House of Gucci: mia moglie mi ha costretto a guardalo. "Moda" e "lusso": questa è l'estensione della mia conoscenza del marchio Gucci e la sua storia. 
Ora, prima di parlare di qualsiasi altra cosa, dobbiamo affrontare l'argomento della lingua. 
Un argomento che, inevitabilmente, è condizionato dalla prospettiva dell'essere italiano. 
Partiamo dai fatti: attori americani che interpretano italiani parlando in inglese fortemente accentato, intercalato con una quantità di parole italiane. 
E' un film americano: avrebbero dovuto parlare in inglese. Non è il Padrino, non sono italo-americani: avrebbero dovuto parlare inglese. 
E' incomprensibile a più livelli: avessero parlato in inglese sarebbe stato corretto per la produzione, altrimenti in italiano; italiano accentato non è il modo in cui parlano gli italiani, ma avrebbe ancora potuto avere senso per un motivo, idiota, di colore; italiano da italo-americano intercalato da una quantità insensata di parole italiane pronunciate male è assolutamente privo di qualsiasi senso. 
Non solo non ha senso logico, danneggia pure il film: gli attori sono così impegnati a fare gli italiani stereotipati (meridionali) dei film con gli italo-americani, da dimenticarsi di recitare. 
Lo credo che non hanno preso nomination: sembra una presa in giro, sembra uno spettacolo comico. 
E' talmente ostentato, abbietto e fastidioso da rendere impossibile concentrarsi sul resto. 
E' l'ultimo film di Ridley Scott (nel Gladiatore avrebbero dovuto parlare con lo stesso inglese accentato, intercalando parole latine). 
Jeremy Irons e Al Pacino sono i vecchi Gucci, Adam Driver e riconoscibile-solo-da-mia-moglie Jared Leto sono i giovani Gucci; Lady Gaga è la protagonista. 
Film tratto da un libro.
Tutto il film è realizzato per consentire allo spettatore di pensare e, poi, voler dire a voce alta: 'donna spregiudicata'. 
Immagino Steve Martin: "DONNA SPREGIUDIGATA (DELLE PULIZIE)!!".
Questa è la storia di una donna spregiudicata che usa ogni mezzo possibile per ottenere fortuna e gloria. 
Il film è un marone.
Eredi, personaggi ancora in vita e altre persone interessate alla storia dichiarano di aver generalmente disprezzato il film, particolarmente il regista e la protagonista per aver fatto tutto senza mai parlare con loro. 
L'impressione è che il film sia stato realizzato a partire da un libro scandalistico, vantandosi di essere basato su una storia vera, senza in alcun modo corroborare o partecipare alla realtà ancora in corso di molti dei fatti raccontati. 
Oh, non fraintendetemi: non mi fregava un cazzo di vedere la cupola di San Pietro nel Gladiatore, figurarsi se mi frega della permalosità dei Gucci, ma la noia del film spinge a cercare qualche cosa in più, si trovano solo mancanze. 
A mia moglie è piaciuto, ma conta poco: c'è una donna che manipola e porta disgrazia a un uomo dopo l'altro, eccita il suo femminismo aggressivo le impedisce di annoiarsi.