infodump: oggi facciamo una cosa leggermente diversa dal solito. Una delle strategie di Netflix per combattere e resistere alla nascita del Disney+ è puntare ancora di più sull'animazione orientale, in questo senso ha recentemente stretto un accordo di distribuzione esclusiva dei classici di Studio Ghibli.
Li sto guardando tutti in ordine cronologico, compatibilmente con il rilascio scaglionato seguito da Netflix: un paio sono tra i miei film animati preferiti di sempre, molti li ho visti una volta sola, alcuni sono mai visti. Ne parleremo a blocchi, pochi righe a film.
Nausicaa of the Valley of the Wind del 1984, come alcuni sapranno non è il primo film Ghibli perché lo studio non esisteva ancora formalmente al momento della sua uscita, è un grandioso e immortale capolavoro, l'originale film animato ecologico che ancora oggi in tanti cercano di copiare.
Castle in the Sky del 1986 ricorda tantissimo Conan e non ha retto bene al passaggio del tempo: è ufficialmente il primo film di Ghibli e possiede elementi che lo studio renderà per sempre caratteristici del proprio stile. Lo si guarda per la nostalgia e alcune scene ancora di qualità.
My Neighbor Totoro del 1988 è ancora incredibilmente piacevole da guardare. Mia moglie, che non l'aveva mai visto, l'ha molto apprezzato: Totoro risulta, oggi, un po' più inquietante che cute, ma la storia e i personaggi hanno ancora una forte energia narrativa.
Kiki's Delivery Service del 1989. Questo è un marone. Non ha una storia e i personaggi sono fastidiosi. La maghetta di Ghibli sarà stata un successo a suo tempo, oggi è da dimenticare.
Only Yesterday del 1991 penso di non averlo vista prima. Appartiene a un 'genere' molto apprezzato in Oriente di storie di vita in flashback: una donna adulta torna al paese e ricorda episodi della sua infanzia e adolescenza. Così così. E' un retaggio di quando Ghibli produceva anche film adulti.
Porco Rosso del 1992 è un altro dei capolavori immortali di Ghibli: il surreale setting storico nel Mediterraneo tra le guerre mondiali, tra pirati del cielo e piloti militari, suggestioni europee viste dall'altra parte del mondo continua a essere qualcosa di unicamente affascinante.

Doom Eternal: è il seguito di Doom 2016. Produzione Id Software, distribuzione Bethesda.
Le mie tre fasi: 1) "che figata! Meglio del primo! Lo platinerò!; 2) bello. Il primo era meglio. Lo platinerò; 3) uhm... ho mancato un collectible. Chissene.
Non fraintendetemi: è un bel gioco, ma il primo mi era piaciuto di più.
Comincio con un aneddoto: a causa della quarantena e di tutte le persone a casa attaccate a internet, per scaricare questo Doom mi ci sono voluti 7 giorni pieni.
SETTE GIORNI.
...come YouTube, Netflix, Amazon e tutti gli altri (tranne Disney), anche Sony si è adattata alle richieste della Commissione Europea e ha limitato la capacità degli utenti di intasare internet.
Yay.
Il primo Doom, nel senso di Doom 2016, riusciva perfettamente nel trasmettere quel senso di violenta esaltazione metal voluta dagli sviluppatori: il Doom Slayer è una macchina di distruzione e potere che risponde perfettamente ai tuoi comandi.
Doom Eternal si appoggia a questa base e aggiunge... e aggiunge e aggiunge e aggiunge.
Il Doom Slayer è diventata una macchina di distruzione e potere troppo complicata da utilizzare.
NOTA: ho la ferma impressione che questo gioco non renda con il controller, mouse e tastiera sono certamente la scelta migliore.
L'andamento dei livelli è lo stesso: esplori un pochetto e finisci in un'arena, elimini tutti e torni a esplorare un pochetto.
Il giocatore di Doom deve fare caso a 3 risorse fondamentali: vita, armature, munizioni. Le glory kill ereditate dal gioco precedente riforniscono la vita, la motosega rifornisce di munizioni e il nuovo 'flame belch' (una specie di torretta da spalla tipo Predator) si occupa delle armature.
La legge è sempre la stessa: muoversi in continuazione.
Nel primo, ti muovevi in continuazione combattendo; in questo ti muovi continuamente scappando da nemici forti, alla ricerca di nemici deboli con cui ricaricarsi di vita, armatura e munizioni per poter affrontare i nemici forti, e poi ricominciare.
NOTA2: non sono molto bravo. Ho visto video di giocatori fare cose incredibili e cool (tutti su pc).
Andiamo oltre.
C'è un hub, la base del Doom Slayer, che può essere ampliata, migliorata e decorata come una base di Fallout. Serve a qualcosa? No.
Lo stesso Doom Slayer è stato caratterizzato con inutili accessori da gioco di ruolo, contiamole insieme: ci sono dei punti che vinci combattendo che servono a sbloccare abilità delle armi, ma prima dei trovare le armi e prima devi trovare anche i moduli su cui si appoggiano queste abilità. In tutto sono 3 risorse solo per le armi, che diventano 4 se consideriamo anche le speciali monete che permettono di raggiungere la mastery delle armi, che serve a sbloccare ulteriori abilità, senza raggiungere le condizioni specifiche per sbloccarle onestamente. Ci sono dei punti che trovi in giro che ti sbloccano abilità dell'armatura, ci sono altri punti che trovi in giro che sbloccano diverse abilità dell'armatura rispetto a quelle prima, ci sono altri ancora punti che trovi in giro che sbloccano ancora diverse abilità dell'armatura (monete, cristalli e rune). In tutto 3 risorse per l'armatura, più le 4 delle armi sono 7.
Ne aggiungiamo un'ottava che serve a sbloccare le cose nella base.
A tutte queste dobbiamo poi aggiungere altri collezionabili sparsi per i livelli che aggiungono altra roba alla base: giocattoli nella camera del Doom Slayer, poster metal in giro per la base, cheat codes da utilizzare per fare i fighi rigiocando le missioni.
E' Doom, ma se apri la mappa sembra Assassin's Creed e se apri il menù potrebbe essere The Witcher.
Ci sono altre due cose di cui c'è troppo: troppo lore. Non mi interessano le motivazioni recondite del Doom Slayer: gli scrittori di ID hanno fatto del loro meglio per conciliare il Rip and Tear con una storia, ma avrebbe dovuto essere un 'minimo di storia', invece sembra di essere in un Resident Evil e non si fa altro che raccogliere testi e libri da leggere.
L'ultima cosa di cui c'è troppo sono le piattaforme. Un conto è correre, saltare e lanciarsi attraverso un'arena mentre si combatte, ma qui sto parlando di sezioni di platforming in prima persona (che sono sempre una pessima idea) e che possono mandarti a fanculo la run a livello di difficoltà Ultra per nessun motivo.
Ah, giusto: c'è anche il multiplayer.
Il multiplayer di Doom Eternal è come COD: si sbloccano un troiaio di cagate per customizzare il personaggio e farlo fighetto quando si gioca online. Registrati a Twitch e vinci l'armatura Doom Slayer Polvere di Stelle, clicca 'mi piace' sul nostro facebook e vinci una skin speciale per il fucile a pompa.
Il multiplayer, a differenza del singolo, è caratterizzato dall'essere troppo poco.
C'è una sola modalità: Doom Slayer contro 2 Demoni. Uno di quei multiplayer asimmetrici del cazzo che fanno molto di moda adesso.
Non è non divertente ma ha un enorme problema: se giochi come uno dei due demoni e il tuo alleato quitta, hai perso. Due demoni contro il Doom Slayer può anche essere simpatico da fare un paio di volte, ma un demone contro il Doom Slayer è uno scontro con un unico risultato. Inoltre si gioca a round 3 su 5: le partite sono eterne.
Ecco: ci sono due cose eterne in Doom Eternal. Il tempo che passi nei menù, come se fosse un gioco di ruolo, e la durata delle partire del multiplayer.
Tutti questi difetti non tolgono nulla all'esaltazione di quando si riesce a combattere bene durante il gioco vero e proprio, ma l'esperienza complessiva è stata senza dubbio deludente.
NOTA3: non ho parlato dei Boss Fight. I primi sono simpatici. Gli ultimi due sono odiosi: il penultimo è odioso perché il blood punch (ah, ho dimenticato di parlare del blood punch e del dash, vabbeh: sono altre due 'risorse' a cui far caso durante il combattimento) funziona a cazzo, così come l'hook del super fucile. L'ultimo è odioso perché (ah, ecco una terza cosa) è inutilmente eterno: che palle, mi sarei sparato piuttosto che finirlo.

Sol Levante: forse ne avrete sentito parlare. E' un cortometraggio animato prodotto da Netflix e Production IG, diretto da Akira Saitoh: sono 3 minuti di animazione, più uno di credits.
E' notevole perché è la prima produzione animata realizzata in 4K nativo.
Ci vuole la tv adatta. Io ce l'ho.
Non c'è una storia vera e propria: una guerriera fantasy combatte, muore e rinasce. Circa.
Chiamiamola con il suo nome: è una tech demo.
E' impressionante? Mah, boh, ni.
Il design è troppo generico, ma le animazioni sono certamente incredibilmente fluide; è pieno di effetti e si muove continuamente un casino di roba a schermo, e gli sfondi sono meglio dei personaggi.
Chiudo con una domanda: a che pro? Certamente come dimostrazione tecnologica possiede un suo intrinseco valore, e non discuto sulla quantità e la mole del lavoro che avrà richiesto, ma c'è un problema di fondo: i costi.
Questa tecnologia è piena di potenziale, ma è sostanzialmente inutile: al massimo potrà essere adoperata in qualche produzione cinematografica, probabilmente neppure.
In ogni caso: un pezzetto miliare di tecnologia dell'animazione.

Steven Universe Future: è finita. L'ultima grande rivoluzione nell'animazione mondiale è giunta alla sua conclusione naturale e meritata. 2013-2020.
Steven Universe Future la stagione epilogo di Steven Universe. Venti episodi.
Ho parlato dei primi dieci in un altro post, poi ho aspettato l'uscita dei restanti.
Usciti nel corso di Marzo, gli ultimi il 27.
Avevamo lasciato Steven nel pieno di un crollo psicologico simile a una PTSD, ogni episodio più profonda e irrisolvibile del precedente. Lo ritroviamo allo stesso modo.
Rientra in scena Connie e questo aggiunge solo combustibile alle fiamme della psicosi di Steven.
Ero abbastanza certo sarei rimasto scottato e deluso da questa lunga conclusione, invece sono commosso e impressionato.
Rebecca Sugar e il suo staff di collaboratori sono riusciti nell'epica impresa di perfezionare un capolavoro e immortalarlo nel migliore dei modi possibili. Steven Universe è finito da pochi giorni ma viviamo già da anni in un mondo dell'intrattenimento animato fortemente influenzato dal suo successo e spirito.
Non è solo il messaggio di tolleranza o l'essere paladino del rispetto lgbt, è lo stile e la cura della scrittura, l'onestà delle emozioni e la qualità drammatica della regia, delle interpretazioni e dello svolgimento.
Abbiamo già parlato tante volte di Steven Universe: è certamente uno dei prodotti più significativi degli ultimi 10 anni.
Veniamo a questi 10 episodi.
Cosa fare quanto il meglio della tua vita, la sua parte più significativa è passata prima ancora di compiere 16 anni? Tipo celebrità bambine.
Steven ha salvato il mondo: tutti i suoi amici e i suoi non-più-nemici hanno goduto del suo potere salvifico e sono andati avanti con le loro vite, migliorate grazie al suo intervento. Steven salva gli altri, ma chi salva Steven?
Steven si sentiva lasciato indietro nella prima metà della stagione, ma in questa il sentimento diventa rabbia e risentimento.
Ci sono tanti, già detto ma vale la pena sottolinearlo ulteriormente, riferimenti incrociati all'interno della serie: incredibili foreshadowing che dimostrano la straordinaria cura profusa dagli autori, la certosina capacità di strutturare la storia prima di metterla in atto, di seguire quanto definito senza tentennare. Nonostante tutte le difficoltà.
In questi dieci episodi, ce ne sono due impossibilmente efficaci: uno è il riferimento tra l'episodio 'I am my mom' e 'I am my monster', l'altro riguarda i credits... non voglio fare spoiler ma sarebbe grandioso se ci fossero più serie come questa, scritte sapendo già come farle finire senza guardare in faccia a nessuno.
E' stato detto di tutto e di più, ma ripetiamolo ancora: Steven Universe è il cartone animato più significativo degli ultimi 10 anni in Occidente, e Steven Universe Future è il perfetto epilogo.
SPOILER SPOILER SPOILER
Steven va a vivere per contro proprio. Steven e Connie si baciano e stanno insieme. Tutti sono felici e tristi, ma soprattutto felici. Steven va dallo psicologo.

Vivarium: secondo film del regista irlandese Lorcan Finnegan. Bel nome. Molto irlandese. Presentato a Cannes lo scorso anno, è un thrille horror scifi.
E' un film angosciante. Il film perfetto per la quarantena. Questo film sarà probabilmente la causa primaria dell'assenza di sesso stanotte. Angosciante e deprimente.
Jesse Eisenberg e Imogen Poots sono una giovane coppia affiatata e felice in cerca di una nuova casa.
Vanno a visitarne una in un nuovo complesso residenziale... sì, è quel sottogenere suburbia-psicologico che potrebbe inizialmente far pensare a The Stepford Wives, ma ANGOSCIANTE e DEPRIMENTE.
Vanno a visitarne una insieme a un agente immobiliare. Entrano in casa ed è carina, si girano e l'agente immobiliare è scomparso. Provano ad andarsene ma non riescono a trovare l'uscita dal quartiere. Molto presto il tutto assume una nota sovrannaturale o paranormale o aliena.
Difficile da dire.
Cibo viene consegnato tutti i giorni. Un bambino viene consegnato il giorno dopo con la promessa di essere liberati se verrà cresciuto. Il bambino è chiaramente non umano.
E' la storia del cuculo. Circa.
Il bambino è insopportabile e non voluto, la coppia scoppia, il dramma e l'angoscia aumentano a dismisura. Diventa progressivamente più incomprensibile e alieno, in modo interessante e persino bello: il bambino cresce molto in fretta, c'è una scena assolutamente brillante verso il finale, ma è... soprattutto incomprensibile.
E angosciante.
SPOILER SPOILER SPOILER
Muoiono.

Skull Soldier: galleggiava nelle mie vicinanze... Non trovo un sito decente da linkare al titolo, a malapena un'immagine per chiudere il post: riferisco le informazioni trovate online.
E' un tokusatsu del 1992 diretto da Masaki Kyomoto, eclettico personaggio giapponese con una lunga carriera nel genere: Kamen Rider e Garo. Ufficialmente è un film originale, in realtà è un adattamento non ufficiale di Skull Man.
...Skull Man è quel circa famoso eroe giapponese creato da Ishimori negli anni '70: a mezza via tra il progetto parallelo e un precursore dark dei suoi classici Kamen Rider, di cui venne realizzato anche un anime a inizi 2000. Skullomania è probabilmente il suo contributo più noto al mondo pop nipponico.
Il film ha un sottotitolo originale, tradotto internazionalmente in "Aesthetics of Revenge".
Non sono parole a caso: tutti i personaggi posano continuamente, vestono e si atteggiano in modi che, oggi, potremmo dire 'alla JoJo'. Sono molto stilosi. 'Molto stilosi' nel modo ridicolo del Giappone fantascientifico anni '90.
C'è una scena di nudo nella doccia, una scena di sesso, donne torturate, teste e arti mozzati, sangue, droga, criminalità varia, scene comico buffe che vedono l'alter ego di Skull Soldier dare la sua migliore interpretazione dello stupido che nasconde un eroico segreto, un sidekick con bizzarre protesi facciali, un villain travestito, vari personaggi omosessuali e battute sugli omosessuali che oggi sarebbero considerate un enorme 'no no'.
E' una produzione d'altri tempi. Ha i suoi momenti simpatici, non arriverei a dire divertenti.
Il costume di Skull Soldier è ottimo: secondo un tizio online sarebbe stato disegnato da Keita Amemiya, e in effetti ricorda molto il suo Zeiram, quindi ci credo.
NOTA: Zeiram è dell'anno prima.
Non è Zeiram, non è certamente il Mechanical Violator Hakaider... da quanti anni non scrivevo queste parole.
Guardando indietro sul blog: nel 2003 dichiaravo di possedere un cofanetto, suppongo di film di Amemiya, e ne ho un vago ricordo. Non saprei dire se fosse qualcosa di ufficiale o uno di quei bootleg che giravano allora. Non sono sicuro di averlo ancora, vado a vedere appena finito di scrivere qui.
Skull Soldier non all'altezza dei tokusatsu del suo tipo di allora, non è certamente paragonabile a quelli prodotto in questi anni. E' una curiosità e potrebbe spingermi a trasformare la quarantena in un ritorno al Tokusatsu... dovrei, poi, sempre finire di guardare Kamen Rider Amazon.

In/Spectre (Kyokō Suiri): diverso dal solito e uno dei miei preferiti della stagione (stagione ricca questo Inverno 2020). Il manga è uno dei miei preferiti da quando l'ho scoperto.
Andiamo con ordine perché è particolare: In/Spectre (titolo senza senso, lo so), aka Kyokou Suiri nasce in forma di romanzo nel 2011. Non una serie, ma un singolo thriller sovrannaturale.
Nel 2015, inaspettatamente, Kodansha decide di trasformarlo in un manga: il manga inizia adattando la storia del romanzo, proseguendo poi con altre storie originali. Il manga ha successo, si comincia a parlare di un adattamento animato.
Nel 2018, l'autore originale e Kodansha pubblicano una raccolta di racconti; l'anno successivo ristampano il romanzo del 2011 e lo trasformano in una serie: attualmente è uscito già un secondo (in realtà terzo perché la numerazione considera anche la raccolta) volume.
Secondo un utente di reddit le storie originali del manga e quelle dei nuovi romanzi sono sviluppate 'in parallelo', quindi dovrebbero essere sostanzialmente le stesse.
La serie animata è prodotta Brain's Base: 12 episodi che adattano la storia del romanzo originale (volumi 1-6 del manga) più qualche cosetta minore dal manga. Rispetto alla versione del manga, la storia principale e queste 'cosette' sono riarrangiate cronologicamente: il manga procede in modo non esattamente lineare, storie consecutive non sono necessariamente anche cronologicamente consecutive (la seconda storia è un flashback). L'anime ha scelto di presentare il tutto in modo più semplice.
Il manga, inoltre, è molto particolare e i capitoli durano un incredibile numero di pagine: parliamo di 70-80 tavole fitte di testo. Non è una storia d'azione, anche se ce n'è: è più simile a una storia di detective, dove il detective è un genio e passa il suo tempo ad analizzare, indagare e poi spiegare i perché e percome.
...vi dicevo che è insolita. Bisogna aver tempo per leggere il manga ed essere concentrati.
L'anime adatta questo aspetto in modo inaspettatamente fedele: sono 12 episodi, le scene d'azione sono limitatissime, e il resto è dialoghi ed esposizione.
Funziona meglio nel manga, in forma di anime non è certo il più avvincente o vivace.
Due protagonisti principali: sono una coppia in una relazione stabile ma non è la consueta relazione degli anime. Lei è la "Dea della Saggezza", non una vera divinità ma un titolo onorifico: una ragazza umana, rapita dagli Yokai all'età di 11 anni. Le hanno rubato un occhio e una gamba, in cambio della capacità di vedere e interagire con ogni cosa sovrannaturale e fungere da arbitro e risolutore di conflitti e problemi tra Yokai vari, e soprattutto tra Yokai e umani. Lui è figlio di una famiglia dove per secoli hanno inseguito il segreto dell'immortalità, riassumo: è immortale e può limitatamente prevedere il futuro (circa, è un po' diverso ma non farò spoiler).
Lui è qualche anno più vecchio di lei: quando si incontrano, lui è al primo anno di università e lei sta finendo la scuola; quando si mettono insieme lei è all'indomani del primo anno di università e lui è un senior. Ci sono 4-5 anni di differenza, ma è le età sono poco importanti visto che, come detto prima, le storie vanno avanti e indietro nel tempo.
Lei è un genio. Lui non può morire alla maniera di Yakumo Fuji, e in effetti ci sono delle similitudini con 3x3 Eyes.
Il rapporto tra i due è, apparentemente, quello standard dove lei è pazza di lui, lui non è interessato... ma è in realtà molto diverso: lui non è interessato non perché interessato a ogni altra donna o perché ingenuo/incapace. Lui è non interessato perché i suoi poteri l'hanno reso insensibile e apatico.
Non apatico come una Rei Ayanami, anche se in un certo qual modo il suo personaggio fa proprie caratteristiche spesso associate a quel genere di stereotipi femminili dell'animazione giapponese: scherza, è capace di dimostrazioni d'affetto e cura, ma è generalmente poco emotivo e poco interessato alla fisicità.
Lei, viceversa, è una giovane donna di eccellente famiglia, un genio come i migliori brillanti detective (per dirla alla ID: Invaded), ma è anche una specie di ninfomane, volgare e sempre pronta al doppio senso sessuale (anche esplicito) e costantemente frustrata dal disinteresse mostrato da lui.
La relazione è tenuta sul vago, come obbligatoriamente per mantenersi nei target di pubblico, ma il sesso tra i due (per quanto raro) è assodato.
Il personaggio di lei è ottimo. Ottimo e il miglior personaggio femminile della stagione.
La serie non ha avuto molto successo, quindi non ha avuto molta esposizione, ma è un prodotto adulto e meritevole, di alta qualità narrativa sfortunatamente abbinata a bassa qualità dell'animazione.
Interessante, profonda, personaggi caratterizzati in modo originale, ottimi dialoghi e interazioni.
Lo sceneggiatore è Noboru Takagi, che ha al suo attivo alcune produzioni molto famose che non ho mai guardato come Baccano e Durarara, ma, soprattutto, è l'autore dei recenti Galactic Heroes e di Golden Kamuy.
Non penso sia necessario aggiungere altro.
La storia della stagione vede i nostri eroi combattere contro uno spettro omicida creato dalle credenze degli sciocchi su internet. Introduce anche quello che è, circa, il villain ricorrente delle storyline principali. Il Moriarty della situazione per intenderci.
C'è più che abbastanza materiale da realizzarne una seconda stagione, o degli OAV o un film, ma nulla è stato annunciato.