Return of the Obra Dinn: leggendo il blog, questo risulta il terzo gioco preso durante la indie sale di qualche settimana fa. In realtà sarà il quinto o il sesto, diversi non mi sono piaciuti. Ne parleremo. 
Uhm.
L'ho cominciato, l'ho trovato interessante, l'ho trovato visivamente intrigante, l'ho proseguito usando una guida. 
...ce n'è bisogno. 
Non è il mio genere e non è divertente, per me. 
E' un gioco investigativo il cui scopo finale è ricostruire gli eventi accaduti su una nave della Compagnia delle Indie durante i primi del 1800: nave scomparsa, misteriosamente ricomparsa, 60 persone a bordo il cui fato è da stabilire. 
Prospettiva in prima persona: non si combatte, si cammina. 
Il personaggio è un investigatore e, sintetizzo, ha un orologio magico che gli consente di guardare il passato, il momento della morte dei cadaveri nelle sue prossimità. 
Si va in giro per la nave, si trova un cadavere, si usa l'orologio, si guarda la scena della morte, si apre il logbook e si prende nota di chi, dove e come. 
Fin qui è bellino e pure vagamente simpatico, ma ci sono 60 persone e il gioco è decisamente troppo lungo, pur essendo breve. 
A un certo punto mi sono rotto e ho cominciato a usare una guida, quindi l'ho platinato senza merito. 
Il gioco è sviluppato da Lucas Pope, è stato apprezzato e acclamato ma non quanto il suo precedente mega-successo "Paper, Please" (avevo giocato la demo, cagata).
La grafica è realizzata secondo la 'tecnica' dell'immagine binaria, "a 1-bit monochromatic graphical style". 
Ci sono diversi filtri applicabili che modificano leggermente l'aspetto del gioco per farlo sembrare eseguito su un vecchio Macintosh, Commodore o altro computer delle origini. 
La storia è una di ammutinamento, mostri marini, omicidi e tesori. 
E' stato molto apprezzato, ma non da me.