Frieren - Beyond Journey's End s02: normalmente non scriverei un post per la seconda stagione di un anime, per di più breve, e con una terza già annunciata. 
L'adattamento animato Madhouse dell'opera di Yamada/Abe, però, è il miglior anime giapponese da anni: non si può non parlarne, acclamarlo. 
Dicevamo: 10 episodi trasmessi tra Gennaio e Marzo 2026, gran totale sommando la prima stagione è pari a 38; l'adattamento arriva, così, fino al capitolo 80 del manga. 
La terza stagione è prevista per ottobre 2027. 
Famosamente, il regista della prima stagione è andato in burnout e ha lasciato la sua posizione, passando a un ruolo di supervisione, a uno dei suoi collaboratori: non si notano differenze; l'anime di Frieren è uno di quei rari adattamenti che potrebbe finire per essere migliore del materiale originale: è fedele ai testi e disegni degli autori, ma aggiunge ed espande. 
Non reinterpreta, arricchisce. 
Lo staff, inoltre, è attento e partecipe del fandom: il meme di Frieren che guarda in alto, la scena del tantrum; c'è un livello di comunicazione raro tra gli autori dell'anime e i suoi fan. 
Metà stagione è composta da episodi autoconclusivi, cozy e lirici; l'altra metà è il mini storyarc della caccia al demone Revolte, grandi combattimenti, più il prologo del lungo storyarc della Golden Land.
La produzione di un'opera di sicuro successo, come questa, è diversa dalla norma.
Frieren può permettersi tempi produttivi lunghi, più di un anno e mezzo prima della prossima stagione, due anni tra la prima e la seconda; può permettersi di realizzare una stagione con un formato insolito per accomodare meglio l'adattamento della narrazione originale; può permettersi di non ammazzare il proprio staff e farlo lavorare in ambienti meno scandalosi (non voglio spingermi a definirli 'sani') rispetto al famigerato standard giapponese. 
Poche altre serie possono dire e fare lo stesso: Kimetsu, Chainsaw Man. Poche. 
Tutto ciò detto. 
Eccellente seconda stagione, il prossimo storyarc è generalmente considerato uno dei migliori del manga (mentre quello attuale è certamente uno dei peggiori, troppi personaggi).


The Power Fantasy tpb 3: inizialmente avrebbe dovuto concludere la serie, raccogliendo gli albi fino al 16; il successo è stato troppo: gli autori hanno detto di volersi prendere una pausa per raggruppare le idee e decidere come mandare avanti il progetto, ma un albo numero 17 ci sarà. Prima o poi ci sarà.
L'assassinio di Etienne scatena un domino che travolge i superpowers, anche e soprattutto quando rivelata la realtà dell'identità dell'omnipath. 
La situazione precipita, ogni segreto è rivelato, nessuno ha ragione e tutti sono colpevoli; sfortunatamente, questa grande rivelazione di relativismo è insufficiente a fermare i più volatili tra i protagonisti. 
Scoppia una battaglia, il mondo va a puttane.
Il finale non mi ha convinto, è debole. Corrisponde alla premessa, tutto succede come da spunti e indizi, e questa prevedibilità lo danneggia: l'inevitabile finale della storia è troppo ovvio e banale; rimane uno dei migliori fumetti degli ultimi anni, ma non è Watchmen. 
Nella riuscitissima rappresentazione della relazione tra i personaggi, dove ognuno rappresenta 'qualcosa' (Etienne è Etica, Valentina Morale, Heavy è l'uomo comune, la Piramide è boh... la politica?), l'autore si è perso per strada la storia da narrare. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Etienne non muore perché è in realtà un gigantesco cervello che possiede di volta in volta corpi/agenti; Valentina lo rivela a tutti e, l'albo dopo, Heavy lo uccide sparando il cervello nello spazio. Etienne dà a tutti una lezione scegliendo di non uccidere l'intero pianeta come relaliation. 
Senza Etienne succedono due cose: la diavolessa va giù di testa, decide di distruggere il mondo (per vari motivi), e viene fermata a costo della vita di vari altri personaggi e, sfortunatamente, della ragazza di kaiju-girl. Kaiju-girl, senza Etienne a fermarla, va più giù di testa e distrugge il mondo. 
Valentina capisce che è stata tutta colpa sua, fa come Superman nel primo film di Superman: va indietro nel tempo all'altezza del primo albo della serie e cambia la sua risposta di quando Etienne le chiese di conquistare il mondo insieme. Il risultato della timeline originale, quindi, è Etica batte Morale 1-0.
L'eventuale prossimo albo dovrebbe essere l'inizio di una nuova timeline con Valentina ed Etienne alla conquista del mondo.


Ready or Not 2 - Here I Come: con una carriera ingiustamente fallimentare, Samara Weaving torna per il solito seguito superfluo a un film cult. 
Tornano anche i registi, lo sceneggiatore e buona parte del cast/staff.
Il film comincia esattamente dalla fine del precedente, letteralmente riprendendo l'ultima scena e sovrapponendovi digitalmente la protagonista: l'effetto è buono, ma i 7 anni trascorsi tra le 2 produzioni costringono l'attrice a una visibile quantità di trucco.
Uhm.
Sopravvissuta al gioco e sterminata la famiglia del marito, Samara non è libera da ripercussioni: prima arrestata dalla polizia, poi rapita dalle altre famiglie appartenenti all'organizzazione di satanisti, si trova costretta a una seconda run di hide and seek.
Questa volta, però, la posta in gioco è doppia. Non c'è solo Samara, c'è anche la sua estranged sorella Kathryn Newton.
A mia moglie è piaciuto, io mi limiterò a dire non essere un brutto film. Molto inutile, arricchito da lore e background su personaggi privi di carattere; ci sono un paio di scene simpatiche, ma è tutto estremamente forzato.



Die. Respawn. Repeat. (Id, 2024): a proposito di time loop. Isekai litrpg con time loop da Silver Linings. Non ho voluto rischiare spoiler, ma credo la serie sia finita con il quarto libro uscito lo scorso anno.
Un uomo si sveglia e muore infilzato da una mantide gigante. Un attimo dopo, si sveglia di nuovo e rimuore infilzato dalla stessa mantide gigante. Repat.
Inquadriamo gli elementi base individuabili nel primo libro: mondo fantasy originale con razze non tradizionali, tipo uomini-corvo, che potrebbe rivelarsi un mondo con significative tracce science-fantasy; il time loop è gestito dall'interfaccia del System con proprietà da rogue-lite: ci sono eventi che rimangono 'avvenuti' in iterazioni successive, il protagonista aumenta di potere tra una run e la successiva; la build del protagonista, così come appare per il momento, la butta su qualcosa di analogo a Nathaniel di Hell Difficulty Tutorial: comprendere/manipolare/accumulare la forza magica sottostante le abilità/poteri e tutto il resto (la data di pubblicazione dei volumi è compatibile, non ho controllato la pubblicazione originale dei capitoli) per diventare super onnipotente. Ci sono altre similitudini: la psicologia del personaggio è somigliante, non ci sono quest in senso stretto ma esiste una struttura narrativa del time loop equiparabile alle main quest dei piani di HDT.
Andando oltre. 
L'autore (o autori, non sono sicuro) hanno optato per non esagerare con il dramma: ci sono, ovviamente, personaggi con cui il protagonista sviluppa relazioni, che poi si dimenticano di lui alla run successiva causando forte distress, ci sono anche comprimari la cui memoria sopravvive tra le run garantendo un minimo di stabilità emotiva.
La rappresentazione del System è un po' confusa: da un lato è uno strumento neutro senza personalità, dall'altro ci sono evidenti segni sia una specie di Entità; c'è una razza che lo gestisce, ma non completamente/non si sa fino a che punto; ci sono molte eccezioni e non è un buon punto. 
Va bene quando il protagonista è eccezionale e riesce a cheat il System, non mi piace quando il System stesso sembra essere composto da regole giustapposte senza una sovrastruttura unitaria. 
E' scritto bene, decisamente sopra la media. Editing professionale. 


All You Need Is Kill 2025: parliamo del lungometraggio animato prodotto da Studio 4C. Rispetto alla storia originale di Sakurazaka, questo nuovo adattamento altera parecchio. 
In peggio, ovviamente. 
Nessuno di rilevante nello staff, molti nomi giovani con poca esperienza.
Il film è stato circa apprezzato, circa criticato: qua e là è stato visto con entusiasmo, altri l'hanno trovato una menata; mi schiero dalla parte di questi ultimi. 
Circa un anno prima, un gigantesco albero spaziale è atterrato sulla Terra e poi basta; la nostra protagonista, Rita, fa parte di un gruppo di volontari impegnati a studiare/cercare di rimuovere l'alieno: improvvisamente l'albero si attiva e spara semi (nel senso di semi dell'albero) che si trasformano in mostri, Rita viene uccisa e finisce nel loop. 
Passa qualche tentativo, Rita scopre di non essere l'unica nel loop. 
I due protagonisti sono interpretati molto diversamente dall'originale: Rita è una giovane traumatizzata da un incidente da bambina la cui vita è ferma e senza speranze, Keiji è un nerd/otaku che non si mai ripreso dai tempi del bullismo a scuola. 
Diventare immortali, morire per divertimento, combattere e uccidere un sacco di mostri li trasformerà in persone migliori e darà loro la sicurezza di iniziare persino una relazione. 
L'animazione è ben fatta, il character è volontariamente sgradevole e diverso dallo standard giapponese (ricorda vagamente Aeon Flux). 
Si guarda, è inferiore al libro e al film americano.


Beast Wave (Id, 2025): l'eccellente finale del primo storyarc nella serie "Hollow Earth Apocalypse" di Deacon Frost. 
E' il terzo libro in totale, l'autore promette un seguito: nessuna news, ora che scrivo. 
Pax e il suo team devono affrontare una Wave, quella del titolo; nella seconda parte, è finalmente arrivato il momento di combattere contro il kaiju in controllo della loro zona di Terra. 
La scrittura continua a essere di ottima qualità, il system intrigante, l'avanzamento poteri del protagonista è avvincente. 
Ci sono due problemi. L'harem si espande con un nuovo membro, non quello atteso 'da tutti': uno dei personaggi secondari si fa avanti e approccia aggressivamente il protagonista, che immediatamente cede. Non ho apprezzato: capisco sia il senso della serie, è comunque un haremlit, ma i primi due libri hanno lavorato molto sulla organicità delle relazioni; avrebbe avuto senso con la scelta prevedibile, andare per quella imprevista rende tutto meno romantico. 
L'altro problema riguarda il drago: il drago stava diventando troppo potente. Nel finale, l'autore decide di copiare ancora di più dai pokemon e fargli raggiungere l'ultimo livello d'evoluzione: quello quando abbandona il suo trainer per farsi una vita. Non sono contento: qual'è il senso di farti affezionare a un pokemon e poi togliertelo perché diventato adulto?
Il secondo libro è il migliore, questo terzo non è male ma ci sono diverse cose che non mi sono piaciute: spero in un soft retcon e che il quarto abbia più cuore. 
Cose sparse: c'è una fantastica citazione dal Doctor Who di Capaldi. Il settlement del protagonista continua a crescere e lui diventa un Lord. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Uhm. L'harem si estende all'elfa brawler, mentre l'umana Faith continua a tirarsela. Nel finale, viene ufficialmente lanciato un countdown molto rapido per la sua capitolazione. 
Il drago diventa indipendente e se ne va. Diventa un deus ex machina pronto a essere richiamato in caso di bisogno. No good. 
Protagonsta e team sono quasi alla fine del livello "E". 


Scarlet: l'ultimo film di Mamoru Hosoda. 
Senza andare esageratamente indietro nel tempo, quindi fermandomi alle produzioni Studio Chizu, questo è il mio attuale pagellino per i film di Hosoda: Wolf Children è decente, The Boy and the Beast (che sul blog ho erroneamente intitolato The Boy and the Monster) continua a essere il peggiore, Mirai buono, Belle il mio preferito/magnifico/fantastico. 
Scarlet è il secondo peggiore. Devo dire di preferirgli persino Wolf Children, è giusto meno orrendo di Bakemono no Ko. 
L'animazione è sontuosa, degna di una produzione cinematografica, meno impressionante di Belle, inferiore alle produzioni cinematografiche dei top studio giapponesi, comunque di grande impatto visivo. 
La storia è una cagata pazzesca. 
Gender-bended reinterpretazione di Amleto che dimostra come l'incomprensione culturale tra occidente e oriente sia ancora molto forte e bilaterale. 
Muore il re di Danimarca, assassinato dal fratello Claudio; la figlia, Scarlet, si voda alla vendetta. 
Fallisce. Il fratello del re la uccide. Scarlet si risveglia nell'aldilà. 
L'aldilà è contemporaneo e incontra personaggi del passato, di altre culture e del futuro; per qualche motivo, tuttavia, l'intero aldilà sembra essere sotto il controllo di Claudio. 
La sospensione d'incredulità richiesta dalla sceneggiatura di Scarlet è molto alta: non esiste logica e l'unico intento del setting e della sua narrazione è veicolare un messaggio di pace e perdono, antibellicista e pacifico. 
Niente di male, anzi. Bravo Hosoda. 
Sfortunatamente, la realizzazione è un casino: Scarlet incontra un paramedico giapponese del presente, ovviamente non ci sono problemi di lingua, e impara da lui l'etica contemporanea. Scambia due parole con questo tizio belloccio e la sua vita votata alla vendetta e al sangue cambia immediatamente: smette di ammazzare persone perché è sbagliato (per qualche motivo i morti possono ammazzarsi tra loro), quindi combatte solo per stordire. Nel frattempo, però, il paramedico è costretto a uccidere gente per salvare Scarlet dal fatto di aver smesso di uccidere i suoi nemici. 
E' così ridicolo e stupido che ho dovuto mettere in pausa. 
In mezzo a tutto questo, ci sono i soliti trip pretenziosi-intellettualoidi di Hosoda: c'è un gigantesco drago spara-fulmini che è una specie di porcospino di armi (spade soprattutto) piantate nel suo corpo, va in giro a tirare fulmini a cazzo; c'è una vecchia strega gobba (che dovrebbe generare una causa da parte dello Studio Ghibli) che guida, ma anche no, Scarlet... ci sono altri personaggi simbolici di questo tipo che non hanno capo né coda. 
Il finale è demenziale e serve a sottolineare, ancora una volta, la difficoltà di capire e spiegare l'etica: è facile dire 'uccidere è sbagliato', molto più difficile è rappresentare il concetto in modo compelling e non stupido. 
Hosoda ha decisamente strafatto, ha morso più di quanto avrebbe dovuto e mostrato i suoi limiti autoriali (e un po' di megalomania); il messaggio del film è ammirevole e dovrebbero essercene di più, ma è continuamente contraddetto dalla sceneggiatura. 
Inoltre, infine e soprattutto, il film è una rottura di cazzo. 
Ah, prima di parlare del finale: a ulteriore prova della mancata comprensione del testo originale, la madre di Scarlet (Gertrude) è maltrattata e relegata a un ruolo di generica cattiveria senza spiegazione; compare in un paio di scene all'inizio, poi nel finale, viene continuamente nominata da Claudio (senza una costruzione causale logica): sembra una di quelle situazioni dove il prodotto finale è stato tagliato di alcune scene che avrebbero dato senso al personaggio, poi editato male nel ricollegare le parti intorno a quanto rimosso. Incomprensione o cattivo montaggio?
Ah2, c'è una merdosa canzone anche in questo film: Hosoda a gusti musicali pessimi.
Ah3, Scarlet è una protagonista femminile ma l'intera sua vicenda è gestita da uomini: il padre, Claudio, il paramedico. Viene continuamente salvata da uomini, uomini le spiegano le cose, segue la volontà degli uomini che incontra.
Viva Scarlet El Vandimion. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Succedono cose senza troppo senso, Scarlet e Claudio si trovano alla resa dei conti. Scarlet decide di risparmiare Claudio, Claudio la attacca alle spalle per ucciderla, il Drago arriva e lo fulmina a morte. 
Scarlet resuscita, scopre Claudio essere morto (perché e come i due abbiano bevuto dalla stessa coppa avvelenata non è spiegato né comprensibile), diventa regina e vota di creare un mondo di pace senza guerra.
Quindi: Scarlet perdona ma c'è una giustizia divina che, comunque, ammazza il suo nemico. 
Non è una giustizia divina che ricompensa/punisce dopo morti: no, ti ammazza il nemico mentre sei vivo e ti vendica lasciandoti le mani pulite. 
E' incredibilmente stupido.