The Primal Hunter (Id, 2022): ho dato una seconda possibilità alla famosa serie di Zogarth. Adesso che non sono più sommerso di litrpg e ho raggiunto l'equilibrio, devo ammettere di aver sbagliato a rifiutare questa serie a suo tempo. 
Il primo libro è del 2022, diciamo che la pubblicazione online sia iniziata almeno un anno prima? 
L'influenza di questa serie è stra-evidente e chiara in molte opere di successo contemporaneo: l'approccio alle stats con la concentrazione su una sola (in questo caso perception), la manipolazione del mana come 'potere' aldilà del System, il grinding di livelli e l'approccio al combattere mostri molto simile ad Azarinth. 
The Primal Hunter contiene, per primo, molti elementi riportati al successo da autori successivi. 
NOTA: la serie è ancora in corso, ultimo volume è il 16; come con tutte queste serie andate avanti molto a lungo, gli ultimi libri sono criticati e disprezzati, pur continuando a vendere ed essere letti. 
Uhm.
Jake è un solitario con la passione dell'arco, una mente brillante e istinti quasi sovrannaturali; arriva il System, diventa un arciere con istinti assolutamente sovrannaturali; immediatamente op, diventa amico di un dio e domina il tutorial in cui viene immerso insieme ad altri 1199 umani iniziali. 
I primi due libri, sto già leggendo il secondo, concludono il tutorial. 
C'è il solito: il tutorial è influenzato da divinità che cercano campioni, gli umani si dividono in fazioni che si fanno la guerra per quest e loot, ci sono un paio di psicopatici molto potenti che vogliono uccidere. 
Il nostro protagonista è uno di questi due: ha la fissa del cacciare, soprattutto del dare la caccia a bersagli sempre più potenti e sempre più potenti di lui. Usa arco e veleno, arciere e alchimista. 
Zogarth è europeo (forse danese), usa il sistema metrico. 
Scrive bene, il protagonista è cool, la storia e i combattimenti sono avvincenti. 
Non posso dire di aver apprezzato l'aspetto della caccia per divertimento e diverse scene di evidente 'tortura' degli animali/mostri, ma ascrivo temporaneamente tutto a una sensibilità da ragazzino di destra; i libri successivi dovrebbero essere migliori.


The Last Contract of Isako (Id, 2026): il marketing ci tiene a precisare questo romanzo essere il primo libro di fantascienza per adulti scritto da Fonda Lee.
L'autrice ha già scritto fantascienza, ma per young adult, e ha già scritto libri per adulti, ma fantasy.
Storia stand alone. 
Il setting è l'aspetto più divertente del libro: siamo 500+ anni dopo che una colony ship ha perso i contatti con la Terra, i passeggeri costretti a crearsi una vita su un fottuto pianeta ghiacciato terribilmente inospitale. 
La civiltà venuta a formarsi è una bizzarra imitazione dell'organizzazione di una società (per azioni): gli abitanti sono tutti dipendenti, il governo è il consiglio d'amministrazione, i dipartimenti si fanno guerra tra loro per il controllo delle linee industriali e politiche. 
Queste guerre sono mosse utilizzando una speciale casta di guerrieri: i samurai. 
NOTA: ci sono anche ninja, yojimbo e altre figure classiche del genere.
Sto sintetizzando molto, ma è decisamente una versione diaspora umana dei Corpo cyberpunk. 
La politica locale è divisa in due fazioni: quelli che vogliono dimenticare la Terra e terraformare il pianeta, quelli che vogliono abbandonare il pianeta per tornare nello spazio e cercare la Terra.
Isako era il top consigliere/guerriero di un mega-direttore super emergente di quest'ultima fazione; la sua fazione perde la guerra, il suo boss sceglie il suicidio d'onore, Isako diventa un ronin con l'intenzione di seguirlo nella morte. 
Succedono cose, Isako è costretta a un'ultima missione: impedire che il capo della fazione dei terraformisti diventi l'amministratore delegato supremo. 
Isako e i suoi pari sono corpo-samurai, senso del business e letali con una spada. 
Isako è, come inevitabilmente di questi tempi, una cinquantenne tough as nail, ma stanca, aggravata e rallentata da malesseri vari, ferite mai completamente guarite e un outlook 'terminale' nei confronti della propria vita; c'è anche il consueto contorno femminista da donna in carriera con un matrimonio fallito e una figlia che ama a cui non riesce a dedicare tempo.
Narrativamente, il libro è diviso in tre parti: la prima comprende metà romanzo e vede Isako indagare e sviluppare piani su come raggiungere il proprio obbiettivo; la seconda è un lungo flashback che svela i vari segreti; la terza è il finale. 
E' un buon romanzo, divertente e ben scritto; il setting è intrigante, la protagonista è un po' debole ma convincente, i comprimari sono sullo stesso livello. 
C'è un buon finale, ma i colpi di scena (due) sono ampiamente prevedibili e un po' troppo facili. 
Immagino non sia il suo miglior romanzo, ma è abbastanza da dimostrare chiaramente le qualità dell'autrice. 
SPOILER SPOILER SPOILER
In realtà, il direttore cattivo è morto e il discepolo di Isako è stato ficcato nel suo corpo cibernetico; succedono varie cose poco importanti, il discepolo muore perché ha le prove di cosa sia successo tra la Terra e la colonia. 
In sintesi: la Terra ha volontariamente abbandonato la colonia sperando che le difficoltà del sopravvivere sul pianeta di merda diventassero stimolo per sviluppare super tecnologie; la Terra è in contatto con il consiglio d'amministrazione ed è tutto riassumibile con un classico 'capitalismo cattivo'.
Isako manda a fare in culo tutti, compreso il codice dei samurai, e decide di trascorrere quel poco di vita che le resta con il suo amico e cercare di essere felice.


Persona 3 Reload: uscito nel 2024, remake dell'originale Persona 3 del 2006. 
Operazione di successo da parte di Atlus, premiata da critica e vendite, unicamente (ma fortemente) criticata per l'assenza dei contenuti extra contenuti nelle edizioni successive del gioco originale: l'epilogo giocabile The Answer dall'edizione FES del 2007, la protagonista femminile dalla versione Portable del 2009.
Sarebbe come realizzare un remake di vanilla Persona 5, invece di Persona 5 Royal: un po' di giocatori potrebbero incazzarsi, specialmente se il produttore tentasse di ri-vendere i contenuti extra a un prezzo irragionevole. 
NOTA: The Answer esiste per Reload, come dlc, a un prezzo indecente.
Avevo giocato la prima versione dell'originale, non era mia intenzione rifarlo. 
L'ho comprato in forte sconto dopo l'annuncio del prossimo remake, prevedibile, di Persona 4. 
Visto che sono terribilmente, oscenamente bloccato con i Trails (Daybreak 2 mi ha quasi tolto la voglia di vivere), ho pensato di rimettermi sui Persona in attesa del sesto. 
Tutto ciò detto. 
Si parte dal clamoroso e infinito trionfo di Persona 5: la serie Persona ha sempre avuto le storie, il gameplay e le musiche, con Persona 5 il pacchetto ha raggiunto la perfezione aggiungendo visual ed estetica formidabili; avendo speso tanto tempo e arte, avendo riscontrato così immenso ritorno, è stato facile per gli amici di Atlus decidere di rifare Persona 3 e 4 utilizzando lo stesso motore grafico di P5, simili scelte stilistiche e ampliando/modificando parti del gameplay originale per aggiornarle al modello stabilito con P5.
Ecco.
Questo è il punto dirimente. 
Persona 3 Reload è Persona 3 trasformato per assomigliare a Persona 5; il core di Persona 3 Reload, tuttavia, rimane quello di un gioco del 2006: il risultato finale, senza girarci troppo intorno, è una versione light e semplificata di Persona 5.
Nonostante tutte le aggiunte, Reload non arriva alla complessità narrativa e di gameplay di P5: è un gioco di 20 anni fa. 
La sceneggiatura tratta argomenti importanti per la serie: il rapporto tra adulti e giovani in particolar modo, l'intensa critica della società giapponese e un notevole focus sul suicidio e l'accettazione della morte; la sensibilità, però, è quella del 2006. Ci sono i contenuti, mancano la raffinatezza e l'evoluzione.
Il passo della storia, inoltre, è quello di una produzione con un budget molto inferiore e possibilità tecniche completamente diverse da quelle odierne; la vicenda è disorganizzata, le scene mancano di struttura, è pieno di passaggi che tradiscono chiaramente scelte di racconto dovute a costrizioni tecnologiche ed economiche. 
Esemplare, in questo senso, l'aspetto del romance: una volta iniziata una relazione romantica, il gioco ne tiene conto in rarissime occasioni, causando una serie di dialoghi e situazioni che sono assolutamente il contrario di immersive e decisamente irritanti. 
Lo stesso si riflette un po' ovunque: Persona 3 ha un unico grande dungeon tutto uguale, una palla di level design estremamente banale e facile (compensa con difficoltà dei combattimenti superiore), è  generalmente ripetitivo e noioso. Lo era già allora, oggi ancora di più perché abbiamo avuto l'esempio di P5.
Oggi, è Persona 5 fatto male. 
Onestamente, però, comprendendo cosa si sta giocando, è un'ottima produzione, remake di un amatissimo classico, è meglio in tutto e per tutto rispetto all'originale (salvo i contenuti mancanti); come tutte queste operazioni, l'impegno e lavoro profuso nel renderle visivamente contemporanee non riesce a nascondere le limitazioni del core gameplay e dei testi originali.
E' la versione migliore di P3, è sensibilmente inferiore di P5. 
Qualche considerazione varia: contiene tutti i concetti chiave della serie in forme che sarebbero poi state esplose e perfezionate da P5; molti dei social links sono davvero poco interessanti e offensivi, mostrano la non-sensibilità giapponese di 20 anni fa; il finale è commovente, ma narrativamente confuso; le animazioni di Wit Studio sono di mediocre qualità; ci sono diverse citazioni da Evangelion che a suo tempo non ricordo di aver notato (il risveglio del protagonista, Ryoji/Kaworu); assolutamente fortissima, ancora oggi, l'immagine di questi minorenni che si puntano una pistola alla testa per accedere al potere di combattere la società e il mondo degli adulti. 
Non vale la pena al prezzo di lancio, specialmente se avete giocato l'originale; vale la pena a prezzo budget e potrei comprare Episode Aigis quando lo troverò molto scontato.


Penitent (Id, 2026): nuova serie per CB Titus. Il mio conteggio personale è 1-1. Mi è piaciuta Deadman, non mi è piaciuta Downtown Druid. 
Questo primo romanzo mi soddisfatto abbastanza, mantengo una valutazione neutra fino al prossimo (previsto per Ottobre, mi pare).
Comincia male: uomo di mezza età muore di cancro, isekai; setting fantasy classico; protagonista healer. 
Zero originalità, ma un gimmick iniziale con del potenziale: l'anima che arriva nel nuovo mondo e prende possesso del corpo di un bambino appena nato, è immediatamente riconosciuta e identificata come murderer (colposo dai più gentili), coscritto a forza nell'esercito e utilizzato per missioni suicide. 
C'è qualcosa di Sentenced to Be a Hero, ma l'autore riesce a sfruttare l'idea e offrire una rara introduzione non pallosa: bambini appena in grado di muoversi, ancora non in grado di parlare, trattati come adulti criminali e spostati in caserme-prigione. Titus non spinge sulle atmosfere grim, quindi resta tutto su binari non drammatici, ma l'idea è buona.
NOTA: l'autore gioca con il lettore e finge un colpo di scena che poi non accadrà (riguarda le condizioni di vita dei Penitent in altre nazioni del mondo). 
La caratterizzazione del protagonista calca molto sul fatto di essere stato un anziano con famiglia, moglie figli nipoti, e il suo approccio al nuovo mondo, senso di colpa per il terribile crimine involontario + poteri da guaritore, assume presto una valenza religiosa. 
C'è un mistero intorno allo status del divino nel mondo della storia e da dove provengano i poteri e la magia, ma in questo primo libro ci sono molte suggestioni e poca sostanza; il protagonista, in ogni caso, è chiaramente indirizzato verso una build/ruolo da Paladino.
Scrittura sopra la media, editing molto sopra la media, produzione meritevole. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Nel finale, il protagonista e il suo gruppo scappano/disertano, si liberano del brand di controllo, trovano un'altra taker, scoprono il nome di una delle divinità dimenticate (e il protagonista diventa ufficialmente un paladino e godseeker), rimangono insieme con l'idea di dirigersi verso un altro regno.


infodump: I Am the Law - How Judge Dredd Predicted Our Future di Michael Molcher è tanto un saggio sulla creatura di Wagner ed Ezquerra (nella sua versione originale pubblicata su Heavy Metal), quanto un'analisi storica dell'utilizzo della polizia da parte dei governi Americani e Britannici a partire da Thatcher e Nixon (circa). Stato di polizia, destre al potere, etc etc. Troppo accademico per i miei gusti, oltre a essere eccessivamente territoriale. Monk of Black Flame di JR Wales è un litrpg con protagonista 15enne, classe speciale che all'inizio sembra il più debole e poi BAM è il più forte, c'è pure la scuola magica. Nope. Induction di Sean Oswal è il primo libro nella fortunata serie "Welcome to the Multiverse", litrpg senza particolari novità: system apocalypse, multi-class, protagonista giovane. Second Term di Deacon Frost prosegue la serie Otherworld Academy: introdotta e conquistata partner numero 3, il protagonista continua a sviluppare la propria magia, c'è una gran quantità di porno rispetto al primo. Abbastanza creativo, ma troppo. Molto meglio Honor's Challenge e Duty's Reward di M Tress, secondo e terzo nella serie Monster Girls in Space: due capitoli di sesso a testa, il resto è avventura e relazione; ci sono passaggi ingenui e un po' cheesy, ma è una lettura di qualità e ci sono diverse idee divertenti. Il protagonista continua a eccellere in ogni cosa che fa, la sua magia è sempre più simile a Green Lantern. Vengono introdotte la seconda, terza e quarta partner: stando alle regole stabilite dall'autore, il team può essere al massimo di 7, quindi al massimo altre 2 LI. Vedremo se riuscirà a mantenere la promessa. I protagonisti finiscono l'accademia militare con grandi onori, formano un clan (in pratica si sposano tra loro) e sono pronti a partire per il loro primo ruolo ufficiale. Blackmist di Atlus è il primo libro nella serie "My Best Friend Is an Eltritch Horror": non è male, scritta sopra la media, troppo YA per i miei gusti; solita insopportabile dark academia con personaggio che viene dalla campagna e tutti lo schifano, nessuno sa che lui ha evocato Cthulhu ed è diventato il suo bound summon, quindi è potentissimo e il migliore in tutto. No Man's Land di Richard K Morgan è il suo atteso, primo romanzo in quasi 10 anni (inizialmente intitolato Gone Machine): sono arrivato fino a oltre metà prima di arrendermi. E' scritto bene, ma è di una banalità insopportabile: è l'ennesimo clone di The Witcher, questa volta ambientato in una Inghilterra alternativa post-Prima Guerra Mondiale; il protagonista è Geralt, c'è una bambina che è Ciri, lui la deve salvare e proteggere; poi c'è politica di umani che combattono contro altri umani, c'è un evento che ha causato l'arrivo di mostri (il folklore inglese sostituisce quello slavo) e il nostro è un esperto di mostri. Avrei potuto finirlo, ma senza il minimo interesse. God's Junk Drawer di Peter Clines, questo l'ho finito, ma ho tirato via e saltato così tante pagine da non poterlo considerare veramente 'letto': è la prima volta che faccio così con un libro di Clines. La storia è ispirata a Land of the Lost e ci sono gustosi riferimenti a Threshold e, inaspettatamente, a Ex-Heroes. E' scritto bene come di consueto per l'autore, ma è un esercizio futile che manca di attrarre il lettore. In più i protagonisti sono un peggio dell'altro. Protector of the Grove di Nicholas Searcy è il primo libro nella serie "Path of Dragons" che mescola system apocalypse e cultivation: segue 2 gruppi di protagonisti, uno è isolato e diventa druido e fa cultivation, gli altri sono più tipicamente litrpg e vivono in una città durante l'integrazione nel system. Prova a fare più cose insieme, nessuna bene. Herald of Shalia 3 di Tamryn Tamer (stando alla descrizione sul sito sono una coppia): Herald Frost è il più grande protagonista nella storia della narrativa mondiale. Non è un eroe adatto a tutti, ma è il mio eroe. La scrittura continua a essere di qualità, qualche evitabile ripetizione qua e là, ma non eccessive; la storia continua a essere esilarante e i personaggi sempre più folli. Il territorio del protagonista diventa ufficialmente un sanctuary per qualunque specie non umana, in via del tutto eccezionale sono ammessi anche un numero limitato di maschi e umani perseguitati: in questo libro arrivano, ma sono ancora timidi e preoccupati e spaventati (NOTA: la rappresentazione del razzismo in questo romanzo è più penetrante di molti testi 'seri' sull'argomento), mi aspetto che dal prossimo diventino 'approcciabili' (wink wink). Entra in scena Cassia, profetessa di Shalia e peggiore terrorista nella storia del mondo: nonostante le molte tentazioni SPOILER SPOILER SPOILER, Frost resiste all'impulso di aggiungerla all'harem per rispetto di Lysandra (che ne è figlia). Godly. The Major of Noobtown di Ryan Rimmel, isekai litrpg comica: ho ridacchiato qua e là durante il primo libro, ma è un altro di quelli multiclasse con un eccesso di elementi rpg; potrei tornarci su quando mi sarà passata l'overdose. Advent di Seth Ring tenta di fare qualcosa di leggermente diverso rimescolando in modo originale progression e litrpg, sfortunatamente il setting scifi, i personaggi e la storia sono insopportabili. Warship di Joshua Dalzelle è il primo libro nella trilogia "Black Fleet": competente inizio di military scifi dalla prospettiva del capitano di un vascello spaziale da guerra, completa mancanza di originalità nel plot generale e nei suoi elementi; non è scritto male, ma sembra pensato 30+ anni fa. Operation - Iron Coffin è un fumetto scritto da Kenny Porter, disegni di Tyrell Cannon (autori giovani, non conosco), pubblicazione IDW: è la solita storia con Dracula divenuto antieroe, il mostro che combatte altri mostri (Hellsing etc etc), in un banale setting World War 2 con nazisti in possesso di reperti mistici e tecnologia pericolosa. Non è brutto, è molto banale; scrittura e disegni mediocri. Stray Cat Strut 2 di RavensDagger: il primo mi ha colpito, questo secondo è enormemente migliore. L'autore è straordinariamente sicuro di sé e (presumibilmente una donna) capace di rappresentare relazioni femminili sia romantiche che amicali in modi comprensibili per un uomo, apprezzabili anche; c'è persino del sesso (forse è un uomo). La nostra protagonista prosegue nella sua nuova carriera di samurai cyberpunk con System Shop, compra casa e la trasforma in un super orfanotrofio per la sua famiglia allargata, ha problemi a gestire la sua nuova ricchezza e a comportarsi in un mondo non abituato ad avere a che fare con una uneducated lesbian orphan. Impressionato. Mi piace l'incompetenza della protagonista, che vorrebbe essere stealth ma finisce per usare sempre esplosioni; mi piace l'interlewd e mr tentacles. E' un romanzo pieno di idee. Test Flight di Deacon Frost è il terzo nella serie Otherworld Academy, è il migliore finora e l'autore comincia a mostrare quella sicurezza narrativa presente nelle produzioni successive: protagonista continua a diventare più forte e i suoi poteri cominciano a essere sempre più simili a un Green Lantern senza limitazioni di colore, si aggiunge un quarto li (la professoressa catgirl), l'impero e l'accademia vanno in guerra.
Cose guardate: Hi-Five è una commedia d'azione coreana con super poteri dello scorso anno, terribilmente stupida. Pegasus del 2019, è il primo film in una serie di cui è uscito da poco il terzo: commedia cinese su un famosissimo pilota di rally caduto in disgrazia e il suo ritorno alla gloria, c'è anche un giovane rivale. Non è brutto, però non guidano: ci sono un numero minuscolo di scene in macchina, pure fatte mediocremente. My Hero Academy - You're Next è uscito nel 2024 ed è il terzo lungometraggio originale, ambientato durante la settima stagione dell'anime (non ho idea a quali capitoli del manga corrispoda): Evil All Might e un gruppo di sgherri contro i nostri eroi. E' fatto bene, non ho finito di guardarlo perché non avrei dovuto proprio cominciarlo: ho perso qualsiasi interesse verso i personaggi e loro storia. Ziam è un film tailandese del 2025: campione di muay thai contro zombie. Non è granché: gli zombie sono mediocri, così le scene d'azione e i combattimenti; la storia è stupida, gli attori fanno il possibile. Backrooms è un pallosissimo horror di successo: è tratto da una serie web, a sua volta ispirata a una 'famosa' storiella di internet (la produzione è stata recentemente accusata di violazione del copyright, perché la storia originale è contesa). E' una menta. Golden Kamuy - The Abashiri Prison Raid, secondo film dal vivo, non c'è molto da dire: stesso cast e staff, prosegue l'adattamento, è molto ben fatto. Un po' troppo tempo dedicato al prologo comico, viene sacrificata la parte propriamente dedicata alla prigione (certamente motivi di budget): continua a piacere a mia moglie, quindi è una produzione eccellente. Disclosure Day è l'ultimo film di Spielberg ed è stato un mega flop: troppo lungo, Blunt non è più un'attrice ma una maschera, la sceneggiatura è un banale riciclo di varie menate messianiche dell'autore, ci sono un numero spropositato di scene che ricordano altri suoi film, l'ultima mezzora è un casino senza senso. The Super Mario Galaxy Movie è una buona produzione Illumination con una quantità di inaspettati, ma sensati, riferimenti a meccaniche dai giochi di Mario; è anche un film molto per bambini, più del precedente, e non siamo riusciti a finirlo. Rick and Morty s09: altri 10 episodi, totale 91. Un'altra stagione di eccellenza per la serie: ci sono solo 2 episodi inferiori, il 3 e il 5, con gli altri di grande qualità; è difficile esagerare quanto raro e formidabile sia il livello mantenuto dagli autori della serie nel corso dei suoi 13 anni di vita. Tutto ciò detto, nonostante l'eccellenza, Rick e Morty cominciano a riciclarsi: in questa nona stagione non c'è trama orizzontale, sono tutti episodi autoconclusivi che ripetono le stesse formule degli inizi. Rick è generalmente meno immorale, Morty meno inetto, ma non abbastanza da mantenere tensione nella storia. La prossima stagione, la decima, concluderà il pacchetto di episodi del contratto con Cartoon Netwoork: probabilmente sarà ulteriormente rinnovata (il successo è grande, spin-off continuano a venire prodotti).

Skill Thief (Id, 2025): è l'inizio della nuova serie scritta da Kamikaze Potato, l'autore di An Outcast in Another World.
Questa nuova serie, Soul Canvas, è scritta a quattro mani con Rafael Kalleen (che potrebbe essere suo fratello, ma non sono un granché con le somiglianze); tre libri usciti finora. 
Assomiglia molto a Commerce Emperor di Durand, ma molto migliore. Molto.
Andiamo con ordine: qualità di scrittura elevata, corposamente sopra la media e ottimo editing; ideata per essere quasi agli antipodi di Outcast, pur mantenendo alcune caratteristiche concettuali simili. 
Il nostro nuovo protagonista è un pittore, bravo non un genio; un giorno cade dentro un quadro e si trova in un mondo feudale governato da un complesso sistema magico, il potere assegnatogli è quello di rubare le abilità attraverso ritratti dipinti con la piena comprensione del soggetto. 
Se è in grado di cogliere l'essenza di una persona/creatura e rappresentarla in un quadro, può rubare e assorbire il (uno dei) loro potere.
Rispetto ad Outcast: non ci sono elementi litrpg standard, niente statistiche, ma c'è una specie di System governato da supreme entità simili agli dei di Outcast; è uno di quei System con le descrizioni che ti parlano, come Outcast. All'opposto dell'ossessione con la vitalità del protagonista di Outcast, questo nuovo è tutto intelligenza e ragionamento: i combattimenti sono puzzle frequentemente risolti dialogando (molte similitudini con il sistema di Commerce Emperor, ma assolutamente migliore); anche qui c'è la fissazione con Lord e gerarchie, anche qui c'è un possibile secondo protagonista, diversamente dall'amico di Outcast, qui c'è una specie di nemico giurato.
I poteri di Outcast sono tradizionalmente litrpg e Rob era particolarmente fissato con le esplosioni, qui sono soprattutto concettuali e ricordano JoJo.
Sono rimasto impressionato da questo primo libro, ho già il secondo ma lo leggerò tra un po'.
C'è un po' di body horror, ma niente a livello di Outcast per il momento.
SPOILER SPOILER SPOILER
Il protagonista diventa Lord, il suo cavaliere è figlio dell'ex-imperatore, nel suo gruppo c'è anche un'elfa che è erede di una città vicina; il cavaliere e i restanti due personaggi secondari, il duelist e la detective, sono puppets.
Vogliono tutti uccidere l'imperatore attuale, il protagonista viene dichiarato re dal figlio dell'ex-imperatore che si rivela e definisce legittimo erede dell'impero. Il nemico del protagonista è anche lui nel mondo del quadro ed un potente servitore dell'imperatore, ovviamente.


Cocoon - One Summer of Girlhood: il sottotitolo aggiunto per l'edizione internazionale è inconcepibile, senza senso.
Mediometraggio animato del 2025, tra un paio di mesi circa sarà rilasciato su GKIDS in America, tratto dal manga omonimo (1 volume, capitoli pubblicati tra il 2009 e il 2010) di Machiko Kyo.
L'animazione è realizzata dallo studio Sasayuri: realtà minore nel panorama giapponese, questa è la prima produzione assolo dopo qualche sub-collaborazione nel corso degli ultimi anni; lo studio venne fondato da una fuoriuscita da Ghibli. 
L'animazione ricorda molto (troppo) una produzione Ghibli. Ben fatta, ma eccessivamente derivativa.  
Tutto ciò detto.
E' una produzione commemorativa per gli 80 anni dalla Seconda Guerra Mondiale; la storia è basata sulle cosiddette Himeyuri Students
Nel 1945, il Giappone sta perdendo e gli americani invadendo; il governo giapponese costringe 200 circa studentesse (15-17 anni in media) a lavorare come un'unita di supporto per ospedali da campo sull'isola di Okinawa. 
Non è un film per bambini. E' un film sugli orrori della guerra come solo i giapponesi sanno fare, specialmente in animazione; è brutale e crudo, la regia ha lavorato molto sul contrasto tra il panorama idilliaco di Okinawa, la gioventù innocente delle ragazze e l'oscenità della guerra. 
Uhm. 
Non è una di quelle rappresentazioni filonaziste che spesso attraggono ancora adesso le simpatie di alcuni giapponesi, questo è un film sul governo/esercito/gli adulti che ingannano e costringono ragazzine a servire come infermiere, a sopportare bombardamenti in strutture militari, seppellire cadaveri, morire in vari modi orribili. Nel finale, durante la battaglia di Okinawa, le giovani sono abbandonate al loro destino mentre gli adulti scappano e/o si suicidano. 
Non finisce bene. 
Il titolo inglese è aberrante. 
Quello giapponese riferisce i bachi da seta e c'è tutta una simbologia che non starò a spiegare, e che non mi ha convinto. 
Questo è un film tipo Tomba per le Lucciole, filtrato attraverso il buonismo contemporaneo (pur restando aggressivamente violento) e alcune scelte estetiche rubate da Takeshi Kitano.
Non starò a discutere sull'onestà della storia, la genuinità dei sentimenti: sovrimpressioni all'inizio del film dichiarano esplicitamente l'intento degli autori di tenere viva la memoria dei peccati giapponesi durante la guerra, impedire che il passare gli anni renda ripetibile il passato.
SPOILER SPOILER SPOILER
Metà film è fatto di ragazzine che giocano e vivono la vita di ragazzine mentre aspettano che il potente governo giapponese respinga gli invasori; la seconda metà vede le stesse ragazzine venire (circa) violentate, farsi saltare per aria con granate per non essere violentate, venire esplose da bombe, crivellate da mitragliatrici e altro. 
Ah, dimenticavo: Mayu è un ragazzo che si finge femmina per sfuggire alla leva.