Air: non ho controllato, ma sono abbastanza sicuro esista un documentario su Jordan con lo stesso titolo. Questo è il nuovo film diretto e interpretato (in un ruolo secondario) da Ben Affleck, finalmente libero dalla tristezza; ruolo protagonista per Damon; insieme producono. 
Deve essere una delle relazioni più durature di Hollywood. 
E' uno di quei film sportivi con poco sport giocato: funziona esattamente come quelli dedicati ai manager delle squadre, front o back office vari, dove tutta la storia gira intorno a riuscire nella firma di un grande talento per la propria squadra. Ecco, qui è la stessa roba ma la firma è per la sponsorizzazione. 
Questa è la storia dell'inizio della collaborazione tra Michael Jordan e Nike, la creazione della linea Air Jordan. 
L'idea generale del film è la seguente: nel 1984, la divisione basket di Nike è un cesso e la compagnia è prossima alla sua chiusura (non alla chiusura di tutto, solo alla parte dedicata al basket). Jordan ha 18 anni ed è uno dei giovani più promettenti in assoluto, ma è 'solo' quello: non è il talento del secolo, non è leggendario, è un giovane promettente che diverse società vogliono accaparrarsi.  
Gli amici sull'orlo del licenziamento di Nike decidono di puntare tutto su di lui: il visionario Damon, il classico talent scout, lo vede sicura star e riesce a convincere tutti; letteralmente un o la và o la spacca. 
Sappiamo com'è andata. 
Sembrerebbe un film a basso budget, ma (relativamente) non lo è: il grosso del budget, oltre che nelle sue star... Bateman, Tucker, Viola Davis... deve essere stato più o meno interamente speso nella ricostruzione degli anni 80. 
Guardando il film, viene spontaneo dirsi che non sarebbe stato necessario spingersi così in là: Affleck ha esagerato; c'è un forte senso di amarcord, ci sono montaggi esclusivamente dedicati a panoramiche di prodotti e cose dagli 80s, il tutto evidentemente pagato e correttamente licenziato, visto che si leggono e utilizzano tutti i marchi originali. 
Serve al film? Non particolarmente. 
Perché farlo? Probabilmente perché la vicenda pratica di come Nike abbia iniziato a sponsorizzare Jordan e creato una delle scarpe più famose di sempre, non è esattamente l'unica storia raccontata in questo film. 
Molto del film, infatti, è soprattutto una rappresentazione di Nike negli anni 80. 
Non è, paradossalmente, la solita storia sportiva di un grande e mitico eroe del pallone che diventa icona e simbolo del sogno americano; è la storia economica di una grande società che rischia tutto e diventa una società ancora più grande, icona e simbolo del sogno capitalistico. 
Quanto ci viene mostrato degli anni 80, quindi, non è solo una panoramica di world building esageratamente prominente, ma è la rappresentazione dell'ultima età dell'oro economica, della new age e del consumismo esasperato dove era possibile perdere e fare soldi dal mattino alla sera, dove rischiare tutto poteva pagare all'infinito. 
Un po' lento, interessante, ben diretto e interpretato.