. 
E' persino interessante la minuscola storia. 
Ah! E' raccontato come Persona 5 e ci sono anche un paio di scene d'azione ben coreografate, squisitamente animate. E' pure un revival anni '80 fatto alla grande.
L'ho guardato per perdere tempo, dura 45 minuti scarsi, e sono stato conquistato. 


In the Grey: l'ultimo film di Guy Ritchie. E' stato un flop, non è il primo del regista ma è particolarmente immotivato. 
E' un buon film di Guy Ritchie con tutte le caratteristiche tipiche del regista, visive e narrative, il che lo pone, a mio e mia moglie avviso, ben al di sopra della media delle produzioni cinematografiche americane. 
Il cast è un ensemble dei feticci più recenti dell'autore: Eiza Gonzalez è un avvocato specializzata nel recupero di crediti rischiosi, Henry Cavill e Jake Gyllenhaal sono i leader della sua squadra di mercenari; il Bardem meno famoso è il criminale da cui devono recuperare i soldi, Kristofer Hivju è il capo dei suoi mercenari. 
Metà film è pianificazione della missione, metà film è esecuzione della missione. 
Dura un'ora e mezza, azione o dialoghi brillanti senza pause, nessun punto morto, personaggi protagonisti ben caratterizzati attraverso battute e quirk come da tradizione di Ritchie. E' impeccabile. 
Vogliamo criticarlo? Non è originale, la storia è prevedibile, non c'è grandezza: è una produzione altamente professionale, qualità costante sopra la media, sceneggiatura asciutta, niente di superfluo, carismatici protagonisti maschili con un eccellente bromance; buone scene di combattimento e inseguimento, probabilmente un po' troppo realistiche: il film avrebbe goduto da azione più sopra le righe, ma è una scelta stilistica e il risultato è godibile ed eccitante. 
Gonzalez continua a non piacermi, l'ho già detto ma trovo sia una cagna attrice sopravvalutata. 
Meriterebbe un seguito, ma se non l'hanno avuto i precedenti (e migliori) due film di Ritchie, dubito accadrà.
SPOILER SPOILER SPOILER
Vincono. Muoiono solo un paio di personaggi secondari del team. 


Blades of the Guardians: senza dubbio il miglior wuxia da anni. Sapevo sarebbe stato bello, perché letteralmente nessuno ne parla male.
Avevo letto il manhua, smesso dopo qualche decina di capitoli; avevo iniziato a guardare l'adattamento animato, come sopra.
Questa versione dal vivo è sontuosa.
E' una mega produzione con un cast stellare che comincia con Wu Jing nel ruolo protagonista, continua con Yu Shi e Nicholas Tse in ruoli secondari, comprende guest star del calibro di Toly Leung Ka-fai e Jet Li, e si conclude con una serie di facce famose (che non starò a elencare).
Regia del grande Yuen Woo-ping. E' la sua prima regia da quasi 10 anni: da Master Z e l'eccellente Dunjia.
Dinastia Sui, diciamo sesto secolo AD; regione desertica ai margini del controllo governativo, terra di rifugio per criminali vari e terreno di caccia per svariati bounty hunter.
Entra in scena il nostro eroe: ex-elite soldier imperiale caduto in disgrazia, presunto morto, vive ai margini della società con il giovane nipote che lo accompagna nelle sue missioni.
Inoltre, il protagonista è una specie di Manji equipaggiato con armi di tipologia diversa, che usa e scarta durante i combattimenti adattandosi all'avversario e con uguale maestria. 
Riassumo: bambino al seguito, armi multiple. E' la versione cinese di Lone Wolf e Cub.
Tutto ciò detto. 
Un amico gli affida il compito di scortare il più grande criminale cinese, un leader rivoluzionario che vuole far crollare l'impero (è un film cinese contemporaneo, c'è sempre un po' di propaganda); immediatamente è al centro di ogni complotto e piano, tutti sanno chi è e tutti danno loro la caccia. 
Vari inseguimenti, vari combattimenti. La storia non finisce, ovviamente essendo un fumetto in svariati volumi, ed è, essenzialmente, uno storyarc introduttivo al party dei protagonisti e avversari. 
Veniamo al dunque: i combattimenti sono favolosi, alcuni potrebbero essere da top 10 di sempre (quello iniziale contro Jet Li è particolarmente spettacolare, quello nella tempesta di sabbia è esoticamente originale); gli effetti speciali sono ben fatti, le coreografie di combattimento sono superbe, il lavoro degli stuntmen è di grande qualità.
Nonostante un piccolo scandalo con ripercussioni economiche sul costo della produzione, il film stato un gran successo ed è facile immaginare piani per un seguito.
Uhm. E' un action dramedy, non aspettatevi i toni lirici dell'epoca d'oro del genere, ma ci sono contenuti convincenti, dialoghi ben scritti, gli attori sono tutti al top della forma. 
Assolutamente ottimo.


Hoppers: è l'ultimo film Pixar. Non avevo idea della sua esistenza, potrei semplicemente non aver prestato attenzione ma, normalmente, il marketing per i film Pixar è così martellante da non poter essere ignorato; aggiungete un budget relativamente basso per una loro produzione, 150 milioni dichiarati contro i 200 standard degli altri progetti (non tutti, Luca del 2021 è ufficialmente costato 120), l'assenza di attori/voci di fama, e si potrebbe tranquillamente definirlo 'minore' nella filmografia dello studio.
Sarò sintetico. 
Visivamente è mediocre e non rispecchia la qualità tecnica che diamo per scontata quando guardando un film animato Pixar. Narrativamente è mediocre, come generalmente tutte le produzioni Pixar dopo il periodo d'oro 2000/2010. Moralmente è, ancora una volta, estremamente discutibile con un messaggio finale estremamente confuso, contraddittorio e profondamente sbagliato: la protagonista è una giovane attività arrabbiata che combatte per proteggere la natura contro l'espansione urbana promossa da un sindaco senza scrupoli. 
La rabbia impulsiva della protagonista è il motore centrale della trama e la spinge a compiere tutta una serie di azioni sbagliate che promuoveranno auto-analisi, crescita, maturazione e consapevolezza di sé e del proprio posto nell'universo. 
Sfortunatamente, gli 'errori' della protagonista nel corso del film sono un crescendo di azioni criminali che la vedrebbero incarcerata, svariati ergastoli per ecoterrorismo. 
Lo so. E' un cartone animato scopiazzato da Avatar dove la coscienza di una tipa viene trasferita nel corpo robotico di un castoro permettendole di comprendere e far parte della società umana, diventarne leader nella guerra contro gli umani. 
E' un cartone animato, ma è un cartone animato per bambini che vuole offrire un messaggio di accettazione e controllo delle proprie emozioni, evitare azioni estreme e trovare compromesso attraverso il dialogo; questo messaggio, però, viene offerto mentre la protagonista ruba, mente e provoca un disastro ambientale che avrebbe potuto costare la vita a tutti i suoi amici animali e alla popolazione di un'intera città. 
Voglio dire: ricordate l'incendio di Bambi? 
Non riesco più a sopportare l'assenza di conseguenze in questo genere di storie: nel ricercare rappresentazioni comprensibili di complesse e difficili condizioni tipiche della società contemporanea, nell'offrire interpretazioni visivamente accattivanti delle traversie interiori e materiali delle giovani donne di questi tempi, queste storie hanno completamente abdicato a seguire la logica primitiva delle emozioni e situazioni più semplici. 
Un film dedicato a raccontare la frustrazione e rabbia di una ragazza che si scopre troppo debole per combattere il sistema, prima di capire come raggiungere i propri obbiettivi attraverso collaborazione e condivisione, è una bella cosa: può essere non del tutto corretto, non combaciare con le idee femministe sull'argomento, tiepido nel barcamenarsi tra politicamente accettabile e sostenibile secondo le sensibilità moderne, ma prova a dire qualcosa di nuovo e contemporaneo.
Non ci sono, però, più Conseguenze. 
Tutti questi film sono accomunati da persone terribili che fanno cose odiose e finiscono completamente, assolutamente perdonati di tutto perché hanno 'imparato la lezione'. 
No, è qualcosa che non sopporto più. 
Non esistono conseguenze, perché se c'è qualcosa che questi film animati Disney, Pixar e tutti gli altri, non sono più in grado di fare è insegnare la responsabilità e il peso delle proprie azioni.
Senza tornare a parlare di Encanto, Red e tutte le altre merde simili: le streghe non vengono più uccise, le sorellastre non vengono più cacciate, i mostri non sono più eliminati, nessuno muore per sbaglio o per la malvagità d'altri. 
Tutto ciò detto.
Ah! Ho controllato ora: il film è scritto dallo stesso incapace di Luca, diretto da un lavorante generico Pixar.
La voce protagonista è una tale Piper Curda che è un volto Disney di quelli che continuano a interpretare teenager anche a 30 anni. 
NOTA: Piper Curda è stata nel cast di una serie Disney "Teen Beach" che è nomino come titolo più allusivo della storia.
Ah!2 Dimenticavo, ma scelgo di non ingaggiare: Hoppers, inoltre, è l'ennesimo film a vendere la meravigliosa saggezza dei vecchi nonni. Questi personaggi meravigliosi nella vita di tutti noi che muoiono tranquillamente, fuori scena, senza lunghe malattie debilitanti, senza diventare un peso impossibile sulla vita degli altri; eterei, magnifici, preziosi. Eterni. 
Propaganda e lavaggio del cervello per convincere i giovani a non odiare i vecchi che controllano e ostruiscono i futuro.
SPOILER SPOILER SPOILER
Niente, ho più o meno già raccontato tutto prima fregandomene degli spoiler. 
La protagonista abita un castoro robot e causa una guerra tra animali e umani, nel tentativo di finirla scoppia un mega incendio che dovrebbe uccidere tutti, ma viene risolto senza vittime perché animali e umani collaborano per domarlo. Nel finale, la protagonista è felice con tanti amici e un nuovo lavoro sfavillante, e nessuno la odia. 
Si parla di un seguito.


Raven House (Id, 2022): primo libro nella serie "Otherworld Academy" di Deacon Frost. Non sono stato a guardare se sia il suo primo romanzo o il suo primo romanzo 'famoso', in ogni caso si nota la differenza in maturità narrativa tra questo e la serie "Hollow Earth".
Oltre a essere la solita, banale e juvenile, rivisitazione anime di Harry Potter, è una storia harem decisamente pornografica. 
Truck-kun, isekai, si reincarna come un demon lord in una scuola di magia piena di donne attratte dal suo potere, e dalla sua personalità naturalmente. I suoi primi interessi romantici (letteralmente numerate da un marchio post-coito) sono due elfe: una studentessa con i capelli rossi e le tette grosse, una professoressa dark elf con esperienza a cui piace essere dominata.
Uhm. Sì, non c'è molto altro. 
Potrei proseguire a leggerlo giusto perché ho l'omnibus con i primi 3 libri ed è estate, ma non va oltre la fantasia sessuale di un ragazzino. 
Più probabilmente, mollerò questa serie per provarne un'altra di quelle recenti/in corso in attesa di vederlo proseguire Hollow Earth.
NOTA: l'omnibus contiene un racconto intitolato Otherworld Vacation che è in tutto e per tutto un 'beach episode'.


The Fourth Stage - The Fourth Fall - The Fourth Wall (Id, 2024-2025): ultimi tre libri per la serie "A Thousand Li" di Tao Wong.
Recentemente, è uscito il primo libro della serie seguito.
Nel primo libro di quest'ultimo storyarc, il protagonista ritorna alla sua setta dopo 10 anni di vagabondaggio; il ritorno è un po' più complicato del previsto: Ying è diventato troppo potente e troppo indipendente, molti non lo vogliono e ci sono vari contrasti e politica. Nel finale di questo libro, finalmente, comprende il settimo vento e inizia l'ultimo stage prima dell'immortalità.
Particolarmente interessante, per me, è la stabilizzazione e definizione della relazione con la sua dao companion; apprezzo molto, enormemente, la presenza di una storia d'amore concreta, dopo le tante appena accennate dei libri precedenti.
Il secondo libro è circa 10 anni dopo: Ying è uno degli elder più potenti e rispettati della setta ed è a un passo dall'ascensione definitiva; è tempo di tirare somme e decidere cosa fare delle sue connessioni mortali: il paese è prossimo a una mega guerra e Ying è aggregato a una missione diplomatica che, ovviamente, va in merda costringendolo ad ascendere anzitempo e fallire. Salva tutti ma potrebbe aver definitivamente compromesso le sue chance di diventare immortale.
Arriviamo al finale. 
Ying, ancora una volta, è ferito aldilà del ragionevole, moribondo e tenuto insieme da testardaggine e l'amore dei suoi compagni; ridotto e debole, insieme al suo amico e alla sua amata, un ultimo viaggio per trovare una soluzione. 
Il suo dao è rotto e deve riscoprire se stesso, una volta per tutte, e decidere il proprio destino.
L'ultimo libro, mostrando di nuovo l'eccellenza di Wong nel chiudere cerchi narrativi, è tutto incentrato sul dao di Ying: per ascendere, è necessario piegarsi al Cielo e per il protagonista questo è impensabile.
Il contadino, ultimo della Terra, ha combattuto contro tutto e tutti ed è salito a più forte dei mortali, e ora non può più cambiare se stesso; Wu Ying è come John: un ribelle arrogante che non sopporta di avere superiori ed è pronto a sacrificare tutto per opporsi allo status quo. Questa, però, è solo la base: deve crescere, maturare non in potere ma, finalmente e per davvero, in saggezza.
Ora che è di nuovo mortale, ritornato a uno stato di inferiorità, riscopre le proprie ragioni e ritrova l'origine del proprio spirito.
Wong non è un autore da poco, la portata delle riflessioni e la quantità di tempo dedicata a discutere filosofia è staggering per un romanzo di questo genere; plauso per riuscire a renderlo sopportabile, non noioso, non divertente, formidabile per caratterizzazione. 
Larga parte del libro è dedicato ai suoi compagni: il monaco entra nel quarto stadio, la sua compagna lo segue e protegge fino alla fine. 
Il finale è superbo, salvo non finire. Sfortunatamente, la presenza della serie seguito "Celestial Cataclysms" ha tolto qualcosa alle ultime pagine di questo libro: c'è risoluzione, ed è speciale, ma rimangono molte trame sospese.
Personalmente, molto meglio di Cradle.
SPOILER SPOILER SPOILER
Quindi il dao di Ying non è il vento. Non è la ribellione. Growth, travel e learning, e il senso di non farlo solo per se stesso ma per condividere con i suoi cari.
Diventa immortale, saluta la sua compagna, va a incontrare il Jade Emperor promettendo di tornare.
Non so come vorrà farlo, ma Wong deve assolutamente salvare le relazioni di Ying: il prossimo libro deve essere davvero un seguito.