For We Are Many (Id, 2017): è il secondo libro nella serie "Bobiverse" di Dennis Taylor. Normalmente, sarebbe stato 'relegato' a un infodump, ma è stato sorprendente e intenso. 
L'autore deve avere un paio di file gestionali molto complessi per seguire lo svilupparsi dei Bob e delle loro storie. 
Alcuni Bob continuano a occuparsi di salvare gli umani sopravvissuti e sviluppare le colonie su altri pianeti; altri Bob si dedicano all'esplorazione spaziale; altri alla ricerca scientifica; altri studiano le culture aliene scoperte nello spazio. Tutti, sfortunatamente, sono costretti a seguire gli sviluppi della guerra stellare contro gli Others. 
E' un romanzo straordinariamente ricco di prospettive e trame diverse. Impressionante. 
Gli Other sono come Borg e sono molto più avanzati dei Bob e sono un problema (immagino il prossimo libro sarà largamente incentrato).
Sono passati più di 100 anni dalla rinascita di Bob-1 e tutti i Bob devono fare i conti con l'immortalità e i suoi effetti; alcuni decidono di allontanarsi e non avere a che fare con gli 'ephemerals', altri abbracciano gli affetti e l'idea di relazioni e famiglia.
NOTA: sto facendo molta attenzione a evitarmi spoiler, ma sembra ovvio in futuro ci sarà uno scontro intestino tra i bob. 
Uno degli aspetti più divertenti del libro è l'organizzazione interna e la società creatasi tra i Bob.
Non sono certa sia significativo, ma il prossimo libro è stato scritto nello stesso anno di questo; il quarto e il quinto, invece dopo qualche anno. Mi aspetterei il terzo porti un qualche finale.


Mobile Suit Gundam Iron-Blooded Orphans - Urdr-Hunt Special Edition - Path of the Little Challenger: avrei potuto abbreviare un po' il titolo (tipo usare MSG), ma è più divertente così.
Uhm.
Urdr-Hunt nasce come un (brutto) videogioco mobile pubblicato nel 2022 all'interno dell'app dedicata alla serie principale degli Orphans; racconta una storia originale con nuovi personaggi ambientata tra la prima e la seconda stagione di Orphans, utilizzando un gran numero di sequenze animate realizzate dallo staff della serie originale.
Queste sequenze animate sono, poi, state raccolte (direi senza editing e aggiunte) in forma di lungometraggio; la presente Special Edition è un prodotto realizzato per i 10 anni di Orphans e, oltre al film di Urdr-Hunt, contiene un nuovo cortometraggio "Wedge of Interposition", sempre ambientato tra la prima e la seconda stagione, dedicato ai protagonisti di Orphans. 
Tutto ciò detto.
Il cortometraggio è ben fatto e di grande appeal per i fan della serie, racconta l'origine della business suit di Orga.
Il lungometraggio è infimo. Si vede che è una compilation di scene accostate tra loro senza rifiniture, la narrazione è sincopata, segmentata ed estremamente sgradevole; i personaggi sono mediocri e prevedibili, il protagonista è intollerabile, la storia è una caccia al tesoro mortale che giustifica il gameplay a round del videogioco. 
Si vede, insomma, trattarsi di una produzione realizzata con il minimo sforzo. 
Naturalmente, infine, ci sono alcuni robot nuovi: il principale è Gundam Hajiboroshi, un circa Barbatos con le ali e una storia complicata e non chiara alle spalle.
Ringraziamo il fansubber che si è sbattuto per questo progetto.


The Barbarian's Bride: aka "the Warrior Princess and the Barbaric King", aka "The Bride of Barbaroi". Adattamento animato dell'omonimo manga (che leggo) di Noriaki Kotoba ancora in corso. 
Dodici episodi realizzati da Jumondo, studio minore generalmente impegnato a supportare produzioni altrui, che adattano fino al capitolo 21-22.
Abbracciando il recente, meritevole trend di elaborare e aggiungere all'originale, anche questo anime non è una trasposizione 1:1 del manga: la storia è la stessa, la caratterizzazione dei personaggi e molti dei dialoghi pure, ma le scene sono parzialmente riordinate, le tavole del manga non sono rappresentate pari pari da frame di animazione, alcuni passaggi narrativi sono reinterpretati e altri sono completamente nuovi. 
Onestamente, il manga non è granché: lo leggo perché è grazioso e i disegni sono molto espressivi, ma la storia è un casino; l'anime è migliore.
Tutto ciò detto. 
C'è uno stato militare-feudale stile europeo la cui popolazione soffre in povertà mentre i ricchi fanno quello che vogliono; questo stato, da centinaia d'anni, cerca di conquistare il vicino regno dei barbari, pieno di risorse naturali. 
Il capitano della spedizione numero X viene catturata dopo essere stata sconfitta dal principe dei barbari; al suo risveglio, scopre di non essere una prigioniera: il principe si è innamorato e la vuole sposare. 
Il mondo dei barbari è un fantasy classico con elfi, nani, etc etc: vivono tutti in armonia con la natura, consumano solo il necessario, la magia gli esce dagli occhi e sono generalmente felici; ci sono mostri e draghi e conflitti, ma è tutto 'armonioso' e inserito in una forma di ecosistema equilibrato. 
Passa del tempo, la protagonista si innamora della loro cultura e del protagonista. 
E' una serie tendenzialmente comica, specialmente in questa prima parte introduttiva. 
I protagonisti sono accattivanti, la storia è scema. 
Niente di memorabile, ma è divertente. 
Ora che scrivo, nessuno annuncio di seconda stagione.


Obsession: primo horror di qualità prodotto da Blumhouse in non so quanti anni, e non ho voglia di andare a controllare.
Così di qualità da essere già il loro successo più grande di sempre, e di un bel po'.
Scritto e diretto da un tizio Curry Barker al suo secondo lungometraggio, ma è una personalità online di qualche fama.
Un tizio sfigato, ma così sfigato da sembrare essere uscito da un manga, è innamorato di una tipa; non ha le palle per confessare, per scherzo usa un bagaglio comprato in un negozio di articoli mistici: fa avverare un desiderio, ogni persona può usarlo solo una volta. 
L'idea successiva non è originale: il problema con i desideri sono sempre le parole usate per esprimerlo, l'esattezza della formulazione; la tipa si innamora istantaneamente del protagonista, ma in modo folle. 
Restando in tema manga... ah. 
Ora che ci penso: immagino che la caratterizzazione dei personaggi sia voluta e direttamente ispirata. 
Non importa: lui è sfigato, lei diventa una yandere. Horror level yandere.
Un aspetto divertente del film è la presenza, sfumata e appena suggerita, di un certo lore a circondare il bagaglio: è venduto in un negozio e il negoziante sa che funziona, ci sono recensioni online che ne parlano esattamente. Aggiunge un po' di intrigo alla vicenda. 
Naturalmente, non regge il passaggio sotto la lente della logica. Non importa.
Lei diventa ossessionata, una yandere, e l'attrice è bravissima: Inde Navarrette, mai vista prima, leggo sulla wiki aver vinto dei premi per questa interpretazione.
Obsession è un horror con una leggera spolverata di sovrannaturale, ma è essenzialmente psicologico e molto ben realizzato: pochi effetti speciali ben fatti, il resto tutto giocato su regia e attrice. 
Davvero un buon prodotto.
Un unico difetto: troppo lungo. La prima mezz'ora è tutto set up ed è insopportabilmente lenta, se non fosse stato per mia moglie l'avrei interrotto e mai guardato; anche la parte centrale è troppo lunga, la discesa nella follia della protagonista è raccontata con troppi eventi singoli: la quantità e gravità progressiva degli incidenti mette a dura prova la sospensione d'incredulità nei riguardi della sceneggiatura, succedono troppe cose troppo scioccanti e ci sono troppi personaggi secondari che reagiscono insensatamente.
I dati economici dei film sono sempre poco chiari e non attendibili, mancano di contare un eccesso di spese secondarie, quelli ufficiali di Obsession sono esilaranti: costato 750mila dollari (niente!), guadagnati 400milioni. 
NOTA: questo film è la versione estesa di un cortometraggio "The Chair" realizzato online dall'autore.
SPOILER SPOILER SPOILER
Il finale è un chaos della tipa che uccide chiunque le passi vicino; lui si ammazza per mettere fine al desiderio (è così sfigato che si ammazza male, comunque muore), lei rinsavisce ma la sua vita è distrutta e impazzisce.


Nippon Sangoku: migliore anime della stagione appena trascorsa. Distribuzione Amazon, tratto dal manga omonimo ancora in corso di Ikka Matsuki.
Mi chiedo se il titolo sia un gioco di parole: "Sengoku" è il famoso periodo dei Warring States che tutti conosciamo; "Sangoku" è la parola giapponese per "3 Regni" e il riferimento è ai Three Kingdoms di tradizione cinese. 
Non importa. 
Leggo il manga. L'anime è MOLTO meglio. 
E' una produzione Studio Kafka ed uno strepitoso lavoro di espansione e arricchimento dell'opera originale.
Una seconda stagione è annunciata, questa prima è composta da 12 episodi che adattano fino al capitolo 21. E' un bel pezzo di storia e c'è una legittima conclusione alla fine. 
Ogni scena del manga, è nell'anime; ma l'anime le estende e ne aggiunge in continuazione, ogni episodio; il tutto impreziosito da scelte stilistiche e artistiche favolosamente originali, visivamente impressionanti e coraggiosamente fuori dal comune. 
E' l'approccio di Madhouse a Frieren sommato a una versione meno estrema del Monogatari di SHAFT.
Davvero un ottimo prodotto, nonostante il primo episodio sia discutibile. 
Uhm.
Futuro prossimo venturo: c'è stata una guerra nucleare, il mondo è più freddo ma niente apocalisse; la società giapponese è collassata e tornata al sistema feudale, il paese è diviso in 3 regni in lotta tra loro. 
Il nostro protagonista è un giovane intelligente che lavora nell'ufficio agricoltura del suo paesello; si sposa e sua moglie è piena di forza e coraggio. Passa di lì il più nobile dei nobili giapponesi, burattinaio dell'imperatore fantoccio, la moglie lo insulta e lui la fa uccidere. Il nostro protagonista decide di cambiare il mondo. 
L'aspetto discutibile, ovviamente (spero), è il ricorso all'odioso trope delle women in refrigerators, donne uccise a inizio storia per motivare l'eroe. A parte (spero mia moglie non legga questo post) questo passo falso, la serie è narrativamente squisita.
C'è poca azione, quasi niente: il grosso è dialoghi e retorica, tattica e strategia; la serie segue politici e generali, e giovani che emergono e saranno futuri leader.
Ah, giusto: sappiamo già come finisce. Circa. Sappiamo che il protagonista diventerà un famoso genio militare, non sappiamo le circostanze.
Narrazione moderna, toni adulti, chiaramente intesa per un pubblico maturo, persino esigente; sceneggiatura intelligente ed educata, culturalmente stimolante. Artistico.
Una rarissima produzione fuori dagli standard giapponesi, alto budget ed eccellente realizzazione.
Studio Kafka non deve essere molto grande, lo staff è essenzialmente lo stesso di Magus Bride.
SPOILER SPOILER SPOILER
C'è una guerra con lo stato a Nord, il protagonista fa la sua parte; la guerra è vinta, ma il bastardo ne approfitta per far piazza pulita dei suoi oppositore, diventare re e far arrestare i protagonisti.


Sentenced to Be a Hero s01: seconda stagione annunciata. Questa serie animata è un recupero dalla stagione scorsa invernale, trasmessa tra Gennaio e Marzo 2026; adattamento dell'omonima serie di light novel, esiste anche un manga. 
NOTA: i romanzi sono di Rocket Shokai. Nello stesso periodo di questa serie (ma più lunga e finendo adesso) ne è stata anche pubblicata un'altra sempre inspirata a romanzi dello stesso autore, Scum of the Brave.
Dodici episodi in tutto: il primo doppio, gli ultimi senza titoli di coda per farci stare più scene, l'ultimo più lungo del normale. 
Produzione Studio Kai. Qui c'è da fare un appunto: lo studio è in pessime acque (non è l'unico) e nel periodo di trasmissione cominciarono a circolare voci di fallimento; poco dopo la conclusione della serie, lo studio filed for insolvency. Non è fallito, non sta bene.
Questo è un buon prodotto: non di molto, ma sopra la media; è animato decentemente, la storia è  abbastanza interessante, i personaggi sono non completamente degli stereotipi. Soffre, tuttavia, dello stesso problema di molti adattamenti da romanzi: sono introduttivi. 
Questa prima stagione adatta i primi due volumi: gli ultimi episodi stanno ancora introducendo personaggi principali; in un romanzo, un passo così è accettabile, in una serie vuol dire sprecare una stagione realizzando un prologo infinito. 
Odio i flashback, ma questi progetti godrebbero dallo svilupparsi narrativamente su due linee temporali. 
Tutto ciò detto.
Fantasy con un po' di tecnologia, ci sono mostri che attaccano l'umanità (una variante del Demon Lord e le sue truppe); l'umanità è fortemente divisa tra popolazione comune, nobili e clero. Sembra ci sia dell'incapacità nel governo, molto presto diventa evidente trattarsi di un piano: nelle alte sfere dell'umanità, c'è qualcuno che vuole aiutare i mostri. 
Protagonista della serie è un'unità di 'penal hero': in pratica viene preso un criminale, viene trasformato in una specie di zombie immortale, appioppato il nome di 'eroe' e usato per i compiti più odiosi e le missioni suicide. 
Ah: alcuni di questi sono criminali veri e propri, altri sono criminali politici come il protagonista.
Nell'ultimo episodio, viene spiegato perché l'utilizzo della parola 'eroe' per quella che è considerata la peggiore condanna penale al mondo. E' una spiegazione senza senso, ma poco importante: è un gimmick, è divertente e funziona. 
Ogni membro dell'unità ha un potere/abilità di qualche tipo: il protagonista è Gambit, poi c'è un tizio fortissimo con l'ascia, c'è un esperto di incantamenti, lo sniper, un tizio con un drago e via così; ci sono un paio di personaggi femminili che gravitano intorno al protagonista. 
C'è la dea. 
La dea è un prodotto magico-tecnologico: ha la forma di una bambina, è geneticamente modificata per volersi sacrificare per salvare l'umanità, ha poteri potentissimi ma deve connettersi con un 'cavaliere'. 
Il protagonista e la dea diventano subito, come ormai impossibile da evitare, una coppia alla Geralt e Ciri.
Ho fatto fatica a proseguirla, i primi episodi sono orribilmente banali: migliora da metà in poi; la dea è inizialmente insopportabile, poi, con il passaggio da comico a drammatico in concomitanza con il finale, diventa un personaggio accettabile.
Sicuramente guarderò la seconda stagione.
SPOILER SPOILER SPOILER
Nessuno muore; i vertici della chiesa sono corrotti e malvagi e vogliono arrendersi per diventare slave master dei loro simili sopravvissuti; la co-protagonista femminile uccide lo zio, perché uno di questi traditori, e viene trasformata in eroe. 


Fist of the North Star - Hokuto no Ken 2026: hate post. Questa immondizia venne annunciata nel 2023, è una produzione TMS con un ignoto 7Studio.
Quattordici episodi che adattano molto fedelmente il manga originale fino al salvataggio di Airi, la sorella di Rei, e l'introduzione di Jagi. Una seconda stagione, ufficialmente un secondo cour, è previsto a un certo punto durante il 2027.
Animenewnetwork l'ha votato seconda peggiore produzione dell'anno. Considerando il livello di offesa che ho provato a guardarlo, personalmente è in cima alla mia lista della decade: normalmente, una merda così l'avrei cassata dopo i primi 5 minuti del primo episodio, vagamente parlandone in un infodump; non quando si parla di Ken. 
No. Ken va guardato. 
Non avete idea: questa serie è così mal fatta che andrei online a minacciare di morte i produttori; è peggiore dei pessimi film di 20 anni fa. 
Non so da dove cominciare. 
Partiamo dalle cose divertenti, il doppiaggio inglese di questa serie ha prodotto una rapida e vasta quantità di meme già a partire dal primo episodio: c'è un personaggio che guarda Ken fare secchi un paio di sgherri qualunque e immediatamente lo riconosce usare la temibile, famigerata, super-letale tecnica marziale di Hakuto. 
HAKUTO. 
Non riesco a pensare a qualcosa di più emblematico, per dimostrare e definire l'assenza di professionalità dentro questa produzione, che non sapere la corretta pronuncia del titolo della produzione stessa.
Il doppiatore non lo sapeva, nessuno gliel'ha detto, nessuno ha controllato. 
Il resto va di conseguenza. 
La cg usata per l'animazione è l'essenza della vergogna: non è, lo ammetto, un orrore come quella di Fist of the Blue Sky, ma ci va vicina; persino i doppiatori giapponesi hanno offerto performance inferiori; la regia è abominevole. 
Non c'è una singola componente ben fatta, è uno sgorbio dall'inizio alla fine. 
NOTA: contemporaneamente a questa porcata, è stata trasmessa una serie comica composta da mini-episodi, un paio di versioni diverse del titolo internazionale (a me piace: Elegy of Ken-Oh's Army Grunts). Racconta di un tizio sfigato che si arruola nell'armata di Raoh.