Cocoon - One Summer of Girlhood: il sottotitolo aggiunto per l'edizione internazionale è inconcepibile, senza senso.
Mediometraggio animato del 2025, tra un paio di mesi circa sarà rilasciato su GKIDS in America, tratto dal manga omonimo (1 volume, capitoli pubblicati tra il 2009 e il 2010) di Machiko Kyo.
L'animazione è realizzata dallo studio Sasayuri: realtà minore nel panorama giapponese, questa è la prima produzione assolo dopo qualche sub-collaborazione nel corso degli ultimi anni; lo studio venne fondato da una fuoriuscita da Ghibli. 
L'animazione ricorda molto (troppo) una produzione Ghibli. Ben fatta, ma eccessivamente derivativa.  
Tutto ciò detto.
E' una produzione commemorativa per gli 80 anni dalla Seconda Guerra Mondiale; la storia è basata sulle cosiddette Himeyuri Students
Nel 1945, il Giappone sta perdendo e gli americani invadendo; il governo giapponese costringe 200 circa studentesse (15-17 anni in media) a lavorare come un'unita di supporto per ospedali da campo sull'isola di Okinawa. 
Non è un film per bambini. E' un film sugli orrori della guerra come solo i giapponesi sanno fare, specialmente in animazione; è brutale e crudo, la regia ha lavorato molto sul contrasto tra il panorama idilliaco di Okinawa, la gioventù innocente delle ragazze e l'oscenità della guerra. 
Uhm. 
Non è una di quelle rappresentazioni filonaziste che spesso attraggono ancora adesso le simpatie di alcuni giapponesi, questo è un film sul governo/esercito/gli adulti che ingannano e costringono ragazzine a servire come infermiere, a sopportare bombardamenti in strutture militari, seppellire cadaveri, morire in vari modi orribili. Nel finale, durante la battaglia di Okinawa, le giovani sono abbandonate al loro destino mentre gli adulti scappano e/o si suicidano. 
Non finisce bene. 
Il titolo inglese è aberrante. 
Quello giapponese riferisce i bachi da seta e c'è tutta una simbologia che non starò a spiegare, e che non mi ha convinto. 
Questo è un film tipo Tomba per le Lucciole, filtrato attraverso il buonismo contemporaneo (pur restando aggressivamente violento) e alcune scelte estetiche rubate da Takeshi Kitano.
Non starò a discutere sull'onestà della storia, la genuinità dei sentimenti: sovrimpressioni all'inizio del film dichiarano esplicitamente l'intento degli autori di tenere viva la memoria dei peccati giapponesi durante la guerra, impedire che il passare gli anni renda ripetibile il passato.
SPOILER SPOILER SPOILER
Metà film è fatto di ragazzine che giocano e vivono la vita di ragazzine mentre aspettano che il potente governo giapponese respinga gli invasori; la seconda metà vede le stesse ragazzine venire (circa) violentate, farsi saltare per aria con granate per non essere violentate, venire esplose da bombe, crivellate da mitragliatrici e altro. 
Ah, dimenticavo: Mayu è un ragazzo che si finge femmina per sfuggire alla leva.


The Super Cube: anime cinese del 2025, dodici episodi piuttosto brevi (18 minuti di media direi), adattamento di un omonimo web toon, produzione realizzata da Big Firebird Culture, una seconda stagione dovrebbe essere in produzione. 
La storia è molto semplice: un giovane trova un cubo spaziale, assorbe il cubo spaziale e diventa una specie di System user (il progresso avviene assorbendo particolari gemme); nel mondo è pieno di super umani, i poteri provengono da qualsiasi archetipo: ci sono cultivator, mutanti, etc etc, quindi i combattimenti sono molto vari. 
Il nostro protagonista ha una fidanzata che viene rapita per vari motivi, il grosso della prima stagione è lui che vuole salvarla e deve affrontare la solita torre con boss. L'animazione è altalenante: gli ultimi episodi sono molto peggiori dei primi, ci sono alcune sequenze di combattimento davvero esaltanti (ho scoperto questo cartone in una top 10 dei migliori combattimenti animati del 2025). E' stato un successo, ma ha ricevuto critiche per l'utilizzo di AI nel realizzare i doppiaggi in altre lingue (o solo in inglese, poco importa).


Accomplice to the Villain (Id, 2025): ricapitoliamo. Terzo libro nella serie scritta da Hannah Nicole Maehrer, avrebbe dovuto essere l'ultimo, la serie era stata pianificata come una trilogia; ha avuto un sacco di successo, l'ultimo libro è diventato il terzo di quarto. 
Alla fine di questo terzo libro, ci sono un paio di righe per annunciare il quarto (imprevisto) e confermarlo essere l'ultimo.
A inizio anno, però, l'autrice è saltata fuori dicendo: "il quarto non sarà l'ultimo, ce ne sarà ALMENO un altro".
Ho divorato i primi due, stavo per divorare anche questo. 
Quando è stato rivelato che non sarebbe stato l'ultimo, ho subito un contraccolpo psicologico che mi ha bloccato finora; tra un mesetto uscirà il quarto, ho superato il trauma per mettermi in pari. 
E' la mia serie romantasy preferita di sempre, è l'unica serie romantasy a essermi piaciuta e mi piace così tanto che ci penso la notte. 
Ora: non so e non ho controllato, non importa, (se sia noto) se questo libro abbia subito un qualche livello di riscrittura per accomodare il cambiamento nel piano editoriale, è chiaro esserci, in ogni caso, una certa confusione e minore organicità nella narrazione. 
L'andamento della relazione tra i protagonisti, specialmente fino a 2/3, è raccontata attraverso scene che, in certi casi, sembrano fuori ordine; allo stesso tempo, non presenti nei libri precedenti, ci sono alcuni piccoli errori di continuity: un personaggio 'chiude' l'elmo prima di combattere, l'elmo nasconde completamente la faccia, ma gli altri lo vedono sorridere. Cose del genere. 
Non escludo possa trattarsi di autosuggestione, ma questo terzo romanzo è meno ordinato e l'editing inferiore.
Ah, giusto: ci sono così tanti 'rolling eyes' che sembra di leggere i capitoli di una web novel. 
Dispiace, non è un deal breaker, sembra confermare un certo lavoro di revisione. 
Questo è il romanzo peggiore nella serie, peraltro, ma resta esilarante: Evie continua a essere una protagonista magnifica, la maggiore lunghezza nella serie consente di allocare più tempo alle side ship (tutte formidabili) e questo libro è pieno di scene dedicate agli altri personaggi, l'autrice brilla tra le pagine con alcune emozionanti rappresentazioni di passione e sentimenti. Più ce n'è, meglio è. 
Il livello di violenza aumenta, Evie abbraccia il suo ruolo con brutale determinazione; la storia diventa più tragica e drammatica, nonostante sia farcita di quest riempitive e interlocutorie, inevitabilmente l'umorismo lascia parzialmente il passo a serietà. 
Il finale è a effetto, il colpo di scena è sorprendente ma serve solo ad allungare la storia.
Voglio più storia, ma non così.
SPOILER SPOILER SPOILER
Evie diventa il Villain, avrebbe sempre dovuto esserlo. Trystan è figlio bastardo del re, la magia mortale venne rubata a Evie e impiantata in Trystan. La profezia: Trystan è il principe, Evie è il villain. 
I due fanno sesso e finalmente si dichiarano, poi succede il casino del finale ed è Evie, adesso, a cercare di trattenersi e Trystan a essere sicuro.


Contact Front (Id, 2020): primo libro nella serie military scifi "Drop Trooper" di Rick Partlow, ex-militare.
Un classico. 
E' l'ennesimo clone di Fanteria dello Spazio, solo leggermente aggiornato alle sensibilità contemporanee. 
Il protagonista viene dalle favelas, poi dalle fogne e, in generale, da un contesto di estrema povertà e violenza gratuita; arrestato, può scegliere tra il carcere o arruolarsi. 
L'umanità è in guerra contro alieni, lo sforzo bellico è disposto ad arruolare chiunque. 
Alla rinfusa: gli alieni sono intelligenti e fanno parte di un impero spaziale, sono religiosamente caratterizzati ed evidentemente rappresentativi dell'Islam; i nostri eroi combattono usando armature da combattimento che sono versioni un po' più piccole degli armored trooper di Votoms; il nostro protagonista, narrazione in prima persona, è un killer nato: ha un talento formidabile ed è un genio del combattimento. 
Il suo problema è essere un solitario (inizialmente) incapace di inserirsi nella grande famiglia dei marines; questo primo libro racconta una versione sintetizzata del training introduttivo e le prime 2 missioni. 
Il percorso del protagonista è uno stupidissimo 'da killer a leader'. 
L'autore scrive bene ed è bravo nell'utilizzo dello slang militare: non è certamente originale come strumento per creare immersione, ma lo fa con fluidità e parsimonia. Funziona.
Leggerò sicuramente il prossimo, probabilmente anche un paio dopo: la serie è arrivata a 15 ed è ancora in corso, sospetto difficoltà nel mettermi in pari, mi stuferò prima. 
Tutto ciò detto, di tutti i cloni di Heinlein, questo è il mio preferito da tempo.


For We Are Many (Id, 2017): è il secondo libro nella serie "Bobiverse" di Dennis Taylor. Normalmente, sarebbe stato 'relegato' a un infodump, ma è stato sorprendente e intenso. 
L'autore deve avere un paio di file gestionali molto complessi per seguire lo svilupparsi dei Bob e delle loro storie. 
Alcuni Bob continuano a occuparsi di salvare gli umani sopravvissuti e sviluppare le colonie su altri pianeti; altri Bob si dedicano all'esplorazione spaziale; altri alla ricerca scientifica; altri studiano le culture aliene scoperte nello spazio. Tutti, sfortunatamente, sono costretti a seguire gli sviluppi della guerra stellare contro gli Others. 
E' un romanzo straordinariamente ricco di prospettive e trame diverse. Impressionante. 
Gli Other sono come Borg e sono molto più avanzati dei Bob e sono un problema (immagino il prossimo libro sarà largamente incentrato).
Sono passati più di 100 anni dalla rinascita di Bob-1 e tutti i Bob devono fare i conti con l'immortalità e i suoi effetti; alcuni decidono di allontanarsi e non avere a che fare con gli 'ephemerals', altri abbracciano gli affetti e l'idea di relazioni e famiglia.
NOTA: sto facendo molta attenzione a evitarmi spoiler, ma sembra ovvio in futuro ci sarà uno scontro intestino tra i bob. 
Uno degli aspetti più divertenti del libro è l'organizzazione interna e la società creatasi tra i Bob.
Non sono certa sia significativo, ma il prossimo libro è stato scritto nello stesso anno di questo; il quarto e il quinto, invece dopo qualche anno. Mi aspetterei il terzo porti un qualche finale.


Mobile Suit Gundam Iron-Blooded Orphans - Urdr-Hunt Special Edition - Path of the Little Challenger: avrei potuto abbreviare un po' il titolo (tipo usare MSG), ma è più divertente così.
Uhm.
Urdr-Hunt nasce come un (brutto) videogioco mobile pubblicato nel 2022 all'interno dell'app dedicata alla serie principale degli Orphans; racconta una storia originale con nuovi personaggi ambientata tra la prima e la seconda stagione di Orphans, utilizzando un gran numero di sequenze animate realizzate dallo staff della serie originale.
Queste sequenze animate sono, poi, state raccolte (direi senza editing e aggiunte) in forma di lungometraggio; la presente Special Edition è un prodotto realizzato per i 10 anni di Orphans e, oltre al film di Urdr-Hunt, contiene un nuovo cortometraggio "Wedge of Interposition", sempre ambientato tra la prima e la seconda stagione, dedicato ai protagonisti di Orphans. 
Tutto ciò detto.
Il cortometraggio è ben fatto e di grande appeal per i fan della serie, racconta l'origine della business suit di Orga.
Il lungometraggio è infimo. Si vede che è una compilation di scene accostate tra loro senza rifiniture, la narrazione è sincopata, segmentata ed estremamente sgradevole; i personaggi sono mediocri e prevedibili, il protagonista è intollerabile, la storia è una caccia al tesoro mortale che giustifica il gameplay a round del videogioco. 
Si vede, insomma, trattarsi di una produzione realizzata con il minimo sforzo. 
Naturalmente, infine, ci sono alcuni robot nuovi: il principale è Gundam Hajiboroshi, un circa Barbatos con le ali e una storia complicata e non chiara alle spalle.
Ringraziamo il fansubber che si è sbattuto per questo progetto.


The Barbarian's Bride: aka "the Warrior Princess and the Barbaric King", aka "The Bride of Barbaroi". Adattamento animato dell'omonimo manga (che leggo) di Noriaki Kotoba ancora in corso. 
Dodici episodi realizzati da Jumondo, studio minore generalmente impegnato a supportare produzioni altrui, che adattano fino al capitolo 21-22.
Abbracciando il recente, meritevole trend di elaborare e aggiungere all'originale, anche questo anime non è una trasposizione 1:1 del manga: la storia è la stessa, la caratterizzazione dei personaggi e molti dei dialoghi pure, ma le scene sono parzialmente riordinate, le tavole del manga non sono rappresentate pari pari da frame di animazione, alcuni passaggi narrativi sono reinterpretati e altri sono completamente nuovi. 
Onestamente, il manga non è granché: lo leggo perché è grazioso e i disegni sono molto espressivi, ma la storia è un casino; l'anime è migliore.
Tutto ciò detto. 
C'è uno stato militare-feudale stile europeo la cui popolazione soffre in povertà mentre i ricchi fanno quello che vogliono; questo stato, da centinaia d'anni, cerca di conquistare il vicino regno dei barbari, pieno di risorse naturali. 
Il capitano della spedizione numero X viene catturata dopo essere stata sconfitta dal principe dei barbari; al suo risveglio, scopre di non essere una prigioniera: il principe si è innamorato e la vuole sposare. 
Il mondo dei barbari è un fantasy classico con elfi, nani, etc etc: vivono tutti in armonia con la natura, consumano solo il necessario, la magia gli esce dagli occhi e sono generalmente felici; ci sono mostri e draghi e conflitti, ma è tutto 'armonioso' e inserito in una forma di ecosistema equilibrato. 
Passa del tempo, la protagonista si innamora della loro cultura e del protagonista. 
E' una serie tendenzialmente comica, specialmente in questa prima parte introduttiva. 
I protagonisti sono accattivanti, la storia è scema. 
Niente di memorabile, ma è divertente. 
Ora che scrivo, nessuno annuncio di seconda stagione.