infodump: The Third Kingdom e The Third Realm e The Third Cut di Tao Wong sono il settimo e ottavo e nono libro nella serie "A Thousand Li" (i titoli dei romanzi sono diventati estremamente forzati al punto da essere, alcuni, essenzialmente sbagliati/falsi rispetto al contenuto): ho scoperto Tao Wong essere un villain molto criticato/infamato all'interno del mondo litrpg a causa dell'aver legalmente registrato a proprio nome termini come 'system apocalypse', impedendo, quindi, ad altri autori di usarli. Tutto ciò detto. "Banishment arc": non proprio esiliato, ma quasi, dalla setta, il nostro eroe decide di dedicarsi finalmente al proprio dao e diventare il vento che attraversa la natura e la civiltà; va nel regno dei vicini a curiosare, partecipa a un torneo e rimane immediatamente coinvolto nella politica locale. Ah, sale ancora di livello diventando un 'core cultivator': a questo punto non viene più considerato un deficiente, ma un prodigio. Il libro successivo è una serie di storyarc minori dove il protagonista si trova a essere l'Elder in vicende, a volte, simili ad altre capitategli quando era un giovane iniziato; la progressione di potere riduce i discorsi di tecnica marziale (comunque presenti) per concentrarsi sulla ricerca di illuminazione e identificazione, riconoscimento del proprio dao. Il nostro eroe non è esattamente come Kumo no Juza, perché è molto meno romantico, ma c'è qualcosa che avvicina i due personaggi. Il terzo libro lo vede arrivare in un altro regno ancora, la fine del suo viaggio alla scoperta dei 5 venti mortali e rincorsa dei 2 venti immortali: spedizione contro forze demoniache, si ritrova con il suo amico monaco, sviluppa un nuovo interesse romantico e viene nuovamente ferito fortissimo. Questo libro finisce con il ritorno alla Setta. "Heaven might judge, but hell offered justice". Non penso di aver menzionato i molti aforismi e riferimenti alla cultura cinese, con tanto di note con la fonte originale/spiegazioni, che Wong immette a profusione in questi suoi libri; altra cosa di cui non ricordo di aver parlato, molto più di System Apocalypse, A Thousand Li è massacrato di bonus stories più o meno regalate comprando dal/partecipando al sito dell'autore. Something Is Killing the Children Book 2 raccoglie gli albi da 21 a 35, secondo storyarc, "The Tribulation Saga": Erica è andata rogue, continua a cacciare mostri ma senza il supporto della House of Slaughter; la storia si apre con Erica in New Mexico, il mostro di turno è particolarmente arduo e non è l'unico pericolo: la House ha deciso di chiudere la storia e manda un'assassina a darle la caccia. L'assassina è peggio di qualunque mostro. Erica vince ma è un casino: uccide l'assassina, perde quel bagaglio nella tempia che le fa vedere i mostri, la bambina che voleva proteggere muore e la sua guardiana decide essere colpa di Erica. Inferiore al primo storyarc, il dramma è eccessivo e profondamente insensato: c'è un gusto della malvagità mostruosa, fine a se stessa, probabilmente volontaria per dare e rispettare il tono della serie, ma il risultato comincia a essere stancante. I Sold My Life for Ten Thousand Yen Per Year di Shoichi Taguchi è l'adattamento manga di un romanzo intitolato Three Days of Happiness, 18 capitoli pubblicati tra il 2016 e il 2017: storia romantica iper-drammatica, leggermente scifi: un giovane ventenne senza prospettive, spento e sconfitto dalla vita decide di vendere il proprio lifespan per soldi. Gli danno solo 300k Yen perché è un essere inutile e senza valore. Lui accetta, mantiene solo 3 mesi di vita; gli viene affiancato un'osservatrice; i due diventano amici, poi diventano amanti. Si scopre che la sua vita valeva ancora meno, tipo 30 yen e basta, ma l'amore dell'osservatrice ha aumentato il suo valore e lui decide di vendere il resto per pagare un debito di lei (è complicato ma non è importante); allo stesso tempo, lei fa lo stesso (circa, continua a non essere importante). In pratica si trovano con solo 3 giorni da vivere, senza soldi ma felici. Muoiono. E' uno di quei manga deprimenti divenuto minicult perché impossibilmente triste e lacrimevole. Il messaggio d'amore è consolatorio, ma il risultato pratico è orribile. Mage Tank 2 e Mage Tank 3 di Cornman: un anno dopo, il party è unito e affiatato; a proposito: i libri si concentrano molto sul 'party', le build sono coordinate e le scelte durante i level-up rispecchiano l'assegnazione di ruoli e lo sviluppo di sinergie. E' interessante, fa molto videogioco (più del normale), ma è eccessivo: ogni poche pagine di storia, ci sono decide di pagine di 'build theory' e scelta abilità. Procede la guerra contro gli Avatar e si svelano segreti del System, Arlo e il suo rapporto con divinità varie è molto simile a Jason. Il terzo libro è noioso, l'umorismo un po' stagnante, il protagonista costantemente meno simpatico e le digressioni insopportabilmente lunghe, e lo dico conoscendo il rapporto tra quantità e monetizzazione del genere. The Chimera Hunt Contract di Chage Kilgore è il secondo nella serie "Feral Mage", è un po' inferiore al precedente, decisamente interlocutorio: tutti i protagonisti ricevono upgrade (Vex con la maturazione del suo grifone, Janna con una naginata magica, Bryce potendo diventare chimera a volontà) e il gruppo aumenta integrando i personaggi secondari da quello precedente; la storia procede con qualche rivelazione, mi aspetto che il prossimo sia pieno di sviluppi (un quarto è in scrittura, ma fermo a pochi capitoli e l'autore non ha più scritto qualcosa da marzo). A Widow's Charm di Caitlyn Paxson è il mio ennesimo fallimento nel trovare un altro romantasy di mio gusto (il charm del titolo è sia magico che fascino). Winter Tide di Ruthanna Emrys: sono arrivato fino a metà prima di dargliela su, la novella precedente "The Litany of Earth" mi era piaciuta, ma qui c'è una completa assenza di storia; apprezzo il taglio innovativo su Lovecraft, la reinterpretazione in chiave femminista e religiosamente positiva, ma è orribilmente noioso. Butter di Asako Yuzuki: ancora un altro tentativo di leggere femminismo. Grande successo in Giappone: una giornalista intervista una serial killer e scopre che il mondo degli uomini in Giappone è una casa di carta fatta di arroganza e fragilità. Bla bla bla. Mi sono rotto a un terzo circa. La serial killer è grassoccia, le piace cucinare con abuso di grassi (da cui il titolo), truffare uomini e poi ucciderli; la giornalista comincia a trovarla un modello. Nothing Random di Gayle Feldman è una lunga e noiosa biografia di Bennett Cerf, il fondatore di Random House: è la casa editrice più grande al mondo (credo), ha pubblicato alcuni dei più grandi scrittori americani della seconda metà del 1900, Cerf è stata una personalità americana molto nota che ha incrociato la vita di grandi artisti del tempo. Troppo lungo per una vita così poco interessante. They Called Me Mad di J-Pal è il primo libro in una serie di 3, è la tipica pubblicazione Aethon: scrittura decente, editing mediocre, idee brillanti, rappresentazione immatura e infantile. Il problema è mio: nel mio cuore c'è ancora la passione per un sacco di cose stupide (questo libro comincia come "Dude, Where's My Car?" ed è glorioso), ma la mia testa è incapace di tollerare comportamenti e pensieri juvenile. Voglio cose stupide, ma dalla prospettiva di un vecchio. Isekai Emperor di Adam Lance e Michael Dalton è il primo in una serie harem fantasy comica che è ben scritto, ma privo di interesse per me. Stargazers - a Star Trek Story è il primo di due fumetti online pubblicati su Webtoon, co-prodotti da Paramount con Kisai Entertainment (grosso 'editore' indonesiano specializzato nel genere); il secondo intitolato "Recollection" uscirà più avanti nel corso dell'anno. Questo primo è scritto da Jarrett Melendez, autore americano relativamente famoso nel campo della narrativa gay: la storia è ambientata su DS9, non ne ho letta abbastanza da riuscire a collocarla in continuity con la serie tv, e racconta una banale vicenda romance omosessuale tra young adult (direi molto pg friendly); aggiungeteci i disegni assolutamente standardizzati di questo genere di pubblicazioni per Webtoon e il fumetto risulta esclusivamente originale nel contesto di una produzione ufficiale di Star Trek, assolutamente trito e inutile sotto qualsiasi altra prospettiva. Champion's Trial è il primo libro nella serie "Bound Summoner" di JJ Bookerson, litrpg harem: 9 libri, ora che scrivo, chi è più avanti lo descrive 'medium spice, large harem'; è scritto decentemente, ma i contenuti sono infantili e fatico a pensare leggerò i seguiti. I personaggi sembrano presi dalla versione per idioti (immaginate cosa possa essere) di Fast and Furious, sono tutti Vin Diesel nei meme sulla 'famiglia'. One-Punch Man: parliamo del manga. Mi sono rotto di leggerlo, sono indietro di decine di capitoli, ho perso il filo della storia, i capitoli sono sempre peggio e senza senso. Blackwood Milk Farm di Eden Redd è un porno più o meno senza storia con l'imbarazzante, ricorrente nel genere, setting del 'contadino' che coltiva donne. Paladin of the Sword di Marvin Knight è un decente harem con protagonista guerriero-supremo-vergine-inesperto, è stupido e divertente, ma non proseguirò la serie. Gene Harvest di Joshua Rettew ha una premessa intrigante con un protagonista con classe 'splicer' che può modificarsi assorbendo caratteristiche fisiche dei nemici sconfitti, è scritta decentemente, ma la caratterizzazione dei personaggi è insopportabile, la storia è pallosissima e non è un mistero come mai l'autore e la serie siano spariti.
Altre cose: senza accorgermene subito, ho iniziato per la seconda volta a guardare l'anime cinese Bureau of Paranormal Investigation, urban fantasy con immortali e mortali, non è male ma è stupido. A metà mese, è stato rilasciato un altro cortometraggio dedicato a Gundam: usato per cominciare la Road to 50th Anniversary del robot, 5 minuti di animazione dove compaiono tutti i Gundam protagonisti da tutte le serie principali, da Amuro a Machu (devo sempre decidermi a guardarla), passando per Domon, Kira e tutti gli altri. E' molto ben fatto ed è stato contestualmente annunciato un lungometraggio di qualche tipo dedicato a Wing. Mortal Kombat 2 è il secondo, ovviamente, film nella serie reboot: è divertente quando accetta e sfrutta la silliness della storia e dei suoi personaggi, noioso quando tenta di dare background o essere serio; mi è piaciuto più del primo, Urban nel ruolo di Cage è adatto ma il lavoro delle controfigure è scarso, il budget è scarso e, più in generale, il film è scarso e sembra una produzione direct-to-video rispetto al primo.





