Cronaca della Guerra di Lodoss vol. 1 - La Strega Grigia (Lodoss Senki - Haiiro no Majo, 1988): come promesso, con un minimo di fatica, sono riuscito a mettere le mani su tutti e 7 i volumi dell'edizione italiana di Lodoss War. 
Probabilmente l'unica lingua in cui esiste la traduzione dal giapponese di tutti i volumi. 
Opera dei santi Kappa Boys, pubblicazione iniziata nel 2001.
Dunque: del mio rapporto personale con i kappa boys ho già parlato in altre occasioni; come sia possibile, a distanza di così tanti anni, che ancora mi capiti di incrociarli è testimonianza del loro impatto e rilevanza nella cultura fumettistica/nipponica italiana. 
Del mio rapporto personale con Lodoss ho già parlato poco tempo fa per il videogioco dedicato a Deedlit.
Veniamo a questo primo volume.
Testi originali di Ryo Mizuno, tradotti in italiano da un paio di giovani, testi supervisionati e aggiustati da Andrea Baricordi. 
Non ho idea della qualità letteraria dell'originale testo giapponese: il successo della serie è certamente più legato al suo soggetto, ma allo stesso tempo dovrebbe garantirne almeno una decente fruibilità; il testo italiano è amatoriale a dir poco, con quel preciso stile di chi non sa scrivere ma tanto vorrebbe, lo riconosco perché assomiglia molto a quando ritrovo roba scritta da me quando ero ragazzino.
E' il testo di qualcuno auto-pubblicato con più speranza che merito, è sweet come i disegni dei bambini e, per me adesso, quasi illeggibile.
Oh, non è che sia sorpreso: non è il primo libro Kappa Edizioni che leggo e la qualità è più o meno questa, e quella che mi aspettavo. 
Per curiosità sono andato a cercare l'edizione inglese pubblicata da Seven Seas nel 2017: l'ho leggicchiata paragonando alcuni paragrafi qua e là; l'inglese è decisamente più professionale, ma la semplicità del testo rimane circa quella. 
Rispetto agli OAV, questo libro racconta vari eventi non trasposti in animazione, racconta eventi trasposti in animazione in modo diverso, non racconta eventi presenti nell'animazione. 
Esempio: il famoso prologo nel sotterraneo dei nani con il drago non esiste qui. Non escludo possa esserci in un libro successivo, collocato diversamente.
Data la vecchiezza della storia e i mille modi in cui è stata trasposta, non metterò spoiler wall. 
Gli eroi si incontrano, ognuno con la sua missione e uno scopo che coincide vagamente: varie avventure, arrivano a Valis, incontrano i vari Re, partono per incontrare Wort, incontrano varie volte Karla, c'è il combattimento dove muore il Re di Valis e Beld, c'è il combattimento dove Karla viene sconfitta e Wood posseduto dal diadema, e Gim muore. La compagnia si separa alla fine, ognuno con la sua conseguente missione.
Proseguirò nella lettura anche degli altri volumi, ormai li ho comprati tutti e comunque sono curioso, ma data la faticosissima esperienza di questo primo, lo farò molto lentamente. 


Pezzi di Vetro (Verre Cassé, 2005): come riconoscere un libro artsy un po' pretenzioso?
La pagina è molto vuota: larghi margini ai lati, sopra e sotto; i capitoli non hanno numeri, perché non sono capitoli tradizionali e i numeri costringono, imprigionano; i non-capitoli cominciano con la minuscola e non ci sono punti alla fine delle frasi (ci sono delle spaziatura extra tra i non-paragrafi), o qualsiasi altro segno di punteggiatura aldilà delle virgole e delle parentesi per il discorso diretto... in generale la punteggiatura mi sarebbe valsa un 2 a scuola, alle elementari.
Ricorda un po' Texaco. E Bar Sport di Benni. Una versione grottesca e iperrealista di Bar Sport.
E' il romanzo più famoso di Alain Mabanckou, scrittore e poeta francese originario del Congo.
NOTA: l'ho letto in traduzione italiana, edizioni 66thand2nd. Mai sentita. Bella edizione, ben stampata.
Siamo nel povero e orribile Congo, c'è un bar aperto 24/7 che si chiama "Credito a morte", c'è un avventore affezionato, vecchio alcolista, di nome "Pezzi di vetro"; il proprietario del bar, una specie di celebrità povera locale, gli affida il compito di raccontare le storie dei casi umani che frequentano il posto. 
Bar Sport, no?
Faccio un esempio del tipo di clienti, giusto il primo: quello a cui piaceva andare a puttane minorenni, finito in prigione è stato violentato analmente per diversi anni, adesso è costretto ad andare in giro con 4 pannoloni, lo chiamano Pampers, perché non riesce più a trattenere nulla.
I soggetti sono circa tutti così: grotteschi mostri di alcool e povertà estrema. 
Il libro è il quaderno su cui Pezzi di vetro annota e scrive la vita delle persone che intervista, e i suoi pensieri, e di conseguenza anche la sua vita. E' diviso in due blocchi distinti: i "primi fogli", l'inizio dell'attività di Pezzi di vetro, e gli "ultimi fogli", quando questa attività comincia ad avere un effetto sul protagonista/narratore e lo cambia.
La prima parte è un classico di cornice + racconti singoli; la seconda è meno lineare: ci sono ancora i ritratti di personaggi, ma sono integrati e mescolati a quella che era la cornice, e ore è la vita nel presente, quasi una cronaca in tempo reale, del narratore.
La vita del narratore diventa centrale e l'effetto di aver scritto di altri, diventa il desiderio di lasciare qualcosa di sé. Pezzi di vetro comincia a disinteressarsi alla vita degli altri, passare il grosso del suo tempo a scrivere la propria. 
Nel finale c'è un momento notevole: stiamo leggendo il quaderno scritto dal narratore che, senza soluzione di continuità, diventa una narrazione della sua vita mentre succede, diventa vissuto in quel momento. Il quaderno rimane fisicamente presente, ma la sua funzione si smaterializza. 
A questo punto potrei dire qualsiasi cosa: tipico narratore inaffidabile, dichiaratamente bugiardo, alcolista che mente a sé e a tutti; nessuno dei racconti è credibile, il suo più di tutti gli altri: contraddizioni continue, tentativi di scusarsi con il suo pubblico immaginario, disperazione montante e crescente. 
Il protagonista/narratore, avendo passato gli altri sotto la lente del suo scherno e della sua alterità di scrittore, si trova ad applicare lo stesso alla propria storia e ne esce male. 
Non mi è piaciuto, non mi è dispiaciuto.
SPOILER SPOILER SPOILER
Naturalmente non c'è conferma, ma nelle ultime pagine il protagonista dichiara di volersi ammazzare da lì a poco.


Tales of Luminaria - The Fateful Crossroad: se non sbaglio è stato annunciato un progetto animato per Tales of Arise, credo ci sia già un trailer.
Tales of Luminaria è un Tales per mobile, probabilmente merdoso, da poco uscito; questo è uno spin off pubblicitario animato in 2 episodi: cgi co-prodotta da Anima, studio specializzato che raramente produce in proprio, e Kamikaze Douga, quelli di Batman Ninja.
Il background mi è del tutto ignoto: c'è una Federazione e c'è un Impero, sono in guerra. Una città contesa vede lo scontro tra alcuni agenti delle due fazioni: caratterizzazione dei personaggi estremamente standard e banale, anche visivamente; i personaggi hanno delle pietre magiche embedded che danno loro qualche boost di potere non meglio specificato. 
Si guarda per passare un'oretta, non ha significato.


DOTA - Dragon's Blood S02: la prima stagione mi era piaciuta, la seconda è meglio. 
Altri 8 episodi di eccellente narrazione e animazione firmata Studio Mir. 
A un certo punto, sarà necessario decidere se le produzioni Mir siano effettivamente animazione americana o coreana, per il momento diciamo americana in nome di Netflix e dello show runner, Ashley Miller. 
...e comunque, ancora peggio che per la roba cinese, è estremamente difficile tenere conto degli autori delle produzioni coreane, dello staff e, in generale, avere informazioni precise.
Tornando a noi.
La terza stagione non è ancora stata annunciata ed è un problema: questo secondo blocco narrativo svolge impeccabilmente il compito di prendere tutte le idee avviate durante la prima, tutti i personaggi e le situazioni specifiche, spingerle e svilupparle nella loro pienezza. E' un perfetto secondo atto. 
Manca il finale. La terza stagione è assolutamente necessaria, sarebbe un enorme dispiacere non concludere questa ottima, davvero ottima produzione animata. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Tengo il post breve, sperando in un seguito. 
Apparentemente, Slyrak è morto, sacrificandosi e lasciando Davion nuovamente del tutto umano: dubito sarà realmente così, la caratteristica di Davion è proprio quella di avere sangue di drago, quindi immagino sarà stata sbloccata una qualche caratteristica genetica che gli permetterà di continuare a trasformarsi, magari meno potente. Mirana è diventata imperatrice della sua nazione e ha svegliato in sé il potere del sole, l'unica arma possibile contro Terrorblade.
Davion e Mirana sono insieme. 
Terrorblade e l'Invoker si sono fatti un sacco di dispetti e il risultato è stato il ritorno di Selemene a pieni poteri. 
Ah, tutti i draghi sono morti. Le anime sono in ostaggio di Invoker, Terrorblade le vuole.
Fymryn avrebbe dovuto diventare la nuova dea, ma ha fatto casino ed è rimasta così.
Marci muore. 
Muoiono anche altri personaggi: in modo non troppo brillante, volendo trovare un difetto, quasi tutti i personaggi introdotti in questa seconda stagione crepano prima dell'ultimo episodio, sia eroi sia avversari.


The Irregular at Magic High School - Reminiscence Arc: uno dei miei più perversi guilty pleasure è di nuovo qui a tormentarmi. 
Questo è un film per la tv di 70 minuti circa uscito a Dicembre 2021, adattamento dell'ottavo volume dei romanzi. 
Cronologicamente si colloca prima della seconda stagione trasmessa nel 2020, narrativamente è il prequel di tutto: la storia di Miyuki che si innamora del fratello. 
...casomai non lo ricordaste, Irregular è soprattutto una storia di incesto. 
Alla fine del film viene annunciata la terza stagione, e l'incesto si impenna proprio a partire dalla storia che verrà lì adattata. 
Tutto ciò detto: sono riuscito a trattenermi dal guardare lo spin off dedicato a Miyuki, ma questo ho dovuto guardarlo. 
E' abbastanza mal fatto, animato con qualità televisiva, a dirla tutta animato peggio di alcuni episodi delle serie.
E' anche un po' un marone perché ci viene raccontata per l'ennesima volta la triste origine dei poteri di Tatsuya e bla bla: ormai ne ho la nausea. Ci sono anche pochi combattimenti e i combattimenti mostrati sono super al risparmio con scarsissimo utilizzo di effetti speciali. 
Decisamente non è un granché: ha avuto perfettamente senso adattare il tutto in questo formato, ma è stato tirato via mediocremente.


Iwane - Sword of Serenity: il titolo internazionale è davvero a cazzo. Il titolo originale è il nome del protagonista, Iwane, e il suo soprannome, 'inemuri', traducibile con semplificazione con 'sleepy'. 
Se capisco correttamente, questo film adatta il quarto romanzo in una serie. 
E' diretto da quello dei Samurai Hustle, ma qui è tutto serio e drammatico. 
Il protagonista è interpretato da Tori Matsuzaka... che abbiamo visto da poco in Blood of the Wolves. 
E' un film di samurai. Irritante. 
Il film è così nettamente diviso in due parti da farmi pensare che il romanzo originale sia composto da due episodi distinti, come Monogatari per dire, entrambi adattati qui. 
Tre amici sono a Edo a studiare l'arte della spada, nonostante siano tutti nello stesso dojo, Iwane usa una tecnica unica e personale che gli è valsa il suo soprannome, che comunque non ha un cazzo a che fare con la serenità.
Comunque: uno dei 3 amici ha 2 sorella; 1 degli amici è sposato con 1 delle 2 sorella; l'altro amico è promesso all'altra sorella. Una grande famiglia. 
Tornano a casa. Quello sposato incontra uno per strada che gli dice: 'cornuto!'; lui torna a casa e ammazza la moglie. Arriva il fratello e lo ammazza. Arriva l'altro amico, Iwane, e ammazza il fratello della sua promessa sposa. 
Qualche tempo dopo, Iwane è tornato a Edo ed è depresso e vive come un pezzente. Ha abbandonato il clan e abbandonato la promessa sposa, ma su questo punto torniamo dopo. 
La seconda parte del film vede Iwane lavorare come yojimbo per una specie di mercante/inventore delle banche in Giappone. C'è una stupidissima quantità di film dedicato agli affari di questo mercante, letteralmente alla matematica delle sue attività: qualcosa che, probabilmente, proviene esattamente dal libro, nel libro usata per riempire lo spazio e fare world building come si usa in una serie; nel film è totalmente senza senso e privo di qualsiasi significato. 
Ci sono un paio di combattimenti decenti, abbastanza realistici. 
Il finale è il più merdoso mai a mia memoria recente, anche meno recente: davvero un finale merdoso come pochi. 
Non mi è piaciuto, non è brutto ma è sceneggiato senza cura per il mezzo cinematografico.
SPOILER SPOILER SPOILER
Salta fuori che, inaspettatamente, essendo rimasta sola senza futuro marito e senza fratello, caduta in disgrazia e con i genitori vecchi, la promessa sposa del protagonista si è dovuta mettere a fare la mignotta (quando la ritroviamo a fine film è salita a livello di una oiran o qualcosa del genere). 
Lei lo ama e lo amerà per sempre, ma adesso è una mignotta e quindi deve continuare su questo sentiero di vita. Lui si sente in colpa per circa 30, 40 secondi poi decide di mettersi con un'altra. 
Livello di rage estremo.


Super Crooks: la nuova stagione d'animazione è pessima. Non è una cattiva notizia, mi dà il tempo di recuperare cose lasciate indietro. 
Serie animata giapponese in 13 episodi, produzione Bones, rilasciata su Netflix a Novembre dello scorso anno. 
Questa serie marca contemporaneamente due caselle nella produzione di Netflix: fa parte dell'elenco di produzioni animate dell'accordo con Bones, fa anche parte dell'elenco delle produzioni dell'accordo con Mark Millar.
NOTA: la Millarworld di Millar, umile, è proprietà di Netflix dal 2017. 
Adattamento animato dell'omonima mini-serie in 3 albi scritta da Millar, disegni di Yu, uscita nel 2012 per l'etichetta Icon di Marvel. L'ho letta per prepararmi a questa serie, niente di che.
NOTA2: il titolo originale della mini sera scritto Supercrooks.
Sceneggiatura animata di Dai Sato. Gagliarda opening di Towa Tei. 
E' la tipica storia di Millar con carismatici super villain nei ruoli protagonisti.
In un mondo pieno di supereroi, i super villain sono pochi e le prendono in continuazione. 
Un gruppo di seconde linee cerca il colpaccio della vita. 
Questa è, in realtà, la trama del fumetto e degli ultimi 3 episodi dell'anime: i precedenti 10 episodi sono tutti originali ed espandono con un paio di avventure precedenti, formazione del gruppo, background aggiuntivo, etc etc. 
E' una bella serie e una delle migliori produzioni Bones da anni, è anche (giustamente) molto americana e un bel connubio tra tematiche dei comics USA e animazione giapponese; in questo senso l'unico vero difetto della serie è l'audio originale giapponese: è ambientata per lo più negli States e ci sono tante parole inglese, e i giapponesi non riescono a pronunciarle senza essere completamente ridicoli. 
E' tutto un 'za warudo'. In continuazione ed è tremendamente stupido. 
La serie è largamente comica, leggera, quindi ci sta... però anche no. 
Mantenendo lo stile tipico di Millar, c'è parecchio sangue splatter e molta iper-violenza, tutto generalmente grottesco e comico.
E' una produzione fuori dal comune, meritevole e ben realizzata, niente di memorabile ma non si può che apprezzare, SEMPRE, l'uscita dagli standard della ripetitiva mediocrità giapponese. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Finisce bene, nessuno dei protagonisti muore, tanti epiloghi felici.