The Last Campfire: ho perso il conto, credo sia il quarto gioco che comincio e finisco tra quelli che ho presi nella indie sale del mese scorso. Sì, ho controllato: Shantae, Gris, Obra Dinn e questo.
Ne ho ancora uno da cominciare. Ne ho due a cui sto giocando. Tre che ho scartato... temporaneamente... credo.
Ho poi 3 giochi 'grossi' che ho cominciato e lasciato passare, a cui forse adesso dedicherò il tempo che gli devo per quello che mi sono costati.
Uscito nel 2020, puzzle game con storia psicologica.
E' l'ultimo gioco di Hello Games, quelli di No Man's Land (che è ancora supportato).
Uhm... è un gioco sulla morte. Direi. Credo. Sì. Morte e speranza. E Aldilà.
C'è tutta una tematica fuoco, cenere, scintilla e falò che rappresentano i vari passaggi di un'anima verso la morte e l'Oltre.
C'è tutta una tematica di speranza e disperazione: nel corso del suo viaggio, il nostro protagonista incontrerà vari suoi peer che sono in qualche modo pietrificati dalla disperazione, hanno perso la scintilla vitale a causa di qualche inceppamento psicologico. Entra in scena un puzzle, si risolve il puzzle e si risolve il problema del tizio.
Il gioco cerca di essere sensibile sulla materia: molto presto a inizio gioco, si incontrano personaggi i cui problemi non possono essere risolti, perché non tutti i problemi possono essere risolti a puzzle da risolvere.
Qualcosa del genere.
C'è un narratore interattivo che parla e commenta sulla base delle azioni del personaggio, ed è anche utile per risolvere i puzzle perché quando fai una cosa giusta prosegue nel commento, altrimenti no. NOTA: il narratore e il gioco è gender sensibile.
I puzzle sono inaspettatamente vari, brevi e in generale soddisfacenti: sono generalmente ovvi e basati sul movimento e il posizionamento di oggetti nello spazio, ma possono creare qualche grattacapo quando elementi necessari a risolvere sono contenuti in stage differenti (mai lontani).
E' un gioco abbastanza facile che non desidera far impazzire il giocatore o costringerlo ad aneurismi.
L'aspetto narrativo è, immagino, soggettivo: si parla di crescita e morte, di abbandonare il nido e affrontare i fallimenti, mantenere la speranza e spingersi avanti... roba così.
Alcuni passaggi sono simbolicamente brillanti, pochi: per lo più si tiene troppo sul delicato per poter stupire con qualcosa di forte o scioccante.
I puzzle sono divertenti e il gioco è divertente, c'è qualche bug stupido ma niente di orribile: l'avrò finito in 5 ore circa, e solo perché mi sono impuntato a platinarlo e cercare tutti i collectibles.
E', quindi, un gioco davvero veloce.

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