The Battered Bastards of Baseball: sono commosso fin nelle budella... e non sono l'unico. Su Rotten Tomatoes questo documentario ha il 100% di review positive: è una di quelle rare situazioni dove accetterei un valore superiore al 100% per testimoniare il livello di idolatria mitologica ed eroica suscitata da questo film.
E' su Netflix.
E' una storia assurda e incredibile, e il documentario è certamente agiografico, e non voglio (conoscere) una sola macchina a sporcarla. Miracolo sportivo americano di quelli capaci di farti credere.
Tutto comincia con Bing Russell, padre di Kurt, caratterista americano di media notorietà, famoso per la televisione. All'inizio degli anni '70 si trova circa senza lavoro e demotivato.
Aveva due sogni nella sua vita: fare l'attore e giocare a baseball, è riuscito a fare entrambe le cose, nessuna delle due al livello che gli sarebbe piaciuto.
Sono costretto a sintetizzare.
Decide di riprovare con il baseball, decide di fondare una squadra.
A questo punto bisogna che sappiate qualcosa dell'organizzazione del sistema baseball: c'è la Major League e ci sono le leghe minori, diciamo seria A e B e C; c'è un'enorme differenza: le squadre di B e C non sono entità sociali indipendenti, ma sono associate alle squadre di A, sono proprietà delle squadre di A utilizzate per formar/allenare giocatori. Conseguentemente, i campionati delle leghe minori del baseball americano tendono a non riscuotere successo nelle città che ne ospitano le squadre, perché sostanzialmente sfruttati e in balia delle decisioni delle società parent.
All'inizio degli anni '70, quando Bing è annoiato e in cerca di stimoli, non esistono più squadre indipendenti esterne a questo sistema organizzativo.
Ne fonda una lui a Portland.
Tutta l'operazione è incredibile e potrei scrivere dozzine di pagine a descriverla e non le renderei comunque giustizia: stunt pubblicitario, amore per il gioco, una versione real life di tante storie di baseball cinematografico, una storia di successo.
Bing crea una squadra a Portland per il campionato Single A, il più minore dei minori: non ha molti soldi da spenderci, i giocatori che entrano in squadra sono tutti ex-sognatori che hanno fallito l'occasione per diventare 'veri professionisti', o non ne hanno mai avuta una.
Qualche anno di troppo, qualche chilo di troppo, qualche scheletro nell'armadio.
Un'operazione che viene derisa e ridicolizzata, finché la squadra scende in campo la prima volta nel 1973 e vince, e vince e vince e vince. Facendo il culo a tutti e segnando un record dopo l'altro.
Portland impazzisce, i giornali nazionali cominciano a far caso, il pubblico americano si innamora.
Guardare questa storia oggi, ora in questo momento, mentre la lega e i giocatori sono in lockout e l'inizio della stagione è stata rimandata, e si parla solo di soldi (a onor del vero i giocatori parlano soprattutto di competitività, ma è un altro discorso), mi trova particolarmente sensibile.
Entra in scena Jim Bouton.
So: Jim Bouton è stato un famoso lanciatore per gli Yankees. Qualche giorno fa, spendendo una cifra ridicola, ho comprato il suo famigerato libro 'Ball Four'.
NOTA: ho dovuto spendere molto perché è esaurito e lo volevo di carta, esattamente come Evangelion ANIMA vol 1. E' quindi il secondo libro per cui spendo troppo in troppo poco tempo.
Non l'ho ancora letto, ce l'ho da iniziare appena finirò il saggio che mi sta impegnando adesso, quindi non sapevo.
Ball Four è un libro denuncia sullo schifo del/nel baseball, il primo del suo genere; Bouton venne, ovviamente, ostracizzato.
Bouton decide di tentare un comeback e, come tutti gli altri giocatori dei Portland Mavericks, è soprattutto motivato dall'amore per il gioco e l'odio per la lega. Arriva a Portland e diventa uno dei ragazzi.
Il titolo del documentario è una frase del libro.
L'esperimento show di Bing Russell dura fino al 1977, 5 stagioni durante le quali i Mavericks sono mediaticamente seguiti quasi quanto una squadra della lega maggiore.
Russell fa tutto e di più: assume donne, asiatici e ogni altro tipo di essere umano fino a quel momento schifato dai potenti.
A questo punto succedono 2 cose: nella stagione del 1977 i Mavericks arrivano in finale, ma la Lega non vuole vincano, non devono vincere, quindi fa una cosa incredibile e 'manda giù' a giocare i professionisti della lega maggiore. I Mavericks perdono... di poco.
L'anno dopo, la Lega decide di terminare l'esperienza di Bing Russell e reclamare il territorio di Portland con una propria squadra non indipendente: è in suo potere farlo, ma Bing non ci sta e gli fa causa.
Segue processo e, francamente, tutti amano Bing e tutti odiano la Lega, compresi i giudici.
Non possono impedire alla Lega di cacciare Bing, ma possono farla pagare una cifra record senza precedenti.
I giornali impazziscono e questa storia di perdenti di successo si chiude con una sconfitta di successo impossibile.
...il livello di orgasmo legale è sullo stesso piano di un Thank You For Smoking.
Storia di underdog che la fanno vedere ai ricchi bianchi malvagi: alla fine perdono, ma la vittoria dei malvagi è pagata a prezzo carissimo... mi fa venire in mente qualcosa di contemporaneo ma non saprei esattamente indicare cosa.
Apprezzare questo documentario non è qualcosa solo per gli appassionati di baseball, basta amare lo sport e amare le storie dove i potenti lo prendono in culo.
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