Die. Respawn. Repeat. (Id, 2024): a proposito di time loop. Isekai litrpg con time loop da Silver Linings. Non ho voluto rischiare spoiler, ma credo la serie sia finita con il quarto libro uscito lo scorso anno.
Un uomo si sveglia e muore infilzato da una mantide gigante. Un attimo dopo, si sveglia di nuovo e rimuore infilzato dalla stessa mantide gigante. Repat.
Inquadriamo gli elementi base individuabili nel primo libro: mondo fantasy originale con razze non tradizionali, tipo uomini-corvo, che potrebbe rivelarsi un mondo con significative tracce science-fantasy; il time loop è gestito dall'interfaccia del System con proprietà da rogue-lite: ci sono eventi che rimangono 'avvenuti' in iterazioni successive, il protagonista aumenta di potere tra una run e la successiva; la build del protagonista, così come appare per il momento, la butta su qualcosa di analogo a Nathaniel di Hell Difficulty Tutorial: comprendere/manipolare/accumulare la forza magica sottostante le abilità/poteri e tutto il resto (la data di pubblicazione dei volumi è compatibile, non ho controllato la pubblicazione originale dei capitoli) per diventare super onnipotente. Ci sono altre similitudini: la psicologia del personaggio è somigliante, non ci sono quest in senso stretto ma esiste una struttura narrativa del time loop equiparabile alle main quest dei piani di HDT.
Andando oltre. 
L'autore (o autori, non sono sicuro) hanno optato per non esagerare con il dramma: ci sono, ovviamente, personaggi con cui il protagonista sviluppa relazioni, che poi si dimenticano di lui alla run successiva causando forte distress, ci sono anche comprimari la cui memoria sopravvive tra le run garantendo un minimo di stabilità emotiva.
La rappresentazione del System è un po' confusa: da un lato è uno strumento neutro senza personalità, dall'altro ci sono evidenti segni sia una specie di Entità; c'è una razza che lo gestisce, ma non completamente/non si sa fino a che punto; ci sono molte eccezioni e non è un buon punto. 
Va bene quando il protagonista è eccezionale e riesce a cheat il System, non mi piace quando il System stesso sembra essere composto da regole giustapposte senza una sovrastruttura unitaria. 
E' scritto bene, decisamente sopra la media. Editing professionale. 


All You Need Is Kill 2025: parliamo del lungometraggio animato prodotto da Studio 4C. Rispetto alla storia originale di Sakurazaka, questo nuovo adattamento altera parecchio. 
In peggio, ovviamente. 
Nessuno di rilevante nello staff, molti nomi giovani con poca esperienza.
Il film è stato circa apprezzato, circa criticato: qua e là è stato visto con entusiasmo, altri l'hanno trovato una menata; mi schiero dalla parte di questi ultimi. 
Circa un anno prima, un gigantesco albero spaziale è atterrato sulla Terra e poi basta; la nostra protagonista, Rita, fa parte di un gruppo di volontari impegnati a studiare/cercare di rimuovere l'alieno: improvvisamente l'albero si attiva e spara semi (nel senso di semi dell'albero) che si trasformano in mostri, Rita viene uccisa e finisce nel loop. 
Passa qualche tentativo, Rita scopre di non essere l'unica nel loop. 
I due protagonisti sono interpretati molto diversamente dall'originale: Rita è una giovane traumatizzata da un incidente da bambina la cui vita è ferma e senza speranze, Keiji è un nerd/otaku che non si mai ripreso dai tempi del bullismo a scuola. 
Diventare immortali, morire per divertimento, combattere e uccidere un sacco di mostri li trasformerà in persone migliori e darà loro la sicurezza di iniziare persino una relazione. 
L'animazione è ben fatta, il character è volontariamente sgradevole e diverso dallo standard giapponese (ricorda vagamente Aeon Flux). 
Si guarda, è inferiore al libro e al film americano.


Beast Wave (Id, 2025): l'eccellente finale del primo storyarc nella serie "Hollow Earth Apocalypse" di Deacon Frost. 
E' il terzo libro in totale, l'autore promette un seguito: nessuna news, ora che scrivo. 
Pax e il suo team devono affrontare una Wave, quella del titolo; nella seconda parte, è finalmente arrivato il momento di combattere contro il kaiju in controllo della loro zona di Terra. 
La scrittura continua a essere di ottima qualità, il system intrigante, l'avanzamento poteri del protagonista è avvincente. 
Ci sono due problemi. L'harem si espande con un nuovo membro, non quello atteso 'da tutti': uno dei personaggi secondari si fa avanti e approccia aggressivamente il protagonista, che immediatamente cede. Non ho apprezzato: capisco sia il senso della serie, è comunque un haremlit, ma i primi due libri hanno lavorato molto sulla organicità delle relazioni; avrebbe avuto senso con la scelta prevedibile, andare per quella imprevista rende tutto meno romantico. 
L'altro problema riguarda il drago: il drago stava diventando troppo potente. Nel finale, l'autore decide di copiare ancora di più dai pokemon e fargli raggiungere l'ultimo livello d'evoluzione: quello quando abbandona il suo trainer per farsi una vita. Non sono contento: qual'è il senso di farti affezionare a un pokemon e poi togliertelo perché diventato adulto?
Il secondo libro è il migliore, questo terzo non è male ma ci sono diverse cose che non mi sono piaciute: spero in un soft retcon e che il quarto abbia più cuore. 
Cose sparse: c'è una fantastica citazione dal Doctor Who di Capaldi. Il settlement del protagonista continua a crescere e lui diventa un Lord. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Uhm. L'harem si estende all'elfa brawler, mentre l'umana Faith continua a tirarsela. Nel finale, viene ufficialmente lanciato un countdown molto rapido per la sua capitolazione. 
Il drago diventa indipendente e se ne va. Diventa un deus ex machina pronto a essere richiamato in caso di bisogno. No good. 
Protagonsta e team sono quasi alla fine del livello "E". 


Scarlet: l'ultimo film di Mamoru Hosoda. 
Senza andare esageratamente indietro nel tempo, quindi fermandomi alle produzioni Studio Chizu, questo è il mio attuale pagellino per i film di Hosoda: Wolf Children è decente, The Boy and the Beast (che sul blog ho erroneamente intitolato The Boy and the Monster) continua a essere il peggiore, Mirai buono, Belle il mio preferito/magnifico/fantastico. 
Scarlet è il secondo peggiore. Devo dire di preferirgli persino Wolf Children, è giusto meno orrendo di Bakemono no Ko. 
L'animazione è sontuosa, degna di una produzione cinematografica, meno impressionante di Belle, inferiore alle produzioni cinematografiche dei top studio giapponesi, comunque di grande impatto visivo. 
La storia è una cagata pazzesca. 
Gender-bended reinterpretazione di Amleto che dimostra come l'incomprensione culturale tra occidente e oriente sia ancora molto forte e bilaterale. 
Muore il re di Danimarca, assassinato dal fratello Claudio; la figlia, Scarlet, si voda alla vendetta. 
Fallisce. Il fratello del re la uccide. Scarlet si risveglia nell'aldilà. 
L'aldilà è contemporaneo e incontra personaggi del passato, di altre culture e del futuro; per qualche motivo, tuttavia, l'intero aldilà sembra essere sotto il controllo di Claudio. 
La sospensione d'incredulità richiesta dalla sceneggiatura di Scarlet è molto alta: non esiste logica e l'unico intento del setting e della sua narrazione è veicolare un messaggio di pace e perdono, antibellicista e pacifico. 
Niente di male, anzi. Bravo Hosoda. 
Sfortunatamente, la realizzazione è un casino: Scarlet incontra un paramedico giapponese del presente, ovviamente non ci sono problemi di lingua, e impara da lui l'etica contemporanea. Scambia due parole con questo tizio belloccio e la sua vita votata alla vendetta e al sangue cambia immediatamente: smette di ammazzare persone perché è sbagliato (per qualche motivo i morti possono ammazzarsi tra loro), quindi combatte solo per stordire. Nel frattempo, però, il paramedico è costretto a uccidere gente per salvare Scarlet dal fatto di aver smesso di uccidere i suoi nemici. 
E' così ridicolo e stupido che ho dovuto mettere in pausa. 
In mezzo a tutto questo, ci sono i soliti trip pretenziosi-intellettualoidi di Hosoda: c'è un gigantesco drago spara-fulmini che è una specie di porcospino di armi (spade soprattutto) piantate nel suo corpo, va in giro a tirare fulmini a cazzo; c'è una vecchia strega gobba (che dovrebbe generare una causa da parte dello Studio Ghibli) che guida, ma anche no, Scarlet... ci sono altri personaggi simbolici di questo tipo che non hanno capo né coda. 
Il finale è demenziale e serve a sottolineare, ancora una volta, la difficoltà di capire e spiegare l'etica: è facile dire 'uccidere è sbagliato', molto più difficile è rappresentare il concetto in modo compelling e non stupido. 
Hosoda ha decisamente strafatto, ha morso più di quanto avrebbe dovuto e mostrato i suoi limiti autoriali (e un po' di megalomania); il messaggio del film è ammirevole e dovrebbero essercene di più, ma è continuamente contraddetto dalla sceneggiatura. 
Inoltre, infine e soprattutto, il film è una rottura di cazzo. 
Ah, prima di parlare del finale: a ulteriore prova della mancata comprensione del testo originale, la madre di Scarlet (Gertrude) è maltrattata e relegata a un ruolo di generica cattiveria senza spiegazione; compare in un paio di scene all'inizio, poi nel finale, viene continuamente nominata da Claudio (senza una costruzione causale logica): sembra una di quelle situazioni dove il prodotto finale è stato tagliato di alcune scene che avrebbero dato senso al personaggio, poi editato male nel ricollegare le parti intorno a quanto rimosso. Incomprensione o cattivo montaggio?
Ah2, c'è una merdosa canzone anche in questo film: Hosoda a gusti musicali pessimi.
Ah3, Scarlet è una protagonista femminile ma l'intera sua vicenda è gestita da uomini: il padre, Claudio, il paramedico. Viene continuamente salvata da uomini, uomini le spiegano le cose, segue la volontà degli uomini che incontra.
Viva Scarlet El Vandimion. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Succedono cose senza troppo senso, Scarlet e Claudio si trovano alla resa dei conti. Scarlet decide di risparmiare Claudio, Claudio la attacca alle spalle per ucciderla, il Drago arriva e lo fulmina a morte. 
Scarlet resuscita, scopre Claudio essere morto (perché e come i due abbiano bevuto dalla stessa coppa avvelenata non è spiegato né comprensibile), diventa regina e vota di creare un mondo di pace senza guerra.
Quindi: Scarlet perdona ma c'è una giustizia divina che, comunque, ammazza il suo nemico. 
Non è una giustizia divina che ricompensa/punisce dopo morti: no, ti ammazza il nemico mentre sei vivo e ti vendica lasciandoti le mani pulite. 
E' incredibilmente stupido. 


Spider-Man - The Darkest Hours (Id, 2006): qualche giorno fa sono stato colpito dal pensiero di non aver mai letto un altro Dresden Files dopo il primo. Non avendo individuato (dentro di me) un motivo per non aver proseguito la serie, sono andato sulla pagina di Butcher a cercare il titolo del secondo e darmi una rinfrescata sulla trama del primo, immediatamente vengo distratto dalla scoperta di questo libro di cui parlo invece.
Dresden sarà per un'altra volta.
Un romanzo di Spider-Man scritto da Jim Butcher. Curioso. 
Ben fatto, pregevole e divertente, assolutamente meritevole. 
Peter è ben caratterizzato, MJ anche; i comprimari principali sono sono Felicia, Rhino, Dr. Strange e Wong; a parte Peter, però, tutti questi personaggi non godono dello stesso approfondimento e sono rappresentati semplicemente, senza spessore.
Vale la pena notare, però, che tanto i dialoghi, quanto certe 'situazioni matrimoniali' tra Peter e MJ sono un po' più adult oriented rispetto a un generico fumetto dell'Uomo Ragno: frequenti innuendi sessuali, per intenderci, e suggerite scene di sesso con dei fade to black, linguaggio un po' più volgare. 
Ah, parliamo di continuity. 
Questo è un romanzo del 2006: Peter e MJ sono sposati, May è viva, Peter insegna a scuola e la sua identità è segreta; la storia è un diretto seguito del primo combattimento contro Morlun.
Quindi, più o meno, siamo dopo Amazing Spider-Man vol. 2 numero 35 del 2001, prima di The Other e l'inizio di Civil War.
Morlun, salta fuori, ha una sorella e altri due fratelli (personaggi originali creati per il libro) con gli stessi poteri eccessivi, arrivano a New York per dare la caccia a Peter; sono potentissimi, Peter un po' se la caga e vive il solito dramma di mettere a rischio la famiglia, decidere se scappare o sacrificarsi, e tutte le altre pippe tragiche che fanno normalmente passare la voglia di leggere Spider-Man.
Fortunatamente, nonostante una dose non gradevole di ripetitività nel lagnarsi di Peter, il libro è pieno di azione e brillanti interazioni tra i personaggi.
Non è richiesta particolare conoscenza del personaggio. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Spider-Man vince. 


Lost Lambs (Id, 2026): romanzo d'esordio per Madeline Cash. Americana, già autrice di alcune storie brevi, impegnata sulla scena letteraria.
E' un romanzo smart e molto divertente. Comicamente e tragicomicamente divertente.
C'è una famiglia piccolo-medio-borghese: padre, madre, 3 figlie.
E' un romanzo satirico e parodistico che, alla lontana, mi ha ricordato i primi romanzi di Fantozzi.
Tutti e 5 i protagonisti principali, i membri della famiglia, sono brillanti e vivacemente spiritosi, cinici e allo stesso tempo ingenui; in un modo o nell'altro, sono tutti vittime della società e delle sue aspettative.
La madre ha una crisi di mezza età: si guarda intorno e non trova risultati, traguardi o memorie significative. Ha tre figlie ma la parte migliore della sua vita è passata, decide unilateralmente di 'aprire' il matrimonio: vuole esperienze, vuole tornare a essere un'artista e vivere pericolosamente. Tutto sommato, inoltre, le figlie non le piacciono granché e il marito era cool, ma adesso è un uomo senza volto.
Lui non è un inetto, incapace o qualcuno privo di palle che subisce la vita; invecchiando, però, si è accorto di crescere progressivamente indifferente, cinicamente pigro: vorrebbe salvare la propria famiglia, ma lo sforzo è troppo e il suo minimo è comunque meglio di quanto stia facendo la moglie, quindi non è il peggiore dei due e gli è sufficiente.
La figlia maggiore è molto bella e sta con uno 20 anni più vecchio; la figlia più piccola è molto intelligente ed è appassionata di complotti e crescente vandalismo; la figlia di mezzo si sente priva di identità, né bella né intelligente, quindi cerca rifugio nell'amore e nella religione, e il suo fidanzato è un terrorista islamico.
Il contorno è fatto di personaggi paradossali: il prete, la perpetua, la migliore amica della figlia maggiore, il vicino di casa, il mega-tech-miliardario che comanda la città e tanti altri più o meno strampalati.
Non è solo uno slice of life del genere smart, c'è anche una mezza storia che riguarda il boss della città e le sue attività criminali; il succo della storia, tuttavia e ovviamente, è un altro: la ricerca della felicità, la consapevolezza di trovarla all'improvviso e dove capita, non dove la si cercava; c'è anche una mozione di tolleranza, non quella solita: accettare la felicità degli altri, nonostante sia diversa dalla tua. 
Come dicevo all'inizio, il libro è molto divertente: i dialoghi sono eccellenti e spassosi, i personaggi sono paradossali ma sensibili ed engaging. 
Sfortunatamente, sono tutti uguali: hanno lo stesso umorismo, la stessa capacità di reagire a situazioni inaspettate e potenzialmente pericolose con smart mouth e smartass; non c'è distinzione e, a lungo andare, il romanzo risulta ignaturale (non ho sbagliato a scrivere, leggere il libro per capire) e forzato. 
Sempre arguto e gustoso, ma ripetitivo. 
L'autrice ha grande capacità comica, deve migliorare i tempi narrativi. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Finisce bene, la famiglia rimane unita ed estremamente allargata, provocatoria e certamente diversa e non conforme. La madre diventa lesbica, il padre si mette insieme alla credente, la figlia maggiore resta con il soldato, la figlia di mezzo diventa ebrea, la figlia minore scopre di aver avuto ragione in tutte le sue cospirazioni. Il tech guru scappa e rimane impunito (ma non è importante).


To Valor's Bid (Id, 2024): primo libro nella serie di M. Tress, ancora in corso, genialmente intitolata "Monster Girls in Space". 
Galattica. 
Military scifi e haremlit, low spice low harem (presumibilmente): c'è un'unica scena di sesso e un unico love interest in questo primo libro, un secondo già impostato per il seguito. 
Elfi vulcaniani arrivano sulla Terra e decidono il pianeta essere pronto per l'induzione nella comunità galattica; un rapido scan genetico della popolazione individua un paio di candidati per l'accademia spaziale che insegna a diventare space wizard. Il nostro protagonista è il primo terreste a entrare nell'accademia. 
Succede che la comunità spaziale ha un ratio femmine/maschi estremamente sbilanciato: i maschi sono pochi ed estremamente preziosi. Il nostro eroe, che ovviamente dimostra da subito formidabile attitudine alla magia (ma non eccessiva, almeno per ora), è l'unico maschio nella sua classe. 
Segue selezione di guardie del corpo per proteggere i suoi fragili genitali maschili pieni di magia. 
Sintetizzo: è scritto decentemente, la caratterizzazione dei personaggi è sopra la media; il primo love interest è una cow-girl che è praticamente il doppio di lui (date un occhi alla cover) e l'autore la butta con gusto sulle dinamiche da herd. Il setting spaziale e il sistema magico sono competenti. I dialoghi sono frequentemente cringe, specialmente durante l'intimità, ma confido in un miglioramento costante libro dopo libro; la serie è in corso, ottavo libro in uscita: deve esserci un miglioramento per giustificare così tanti libri.