The Red Pine Kingdom Contract (Id, 2025): primo in una serie in corso "Feral Mage", tre usciti/quarto in uscita, dell'autore Chase Kilgore. 
Voglio esprimere forte apprezzamento e consigliarlo caldamente. 
Fantasy classico, haremlit.
Protagonista mercenario: tecnicamente è un mago, a tutti gli effetti è un guerriero; uccide mostri, mangia mostri, assorbe poteri dei mostri: il nome ufficiale della sua classe è 'Aspect Mage', 'Feral Mage' è il nome comune. 
Ho usato la parola 'classe', ma non è un litrpg. Non c'è system o altro. 
Anticipando e facendo spoiler sull'aspetto harem della storia: due scene di sesso low spice, un solo love interest in questo primo libro (una seconda già candidata per il prossimo e semi [lol] per almeno altre tre nei prossimi. Spero l'autore si mantenga su uno small harem. 
Tutto ciò detto. 
E' scritto bene, l'autore è capace e si nota un sensibile miglioramento tra i primi e gli ultimi capitoli; la narrazione un po' primitiva di inizio storia viene rapidamente sostituita da una più corposa e accattivante; le scene di sesso sono molto naturali (per il genere) e scritte da qualcuno che ha effettivamente fatto sesso nella sua vita, qualcuno che ha avuto esperienze positive e non vive frustrazioni e aspirazioni da mandingo: no stamina infinita, no fiumi di lussuria, no monster cock. 
I combattimenti sono ben coreografati, l'uso dei poteri è divertente; la caratterizzazione dei personaggi è classica, ma non stereotipata: il protagonista non è super barbarian toxic power male, e i personaggi femminili (wolf girl, kitsune, vari elfi di vario tipo) non sono recipienti per il seme senza personalità. 
Ho onestamente stra-apprezzato questo romanzo. 
Ah. 
La storia: si è da poco conclusa una guerra tra elfi e umani, c'è un po' di razzismo (niente di terribile) e un'elfa in una città umana assolda un mercenario (il nostro protagonista) per essere scortata verso uno dei regni elfici più vicino. Lungo la strada incontrano la wolf girl e la kitsune, per vari motivi. 
Ci sono altri due gruppi di personaggi, secondari e con meno peso narrativo, con connessioni al protagonista.  
C'è anche una trama più vasta che vede vari regnanti contendersi il potere sul continente, vecchie leggende di mostri, vari altri personaggi con storyline che si svilupperanno nei seguiti. 
Insomma, lo ripeto un'ultima volta, è un romanzo assolutamente sopra la media del formato web, inspiegabilmente pubblicato indipendentemente, che merita considerazione e pubblicità.
SPOILER SPOILER SPOILER
L'elfa è, non inaspettatamente, l'ultima principessa del regno degli elfi del nord. La spadaccina che odia il protagonista, ovviamente, finisce per diventare circa friendly perché è giurata protettrice della principessa: ci sono un paio di scene molto divertenti nel finale. 


Football (Id, 2026): c'è un po' di confusione online su questo libro. Comprensibile confusione.
Chuck Klosterman è un giornalista/critico letterario: nel 2009 ha pubblicato una raccolta di essay intitolata "Eating the Dinosaur", uno dei testi contenuti intitolato "Football".
Questo essay è stato, poi, ri-pubblicato separatamente in digitale e, poi2, inserito in una raccolta digitale di essay sul football/sport in generale.
Il "Football" di cui parliamo adesso, invece, è un libro uscito da qualche settimana: è una raccolta di essay esclusivamente sul football, ma non contiene il succitato essay sul football o altri contenuti nella raccolta digitale.
Credo. Penso. Dovrebbe essere così.
Non sono in grado (lo possiedo, per sbaglio, forse lo leggerò) di affermare se il contenuto dell'essay originale sia in qualche modo o forma parte di questo libro (non credo).
Klosterman è fantasticamente quotabile, vuole provocare ma riesce a spiegare i suoi ragionamenti con chiarezza, ha opinioni su tutto. Mi è simpatico.
Il football rappresenta l'America sia per chi lo ama, chi lo odia: "Football imitates American society by generating a sensation of chaotic freedom within an environment of near-total control"; "Football flourishes by making freedom impossible".
Gli essay trattano i seguenti argomenti/teorie: è uno sport esclusivo, non è possibile improvvisarlo amatorialmente tra amici come gli altri sport (flag football, per dire, non è football); è uno sport di "purely mediated experience", vive della sua rappresentazione attraverso i media: è lo sport perfetto per la televisione ed meglio in TV che dal vivo perché è impossibile vedere tutto ciò che succede; unisce il meglio degli sport più intellettuali e complessi con quello dei più frenetici e d'azione.
Si parla di Texas e del football al cinema e TV, ovviamente di soldi e religione (molto presente nello sport americano): il football è ridicolo/eccessivo/americano.
Si parla di goat: "To be the greatest [whatever] of all time, something needs to be the first elite rendering of an entity still containing the core characteristics of its most state-of-the-art version"; "The GOAT is the GOAT because it’s the model for what greatness is".
Talento contro allenamento, talento individuale contro strategia di squadra. 
Football nei videogiochi, fantasy football, scommesse, football come simulazione di guerra; fisionomia dei coach; razzismo nel football, ma in generale nello sport.
Il football canadese, che ha regole diverse ed è stupido. 
Encefalopatia traumatica cronica (CTE), la popolarità della violenza, il grande rischio infortuni/morte connesso a uno sport praticato da ragazzini in lungo e largo per l'America, con la benedizione dei genitori. 
Il penultimo capitolo è chiave per il libro, è la profezia dell'autore sulla fine del successo del football: è una lunga e articolata predizione economico-cultura di come evolverà l'America, prendendo spunto dalle corse dei cavalli e altri fenomeni simili. 
L'ultimo capitolo parte dall'assurdità del nome dello sport "Football": uno sport dove praticamente non si usano i piedi per toccare la palla; prosegue parlando del sistema imperiale opposto a quello metrico, finisce definendo la società americana come un composto di arroganza e ignoranza, finisce ulteriormente con una specie di lode: gli americani sono stupidi, ma fieri. 
Parla di sport e certamente è necessario conoscerlo per capire il libro, ma gli aspetti di analisi culturale e sociale sono altrettanto rilevanti e interessanti. 


The Last Emperor (Id, 2024): primo libro nella serie "Blood and Fur" di Maxime Durand. Progression fantasy d'ambientazione mesoamericana-precolombiana. 
NOTA: confesso di aver scelto l'edotta definizione di mesoamericana-precolombiana perché sono incapace di distinguere Aztechi e Maya.
Ci sono vampiri malvagi. I vampiri malvagi hanno preso il controllo, governano e proteggono un grande impero; ogni anno un tizio viene scelto per diventare l'imperatore-fantoccio, vivere nel lusso più sfrenato e realizzare qualsiasi suo desiderio, poi venire sacrificato ai vampiri.
NOTA: c'è un motivo. 
Il nostro protagonista è l'imperatore di turno e il suo desiderio è non morire/ammazzare i vampiri. 
C'è molto di Commerce Emperor in questo romanzo: molta politica, molto intrigo; l'imperatore è circondato da spie e nemici, alcuni potrebbero diventare alleati ma è rischioso e quasi impossibile capire chi. 
Bla bla bla. 
Quando l'imperatore dorme, il suo spirito viaggia nel mondo dei morti per imparare magia, acquisire poteri e diventare un giorno, possibilmente prima del suo funerale, abbastanza forte da combattere i vampiri alla pari. 
C'è un po' di harem con un paio di modeste scene di sesso.
Probabilmente leggerò anche il secondo, forse lo farò ad alta velocità giusto per conoscere lo svolgimento della storia; Durand dovrebbe davvero provare a scrivere di nuovo qualcosa di funny.


Star Trek - Starfleet Academy s01: seconda serie spin-off da Discovery. Siamo circa 800 anni nel futuro rispetto al 'presente' di Star Trek, se avete visto Discovery fino alla fine conoscerete il setting, altrimenti: siamo un centinaio di anni dopo una megacatastrofe spaziale conosciuta come "The Burn", gli effetti di questo cataclisma hanno pesantemente modificato gli assetti dell'universo di Star Trek, quasi una nuova timeline. 
La Federazione è stata enormemente ridotta, molti dei suoi storici membri si sono separati e/o sono stati quasi completamente annichiliti. 
Non aspettatevi molti Klingon o Vulcaniani. 
Un'altra caratteristica specifica di questo nuovo universo, è la presenza di molti individui nati da genitori di razze diverse. 
Voglio limitare gli spoiler al minimo, molti protagonisti sono ibridi di razze famose. 
La Federazione si sta riprendendo, la società è tornata sufficientemente solida da poter smettere di razionalizzare guerra e violenza per la sopravvivenza, e tornare ad abbracciare i propri ideali di esplorazione e comunione. 
Uno dei primi passi è riaprire Starfleet Academy. La serie segue la prima, nuova classe in più di 100 anni.
La prima stagione è composta da 10 episodi; la seconda è già stata interamente girata.
Ora che scrivo, non ci sono informazioni sul futuro del progetto, si parla apertamente di cancellazione, ma non esiste una dichiarazione ufficiale (e difficilmente ci sarà prima della trasmissione della seconda stagione); la serie è stata oggetto di apprezzamento e disprezzo. 
Non è stata un flop, ma ha mancato i risultati sperati. 
Il razionale di produrre la seconda stagione prima della conclusione di quella iniziale è, immagino, puramente economico, magari un segno di fiducia nel progetto, decisamente insolito e non una buona idea. 
La serie ha del potenziale, riconoscibile specialmente negli ultimi episodi, ma necessiterebbe di aggiustamenti che la seconda stagione non potrà apportare, essendo già stata realizzata.
Sintetizzo l'esperienza di guardare Starfleet Academy, riportando la mia: a me, fan di Star Trek, la serie non è piaciuta, mi ha occasionalmente fatto schifo, avrei certamente smesso di guardarla prima di arrivare ai migliori episodi; la serie, però, è piaciuta a mia moglie, che non è fan di Star Trek (ma ha guardato più di una sua serie con me), proprio perché è meno Star Trek.
Ora: questa serie è fatta per attrarre nuovo pubblico, è fatta per un pubblico più giovane del solito (o giovani dentro, come mia moglie); in questo senso, immagino, funziona correttamente. 
Il mio problem è il seguente: Star Trek non è un setting, non è come dire "cyberpunk", non è una semplice ambientazione caratterizzata da elementi chiave (può esserlo per progetti come Lower Decks); in Starfleet Academy, Star Trek è un background per una teen comedy scolastica con personaggi principali insopportabili.
Andiamo al contrario: una delle principali guest star della serie è Robert Picardo che riprende il ruolo del Dottore olografico. Funziona squisitamente, ma c'è poco. Ci sono occasionali guest star da Discovery, poco significative per me (non avendo apprezzato Discovery: mia moglie mi ha chiesto di guardarla); ci sono occasionali super guest star che citerò dopo spoiler wall. 
Starfleet Academy funziona nei suoi personaggi secondari, perde miseramente con i suoi due protagonisti. 
Holly Hunter è il capitano e il capo degli adulti, ed è senza dubbio il peggior capitano di sempre: assolutamente intollerabile, sarebbe stata il peggio della serie, se non fosse per il personaggio di Caleb Mir, il protagonista tra i giovani, che assolutamente uccide la serie con la sua pessima, banale caratterizzazione piena di angst da vampirla qualunque. 
NOTA: alcuni degli attori presi per interpretare gli studenti sono inguardabili. 
La produzione è di alto livello e ci sono tanti dettagli apprezzabili, ma è un fallimento tragico quando gli episodi dedicati ai protagonisti sono detestabili, e solo quelli con i personaggi secondari riescono ad appassionare. 
Prossimi appuntamenti: Strange New Worlds s04 dovrebbe essere trasmessa a un certo punto quest'anno, Academy 2, quindi/probabilmente, andrà al 2027. 
Ah! Dimenticavo: Starfleet Academy ha un'astronave, ovviamente, USS Athena; è la più brutta astronave (principale) di Star Trek di sempre, ed è stupidamente/insensatamente trasformabile funzionando sia da astronave che da edificio principale per l'accademia. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Cominciamo dalle guest star: c'è un episodio dedicato a DS9 con Cirroc Lofton (olografico) e un voice over di Avery Brooks (lo schifoso ha rifiutato di farsi vedere in faccia). C'è un episodio con Tawny Newsome (Mariner da Lower Decks) che interpreta la nuova Dax.
Nel finale, Caleb finalmente tira fuori la testa dal culo e ammettere di essere un bravo ragazzo e amare Starfleet e i suoi compagnucci. Il cattivo interpretato da Giamatti perde, viene arrestato. La madre di Caleb viene trovata e si dà una calmata. 
I due personaggi non saranno nella prossima stagione. 
Vi lascio con questa immagine promozionale da Dawson's Creek del cazzo. 
UPDATE oggi 23 Marzo, CBS conferma cancellazione della serie.


Alfie: è un molto famoso web fumetto fantasy/erotico scritto e disegnato da InCase. Pubblicazione cominciata nel 2010, conclusasi 2 giorni fa. 
Nel corso di questi anni, l'autore ha cambiato stile un paio di volte, è passato dal bianco e nero al colore, ha avuto problemi di salute, lunghi hiatus, ma è rimasto un costante fan favorite online. 
Alfie funzionerebbe anche senza il sesso, ma il sesso è parte integrante della storia. 
Alfie è un halfling cresciuta in un villaggetto del cazzo lontano da tutto, litiga con la madre perché è sessualmente curiosa, scappa di casa e comincia a sperimentare con il mondo e con il suo corpo. 
La madre la segue e cerca. 
La storia passa da una all'altra: la madre ha diversi segreti, Alfie scopre che essere una stronzetta ha conseguenze. C'è inaspettata qualità psicologica nella caratterizzazione dei personaggi. 
'Inaspettata', se non avete mai sentito parlare e sulla media di progetti analoghi; il fatto che sia durata così a lungo nel tempo, rende la qualità di questa pubblicazione ovvia. 
Mondo fantasy con varie razze. I disegni sono naturalmente la principale ragione di successo; il sesso è con una varietà di situazioni, razze e generi (InCase è famigerato per futanari): aldilà del dramma famigliare, gap generazionale e qualche litigio e tradimento di fiducia, Alfie è una serie generalmente comica e moralmente pulita. 
Niente stupri, minimo ntr per sensati motivi di storia. 
Dovessero mai farne una pubblicazione cartacea, la comprerei. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Finisce bene, Vera e Alfie si riconciliano, non scoppiano guerre tra razze, tutti finiscono felici e restano amici. 


War Machine: parliamo del film da poco uscito per Netflix con Alan Ritchson. Regia di Patrick Hughes, normalmente autore di commedie d'azione, qui in un film militare pro-USA dal tempismo straordinariamente infelice. 
Mettendo da parte la politica, forte del suo successo (meritato) nella serie tv di Reacher, Alan Ritchson tenta un tardo assalto alla fama con questa produzione scifi per Netflix. 
Bla bla bla, mezz'ora di inutili banalità con il classico training camp dove un vecchio Ritchson si allena insieme a ben più giovani soldati per un ruolo nel reggimento dei Rangers. 
L'ultimo test è una simulazione di missione: i nostri eroi sono in mezzo a un bosco, quando la Terra è invasa da alieni. 
Gli alieni attaccano la terra con robot da combattimento stile BattleTech: diciamo dei carriarmati con le gambe. 
A questo punto il film migliora notevolmente: gli effetti speciali sono molto ben fatti, c'è ovviamente una gran quantità di cg, ma ci sono anche effetti visivi molto ben realizzati che fanno meraviglie nella rappresentazione della violenza e, specialmente, degli effetti delle armi alieni sui corpi dei nostri poveri aspiranti rangers. 
Non c'è originalità e la maggior parte delle scene sono assolutamente già viste, ma la realizzazione è ispirata. 
Prendete, per esempio, la scena quando alcuni dei soldati sopravvissuti rotolano giù per un pendio: è qualcosa di trito e ripetutamente incontrato, corpi che capriolano e sbattono contro alberi e rocce varie. Niente di inaspettato, ma la coreografia degli urti, gli effetti sonori e visivi dei corpi che si rompono e comprimono, sbattono e si sfracellano è fuori dal comune. 
Così più o meno tutto il resto del film. 
Sfortunatamente, il finale è come l'inizio: una menata rompipalle di propaganda militare USA con tanto di discorsetto alla Independence Day. Normalmente, sarebbe una menata sopportabile e ignorabile: in questi giorni, mesi e anni è come guardare un film cinese. 
C'è una piccola parte per Dennis Quaid. 


Absolute Batman tpb 1: contenente gli albi 1-6, storyarc "The Zoo". Avevo già letto i primi 2, troppo curioso per trattenermi, trovandoli non così eccezionali come le incredibili vendite e buzz online volevano imporre. 
Breve intro: nel 2024, DC Comics ha lanciato un imprint 'Absolute' che è, senza girarci troppo intorno, la versione DC dell'Ultimate Universe Marvel. 
L'editore ha, naturalmente, iniziato con il lancio di 3 testate incentrate sulla trinity. 
Batman è stato un iper successo di pubblico, fumetto più venduto dell'anno; Wonder Woman è stato un molto discusso successo di critica; Superman è stato un flop. 
La premessa di questo Batman è non essere ricco. Nonostante non sia ricco, Batman ha una batmobile, i suoi normali gadget, diverse basi sparpagliate per la città: non è ricco, non è manco povero e la premessa, a guardarla da vicino, si sgretola. 
Realmente interessante, invece, è la riorganizzazione di tutti i principali personaggi: Gordon è sindaco, Barbara è una poliziotta, Martha è viva (Thomas no); Penguin, Croc, Nigma, Harvey e Selina sono tutti amici d'infanzia (e correnti) di Bruce e, alla fine di questo primo storyarc, a conoscenza della sua identità segreta. 
Alfred è una super spia arrivata a Gotham per vari motivi, che finisce nell'orbita di Bruce e decide di aiutarlo. 
Black Mask è il nemico iniziale, una versione completamente diversa che sembra pescare qualcosa (aka riciclare) da Professor Pyg. Si intravede Joker. 
Snyder è un ottimo scrittore, continua a non cliccare completamente con me: scrive bene, costruisce bene le sue storie, non ha le caratteristiche creative e artistiche che associo agli autori di prima grandezza; il confronto con Tom King è completamente perso. 
Il disegnatore, Nick Dragotta, non mi piace: il suo design di Batman è così controverso da essere stato un giga-successo, ma aldilà delle proporzioni ipertrofiche, c'è grossa carenza dal punto di vista narrativo; ogni albo ho contato almeno 3 tavole con difficoltà nel seguire l'azione, dettagli completamente incomprensibili. 
Non voglio negare la qualità di questa pubblicazione, ma il suo successo è più merito del marketing e del design provocatorio di Batman, che della storia. 
Immagino tenterò anche il prossimo tpb e, magari, Wonder Woman e una delle limited; oppure resto su Image e gli altri indie.