Cube 2021: inutile remake giapponese dell'originale canadese del 1997. Situazioni e scene sono grossomodo quelle del modello, ma gli effetti speciali sono peggiori ed è inscusabile.
La storia è quella che sappiamo: un gruppo di persone si sveglia in una prigione composta da cubi interconnessi, alcuni con trappole mentre altri sicuri, e cerca una via di fuga; lo stress e l'imposta vicinanza degli altri causa nei personaggi una trasformazione, la rivelazione del vero io e altre pippe psicologiche del genere.
Il film giapponese riprende i due concetti di sopra ma li stravolge nei modi peggiori possibili.
Innanzitutto le regole precisissime della prigione sono continuamente infrante: un cubo sicuro può avere una trappola che si rivela successivamente, i misteriosi osservatori che supervisionano l'esperimento intervengono a cazzo e senza motivo quando i personaggi sembrano vicini a rivelare chissà quale segreto del cazzo. La mancanza di serietà nell'applicazione delle regole di Cube, priva la sceneggiatura di tensione e logica interna.
La produzione giapponese ha, inoltre, deciso di adattare il motivo psicologico del film: non è più la manifestazione di pulsioni selvagge e primitive, come se il cubo fosse l'isola del Signore delle Mosche, ma una rappresentazione del solito, abusato dramma sociale sul conflitto tra le generazioni; i personaggi di questo Cube rappresentano 3 generazioni diverse e successive, i conflitti tra i personaggi seguono questi binari e mostrano il dramma della violenza famigliare, nell'incapacità di raggiungere i risultati imposti dai genitori, etc etc.
Non funziona.
A non funzionare è, anche e soprattutto, il cast: nonostante ci siano diversi attori di nome, nessuno sembra essersi impegnato. E' realmente un brutto film.
Il regista è semi-esordiente.
SPOILER SPOILER SPOILER
In un impeto di stupidità, la sceneggiatura introduce tra i personaggi del film una vera 'spia'.
Nei Cube occidentali, c'è sempre il dubbio che uno dei 'partecipanti' sia in qualche modo connesso all'organizzazione dietro i rapimenti: segreto che spesso diventa uno dei motivi più interessanti della storia.
In questo Cubo, la spia è immediatamente riconoscibile e immotivata: l'unica donna del cast, invece di essere l'oggetto della violenza maschile, è una specie di robot/androide o qualcosa del genere che funge da controllore/esaminatore interno. E' un'idea di imbarazzante idiozia.

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