Confessioni (Kokuhaku, 2008): innanzitutto complimenti a Gianluca Coci per la sua traduzione, è seriamente diventato il nome che mi convince ad acquistare libri giapponesi in italiano. 
Non ho una lista per questa specifica categoria, perché troppo evanescente e incerta, ma ci sono dei libri giapponesi che 'vorrei' leggere da tempo (e non posso perché non esistono in lingue comprensibili): Confessioni è stato il romanzo d'esordio di Kanae Minato ed è, ovviamente, il libro all'origine del famosissimo ed eccellente film omonimo del 2010 diretto da Nakashima.
L'edizione italiana che ho letto è di quest'anno, ma ho scoperto esisterne una precedente del 2011. Quella inglese è del 2014.
Il film e il libro, nonostante la completa e fedele aderenza del primo al secondo, sono due esperienze molto diverse; Confessioni il libro è un impressionante esercizio di tecnica letteraria composto da 6 capitoli, ognuno scritto con una diversa forma narrativa, che formano una straordinaria (seppur ormai nota) rappresentazione della società giapponese. 
Confessioni non è stato il primo, ma come il breve saggio scritto dallo stesso Coci a chiusura del volume dimostra, è stato uno dei principali popolarizzatori di alcune tematiche dei conflitti generazionali all'interno della società giapponese. 
In questi giorni sto giocando a Tactica, quindi immediatamente penso alla serie Persona. 
In Confessioni ci sono 3 madri, 3 studenti e 3 insegnanti (uno dei personaggi è al contempo madre e insegnante) e il vero fulcro della storia non è l'omicidio della giovane figlia di una delle insegnanti, ma la natura degradata e senza via d'uscita del rapporto tra genitori/figli e studenti/insegnanti, ovvero tra giovani e adulti, e come ciò stia disgregando la struttura sociale giapponese. 
Battle Royale? 
Criminalità giovanile, bullismo, omicidi e violenza in un contesto di completa assenza di senso morale. 
Ah, Confessioni è anche un po' Rashomon e ogni capitolo offre una versione leggermente diversa dello stesso 'incidente', la prospettiva dei vari personaggi, mentre allo stesso tempo porta avanti una terrificante storia di vendetta. 
Forse è il caso che riassuma brevemente la storia, la sto dando per scontata perché il film è stato eccezionalmente celebre, premiato e mostrato un po' ovunque all'estero. 
La figlia di un'insegnante di scuola media inferiore viene uccisa da due suoi studenti, visto che in Giappone i crimini commessi da minori di 14 anni sono puniti in modo molto blando (nonostante, come si spiega nel libro, l'enorme crescita del fenomeno per quantità e intensità dei crimini) l'insegnante decide di vendicarsi. 
La prende sul personale. 
Il primo capitolo è il monologo dell'insegnante l'ultimo giorno di scuola: parla ai suoi studenti e spiega loro l'accaduto e la natura della sua vendetta, è un monologo all'interno del quale compaiono in una forma semi-indiretta anche dialoghi con i suoi studenti; il secondo capitolo è una lettera scritta da un terzo studente e indirizzata all'insegnante; il terzo capitolo è il diario della madre di uno dei due studenti, quello trasformatosi in un hikikomori a seguito della vendetta dell'insegnante; il quarto capitolo è la ricostruzione in una 'normale' terza persona dei fatti secondo la prospettiva del hikikomori, nel frattempo dissociatosi dalla realtà, che guarda a questi fatti come fossero un film; il quinto è un memoriale/manifesto dell'altro studente nel quale racconta la propria vita, spiega il perché dell'omicidio e... di altro. 
Il sesto e ultimo capitolo è un monologo al telefono tra gli ultimi 2 personaggi sopravvissuti. 
Sì, perché, nel frattempo, sono successe cose. 
Ognuno dei capitoli, come dicevo prima, non solo ripresenta la morte della bambina secondo diverse prospettive, ma porta avanti la storia e racconta cose successe ai personaggi nei mesi successivi alla vendetta dell'insegnante. 5 mesi circa. 
NOTA: il primo capitolo fu precedentemente pubblicato nel 2007 come racconto indipendente. 
Prima o dopo, tutti i personaggi della storia sono spinti a credere qualcosa, agire sulla base di questa convinzione, e poi scoprirla inesatta; tutti i personaggi nascondono un lato oscuro, nessuno è innocente (tranne la prima vittima) e la storia della vendetta è molto più complicata di quanto inizialmente lasciato intendere dall'autrice.
Un alto tema forte del libro è il rapporto tra violenza, emulazione e mass media: la morbosità indiscreta dell'informazione pubblica che travolge le vittime, idolatra i criminali e pianta i semi per crearne di nuovi.
L'ho cominciato ieri, l'ho letto in 2 giorni.
SPOILER SPOILER SPOILER
Ricapitolando funziona così: Shuya e Nao uccidono la figlia. L'insegnante dichiara di averli contagiati con l'hiv. Nao diventa un recluso, va giù di testa e uccide la propria madre. Shuya uccide l'altra studentessa e pianifica di farsi saltare per aria insieme a tutta la scuola. L'insegnante torna in scena e usa la bomba di Shuya per fargli uccidere sua madre. 
Ci sono 3 studenti: i due assassini e la ragazzina infatuata di entrambi che si scopre essere un'aspirante assassina emulatrice di una famosa assassina ragazzina; ci sono 3 madri: la protagonista a cui uccidono la figlia e si vendica, la madre iperprotettiva di uno dei assassini che viene da lui uccisa, la madre che abbandona il figlio per farsi una vita diversa e viene da lui uccisa; ci sono 3 insegnanti: sempre la protagonista, il compagno della protagonista che muore di aids e il giovane allievo di quest'ultimo che diventa il successore della protagonista a scuola, da cui viene poi probabilmente cacciato perché coinvolto nella morte di una delle madri, dopo essere stato framed dalla studentessa. 
L'incrocio della storia è fenomenale.