infodump: cose che si leggono. The Second Expedition, The Second Sect, The Second Storm, libri 4-6 di A Thousand Li, la serie progressive/cultivation di Tao Wong recentemente acquisita/iniziata pubblicazione da un editore tradizionale. Secondo storyarc: prologo e guerra contro le Dark Sect, specie di Sith; nel primo, il nostro protagonista e la Elder Sister devono trovare ingredienti per salvare il Master avvelenato dai cattivi; nel secondo, il protagonista deve trovare un modo per sopravvivere a causa di ferite sostenute durante quello prima, e comincia il processo per renderlo OP: scopre di avere un corpo magico basato sul Vento, e una particolare bloodline (che sarà probabilmente esplorata nel prossimo storyarc); nel terzo, andando contro gli ordini, decide di partire per salvare la Elder Sister rapita dai cattivi nel mentre di una guerra totale. C'è qualche timeskip, il nostro finisce l'ultimo libro prossimo a entrare nel terzo stadio della strada verso l'immortalità. Muoiono parecchi personaggi secondari. Comincia a sviluppare il suo dao personale, basato sui 7 venti ed è piuttosto divertente; l'autore continua a tentare la rappresentazione narrativa del processo di illuminazione intellettuale/spirituale, ma è spesso un marone di pagine e pagine di elucubrazioni filosofiche più o meno riuscite. L'autore continua a mostrare la propria grande abilità di planning, rivelando il frutto di semi piantati migliaia di pagine prima: è molto bravo. Il finale del terzo libro vede il protagonista banished dalla setta, abbracciare il suo nuovo stile di vita vagabondo (come il vento). The Fight di Norman Mailer è un saggio del 1975 dedicato al famoso Rumble in the Jungle, il combattimento tra Ali e Foreman: recentemente, parlando con mia moglie, ho espresso e cementato la mia antipatia per la retorica insopportabile dei giornalisti sportivi. Ecco, Mailer è esattamente di quel tipo che la butta sulla poesia e offre solo suggestioni (è pure scritto male). Herald of Shalia 2 di Tamryn Tamer: questa serie è come quando compro una bottiglia di whisky particolarmente gradevole, la centellino. E' il giorno del matrimonio di Frost con la principessa; a Frost viene affiancato una guardia del corpo, la sua unica missione: impedire a Frost di copulare con qualcuno OLTRE a sua moglie fino almeno a mezzanotte. Prima della fine del libro, circa una settimana, Frost avrà altre 2 mogli, esteso il suo territorio e adottato un'altra popolazione di odiati demihumans. Tutto ciò è solo relativamente importante: il secondo libro della serie conferma essere una delle letture più esilaranti della mia vita. Mi fa scompisciare. Bungo Stray Dogs part 1: ugh. Che palle e che noia. Il mese scorso, gli autori hanno deciso che la conclusione dello storyarc "Decay of the Angel" essere anche il finale della 'parte 1' del manga. Assolutamente odioso. A parte che l'ultimo storyarc è stato un infinito marone che ha evidenziato tutte le pecche del manga: il disegnatore è incapace, l'autore non è all'altezza delle sue idee; il problema grave è l'assoluta mancanza di comprensione di quale sia il punto di successo del manga, Dazai, e la scelta estremamente infelice di concentrarsi su Atsushi. Bla bla bla, il manga finisce con il capitolo 129, lo storyarc iniziò con il 46! Il capitolo 46 uscì nel 2016. Uno storyarc NON può durare 10 anni: è impossibile seguirlo, è inevitabile perdere interesse e perdere il filo della storia. Tutto ciò detto: la parte 1 finisce con Atsushi che si trova a Londra nel passato in una dimensione parallela. Non penso continuerò a leggere. Mistrunner di Nicholas Searcy è un romanzo cyberpunk YA che non avrei dovuto provare. Heroes of an Unknown World di Ayize Jama-Everett è l'ultimo nella serie "Liminal People": è stato pubblicato 7 anni dopo il precedente, la serie mi piaceva, ma nel tempo trascorso ho perso qualsiasi interesse e l'autore ha eccessivamente accentuato il suo inglese ghetto/africano rendendo la lettura orrida e faticosa. Aether's Blessing di Daniel Schinhofen è l'ennesimo dark academia, progressive harem con niente di male/niente di bene. Unhittable di Rob Friedman, aka Pitching Ninja (è un molto famoso content creator di baseball): la storia di come il pitching del baseball si sia trasformato da un'arte di guts e genio a una scienza basata su tabelle e tecnologia, e come il gioco sia pesantemente a favore dei lanciatori dalla fine degli anni '90 a oggi. Non è scritto male, l'argomento è interessante; non è scritto bene, l'argomento è arcinoto. Hell Difficulty Tutorial 4-5 di Cerim: nel libro quattro si chiude il floor 5, comincia e si conclude il primo torneo (lo vince Nat), il protagonista accetta (finalmente) di considerare i membri del gruppo come amici; nel quinto c'è un breve training arc, inizia il floor 6 (che è parecchio horror) e scopriamo la vera natura di Beyond (è un super-mega dungeon con tutto il suo contorno di società con guilds, avventurieri e il resto, e sono tutte persone vere da vari mondi in cui si sta svolgendo il Tutorial), c'è un chiaro character arc per Tess. Roak di Jake Bible: gli ho dato un'altra occasione, continua a non piacermi. Ha ottime idee che sarebbero proprio quello che vorrei, ma scrive male. The Black Company di Glen Cook, primo nell'omonima serie, classico romanzo fantasy del 1984. Invecchiato male. The Works of Vermin di Hiron Ennes: ho provato anche il secondo romanzo dell'autore. Sembra il Mieville degli inizi tutto weird fiction, prosa lirica e suggestioni incomprensibili (è un complimento); Ennes scrive bene, ha grandi idee, però è uno sbrodolone che si parla addosso e dimentica di portare avanti la storia, dimentica di tenere viva la motivazione nel lettore, è chiaramente troppo innamorato di sé. Outlaw Planet di Mike Carey: niente, non c'è verso e con questo autore non riesco più a trovare feeling; romanzo di fantascienza western con un setting imitazione della guerra civile americana: nord contro sud, la popolazione è compresa di animali antropomorfi, l'equivalente dei nativi americani sono gli umani; c'è pure un po' di multiverso e la protagonista è la solita lady istruita che arriva alla frontiera per insegnare, succedono cose, prende in mano una pistola e diventa un famigerato bandito. E' un orrendo e banale furry western.
Cose che non si leggono (in realtà è tutto sottotitolato, quindi si leggono): Hell's Paradise s02, dodici nuovi episodi (totale 25) per l'adattamento animato di Jigokuraku, tre anni dopo il terribile flop della prima stagione, macchia vergognosa sulla reputazione di MAPPA; questa seconda stagione è ben realizzata, non è il meglio di MAPPA, ma è sopra gli standard giapponesi, quindi almeno all'altezza. Adatta il manga più o meno fino al capitolo 94, metà del penultimo storyarc: arriva la seconda spedizione con i ninja e il resto degli executioners, la battaglia diventa a 3 fazioni. Nessuna informazione se o come proseguirà la produzione: il manga finisce al capitolo 126, non sembrerebbe rimanere abbastanza storia per un'altra stagione, troppa per un solo film. Golden Kamuy s05 - the Final Season... cour 1? I giapponesi, come al solito, hanno inutilmente complicato la questione con titoli a cazzo: questi sono altri 13 episodi, totale 62, che adattano fino a due/terzi circa dell'ultimo storyarc, Hakodate, capitolo 302 per l'esattezza. Prossimo inverno, il finale della Final Season. Come funzionerà non è per niente chiaro: l'ultimo capitolo del manga è il 314. Recentemente, Frieren ha avuto una stagione da 10 episodi; il 'cour 2' della Final Season di Golden Kamuy sarà al massimo di 6. Un film avrebbe avuto molto più senso, magari 2. Vedremo, ma è bizzarro. Mistress Kanan Is Devilishly Easy, adattamento animato dell'omonimo manga: ho visto il primo episodio, questo è un manga che leggo (per nessun motivo e sono sempre lì lì per mollarlo), e l'ho immediatamente abbandonato. Assolutamente senza senso adattare un prodotto come questo, fatto esclusivamente di fan service, e animarlo così di merda. Yoroi Shinden Samurai Troopers cour 1: sapevo sarebbe stata una merda, ma l'ho guardata comunque (mandando avanti veloce tutti gli ultimi 8-9 episodi); seguito dell'originale Ronin Warriors/5 Samurai, questa produzione Sunrise con abuso di cg è, in realtà, abbastanza decente: è per bambini, certo, ma è molto simile a quanto venne fatto per Jeeg. Personaggi secondari dalla serie originale nei primi episodi di questa, alcuni segreti estremamente stupidi che re-introducono alcuni dei protagonisti dalla serie originale in ruoli diversi, e alla fine tornano tutti i protagonisti dalla serie originale e combattono insieme a quelli nuovi. Dodici episodi, niente di originale, caratterizzazioni stupide, animazione molto vistosa ma la cg è brutta, graziose citazioni stilistiche dalla serie originale (tipo le trasformazioni originali fatte in modo da sembrare meno in cg rispetto a quelle dei nuovi). Non guarderò il secondo cour. Crime 101 è un marone di thriller con Chris Hemsworth che fa il ladro, Ruffalo il poliziotto, Keoghan lo psicopatico, Halle Berry l'assicuratrice. Vorrebbe essere come Heat, ma è insopportabilmente noioso; vorrebbe creare una mitologia di Los Angeles come LA Confidential, ma è solo orribilmente pretenzioso. Agent from Above è una serie tv (la più costosa mai prodotta in) taiwanese: divinità e demoni combattono sulla Terra possedendo umani. Inguardabile. Reincarnation no Kaben è l'adattamento animato dell'omonimo manga, è molto diverso dal manga (che leggevo, poi dnf): shonen di combattimento con protagonista antieroe e premesse simili a Bungo Stray Dogs, potrei strani basati su personaggi storici. Non vale la pena. Dandelion, adattamento animato in 7 episodi di un manga one-shot uscito nel 2002: è un progetto strano. Comico-stupido con elementi seri, ricorda vagamente Gintama. 

The Chosen Free (Id, 2023): ultimo libro nella trilogia "Prophecy Approved Companion" di Tevagah. Ultimo romanzo per l'autore, successivamente passato a scrivere (con successo) adattamenti a fumetti di romanzi litrpg per Webtoon/pubblicazione; giusto per significarne il valore, Tevagah è l'autore dei fumetti di Dungeon Crawler Carl.
Terzo libro e migliore nella serie: è l'unico dei tre a non risultare troppo lungo, addirittura il contrario. 
Il finale è perfetto, avrebbe potuto essere un po' più sviscerato. 
Qube e il party sono al rush finale in tutti i sensi: la quest è quasi al termine, Chosen One è fisicamente sempre più provato dalla tecnologia d'immersione, tutti i segreti sono prossimi a essere rivelati e, quindi, l'ultima lotta per la sopravvivenza di queste intelligenze emergenti è alle porte. 
Il mondo di gioco sta crollando sotto il peso dei troppi bug e delle primitive coscienze dei personaggi secondari, tutto è folle ed esilarante; allo stesso tempo, Tevagah dà il suo meglio nel rappresentare la consapevolezza di questi personaggi che si scoprono creazioni narrative, che devono scoprire se stessi dietro/sotto/oltre allo script loro assegnato.
C'è preoccupazione tra gli umani: il bardo è praticamente un terrorista in erbe, la cacciatrice un freedom fighter con pericolose tendenze politiche, la morale del mago è a dir poco questionabile, Squiggles è semplicemente adorabile. 
Il lavoro di Qube per tenere unito il gruppo e spingerlo al prossimo stadio evolutivo è sempre più complicato. 
Il suo understanding smile potrebbe non essere più sufficiente. 
Al terzo libro non si possono più definire 'inaspettate', ma la qualità delle riflessioni su agency, free will, morale ed etica continuano a essere sorprendenti e stimolanti; soprattutto, sono perfettamente bilanciate dalle situazioni assurde e i dialoghi esilaranti.  
Questa trilogia è certamente una delle cose migliori lette negli ultimi anni. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Il bardo diventa una superstar digitale, la cacciatrice il leader della comunità digitale, Squiggles una celebrità tra i bambini, il mago diventa uno scienziato/ricercatore di fama mondiale. 
Chosen One si perde un po' per strada: è triste ma inevitabile, continuano a essere amici ma il suo ruolo è concluso. 
Qube esplora e nel finale diventa la prima creature senziente a mettere piede su Marte.
Mi sono quasi commosso.


Frieren - Beyond Journey's End s02: normalmente non scriverei un post per la seconda stagione di un anime, per di più breve, e con una terza già annunciata. 
L'adattamento animato Madhouse dell'opera di Yamada/Abe, però, è il miglior anime giapponese da anni: non si può non parlarne, acclamarlo. 
Dicevamo: 10 episodi trasmessi tra Gennaio e Marzo 2026, gran totale sommando la prima stagione è pari a 38; l'adattamento arriva, così, fino al capitolo 80 del manga. 
La terza stagione è prevista per ottobre 2027. 
Famosamente, il regista della prima stagione è andato in burnout e ha lasciato la sua posizione, passando a un ruolo di supervisione, a uno dei suoi collaboratori: non si notano differenze; l'anime di Frieren è uno di quei rari adattamenti che potrebbe finire per essere migliore del materiale originale: è fedele ai testi e disegni degli autori, ma aggiunge ed espande. 
Non reinterpreta, arricchisce. 
Lo staff, inoltre, è attento e partecipe del fandom: il meme di Frieren che guarda in alto, la scena del tantrum; c'è un livello di comunicazione raro tra gli autori dell'anime e i suoi fan. 
Metà stagione è composta da episodi autoconclusivi, cozy e lirici; l'altra metà è il mini storyarc della caccia al demone Revolte, grandi combattimenti, più il prologo del lungo storyarc della Golden Land.
La produzione di un'opera di sicuro successo, come questa, è diversa dalla norma.
Frieren può permettersi tempi produttivi lunghi, più di un anno e mezzo prima della prossima stagione, due anni tra la prima e la seconda; può permettersi di realizzare una stagione con un formato insolito per accomodare meglio l'adattamento della narrazione originale; può permettersi di non ammazzare il proprio staff e farlo lavorare in ambienti meno scandalosi (non voglio spingermi a definirli 'sani') rispetto al famigerato standard giapponese. 
Poche altre serie possono dire e fare lo stesso: Kimetsu, Chainsaw Man. Poche. 
Tutto ciò detto. 
Eccellente seconda stagione, il prossimo storyarc è generalmente considerato uno dei migliori del manga (mentre quello attuale è certamente uno dei peggiori, troppi personaggi).


The Power Fantasy tpb 3: inizialmente avrebbe dovuto concludere la serie, raccogliendo gli albi fino al 16; il successo è stato troppo: gli autori hanno detto di volersi prendere una pausa per raggruppare le idee e decidere come mandare avanti il progetto, ma un albo numero 17 ci sarà. Prima o poi ci sarà.
L'assassinio di Etienne scatena un domino che travolge i superpowers, anche e soprattutto quando rivelata la realtà dell'identità dell'omnipath. 
La situazione precipita, ogni segreto è rivelato, nessuno ha ragione e tutti sono colpevoli; sfortunatamente, questa grande rivelazione di relativismo è insufficiente a fermare i più volatili tra i protagonisti. 
Scoppia una battaglia, il mondo va a puttane.
Il finale non mi ha convinto, è debole. Corrisponde alla premessa, tutto succede come da spunti e indizi, e questa prevedibilità lo danneggia: l'inevitabile finale della storia è troppo ovvio e banale; rimane uno dei migliori fumetti degli ultimi anni, ma non è Watchmen. 
Nella riuscitissima rappresentazione della relazione tra i personaggi, dove ognuno rappresenta 'qualcosa' (Etienne è Etica, Valentina Morale, Heavy è l'uomo comune, la Piramide è boh... la politica?), l'autore si è perso per strada la storia da narrare. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Etienne non muore perché è in realtà un gigantesco cervello che possiede di volta in volta corpi/agenti; Valentina lo rivela a tutti e, l'albo dopo, Heavy lo uccide sparando il cervello nello spazio. Etienne dà a tutti una lezione scegliendo di non uccidere l'intero pianeta come relaliation. 
Senza Etienne succedono due cose: la diavolessa va giù di testa, decide di distruggere il mondo (per vari motivi), e viene fermata a costo della vita di vari altri personaggi e, sfortunatamente, della ragazza di kaiju-girl. Kaiju-girl, senza Etienne a fermarla, va più giù di testa e distrugge il mondo. 
Valentina capisce che è stata tutta colpa sua, fa come Superman nel primo film di Superman: va indietro nel tempo all'altezza del primo albo della serie e cambia la sua risposta di quando Etienne le chiese di conquistare il mondo insieme. Il risultato della timeline originale, quindi, è Etica batte Morale 1-0.
L'eventuale prossimo albo dovrebbe essere l'inizio di una nuova timeline con Valentina ed Etienne alla conquista del mondo.


Ready or Not 2 - Here I Come: con una carriera ingiustamente fallimentare, Samara Weaving torna per il solito seguito superfluo a un film cult. 
Tornano anche i registi, lo sceneggiatore e buona parte del cast/staff.
Il film comincia esattamente dalla fine del precedente, letteralmente riprendendo l'ultima scena e sovrapponendovi digitalmente la protagonista: l'effetto è buono, ma i 7 anni trascorsi tra le 2 produzioni costringono l'attrice a una visibile quantità di trucco.
Uhm.
Sopravvissuta al gioco e sterminata la famiglia del marito, Samara non è libera da ripercussioni: prima arrestata dalla polizia, poi rapita dalle altre famiglie appartenenti all'organizzazione di satanisti, si trova costretta a una seconda run di hide and seek.
Questa volta, però, la posta in gioco è doppia. Non c'è solo Samara, c'è anche la sua estranged sorella Kathryn Newton.
A mia moglie è piaciuto, io mi limiterò a dire non essere un brutto film. Molto inutile, arricchito da lore e background su personaggi privi di carattere; ci sono un paio di scene simpatiche, ma è tutto estremamente forzato.



Die. Respawn. Repeat. (Id, 2024): a proposito di time loop. Isekai litrpg con time loop da Silver Linings. Non ho voluto rischiare spoiler, ma credo la serie sia finita con il quarto libro uscito lo scorso anno.
Un uomo si sveglia e muore infilzato da una mantide gigante. Un attimo dopo, si sveglia di nuovo e rimuore infilzato dalla stessa mantide gigante. Repat.
Inquadriamo gli elementi base individuabili nel primo libro: mondo fantasy originale con razze non tradizionali, tipo uomini-corvo, che potrebbe rivelarsi un mondo con significative tracce science-fantasy; il time loop è gestito dall'interfaccia del System con proprietà da rogue-lite: ci sono eventi che rimangono 'avvenuti' in iterazioni successive, il protagonista aumenta di potere tra una run e la successiva; la build del protagonista, così come appare per il momento, la butta su qualcosa di analogo a Nathaniel di Hell Difficulty Tutorial: comprendere/manipolare/accumulare la forza magica sottostante le abilità/poteri e tutto il resto (la data di pubblicazione dei volumi è compatibile, non ho controllato la pubblicazione originale dei capitoli) per diventare super onnipotente. Ci sono altre similitudini: la psicologia del personaggio è somigliante, non ci sono quest in senso stretto ma esiste una struttura narrativa del time loop equiparabile alle main quest dei piani di HDT.
Andando oltre. 
L'autore (o autori, non sono sicuro) hanno optato per non esagerare con il dramma: ci sono, ovviamente, personaggi con cui il protagonista sviluppa relazioni, che poi si dimenticano di lui alla run successiva causando forte distress, ci sono anche comprimari la cui memoria sopravvive tra le run garantendo un minimo di stabilità emotiva.
La rappresentazione del System è un po' confusa: da un lato è uno strumento neutro senza personalità, dall'altro ci sono evidenti segni sia una specie di Entità; c'è una razza che lo gestisce, ma non completamente/non si sa fino a che punto; ci sono molte eccezioni e non è un buon punto. 
Va bene quando il protagonista è eccezionale e riesce a cheat il System, non mi piace quando il System stesso sembra essere composto da regole giustapposte senza una sovrastruttura unitaria. 
E' scritto bene, decisamente sopra la media. Editing professionale. 


All You Need Is Kill 2025: parliamo del lungometraggio animato prodotto da Studio 4C. Rispetto alla storia originale di Sakurazaka, questo nuovo adattamento altera parecchio. 
In peggio, ovviamente. 
Nessuno di rilevante nello staff, molti nomi giovani con poca esperienza.
Il film è stato circa apprezzato, circa criticato: qua e là è stato visto con entusiasmo, altri l'hanno trovato una menata; mi schiero dalla parte di questi ultimi. 
Circa un anno prima, un gigantesco albero spaziale è atterrato sulla Terra e poi basta; la nostra protagonista, Rita, fa parte di un gruppo di volontari impegnati a studiare/cercare di rimuovere l'alieno: improvvisamente l'albero si attiva e spara semi (nel senso di semi dell'albero) che si trasformano in mostri, Rita viene uccisa e finisce nel loop. 
Passa qualche tentativo, Rita scopre di non essere l'unica nel loop. 
I due protagonisti sono interpretati molto diversamente dall'originale: Rita è una giovane traumatizzata da un incidente da bambina la cui vita è ferma e senza speranze, Keiji è un nerd/otaku che non si mai ripreso dai tempi del bullismo a scuola. 
Diventare immortali, morire per divertimento, combattere e uccidere un sacco di mostri li trasformerà in persone migliori e darà loro la sicurezza di iniziare persino una relazione. 
L'animazione è ben fatta, il character è volontariamente sgradevole e diverso dallo standard giapponese (ricorda vagamente Aeon Flux). 
Si guarda, è inferiore al libro e al film americano.