The Swordsman: i coreani non fanno tanti film d'arti marziali pure. Film in costume con grandi battaglie e tanti guerrieri? Sì. Film con spadaccini solitari e duelli molto articolati? No. 
Qui c'è un'imbastitura di storia per giustificare una serie di scontri molto ben coreografati: i motivi e i personaggi sono accennati e tenuti in secondo piano rispetto all'azione. 
E' evidentemente una scelta volontaria.
Il regista, esordiente, ha deciso di colmare un vuoto di genere e realizzare un ottimo film d'azione marziale con combattimenti emozionanti, chiaramente ripresi e precisamente messi in atto. 
Nel ruolo dello swordsman ritiratosi a vivere in montagna con la figlia, silenzioso, cool e mezzo cieco troviamo Jang Hyuk: visto da poco in The Flu, ma ovviamente qui sempre ricordato per essere il protagonista del mitico Volcano High. Sono passati quei 20 anni circa. 
"Mezzo cieco", praticamente Zatoichi. 
La figlia viene rapita dai soliti bastardi cinesi che spadroneggiano in Corea sottomettendo un timido e debole governo... siamo da qualche parte nel 1600 e si parla di Qing. 
Ci sono vari avversari, progressivamente più abili. 
Jeong Man-Sik, visto da poco in Rampant, interpreta l'unico personaggio con un qualche spessore del film: una figura stranamente complessa a mezza via tra il guerriero che vuole solo combattere contro altri, forti guerrieri e il classico e leale spadaccino che vuole salvare il proprio paese ma si scopre traditore. 
Il ruolo del villain finale è per Joe Taslim... l'abbiamo visto in The Raid, ma anche in Fast and Furious e Star Trek. Indonesiano, ma attore del mondo. Il suo personaggio è in monolite malvagio senza sfaccettature. 
Bene. 
Veniamo a noi: tutti i personaggi con un minimo di importanza sono caratterizzati da armi particolari. 
Questo è il segno concreto e indubbio dell'intenzionalità dietro ogni scelta narrativa del film: è quasi Soulcalibur, o uno di quei film dove l'eroe affronta esperti di diverse arti marziali. 
Il nostro protagonista utilizza una spada doppio edge e doppia punta, praticamente un incrocio tra una spada lunga e uno sword breaker; il villain utilizza una spada lunga a edge singolo con lo spadino piccolo in fondo all'impugnatura; c'è il tizio con la bizzarra arma da lancio... e altri. 
I combattimenti sono molto dinamici e acrobatici; il nostro protagonista è spessissimo steso a terra e compie vari attacchi in corsa che ricordano, ovviamente, uno dei film più influenti in questo genere di cose degli ultimi anni, l'adattamento di Kenshin. 
E' molto divertente, si guarda bene ed è veloce. Perfetto film d'azione senza pensieri.
Aggiungo un aspetto sorprendente: ho detto della caratterizzazione molto elementare dei personaggi, e il nostro protagonista non è esente, ma possiede un tratto particolare che lo distingue dal resto dei suoi simili. 
E' silenzioso, enigmatico con lo sguardo fisso da cieco che ascolta, inflessibile come un baccala congelato: fin qui tutto normale; ma è anche spietato e letale come il più ossessionato dei vendicatori: una volta messosi in moto non c'è scampo per nessuno dei coinvolti, quale che sia l'entità del ruolo nel rapimento della figlia. Il che porta a diverse scene di assassinio a sangue freddo insolite ed eccitanti. 
Me lo sono davvero goduto.
SPOILER SPOILER SPOILER
Sopravvive, salva la figlia, ammazza letteralmente tutti gli altri. Diventa definitivamente cieco. 


Doctor Who - Revolution of the Daleks: oops. Questo l'ho visto giorni fa e mi sono dimenticato di scriverne.
E' una merda. 
Fine. 
Pochi giorni dopo l'uscita del secondo (è il secondo, ne parliamo tra un attimo) speciale di inizio anno del Doctor Who, Jodie Whittaker avrebbe ufficializzato l'intenzione di voler abbandonare la serie e il personaggio. 
Bisogna essere onesti: salvo 1 caso, in questa nuova serie del Doctor Who tutti gli attori hanno interpretato il personaggio per 3 stagioni e poi basta; la prossima sarebbe la terza della Whittaker, quindi sarebbe stata probabilmente/comunque la sua ultima. 
Infatti, quando ho letto la notizia, ho pensato che la Whittaker intendesse rifiutarsi di partecipare alla produzione della sua terza stagione... invece no: sembrerebbe che verrà realizzata. 
Il senso di tutto questo, aldilà dei dettagli, resta semplice e chiaro: la gestione Chris Chibnall del Doctor Who è all'inizio del suo terzo anno e continua a essere odiata dalla maggior parte dei fan. 
Lo speciale è stato accolto così male da spingere l'attrice protagonista a 'rassicurare' i fan e ufficializzare la sua dipartita dalla produzione... come se fosse colpa sua. 
Ho avuto una discussione con mia moglie: non ci piace la Whittaker, non ha cliccato con il personaggio, ma, a mio avviso, la colpa è principalmente di Chibnall. Secondo mia moglie è della Whittaker e di Chibnall in pari misura. 
Comunque sia: l'attrice non funziona e lo show runner è incapace.
Questo è il terzo anno di Chibnall, perché questo sarebbe solo il secondo speciale di inizio anno?
Perché a causa di un po' di casino fatto dalla produzione prima, e del Covid dopo: la prima stagione di Chibnall andò in onda a fine 2018, il primo speciale fu il 1 Gennaio 2019, nessuna stagione nel 2019, la seconda stagione venne fatta iniziare il primo gennaio 2020 con il suo regolare primo episodio (quindi tecnicamente non uno speciale). Secondo speciale lo scorso 1 Gennaio 2021, terza stagione a un certo prima o poi nel 2021.
Veniamo alla storia: il Doctor è depresso dopo gli avvenimenti e le rivelazioni di Timeless Child. La sua depressione viene rapidamente spazzata via dall'arrivo di Captain Jack, unica nota positiva di tutto lo speciale. 
Nel frattempo sulla Terra abbandonata dal Doctor depresso, Mr. Big ha rubato un Dalek e ha cominciato a mass-produrli. I companions provano a opporsi ma, senza Doctor depressione, non riescono a combinare una sega e finiscono per deprimersi anche loro. 
Lo sapevo già prima di guardare l'episodio... ah, no... è uno spoiler: ne parliamo dopo. 
Il Doctor e Jack tornano sulla Terra, si riuniscono ai companions e si mettono all'opera per risolvere il problema.
Parliamo male della sceneggiatura: è molto banale e completamente basata su avvenimenti già visti e rivisti in stagioni precedenti, è un riciclo di situazioni archetipe alle quali Chibnall aggiunge il suo particolare e specifico tocco merdificante. 
La questione del timeless child è vagamente ripresa ma lasciata stare per futuro sviluppo nella serie, suppongo; anche perché non ci sarebbe stato tempo di parlarne, motivi produttivi 'reali', costringono l'episodio a occuparsi largamente di cose assolutamente poco interessanti e spendere un sacco di tempo a convertire questi fatti 'reali' nella realtà della serie. 
C'è un pochino di commento politico anti-populista di cui sarebbe stato interessante parlare, se non fosse una ciliegina sopra una torta di merda: si fatica a parlare di un dettaglio positivo in un contesto così negativo. 
La terza stagione, se tutto rimane confermato come da programmi, sarà di soli 8 episodi e andrà in onda a un certo punto nel corso del 2021: la produzione degli episodi dovrebbe essere cominciata alla fine dell'anno scorso ed essere in corso. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Io potrei essere nella fascia 'particolarmente astiosa' dello spettro dell'insoddisfazione dei fan verso il lavoro di Chibnall con il Doctor Who, ma è l'opinione comune è strettamente negativa: non a caso, infatti, tutto lo speciale serve soprattutto a mandare a casa due dei companions, quelli criticati perché totalmente inutili fin dal primo episodio della prima stagione: Ryan e Graham sono fuori. 
Sfortunatamente, dato il tema della famiglia su cui si è incentrata la caratterizzazione di questo Doctor, non è stato possibile eliminarli in fretta: interminabili conversazioni per giustificare come mai un personaggio che fino all'episodio prima adorava andare in giro con il Doctor, adesso non lo voglia più fare e abbandonare la fam.
Yaz rimane e ci sarà un nuovo companion ad affiancare lei e il Doctor. 


Ys VIII - Lacrimosa of Dana: la mia esperienza con la serie Ys è limitata. Devo tornare indietro al 2003 e "Ys VI - The Ark of Napishtim" per la PS2: mi sembra impossibile che in 18 anni siano andati avanti solo di 2 giochi... e infatti non è proprio così, ne sono usciti molti di più: prequel, remaster con titoli diversi, spin off di vario genere.
Rispetto all'ultimo che ho giocato, la serie è molto cambiata.
NOTA: Ys 9 è in uscita a breve.
NOTA2: Ys 8 è considerato uno dei migliori della serie e uno dei migliori action rpg da anni.
Sono in crisi da astinenza da jrpg. Cold Steel ha lasciato un vuoto dentro di me che non riesco a colmare.
Ho esplorato e ri-esplorato il psn in lungo e in largo cercando qualcosa per ridare un senso alla mia vita.
Sono stato tentatissimo dal lanciarmi su uno dei tanti jrpg con sistema di combattimento in (qualche modo) real time, ma alla fine ho resistito. Per poi cedere e prendere questo che almeno è sinceramente e completamente action.
Ys è l'altra grande serie di Falcom e le similitudini sono molte: il motore grafico di Lacrimosa è lo stesso, ma a livello tecnico siamo dalle parti dei primi 2 Cold Steel.
Lacrimosa of Dana è del 2016. Cold Steel 2 è del 2014, il 3 è del 2017: ci sta.
Animazioni espressive condivise, per dire, tipo il classico saluto con la mano allontanandosi, o il grattarsi imbarazzato della guancia.
L'avventuriero Adol continua a viaggiare in lungo e in largo per il mondo di Ys, che continua a essere una versione fantasy del nostro con nomi di regioni, popoli e posti leggermente storpiati per farli suonare un po' diversi, ma anche semplicemente riproposti con il solito gusto per il suono indipendentemente dal significato tipico dei giapponesi. Uno dei personaggi giocabili si chiama Ricotta, una delle navi si chiama Lombardia. Uno dei personaggi secondari proviene dal Romun Empire e via così.
Adol sta attraversando il mare su una nave passeggeri che viene attaccata da un mostro e affondata.
Equipaggio e passeggeri sopravvivono e si ritrovano bloccati su un'isola disabitata e molto misteriosa.
La serie usa spesso stereotipi narrativi e ambientazioni note, adattandole al mondo di gioco un po' come per i nomi di cui sopra: in questo caso, l'isola misteriosa è popolata da dinosauri e rimasta indietro nel tempo.
Un classicone.
Adol esplora e trova sopravvissuti, insieme creano un 'villaggio'.
Il gioco alterna sezioni all'interno del villaggio/hub: parlare con npc, side quest, fortificare, esercitazioni, crafting, cucinare e tutto il resto delle attività secondarie previste in un rpg; a sezioni esplorative e di combattimento: il gruppo finale è composto da 6 personaggi giocabili, 3 possono essere contemporaneamente in gioco, gli altri 3 stanno in riserva e possono essere riorganizzati in qualsiasi momento dal menù (salvo durante i boss fight).
Il giocatore può controllare 1 solo dei 3 personaggi in gioco, ma può passare da uno all'altro con la pressione di un tasto; i personaggi non direttamente controllati possono essere settati per attaccare o non attaccare.
E' molto semplice e immediato, e pur assomigliando non è assolutamente come il sistema di Kingdom Heart o Tales, o altri del genere.
Ogni personaggio ha una autocombo, un attacco forte, varie mosse speciali e statistiche diverse.
I mostri che vivono sull'isola possono essere deboli contro un particolare tipo di arma, ed è quindi utile passare da un personaggio all'altro per sfruttare questo sistema: la differenza spesso è consistente, laddove in alcuni casi estremi, il personaggio con l'affinità giusta fa danno e quello con l'affinità sbagliata non ne fa proprio.
Ci sono parecchi tipi di collectibles e molto farming da fare, ammesso di volerlo platinare: sono andato a cercare il dato su una guida, si parla di 461 item da trovare, produrre o vincere in qualche modo. Progredendo, il gioco prevede vari modi per velocizzare il farming delle risorse, ma risulta comunque risultare noioso alla lunga.
Ciò detto: ho collezionato tutto.
Il combattimento è semplice ma soddisfacente: la risposta degli attacchi è buona, il comportamento dei nemici pure, e c'è entusiasmo nel compiere alcune combo ben riuscite o schivare/bloccare un attacco al momento giusto e approfittare dei bonus correlati.
...però non intendo platinarlo.
L'ho giocato a livello normale, per platinarlo dovrei finirlo una seconda volta a livello nightmare: per quanto mi abbia divertito, sono già arrivato alla fine un po' stanco; ho esplorato e fatto il possibile durante la mia run, ma alcune cose le ho lasciate indietro perché assolutamente non divertenti.
C'è una specie di modalità orda che è una menata, ma l'avrei fatta se si fosse trattato dell'unico trofeo mancante; ma c'è anche una modalità orda leggermente diversa, e avrei fatto anche quella se fosse stato l'unico altro trofeo mancante. Sommando questi due trofei allo scarso entusiasmo all'idea di ripetere l'intera avventura, penso che lascerò perdere.
Non è detto al 100%, ma probabile.
La storia inizia in modo banale con personaggi semplici e poco interessanti, prosegue montando con cura il dramma, creando profondità anche per i più secondari dei personaggi secondari, costruendo un mondo di gioco che, pur molto rigido, risulta endearing e ben scritto.
Senza tirarla per le lunghe, la qualità che siamo soliti associare alla scrittura delle produzioni Falcom è ben presente e rappresentata anche qui. Il finale mi ha commosso.
Ho comprato Ys 8 in grande offerta perché annoiato dalla mancanza di giochi nuovi di mio interesse: ho impiegato 70 ore e mezza circa a prendere tutti i trofei salvo quelli che ho spiegato più sopra.
Non escludo di platinarlo, dovessi restare senza giochi ancora, ma lo trovo improbabile... anche se c'è effettivamente più di un mese all'uscita di P5S, potrei farlo, ma potrei anche finalmente vedere se Cyberpunk funzioni.
Certamente prenderò Ys 9, non subito: aspetterò uno sconto, ma lo prenderò.
NOTA: c'è un true ending.  
SPOILER SPOILER SPOILER
Il capitano muore. E' l'unico. 
Nel true ending c'è un ultimo dungeon con relativo boss: Dana diventa la nuova dea dell'evoluzione e la Lacrimosa (che poi è una sorta di armageddon evolutivo per fare spazio alle prossime forme di vita eliminando le vecchie arrivate a fine ciclo) passa sotto il suo controllo. 
Tutti partono felici e si separano in amicizia.


Death to 2020: noi l'abbiamo trovato molto divertente. Leggo molte critiche negative online, ma secondo noi è stato proprio spassoso: siamo, lo ammetto, molto probabilmente al centro del pubblico di riferimento per un prodotto del genere. 
E' un mockumentary comico prodotto da Netflix e gli amici di Black Mirror, dove una serie di personaggi rappresentativi della società americana e inglese sono intervistati a proposito del 2020, e dei fatti accaduti nel mondo, ma specialmente in USA e UK.
Il film unisce interviste a personaggi fittizi e satirici, a spezzoni tratti dai media con interviste a persone vere... Trump, Biden e Boris Johnson principalmente. Un po' di Giuliani. 
Samuel Jackson è un giornalista di New York, Hugh Grant uno storico che fatica a distinguere tra realtà e show televisivi, Lisa Kudrow è la somma di tutte le spokesperson di Trump, Leslie Jones è una psicologa che odia tutti; poi ci sono un rappresentate di Big Tech, un influencer, una 'karen' suprematista bianca, la regina Elisabetta, uno scienziato, una persona media che, come Grant, fatica a distinguere tra realtà e show televisivi.
E' bizzarro guardarlo oggi perché è stato rilasciato il 27 Dicembre e finisce con un messaggio di speranza per l'imminente, allora, uscita di scena di Trump; ma guardarlo dopo i fatti della scorsa settimana è straniante. 
Sembra di guardare un lungo episodio di uno spettacolo di Jon Stewart, giornalismo comico.
Noi abbiamo riso, ma è facile quando si prendono in giro Trump e Johnson. 
Penso che le critiche siano state dettate soprattutto da aspettative troppo elevate: c'è stato molto disappointment da chi, forse, si aspettava lo spettacolo comico dell'anno, satira smart e profonde riflessioni socio-politiche, e si è invece ritrovato facili (ma non per questo poco divertenti) battute su Trump, Johnson, i fascisti americani, gli idioti comuni inglesi e, in pratica, tutti quelli che hanno votato per Trump e la Brexit.


The Chimera Code (Id, 2020): siamo in un mondo cyberpunk post-singularity, post Terza Guerra Mondiale dove la magia esiste da poco e sono molto pochi a saperla/poterla praticare. 
NOTA: ho messo Wayne Santos, l'autore, nella mia lista degli scrittori da cui ricevo aggiornamenti automatici: spero di avere presto la conferma di un nuovo libro, possibilmente un seguito.
La Guerra ha modificato il panorama internazionale: vecchie potenze non contano più, nuove hanno preso il loro posto: alcune hanno successo grazie alla tecnologia, alcune grazie alla fusione tra tecnologia e magia. La magia sta causando salti in avanti tecnologici senza precedenti. 
La globalizzazione è una cosa del passato e ogni entità statale/mega corporazione malvagia cerca di mantenersi il più possibile per conto proprio.
...perché la Guerra è stata 'causata' dagli hacker e dall'unico internet.
I protagonisti di questa storia formano una Chimera Unit, un'unità mercenaria così definita per la sinergia tra hi-tech e magia: ne esistono pochissime, costano carissimo, hanno un grado di indipendenza pericoloso e sono al top.
La nostra main protagonista è una combat mage fully natural in un mondo cyberpunk; la nostra co-protagonista è una non-binary hacker nata in laboratorio; a seguire ci sono l'emulazione di un hacker deceduto, in tutto e per tutto una AI, e un heavy-duty combat cyborg.
Nel mezzo ci sono sono il classico e paterno old spook, un'intelligenza artificiale che potrebbe essere quantum-senziente, una celebrity di internet, lo spettro di un mass negation mage, una mobile armor stile Ghost in the Shell, un armaiolo giapponese, vari riferimenti agli anime, vari riferimenti agli anni '80... altro ancora.
Un sacco di 'trattini' in queste prime righe.
Ho un debole per questi libri che sono fantasie di nerd porn all'ennesima potenza, specialmente quando sono scritti bene e narrativamente riusciti.
Santos scrive bene: stilisticamente non c'è molta personalità e alcuni sviluppi di trama li definirei ingenui, così come alcuni errorucci logici qua e là e un paio di sviste dell'editor (personaggi che si alzano, sono in piedi e poi si alzano di nuovo), ma è complessivamente un autore solido con margini di miglioramento. 
Non voglio paragonarlo ad altri dopo solo un libro.   
Una cosa di cui non parliamo mai è la globalizzazione della fantascienza, ma potreste voler usare il termine moralmente neutro di 'internazionalizzazione'.
Una volta la fantascienza era americana (certo... francesi, greci: si può andare indietro nel tempo ma atteniamoci all'epoca moderna), poi è comparso qualche sudamericano, qualche giapponese; poi sono arrivati i cinesi; poi gli africani.
Adesso chiunque, dovunque fa fantasc... speculative fiction.
Santos è canadese di origini asiatiche, non mi spingo oltre; la nostra protagonista è mezza filippina, mezza europea. La principale potenza economica è il Brasile. 
E' l'originale melting pot cyberpunk, ma amplificato dalle più moderne sensibilità etniche e di genere.
Già che siamo in tema: la nostra protagonista è una donna sui 35 e non è certo la tipica età per questo genere,  la caratterizzazione va di conseguenza ed è efficace e riuscita, quanto funzionale.
Cyberpunk e magia non è un'idea nuova... voglio dire: Shadowrun è del 1989. 
E' qualcosa, però, generalmente sparito dalla circolazione da qualche tempo: troppo complicato da far funzionare con un minimo di qualità narrativa senza scadere in semplici fantasie e deliri d'onnipotenza nerd. 
Santos flirta con l'esagerazione, ma riesce a tenerla sotto controllo e scrivere una storia dove all'esaltazione fantastica viene lasciato ampio gioco, senza rinunciare alla concretezza narrativa.
Santos tradisce un po' di ingenuità utilizzando uno scontato artificio narrativo, ma sceglie di renderlo un più astuto applicando una variante.
C'è il personaggio giovane che impara e serve al lettore da entry point, per scoprire il mondo e immedesimarsi nelle situazioni/azioni, ma non è il personaggio protagonista (è il co-) e la sua funzione basilare è mediata attraverso l'esperienza della protagonista principale. 
Il risultato è davvero ben riuscito.
L'autore tradisce un altro po' di inesperienza inserendo un completamente fuori contesto, inutilmente superfluo revivalismo anni '80, che stride perché inutile e abusato, e allo stesso tempo riferimenti troppo contemporanei come quello al Covid.
La storia è ambientata nel 2138: non c'è motivo perché la protagonista sia appassionata di pop rock anni '80, ed è decisamente troppo presto paragonare il Covid a una possibile Terza Guerra Mondiale.
Sono piccolezze. E' un romanzo estremamente godibile e divertente.
E' chiaramente scritto con intenzioni seriali, ma non trovo info sulla reale possibilità di un seguito: ci conto e spero. Non vorrei rimanere un'altra volta sedotto e abbandonato come dopo il secondo "Dark vs Spark" di Gardner, o l'ultimo Eddie LaCrosse, o Generation V, o Ex-Heroes... e queste sono solo le prime a venirmi in mente.
SPOILER SPOILER SPOILER 
A dire il vero poco da dire: i nostri eroi vincono e nessuno muore. La protagonista diventa la prima gravity mage del mondo, ed era già la più potente combat mage del mondo, e il finale è più o meno come la scena conclusiva del primo Matrix. La hacker senza genitali tradisce ma rinsavisce e tutti la perdonano. L'hacker morto diventa un po' più AI e un po' meno umano. Il cyborg non ha molto tempo sulle pagine e sembra un personaggio da Fast and Furious. Non misteriosamente, uno dei capi della corporazione che viene fortemente danneggiata dalla missione finale del libro giura vendetta.

Star Trek Adventures - Alpha Quadrant Sourcebook (Id, 2019): mi sono fatto il regalo scemo di natale. Era da un po' che non cedevo alla tentazione di comprarmi un manuale di gioco di ruolo.
Natale, Covid... Star Trek.
Perché comprare questo sourcebook e non il manuale base? Perché non mi interessano le regole, volevo leggere le ambientazioni. 
NOTA: questo non è il gioco di ruolo cartaceo di Star Trek a cui ero 'abituato' da ragazzino, quelli pubblicati da Last Unicorn per intenderci.
Star Trek Adventures è un rpg di Modiphius che utilizza il sistema 2d20. Fine: non è necessario sapere altro.
Questo manuale parla del Quadrante Alfa ed è ambientato nel 2372, durante la breve ostilità tra Federazione e Klingon agli inizi della Dominion War. 
Il grosso del manuale è dedicato, quindi, a espandere per il gioco quanto apparso nella serie tv: Bajor, Cardassia, Ferengi e DS9.
Ecco, questo è l'altro motivo per cui l'ho comprato: non essendo riuscito ad appassionarmi ai romanzi di Star Trek seguiti della serie tv Deep Space 9, ho pensato di regalarmi il feticcino del manuale del gioco di ruolo ambientato durante la parte migliore di DS9.
Il libro è piuttosto ben stampato: la grafica riprende il classico stile delle schermate dei computer di Star Trek... il che, a dire il vero, lo rende poco pratico da leggere, visivamente fastidioso. 
Essendo un manuale espansione, Alpha Quadrant non contiene schede dedicate alla Terra o agli altri pianeti base del quadrante, ma si concentra sulle novità centrali per DS9: il manuale si concentra sulla descrizione della cultura e dei pianeti parte dell'Unione Cardassiana, dei Ferengi e altre minori (tipo Betazed). 
Conseguentemente offre le specifiche razziali di cardassiani, ferengi, etc etc; con le relative astronavi.
Si parla anche un po' di Breen e qui si nota una delle limitazioni di un manuale sviluppato da un franchise: può aggiungere varietà a cose già note, tipo espandere sull'organizzazione militare di Cardassia e descrivere qualche pianeta solo accennato durante la serie tv, ma non può svelare cose ancora tenute segrete dal media principale: si parla di Breen ma non si aggiunge o rivela alcunché.
L'ultimo capitolo è dedicato a mini setting d'ispirazione per il game master: la zona demilitarizzata tra Cardassia e la Federazione, le badlands dove si nascondono i maquis (e subito qui ci farei una campagna d'entusiasmo), i confini della federazione da questo 'lato' del quadrante... qui, in particolare, si insiste sulla data stellare e la situazione con i Klingon, etc. 
Mi sono divertito a leggerlo. Esistono sourcebook anche per i restanti quadranti e sono molto tentato da quello dedicato al Gamma Quadrant, anche perché sono rimasto male dal trovare poco (giustamente) sul Dominion.
...invece non capisco la ragione dell'assenza di schede sul wormhole e i suoi alieni/profeti. 

Libro (Id, 2020): ho comprato questo libro perché me ne ha parlato il mio bff. Gliel'ho regalato e, già che c'ero, ne ho preso una copia anche per me: non mi servono grossi motivi per acquistare un libro.
Uhm... conosco molto poco della carriera di Maccio Capatonda. 
NOTA: questo libro è l'autobiografia comica di Maccio Capatonda. Ha uno spot esilarante che ho linkato al titolo.
La sua carriera inizia con la Gialappa's Band in Mai Dire Grande Fratello: io non guardavo il Grande Fratello e stavo già più o meno smettendo di guardare la televisione generalista. Naturalmente mi è capitato di vedere qualcuno dei famosi trailer e qualche altra roba, passatami o segnalatami da qualche amico più main stream. 
Vidi il suo film nel 2015: una schifezza. 
Sintesi: non sono un fan. 
Libro è poco superiore alle 200 pagine, capitoletti molto brevi. Inserto fotografico a colori nel mezzo.
Si legge in 2 ore: ho riso 1 volta, sorriso qualcuna. Noioso e scritto in modo straordinariamente pretenzioso.