Star Trek - Starfleet Academy s01: seconda serie spin-off da Discovery. Siamo circa 800 anni nel futuro rispetto al 'presente' di Star Trek, se avete visto Discovery fino alla fine conoscerete il setting, altrimenti: siamo un centinaio di anni dopo una megacatastrofe spaziale conosciuta come "The Burn", gli effetti di questo cataclisma hanno pesantemente modificato gli assetti dell'universo di Star Trek, quasi una nuova timeline. 
La Federazione è stata enormemente ridotta, molti dei suoi storici membri si sono separati e/o sono stati quasi completamente annichiliti. 
Non aspettatevi molti Klingon o Vulcaniani. 
Un'altra caratteristica specifica di questo nuovo universo, è la presenza di molti individui nati da genitori di razze diverse. 
Voglio limitare gli spoiler al minimo, molti protagonisti sono ibridi di razze famose. 
La Federazione si sta riprendendo, la società è tornata sufficientemente solida da poter smettere di razionalizzare guerra e violenza per la sopravvivenza, e tornare ad abbracciare i propri ideali di esplorazione e comunione. 
Uno dei primi passi è riaprire Starfleet Academy. La serie segue la prima, nuova classe in più di 100 anni.
La prima stagione è composta da 10 episodi; la seconda è già stata interamente girata.
Ora che scrivo, non ci sono informazioni sul futuro del progetto, si parla apertamente di cancellazione, ma non esiste una dichiarazione ufficiale (e difficilmente ci sarà prima della trasmissione della seconda stagione); la serie è stata oggetto di apprezzamento e disprezzo. 
Non è stata un flop, ma ha mancato i risultati sperati. 
Il razionale di produrre la seconda stagione prima della conclusione di quella iniziale è, immagino, puramente economico, magari un segno di fiducia nel progetto, decisamente insolito e non una buona idea. 
La serie ha del potenziale, riconoscibile specialmente negli ultimi episodi, ma necessiterebbe di aggiustamenti che la seconda stagione non potrà apportare, essendo già stata realizzata.
Sintetizzo l'esperienza di guardare Starfleet Academy, riportando la mia: a me, fan di Star Trek, la serie non è piaciuta, mi ha occasionalmente fatto schifo, avrei certamente smesso di guardarla prima di arrivare ai migliori episodi; la serie, però, è piaciuta a mia moglie, che non è fan di Star Trek (ma ha guardato più di una sua serie con me), proprio perché è meno Star Trek.
Ora: questa serie è fatta per attrarre nuovo pubblico, è fatta per un pubblico più giovane del solito (o giovani dentro, come mia moglie); in questo senso, immagino, funziona correttamente. 
Il mio problem è il seguente: Star Trek non è un setting, non è come dire "cyberpunk", non è una semplice ambientazione caratterizzata da elementi chiave (può esserlo per progetti come Lower Decks); in Starfleet Academy, Star Trek è un background per una teen comedy scolastica con personaggi principali insopportabili.
Andiamo al contrario: una delle principali guest star della serie è Robert Picardo che riprende il ruolo del Dottore olografico. Funziona squisitamente, ma c'è poco. Ci sono occasionali guest star da Discovery, poco significative per me (non avendo apprezzato Discovery: mia moglie mi ha chiesto di guardarla); ci sono occasionali super guest star che citerò dopo spoiler wall. 
Starfleet Academy funziona nei suoi personaggi secondari, perde miseramente con i suoi due protagonisti. 
Holly Hunter è il capitano e il capo degli adulti, ed è senza dubbio il peggior capitano di sempre: assolutamente intollerabile, sarebbe stata il peggio della serie, se non fosse per il personaggio di Caleb Mir, il protagonista tra i giovani, che assolutamente uccide la serie con la sua pessima, banale caratterizzazione piena di angst da vampirla qualunque. 
NOTA: alcuni degli attori presi per interpretare gli studenti sono inguardabili. 
La produzione è di alto livello e ci sono tanti dettagli apprezzabili, ma è un fallimento tragico quando gli episodi dedicati ai protagonisti sono detestabili, e solo quelli con i personaggi secondari riescono ad appassionare. 
Prossimi appuntamenti: Strange New Worlds s04 dovrebbe essere trasmessa a un certo punto quest'anno, Academy 2, quindi/probabilmente, andrà al 2027. 
Ah! Dimenticavo: Starfleet Academy ha un'astronave, ovviamente, USS Athena; è la più brutta astronave (principale) di Star Trek di sempre, ed è stupidamente/insensatamente trasformabile funzionando sia da astronave che da edificio principale per l'accademia. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Cominciamo dalle guest star: c'è un episodio dedicato a DS9 con Cirroc Lofton (olografico) e un voice over di Avery Brooks (lo schifoso ha rifiutato di farsi vedere in faccia). C'è un episodio con Tawny Newsome (Mariner da Lower Decks) che interpreta la nuova Dax.
Nel finale, Caleb finalmente tira fuori la testa dal culo e ammettere di essere un bravo ragazzo e amare Starfleet e i suoi compagnucci. Il cattivo interpretato da Giamatti perde, viene arrestato. La madre di Caleb viene trovata e si dà una calmata. 
I due personaggi non saranno nella prossima stagione. 
Vi lascio con questa immagine promozionale da Dawson's Creek del cazzo. 


Alfie: è un molto famoso web fumetto fantasy/erotico scritto e disegnato da InCase. Pubblicazione cominciata nel 2010, conclusasi 2 giorni fa. 
Nel corso di questi anni, l'autore ha cambiato stile un paio di volte, è passato dal bianco e nero al colore, ha avuto problemi di salute, lunghi hiatus, ma è rimasto un costante fan favorite online. 
Alfie funzionerebbe anche senza il sesso, ma il sesso è parte integrante della storia. 
Alfie è un halfling cresciuta in un villaggetto del cazzo lontano da tutto, litiga con la madre perché è sessualmente curiosa, scappa di casa e comincia a sperimentare con il mondo e con il suo corpo. 
La madre la segue e cerca. 
La storia passa da una all'altra: la madre ha diversi segreti, Alfie scopre che essere una stronzetta ha conseguenze. C'è inaspettata qualità psicologica nella caratterizzazione dei personaggi. 
'Inaspettata', se non avete mai sentito parlare e sulla media di progetti analoghi; il fatto che sia durata così a lungo nel tempo, rende la qualità di questa pubblicazione ovvia. 
Mondo fantasy con varie razze. I disegni sono naturalmente la principale ragione di successo; il sesso è con una varietà di situazioni, razze e generi (InCase è famigerato per futanari): aldilà del dramma famigliare, gap generazionale e qualche litigio e tradimento di fiducia, Alfie è una serie generalmente comica e moralmente pulita. 
Niente stupri, minimo ntr per sensati motivi di storia. 
Dovessero mai farne una pubblicazione cartacea, la comprerei. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Finisce bene, Vera e Alfie si riconciliano, non scoppiano guerre tra razze, tutti finiscono felici e restano amici. 


War Machine: parliamo del film da poco uscito per Netflix con Alan Ritchson. Regia di Patrick Hughes, normalmente autore di commedie d'azione, qui in un film militare pro-USA dal tempismo straordinariamente infelice. 
Mettendo da parte la politica, forte del suo successo (meritato) nella serie tv di Reacher, Alan Ritchson tenta un tardo assalto alla fama con questa produzione scifi per Netflix. 
Bla bla bla, mezz'ora di inutili banalità con il classico training camp dove un vecchio Ritchson si allena insieme a ben più giovani soldati per un ruolo nel reggimento dei Rangers. 
L'ultimo test è una simulazione di missione: i nostri eroi sono in mezzo a un bosco, quando la Terra è invasa da alieni. 
Gli alieni attaccano la terra con robot da combattimento stile BattleTech: diciamo dei carriarmati con le gambe. 
A questo punto il film migliora notevolmente: gli effetti speciali sono molto ben fatti, c'è ovviamente una gran quantità di cg, ma ci sono anche effetti visivi molto ben realizzati che fanno meraviglie nella rappresentazione della violenza e, specialmente, degli effetti delle armi alieni sui corpi dei nostri poveri aspiranti rangers. 
Non c'è originalità e la maggior parte delle scene sono assolutamente già viste, ma la realizzazione è ispirata. 
Prendete, per esempio, la scena quando alcuni dei soldati sopravvissuti rotolano giù per un pendio: è qualcosa di trito e ripetutamente incontrato, corpi che capriolano e sbattono contro alberi e rocce varie. Niente di inaspettato, ma la coreografia degli urti, gli effetti sonori e visivi dei corpi che si rompono e comprimono, sbattono e si sfracellano è fuori dal comune. 
Così più o meno tutto il resto del film. 
Sfortunatamente, il finale è come l'inizio: una menata rompipalle di propaganda militare USA con tanto di discorsetto alla Independence Day. Normalmente, sarebbe una menata sopportabile e ignorabile: in questi giorni, mesi e anni è come guardare un film cinese. 
C'è una piccola parte per Dennis Quaid. 


Absolute Batman tpb 1: contenente gli albi 1-6, storyarc "The Zoo". Avevo già letto i primi 2, troppo curioso per trattenermi, trovandoli non così eccezionali come le incredibili vendite e buzz online volevano imporre. 
Breve intro: nel 2024, DC Comics ha lanciato un imprint 'Absolute' che è, senza girarci troppo intorno, la versione DC dell'Ultimate Universe Marvel. 
L'editore ha, naturalmente, iniziato con il lancio di 3 testate incentrate sulla trinity. 
Batman è stato un iper successo di pubblico, fumetto più venduto dell'anno; Wonder Woman è stato un molto discusso successo di critica; Superman è stato un flop. 
La premessa di questo Batman è non essere ricco. Nonostante non sia ricco, Batman ha una batmobile, i suoi normali gadget, diverse basi sparpagliate per la città: non è ricco, non è manco povero e la premessa, a guardarla da vicino, si sgretola. 
Realmente interessante, invece, è la riorganizzazione di tutti i principali personaggi: Gordon è sindaco, Barbara è una poliziotta, Martha è viva (Thomas no); Penguin, Croc, Nigma, Harvey e Selina sono tutti amici d'infanzia (e correnti) di Bruce e, alla fine di questo primo storyarc, a conoscenza della sua identità segreta. 
Alfred è una super spia arrivata a Gotham per vari motivi, che finisce nell'orbita di Bruce e decide di aiutarlo. 
Black Mask è il nemico iniziale, una versione completamente diversa che sembra pescare qualcosa (aka riciclare) da Professor Pyg. Si intravede Joker. 
Snyder è un ottimo scrittore, continua a non cliccare completamente con me: scrive bene, costruisce bene le sue storie, non ha le caratteristiche creative e artistiche che associo agli autori di prima grandezza; il confronto con Tom King è completamente perso. 
Il disegnatore, Nick Dragotta, non mi piace: il suo design di Batman è così controverso da essere stato un giga-successo, ma aldilà delle proporzioni ipertrofiche, c'è grossa carenza dal punto di vista narrativo; ogni albo ho contato almeno 3 tavole con difficoltà nel seguire l'azione, dettagli completamente incomprensibili. 
Non voglio negare la qualità di questa pubblicazione, ma il suo successo è più merito del marketing e del design provocatorio di Batman, che della storia. 
Immagino tenterò anche il prossimo tpb e, magari, Wonder Woman e una delle limited; oppure resto su Image e gli altri indie. 


Evangelion:30; - 30th Anniversary of Evangelion: per i 30 anni di Evangelion, Studio Khara ha organizzato dei festeggiamenti intercorsi a fine Febbraio tra il 21 e il 23. 
Per commemorare l'occasione è stato realizzato un cortometraggio originale; l'ho già guardato diverse volte in più versioni camrip: oggi è stato reso disponibile sul sito ufficiale. 
A questo punto, tanto vale parlarne brevemente. 
Original Asuka e Rebuild Asuka sono su un palco e si lamentano di essere state continuamente maltrattate in ogni versione di Evangelion, di essere le uniche a non avere un lieto fine; Rebuild Asuka, quindi, insegna a Original Asuka un modo per saltare di universo parallelo in universo parallelo alla ricerca della vita perfetta. 
Seguono svariati passaggi comici pieni traboccanti di citazioni da tutto Evangelion: l'episodio 26, episodio 27 (!), End... c'è persino un evidente richiamo a Re-Take. 
Un mondo senza Eva è, ovviamente, il finale perfetto anche per Asuka. 
Ora, mentre questo cortometraggio mi ha reso più giddy ed emozionato di quanto meriti realmente, la vera notizia dal 30esimo anniversario è l'annuncio di una nuova serie di Evangelion. 
Data d'uscita tba. C'è un teaser, qualcuno ha analizzato il teaser e visto somiglianze con Anima (non credo). Sarà una co-produzione con CloverWorks. Sarà, soprattutto, esplosivamente scritto da Yoko Taro. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Asuka trova l'universo perfetto e uno Shinji sorridente che si offre di realizzare ogni suo sogno. Asuka rifiuta: sarebbe come arrendersi, torna nel suo universo per costruire e combattere per realizzare i suoi sogni nel suo posto. 


The Human Target vol. 4: parliamo della miniserie di 12 uscita tra il 2022 e il 2023 per l'imprint Black Label di DC Comics. 
Questo potrebbe essere il fumetto a farmi seriamente ri-precipitare nel baratro. 
No, nessuna ongoing series in continuity all'interno di un qualche universo, ma certamente sto apprezzando la lettura di limited, gn e pubblicazioni stand-alone. 
NOTA: Black Label aveva sostituito Vertigo; nel 2024, se capisco correttamente, DC ha riesumato Vertigo pur mantenendo Black Label. Non mi è chiaro quale sia, a oggi, la distinzione editoriale. 
Parliamo di Tom King. 
Quando ho smesso di leggere fumetti l'ultima volta, Tom King stava cominciando a essere riconosciuto come uno dei grandi scrittori contemporanei con la sua run su Batman, ma è successivo al mio periodo di grazia con i comics DC, quindi non l'ho mai effettivamente apprezzato come tale. 
Questa mini è impeccabile, è uno dei migliori comics che abbia letto, è memorabile e superlativa in ogni suo aspetto. Non c'è un singolo difetto. 
Questa è una pubblicazione del 2022 ed è ambientata, e in continuity, con una storia della Justice League International (vol. 2) di Gerard Jones del 1994, che lessi a suo tempo. 
Vorrei dire qualcosa a proposito di come DC sia ancora costretta a storie intese per un pubblico della mia generazione, che l'esperienza "52" del 2006 continua a costare all'editore in termini di geeks persi per strada e mai recuperati. 
Non lo farò. 
Christopher Chance The Human Target è un personaggio DC molto minore: non ha poteri, è un maestro del travestimento, lavora come guardia del corpo. 
A inizio storia lo troviamo morente. 
Dodici giorni prima, mentre impersonava Lex Luthor, è stato avvelenato con una sostanza incurabile. 
Dodici giorni per dodici albi, Chance vuole risolvere il proprio omicidio: i sospetti sono tutti membri della Justice League International; il movente è la vendetta per la morte di Ice (non c'è bisogno di conoscere l'esatto retroscena, ma è spiegato). 
Qui la cosa diventa un filo più complicata, ma non di molto: Ice è viva e vegeta, come sempre con i personaggi dei fumetti, la morte è uno stato passeggero; Ice è co-protagonista della serie. 
C'è una storia d'amore. Ci sono inganni e tradimenti. C'è un'impossibile quantità di genio e arte in questa miniserie, nei suoi testi e, per una rarissima coincidenza astrale, nei suoi disegni. 
Greg Smallwood è un fantastico maestro (e il suo supporto di inker e coloristi). 
Non c'è una tavola confusa, ogni riquadro è un'opera d'arte, narrativamente e visivamente è perfetto, squisitamente comprensibile, meravigliosamente personale e riconoscibile. 
Cosa manca a questo fumetto? In realtà niente, semplicemente non siamo in un periodo storico con la possibilità di creare qualcosa di rivoluzionario; i grandi fumetti che tutti conoscono e riconoscono aver cambiato la storia del genere hanno tutti qualcosa in comune: non sono per bambini, sono quei fumetti che hanno mostrato la maturità del formato e la realtà di poterlo usare per produzioni adulte, significative e importanti. 
Questo non può più essere fatto: non si può più rivoluzionare il concetto popolare di cosa sia un fumetto, perché non esiste più un serio bias infantile verso questa forma d'arte e intrattenimento. 
The Human Target (vol. 4) è un capolavoro, un masterpiece perfetto. 
Uhm. 
Un difetto c'è, non per me. Immaginando un giovane lettore, questa miniserie un difetto ce l'ha. 'Giovane' non necessariamente d'età, giovane d'esperienza con la DC Comics. 
Questa è una miniserie in continuity (parzialmente) che utilizza personaggi e bits di storie dagli anni '90 dello scorso secolo. E' pienamente possibile apprezzarla così com'è, ma non completamente. 
Il centro di questo problema è, senza dubbio, Ice. 
Tutto il fumetto gira intorno alla più nota caratterizzazione di Ice, un personaggio che ha smesso di essere rilevante da 30/40 anni (ammesso lo sia stato mai): Ice ha una caratterizzazione specifica che è fortemente legata agli anni della sua creazione e al contesto estremamente particolare della Justice League International, così come stabilito da Giffen/DeMatteis; tutta la storia gira intorno a questa risaputa, assolutamente certa, caratterizzazione del personaggio. 
Tutto ciò è scritto e spiegato brillantemente da King nella miniserie, ma un conto è leggerlo per la prima volta nel contesto di questa miniserie, un conto è averlo interiorizzato 30/40 anni fa e vederlo esplodere durante questa miniserie. 
Negli ultimi mesi ho letto alcuni eccellenti fumetti, ma questo è una spanna sopra tutti. 
...e non ho detto del protagonista, che è un misto di James Bond, il Santo e tutti quei personaggi/spie carismatiche, con il più classico dei detective noir tutto cinismo, determinazione e profondità romantiche. 
...e non ho detto di come albo giri intorno a un particolare justice leaguer e sia narrativamente diverso dagli altri, alcuni più di altri, con stile e tono che cambiano, e ci siano citazioni e riferimenti ad altre storie famose. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Ice e Fire sono i killer principali, ma altri della League hanno aiutato più o meno consapevolmente; Ice e Chance vivono una relazione appassionata e appassionante, soprattutto perché entrambi sanno (praticamente da subito) che lei è la sua assassina. 
Chance muore. Ice piange. Qualche mese dopo riprova a uccidere Luthor, e ci riesce. 
A questo punto la storia è fuori continuity. 



Redline Heist (Id, 2026): generica pubblicazione Baen, l'autore è un tale Michael Mersault. Romanzo usa e getta di quelli che sei sempre a un passo dallo smettere, poi arrivi in fondo perché ti costa meno fatica continuare a leggere. 
Dovrebbe essere il primo in una serie "Doomsday Artifacts". 
Futuro remoto, l'umanità ha colonizzato lo spazio; malvagi techno-socialists hanno cancellato tutti i documenti di storia e cultura umana pre-spaziale (ci sono motivi, ma ideologicamente siamo sul versante repubblicano della narrativa), lasciando solo scampoli di video/libri/film/musica/etc divenuti rapidamente oggetto di frenetica collezione da parte di ricchi annoiati. 
Entrano in scena 3 protagonisti principali, ma il libro ha un vasto cast di personaggi, alcuni dei quali protagonisti di paragrafi e/o pochi capitoli.  
Un brillante ladro-truffatore di quelli carismatici che trionfano di chiacchiere, una ex-militare nichilista che è quasi un Agent Venom con simbionte che la potenzia e rende super, il fratello minore sfigato di uno dei poteri economici più grandi dello spazio. 
Succedono cose e il fratello sfigato crea una specie di Death Race dove i succitati ricchi annoiati possono scommettere sul risultato di gare/combattimenti usando macchine umane d'epoca guidate da disperati. Il ladro e la soldatessa (scrivere 'soldatessa' mi fa pensare alla Fenech) fanno squadra e vogliono approfittare della Death Race per diventare super ricchi (lui) e combattere la noia e le aspirazioni suicide (lei); i due diventano amici, c'è qualche hint di possibilità romantiche.  
Tutto sommato è un romanzo divertente scritto professionalmente; sfortunatamente, per motivi misteriosi, l'autore ha scelto di dare un'impronta old british alla lingua parlata dai protagonisti (il motivo è perché fissati con le antichità terrestri), che si apostrofano tra loro con 'Love', 'Old Sport', 'Good Fellow' e roba del genere. Diventa molto fastidioso molto in fretta.
Il libro è pure troppo lungo: l'introduzione è interminabile e ci sono troppi capitoli dedicati a fare inutile world building; quando, finalmente, comincia la Death Race, il libro esplode ed è un crescendo di fun e azione. Fa dimenticare il lentissimo inizio, ma non completamente. 
Ah, c'è anche un misterioso alieno tipo Predator.  
Tutto ciò detto. 
Leggerò sicuramente anche il secondo, non ne trovo tracce, ma presterò attenzione. 
SPOILER SPOILER SPOILER
I nostri eroi vincono ma diventano super ricercati. Guadagnano un sacco di soldi e mettono le mani su vari ninnoli alieni non meglio precisati. Lui ha già in mente il prossimo grande piano, lei rimane in scia perché intrattenuta.