Anaconda 2025: ricorda un po' Tropic Thunder, però divertente. Un attore fallito, Paul Rudd, e il suo amico regista mancato, Jack Black, insieme a un paio di altri amici appassionati di film, Steve Zahn e Thandiwe Newton, decidono di andare in Brasile e girare un reboot di Anaconda. 
E' un film su gente che fa un film che è il seguito di un film vero che esiste come film anche nel film. 
In Brasile, i nostri eroi incontreranno difficoltà organizzative, varia criminalità e una 'vera' anaconda gigante. 
La regia è di Tom Gormican, precedentemente il film con Nicholas Cage che interpreta se stesso "The Unbearable Weight of Massive Talent". 
L'umorismo è il solito hit and miss, ma è generalmente piacevole da guardare con alcuni momenti comici riusciti e nessun fallimento aggravante; assomiglia a tutti gli ultimi film con Jack Black. 
Ci sono, immancabili, un paio di guest star.


Thirteen Ways to Kill Lulabelle Rock (Id, 2024): romanzo d'esordio per Maud Woolf, già autrice di storie pubblicate. 
Futuro prossimo, ma è poco importante: questo non è davvero un libro di fantascienza, è una di quelle storie che usa una premessa tecnologicamente futura per rappresentare aspetti della società contemporanea.
Lulabelle Rock è una diva del cinema. Le proiezioni del suo ultimo film sono pessime, così negative da sollevare preoccupazioni sulla sua carriera; decide di scuotere l'opinione pubblica con un aggressivo stunt pubblicitario. 
Nel corso degli anni, Lulabelle ha creato 12 cloni: ne commissiona un tredicesimo e le affida il compito di uccidere gli altri 12. 
I cloni possiedono uno statuto legale complicato, uccidere i propri cloni è tecnicamente permesso. 
La protagonista, il clone assassino, poco dopo aver iniziato la propria missione vive una breve esperienza che la lascia e impressiona con un mazzo di tarocchi: ogni clone diventa una raffigurazione di un arcana maggiore. 
NOTA: chiunque abbia passione per i tarocchi, o guardato/letto JoJo potrà immediatamente osservare una discrepanza. 
Circa ogni capitolo del libro è dedicato a un clone, il proseguo della trama rende la separazione più complicata e sfumata. 
I cloni sono, come espresso dall'abbinamento ai tarocchi, allegorie e funzioni: Lulabelle ha creato ognuno di loro per corrispondere a vite non vissute, le scelte diverse nel suo passato, o semplicemente attività che non ha voglia di svolgere. 
C'è il clone che vive passando da un party al successivo; c'è quello che si occupa di farsi vedere con lo sponsor x e poi lo sponsor y; c'è il clone tornato al paesello per vivere la vita di una persona comune (circa); c'è il clone che non fa l'attrice. 
Ci sono anche cloni dimenticati, cloni ribelli e tutto uno spettro di variazioni. 
E' un romanzo solido con un paio di profonde riflessioni psicologiche, non è un romanzo d'azione e larga parte della caratterizzazione dei personaggi è un certo senso di improvvisazione (negativa), pressapochismo e capriccio. 
Divertente, niente di che. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Il colpo di scena è prevedibile ma perfettamente integrato nella storia, naturale e organico è praticamente dovuto e necessario: uno dei cloni da uccidere è in realtà la vera Lulabelle, da anni ammalata e in ospedale, e quella che pensavamo essere Lubelle è il suo primo clone, creato dalla stessa Lulabelle originale per sostituirla. Il resto dei dettagli è poco importante. 
L'assassina si innamora della Lulabelle che cerca di scoprire talenti diversi dalla recitazione, le due scappano dalla città dove si ambienta la storia per vivere insieme. 


Exit 8: questa volta parliamo dell'adattamento cinematografico uscito la scorsa estate in Giappone, release internazionale prossimo Aprile. 
Regia di Genki Kawamura, più famoso come scrittore di romanzi; personaggio principale interpretato da Kazunari Ninomiya e una piccola parte per Nana Komatsu. 
Non è una piccola produzione o un film indie, è stato pure presentato a Cannes. 
E' una palla clamorosa, fortunatamente è breve ma non abbastanza. 
Capisco la necessità sentita dall'autore di dare al videogioco una trama; nel videogioco non c'è trama, tutto avviene anonimamente e l'intera narrazione è sviluppata attraverso elementi di gameplay. 
Qui, il protagonista è il più classico degli inetti giapponesi; si trova nel loop ed è ampiamente suggerito, smaccatamente/offensivamente verso lo spettatore nel finale, che la sua si tratti di una fuga volontaria, non di prigionia. 
Praticamente è Mayoi Hachikuji da Monogatari. 
C'è pure un bambino straordinariamente fastidioso.
Il setting è ricostruito brillantemente, alcune delle anomalie sono riprese pari-pari dal videogioco, altre sono originali del film. 
Il protagonista è insopportabile, volutamente, e con totale mancanza di sensibilità è stato pure caratterizzato con asma: come quello in IT di Stephen King; sono passati esattamente 40 anni e usare una malattia per significare debolezza psicologica/codardia, oggi, è inqualificabile anche in Giappone. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Alla fine esce. 


The Wrecking Crew: aka Fake and Furious. Momoa e Bautista, improbabili fratelli, danno la caccia all'assassino del padre.
Commedia drammatica, divertente: quando non esagera come in Minecraft, Momoa è realmente capace di umorismo e comicità; le scene d'azione sono volutamente lontane dalla professionalità patinata di John Wick, non hanno il budget del vero Fast and Furious, risultano qua e là poco convincenti: c'è spirito, ma sembrano amatoriali.
NOTA: Bautista fa molto poco personalmente, costantemente sostituito da controfigure. Mi pare di aver letto essere fisicamente broken e faticare molto a muoversi.
Ruolo minore per Morena Baccarin: il suo personaggio si chiama Valentina, essenzialmente lo stesso personaggio di Vanessa. Penso sia voluto.
Produzione Amazon, regia di quello di Blue Beetle (avevo provato a guardarlo con mia moglie, una merda).
Nel finale viene gettato il seme per un possibile seguito, non leggo notizie a riguardo online, ma è uscito da poco e Amazon potrebbe star aspettando dati più consolidati.


Darkside (Id, 2024): come dichiarato dallo stesso Mammay sul suo sito, la serie di Planetside era da considerarsi completata con il suo terzo romanzo, Colonyside del 2020.
A questo punto, prendetela come volete: i progetti successivi dell'autore sono stati di inferiore successo, l'autore potrebbe aver davvero voluto, artisticamente, tornare al suo personaggio d'esordio; l'una non esclude l'altra.
Quale che sia, Darkside non è un romanzo estemporaneo: un quinto, Blindside, uscirà a marzo; il manoscritto del sesto è già stato consegnato all'editore e c'è una discussione aperta (contrattuale) per la scrittura di un settimo e ultimo volume.
Il nostro amato Colonnello in pensione Carl Butler si sta godendo i soldi guadagnati per stare zitto dopo la sua ultima avventura, quando viene contattato da una ragazzina che ha perso il padre. 
L'inizio della storia non è granché. Praticamente, Butler è diventato l'Equalizer scifi. 
Carl e i suoi partono alla ricerca del padre scomparso, finiscono su un pianeta e su questo pianeta troviamo i soliti attori: i militari rappresentanti del governo e le due malvagie mega-società nemiche tra loro e di Butler dai libri precedenti. 
Nel mezzo c'è un archeologo che ha trovato qualcosa di figo. 
Ci ho riflettuto a lungo: è il miglior romanzo nella serie. 
La trama è stupida nel suo inizio, migliora pagina dopo pagina; l'età di Butler è affrontata molto più realisticamente dei romanzi precedenti, molti più dettagli e molto più credibile; il suo team è più presente e partecipe. 
E' davvero un bel romanzo a metà tra military e investigativo.
Stando a Mammay, il prossimo libro sarà un seguito diretto. 
SPOILER SPOILER SPOILER
L'archeologo ha trovato prove e tecnologia di alieni; a differenza di altri alieni noti, questi sono più avanzati degli umani. 
Il padre della ragazzina è morto. Butler si fa di nuovo un sacco di nemici dentro le due società. 


Created, the Destroyer (Id, 1971): è il primo libro nella serie "The Destroyer" di Warren Murphy e Richard Sapir.
La serie conta più di 150 libri (!!!) e, come molte serie di questo tipo, è caratterizzata dal pacchetto completo delle 'cattive pratiche editoriali': autori che firmano ma non scrivono veramente, nuovi autori dalle professionalità inferiori, diritti che passano da una casa editrice all'altra, raccolte e uscite 'meno' ufficiali, litigi e robe così. 
L'ultimo libro, una specie di antologia celebrativa con nuove storie da vari scrittori 'famosi', è uscito nel 2024.
Ci sono anche svariati spin off. 
NOTA: stando alla wiki, il manuscript del primo libro è datato 1963. 
Tutto quanto sopra è interessante e divertente, ma ciò che non ho ancora detto è la cosa più importante. 
Il nome del protagonista è Remo Williams. 
Questa è la serie di libri all'origine del cult Anni Ottanta, "Il mio nome è Remo Williams" (con il grande Fred Ward, 1985): un film che amo senza motivo alla follia. L'ho riguardato per caso, era in tv, qualche mese fa con un amico: l'ho cercato online giusto per guardare l'anno d'uscita (quando invecchi è normale scommettere se ricordi la data d'uscita di qualcosa) e... trasecolo! E' tratto da una serie di romanzi. 
E' stato persino facile trovare il primo, come dicevo la serie esiste attualmente ed è ristampata con regolarità. 
La storia è completamente diversa da quella del film. Non sono certo se, per caso (ne dubito), la vicenda del film sia stata attratta all'origine del personaggio da un libro successivo; a parte il cast degli eroi, nessun elemento della storia o altro personaggio ritorna tra film e primo romanzo. 
Remo è un poliziotto ingiustamente accusato di aver ammazzato un giovane spacciatore, è in carcere e aspetta la pena capitale; lui non lo sa, ma tutto quanto sopra è il plot organizzato dai membri dell'organizzazione CURE per reclutarlo. 
Segue qualche capitolo di addestramento e l'introduzione del magico Chiun; Remo, poi, viene mandato a compiere la sua prima missione. 
Veniamo al dunque del romanzo: è offensivo. Non c'è modo di girarci intorno: il protagonista è razzista e sessista. 
Ci sono aspetti encomiabili, per essere un romanzetto pulp degli anni 70 (o 60 stando alla wiki): critica della pena di morte, antipatia verso le armi da fuoco; Remo combatte a mani nude, usa intelligenza e forza fisica... ah, è Batman. Non ci avevo pensato. 
Una specie di Batman governativo a basso reddito che lavora per una società segreta scarsamente finanziata, scopa in giro e ammazza persone con un note di splatter. 
Si legge, qua e là è anche divertente e sarei curioso di provare uno dei libri più recenti, probabilmente purgati dalle più grossolane forme di machismo bianco.


Teenage Mutant Ninja Turtles - The Last Ronin: parliamo di un fumetto molto famoso. Cinque numeri usciti tra il 2020 e il 2022 per IDW; testi di Eastman e un tale Tom Waltz che scrive, soprattutto, fumetti delle Turtles; storia di Eastman e Laird. 
Senza girarci troppo intorno, questo fumetto è la versione ninja turtles di The Dark Knight Returns. 
Futuro alternativo, diciamo una ventina d'anni dopo gli 'eventi correnti': il Foot Clan ha vinto, Splinter è morto, le tartarughe ninja sono morte. 
CIRCA!
Michelangelo è ancora vivo. Michelangelo è l'unico rimasto: è depresso, è truce, sente le voci dei suoi fratelli, soffre malissimo di sindrome del sopravvissuto; Michelangelo, inoltre, è diventato più grosso, più forte, più veloce e assomiglia molto a Batman disegnato da Miller. 
Un po' è scappato, un po' è andato giù di testa, un po' ha studiato e imparato tutte le tecniche di Splinter: Michelangelo decide di tornare a NY e distruggere (uccidere) il Foot Clan una volta per tutte; è una missione suicida. 
E' un fumetto vecchio, quindi me ne sbatterò di spoiler: April è ancora viva, lei e Casey hanno avuto una figlia. Vogliamo chiamarla 'Robin'?
E' un bel fumetto. E' ben disegnato, è ben scritto e abbraccia con orgoglio il suo modello. 
E' stato, inoltre, davvero un grande successo e ha dato origine a una specie di timeline alternativa 'Roninverse' che negli anni successivi ha goduto di vari seguiti/spin-off.
Nel finale, come è giusto che sia, Michelangelo vince e muore. April e la figlia, per motivi non esattamente chiari ed eticamente discutibili, decidono di creare 4 nuove tartarughe mutanti. 
Il reparto artistico è affidato a 4 disegnatori che collaborano, tra cui Eastman stesso: è omogeneo e ben fatto e, per la cronaca, non assomiglia al tipo di disegni delle Turtles originali di Laird e Eastman.