What Feasts at Night (Id, 2024): seconda gothic novella per la/lo Sworn Soldier di T. Kingfisher. La prima mi aveva lasciato indeciso, questa mi è piaciuta molto di più: ne esiste già una terza, la prenderò.
Migliorie rispetto al primo: la vicenda, pur mantenendo forme letterarie e narrative volutamente riconoscibili, è meno diretta reinterpretazione di storie famose, più originale e immersa in un folklore famigliare ma originale. 
L'autrice, inoltre, dedica molta meno attenzione agli aspetti lgbt del suo protagonista concentrandosi maggiormente sulla caratterizzazione, e ne esce fuori un ottimo personaggio alle cui storie tornare con entusiasmo e voglia libro dopo libro. 
Ritroviamo Alex con una nuova tacca di ptsd sulla cintura, la terribile esperienza con i funghi assassini si aggiunge a quelle della guerra; Alex è tornato a casa per tenere fede alla promessa fatta con uno dei co-protagonisti del primo libro: la fittizia nazione circa-boema inventata da Kingfisher sembra cucita montando pezzi di letteratura popolare tra fine '800 e primi '900, ma ci sono immagini che evocano chiaramente (almeno a me) panorami videoludici da The Witcher e affini. 
Alex è a casa con i suoi compagni e ospiti, è immediatamente accolto dal cadavere (riassumo) del keeper della sua casa di campagna; morte misteriosa, la gente non vuole parlarne, la casa di campagna potrebbe essere haunted. 
Il terzo libro, stando al blurb, è direttamente ispirato a Lovecraft.
SPOILER SPOILER SPOILER
C'è un fantasma che ti uccide in sogno. Nessuno riesce a sfuggire perché combattere in sogno non è qualcosa di normale, sintetizzo, ma i sogni di Alex sono pieni di guerra e combattimenti: la ptsd lo salva permettendogli di battere il fantasma (che è il solito spirito semi-innocente), mettere a riposare il cadavere.


Cosmic Princess Kaguya!: lungometraggio animato giapponese, coproduzione Studio Colorido con Studio Chromato. 
Rilasciato da Netflix a inizio 2026, si cercò di spacciarlo per un KPop Demon Hunters giapponese. 
E' l'ennesima reinterpretazione del mito del Bamboo Cutter: leggermente nel futuro, Kaguya arriva sulla Terra, viene trovata da una stressatissima studentessa che vive da sola dopo un forte contrasto con la famiglia, diventano amiche e formano un gruppo idol all'interno del solito mondo digitale vr. 
Sì: ci sono canzoni e balli, qualche combattimento. Il jpop, tuttavia, non ha lo stesso appeal (neppure lontanamente) internazionale del kpop.
Alti e bassi: è animato molto bene, visivamente notevole seppur (inevitabilmente) troppo fortemente caratterizzato sugli standard kawaii-virtuale giapponese perennemente sulla scia di Hatsune Miku; c'è il consueto pacchetto di setting/critica sociale con il contrasto tra genitori-figli, l'insopportabile pressione sugli studenti, l'isolamento; c'è, inoltre, fastidiosamente e, ormai, insopportabilmente nel 2026 una storia d'amore saffico continuamente solo allusa: vaffanculo ai giapponesi che continuano a scrivere storie lesbiche tra ragazzine senza riuscire a farlo con parole chiare e rappresentazioni oneste.
Porca troia: questo film si infila sulla stessa, odiosa linea di Witch from Mercury e Lycoris Recoil; storie d'amore scritte con umorismo e sensibilità che rimangono cock-bloccate dalla codardia degli studi di produzione che... è allucinante pensare che il trattamento Disney di The Owl House sia meglio di quanto succede abitualmente in Giappone.
Tutto ciò detto. 
Stavo parlando di alti e bassi: la sceneggiatura è valida, inaspettatamente, ma il finale è una merda confusa inutilmente complicata senza motivo. Ne riparlo dopo spoiler. Le canzoni sono di quel pop infantile da idol minorenni che causa conati di vomito, ma i balletti sono simpatici. 
Kaguya è insopportabile per circa metà film, ma la studentessa è un buon personaggio dall'inizio alla fine e la sua caratterizzazione è pure un po' fuori dagli standard: estremamente capace, matura, consapevole di conseguenze e il peso delle scelte. Eccellente protagonista. 
Kaguya, invece, è hyper ed extra e stridula e intollerabile: il suo, però, è il character arc migliore.
Uhm. 
Basta: si guarda, è un buon lungometraggio animato; leghe al di sotto di KPop Demon Hunters, è una versione inferiore (molto) di Belle.
SPOILER SPOILER SPOILER
Se ho capito correttamente: Kaguya scappa dalla Luna perché si annoia, incontra la protagonista e succede il film; il governo della Luna non è contento, la costringono a tornare. 
A questo punto il film sarebbe finito, non un happy ending ma un finale normale per i giapponesi. 
Kaguya fa una gran scena di accettare le proprie responsabilità, poi la protagonista le scrive una canzone e Kaguya scappa di nuovo dalla Luna. Scappa, ma la sua astronave colpisce un asteroide. 
Ora: non è Krypton. E' la Luna: ci può essere un asteroide tra la Luna e la Terra? 
Boh. Colpisce l'asteroide e, senza alcun motivo, finisce 8000 anni nel passato. 
Cazzo! Direte voi: è la trama di Tonikawa! No. 
Finisce nel passato e, per qualche altro motivo non spiegato, non ha un corpo ma è solo uno 'spirito'. 
Passano 8000 anni e diventa l'host del mondo virtuale in cui si svolge larga parte del film: colpo di scena, la cantante che controlla il mondo virtuale e Kaguya sono la stessa persona! 
A questo punto diventa ancora più confuso: la protagonista trascorre 10 anni a inventare un corpo androide dove riversare la coscienza di Kaguya, ma non della Kaguya di 8000 anni, in qualche modo di quella... dell'altra. 
Nel finale, le 3 sono in una relazione: protagonista umana quasi 30enne presumibilmente vergine, una Kaguya solo digitale di 8000 anni, la Kaguya 17-18enne nel corpo di un androide.
WTF.


Rise of the Reaper (Id, 2026): scrittura sopra la media salva un banale isekai fantasy con protagonista immediatamente OP, leggermente comico/poco drammatico; c'è un system impersonale che funziona un po' come quello di HWFWM. Il protagonista ha la possibilità di variare classe, ma in questo primo libro è una funzione non utilizzata, e perlopiù si comporta come un assassino. 
C'è molto di Primal Hunter. Eroe che si scopre attratto dal rischio e dai combattimenti contro nemici pericolosi, specialmente umani, e sviluppa una filosofia da vigilante stile Punitore. 
Se fosse stato scritto meno bene, l'avrei cassato. Originalità bassa, ma i combattimenti sono ben scritti e c'è una storia d'amore immediata che ho apprezzato. Molta carne al fuoco, lo definirei promettente, secondo romanzo già uscito. 
Lo leggerò (non subito). 


Colony: simpatico horror con zombie coreano uscito da qualche mese. Il setting è abbastanza banale e sembra uscito da un qualunque Resident Evil/Batman: disgruntled scienziato Koo Kyo-hwan decide di vendicarsi del suo ex-datore-di-lavoro-che-gli-ha-rubato-la-ricerca-spacciandola-per-propria, della comunità scientifica/accademica e del mondo in generale, rilasciando uno zombie virus durante una conferenza in un mega-super-giga-centro commerciale.
Il film è diretto e co-scritto da Yeon Sang-ho. Yep! E' quello di Train to Busan e seguiti: un grande ritorno al genere.
Volendo (dovendo?) trovare qualcosa per differenziare Colony dai suoi film precedenti, l'autore ha deciso di fare proprio qualcosa di The Last of Us (e, di nuovo, Resident Evil). Questi zombie hanno un gimmick: sono una hive mind e sono in grado di diventare più intelligenti condividendo XP e incrementando il proprio numero.
E' una bella idea, è divertente ed è pure implementata con una certa logica interna, creatività in alcune scene particolarmente ben riuscite.
Sfortunatamente, il film è appesantito da un contorno di banalità ed evidente mancanza di sforzo: la risposta del governo coreano è sigillare il centro commerciale, nascondere la verità, pararsi il culo e il resto del trito pacchetto 'governo ladro/incompetente'. Ci sono un numero eccessivo di scene riempitive dedicate a rappresentare l'inefficienza, la pochezza morale e stupidità dei governanti.
NOTA: fatico a ricordare un film coreano non critico con lo stato.
La tendenza dei film commerciali coreani (asiatici in generale) di approfittare e assimilare senza spirito le inclinazioni più popolari del momento, è anche all'origine dell'altra scelta narrativa superficiale e mal realizzata del film: girl power.
L'eroica, un po' stronza, super smart protagonista del film è una professoressa interpretata da Jun Ji-hyun: prende la guida del gruppo di sopravvissuti, combatte contro uomini stupidi/egoisti, diventa amica della co-protagonista, altra professoressa, e propone il solito modello di donne forti, ma sensibili dentro, che possono fare a meno degli uomini, avere grande successo nelle materie stem, etc etc.
Oh! Intendiamoci: niente di male nel disprezzare il governo e incoraggiare le donne, eh!
Mi sembra di essere quelli che cominciano i discorsi con 'la russia è l'aggressore'.
Tornando al film: è una buona produzione che ha cercato di nascondere un po' delle ripetizioni del genere dietro un paio di idee circa originali, ma non ha avuto il budget o l'intenzione di salvarsi dal circondarle con mediocrità.
SPOILER SPOILER SPOILER
Muoiono tutti tranne le due protagoniste e il governo, che scappa. L'infezione viene fermata, il finale assomiglia un po' a quello di One Yellow Eye di Leigh Radford.
Altre idee interessanti: il muco alla Alien e la progressiva trasformazione degli ambienti, il contorsionismo degli attori-zombie e certi montaggio disturbanti di inaspettato body-horror.


Insidious - Out of the Further: meno mediocre degli ultimi. Comincia quasi senza introduzione, i personaggi (compresi quelli secondari) accettano rapidamente la presenza del sovrannaturale, è più action e onestamente stupido. 
E' il sesto film nella serie, ha nuovi protagonisti (a parte la ricorrente Elise) ma una storia che continua in qualche modo dalle disavventure della famiglia Lambert; il lore della serie continua a crescere, non necessariamente in positivo. 
Oltre ai tizi che possono 'semplicemente' astraviaggiare nel Further, salta fuori che ci sono tizi più potenti che possono anche trasportare cose avanti e indietro, argutamente chiamati 'corrieri'. 
Senza svelare troppo dell'imperdibile trama, approfittando di questo potere, uno dei soliti morti malvagi vuole qualcosa di più che possedere lo sfigato di turno.
Ci sono alcune idee divertenti, sono poche quindi ne parlerà dopo spoiler, ed è il mio preferito dal secondo. 
Uno spin-off è in produzione. 
SPOILER SPOILER SPOILER
C'è un mega team-up di tutti i mostri e demoni dai film precedenti. Il piano del cattivo è di portarli tutti nel mondo dei vivi e invaderlo fisicamente. La sceneggiatura perde progressivamente senso, ma guadagna in interesse.


Coyote vs. ACME: è molto simile a Roger Rabbit. Certo, cartoni ed esseri umani che interagiscono in un mondo condiviso governato da regole molto lasse, ma il punto è la somiglianza nella storia: non voglio fare spoiler, ma è davvero molto simile (tipo che è la stessa storia vagamente aggiornata a un tipo di pubblico contemporaneo). 
L'animazione è ben fatta, ma ci sono pochissime scene con interazioni fisiche tra cartoni e umani: Roger Rabbit e Space Jam erano certamente più coraggiosi e con mezzi decisamente inferiori; qui ci sono pochissime trovate e idee relative alle possibilità di 'cartoni dal vivo'. 
E' generalmente un film che prova poco: va sul sicuro, niente innovazione, sceneggiatura blanda e prevedibile.
NOTA: il film stava per essere non rilasciato. E' pronto dal 2023, ma Warner essendo quello che è stava per cassarlo. Le motivazioni? Quelle che volete: sfiducia verso la qualità del prodotto finale? Problemi economici/logistici dovuti alle continue ristrutturazioni? Politiche perché la storia è vagamente critica del sistema USA?
Non è un brutto film, certamente inferiore a certe rappresentazioni che lo vedono spumeggiante e appassionante; è ben fatto, ma privo di qualsiasi spirito o irruenza: è praticamente l'opposto del folle e creativo carattere emblematico dei looney tunes. 
Will Forte nei panni del capo degli avvocati è un non attore del peggiore livello; John Cena è molto migliore.
Riassumendo: il trailer è meglio del film.
NOTA2: il film è vagamente basato su un articolo/storia comica di Ian Frazier del 1990 pubblicato sul New Yorker. Si trova online facilmente. Non è divertente.
SPOILER SPOILER SPOILER
Il finale esemplifica il film: gli eroi perdono perché non possono vincere, ma vincono 'moralmente'; Beep Beep e Coyote hanno un momento d'affetto e d'amicizia che è già stato usato non so quante volte in 70 anni di storia. 


Moss'd in Space (Id, 2026): primo libro di una trilogia, nuovo progetto per l'autrice Rebecca Thorne.
Senza mancare di rispetto a Thorne, immaginate una Becky Chambers semplificata.
Cozy scifi incentrata su relazioni interpersonali. 
L'umanità ha raggiunto le stelle, ha incontrato la solita organizzazione di alieni associati ed è stata trovata, come spesso capita, manchevole e inadatta a interagire con le altre razze (anticipo un po' del setting rivelato nella parte finale del libro); impossibilitati a obbiettare, gli umani si trovano a possedere un unico pianeta sovraffollato e una quantità di stazioni spaziali substandard. 
Abbiamo una protagonista principale, povera ma ottimista, con una sorella afflitta da una malattia tipica del vivere in questa stazioni spaziali di merda; la vuole salvare, ovviamente, risparmia e compra la nave spaziale meno costosa di sempre con l'intenzione di provare ad andare a vivere sul pianeta.
La nave spaziale è, inaspettatamente, molto fuori dal comune. 
E' uno degli ultimi artefatti della più avanzata e potente razza aliena dell'universo, da tempo scomparsa, ed è gestita da un'intelligenza artificiale (non è la definizione corretta, ma qui si sintetizza) semi-biologica incentrata su una colonia di mushio. 
L'astronave è invasa da moss, moss fa funzionare l'astronave, moss è Moss ed è la seconda protagonista della storia; meno dell'umana, ma ha molte parti di capitoli dedicate. 
Moss ha forti abandonment issues: il super alieno che l'ha creata, l'ha abbandonata per più di un secolo; gli umani non sapevano che farsene, quando finalmente la nostra protagonista la compra e libera, lei si attacca morbosamente. 
Esagero. 
Successivamente entrano in scena svariati altri personaggi: la sorella malata, il capitano di una flotta di smugglers che è anche la sua ex-non-ex, il super alieno e tutta una serie di altri alieni. 
C'è molto di Firefly.
Mi è piaciuto, è ben scritto e le relazioni tra i personaggi sono avvincenti; la storia è un po' un casino e il setting complessivo è a malapena coerente, ma ci sono ampie possibilità di correzione nei prossimi romanzi. 
Il secondo è previsto per maggio 2027. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Trovano una super stazione spaziale abbandonata dai super alieni, il super alieno dà permesso di usarla per dare una casa a umani poveri e altri alieni bisognosi; si mettono a lavoro e tutto il gruppo trasloca sulla stazione. 
Nel finale, esplorando parti della stazione cadute in disrepair, parte del gruppo finisce involontariamente in un qualche sistema di trasporto che li spedisce sul pianeta abbandonato dei super alieni, senza supporto.