Luca: un altro stinker per Pixar. Sì, sì: senza dubbio è visivamente supremo. La ricostruzione della riviera ligure è squisitamente espressiva, completamente stereotipata, ma assolutamente magnifica, come da standard tecnici Pixar.
Il film, però, è una schifezza.
Esordio alla regia e co-sceneggiatura per l'italiano Enrico Casarosa, da anni collaboratore Disney/Pixar.
La storia è, a quanto pare, genericamente influenzata e basata sulla sua infanzia.
A quanto pare, quindi, l'infanzia di Casarosa è la Sirenetta.
Casarosa è nato in Italia a Genova, trasferitosi NON bambino a New York per studiare arte.
E' italiano... ma è gone native. E' diventato americano. E' diventato italo-americano.
La riviera ligure di Luca è ligure solo visivamente, per il resto è un (offensivo?) confuso miscuglio di stereotipi italiani anni '60 che vanno da Portofino a Napoli, passando per la discutibile scelta di far recitare tutti gli attori in italo-americano.
Non in inglese. Non in italiano. In un inglese fortemente accentato, quello tipico degli emigrati meridionali, frammisto di frasi in italiano senza particolare senso, o reale uso in Italia. Manco nei 60s.
Ah, vale la pena, proprio parlando della lingua 'creata' dall'autore per questo film, evidenziare immediatamente trattarsi di un film per bambini: Luca è il primo film Pixar o Disney esclusivamente per bambini da molto tempo.
I protagonisti sono bambini, gli attori che danno loro le voci sono bambini, la storia è per bambini.
E' una specie di incrocio tra la Sirenetta, per ovvi motivi, e Huckleberry Finn.
Un giovane tritone... man-mermaid?... vive sott'acqua in una società sottomarina che è una versione culturalmente aggiornata di quella della Sirenetta. Il padre si fa i fatti suoi, la madre è iperprotettiva in modo psicopatico e non esagero: il motore di tutto il film è la decisione della madre, il padre è presente ma totalmente succube, di rinchiudere il figlio in prigione piuttosto che fargli correre un qualsiasi rischio.
Il giovane tritone è completamente privo di amici e costretto a lavorare dalla madre che vuole tenerlo costantemente sotto controllo. Incontra l'altro giovane tritone protagonista, orfano un po' più grandicello che si arrangia ed è esattamente uguale ad Ariel con la sua fascinazione e collezione di cose umane, e diventa ribelle.
Scappano di casa. Vanno a vivere in incognito nella città degli umani.
Il resto è poco importante.
Se il film è davvero basato sull'infanzia del regista, mi spiace per lui: la sua infanzia deve essere stata un cesso.
Ah2: l'autore ha pochi anni più di me e anche io sono nato e cresciuto a Genova. La Liguria di questo film non esisteva più quando eravamo bambini, l'autore e io: è tutta un sentito dire e una rappresentazione filtrata da cartoline e filmografia.
E' largamente falsa.
...quindi di cosa parliamo? Non può essere la sua infanzia, perché l'autore è troppo giovane per aver vissuto gli anni ruggenti di Portofino. Empire riporta una citazione dell'autore: dice di essersi ispirato a Fellini e Miyazaki.
Umile!
Entrambi sono comunque perfettamente evidenti nel film: la Liguria di Luca non è certamente quella dell'infanzia dell'autore, quella è una sparata promozionale, ma è una Liguria che sembra Rimini, Capri, Cortina ed effettivamente Portofino nella versione Dolce Vita di Fellini.
La storia dei due ragazzi, il modo in cui viene sviluppata e il tipo di azione e commedia: salti nel vuoto, corse a rotta di collo lungo discese antigravitazionali, altre corse a bordo di veicoli che si smontano progressivamente... queste sono tutte suggestioni Ghibli delle origini.
Luca sembra Future Boy Conan.
Ecco: Future Boy Conan ha fatto certamente parte dell'infanzia mia e dell'autore.
Gli attori che interpretano i bambini hanno 14 e 17 anni: i personaggi sono certamente di qualche anno più giovani. Un ragazzo di 17 anni è impossibile sia così completamente asessuato e indifferente al personaggio femminile. Avranno 11 e 14 anni.
...e anche meno: a 14 anni io ero già completamente sessuato.
Ah3: Luca è così per bambini che non c'è la storia romantica.
E' un film disonesto. Un film esclusivamente mirato a bambini. Un film irritante.
Ah4: dimenticavo. Luca possiede il singolo personaggio più odioso mai apparso in un film d'animazione Disney o Pixar.
In tutta la storia di Disney o Pixar, considerando spalle comiche fastidiose e villain crudeli, protagonisti stupidi e co-protagonisti ancora più stupidi, non si è mai visto un personaggio così urticante e odioso come il villain di Luca.
Una specie di Gaston dei poveri.
Ah5: pure il villain è copiato. E' un Gaston dei poveri.
Una specie di Gaston dei poveri senza un solo momento positivo o minima qualità (Gaston almeno era un figo): ogni scena con Ercole Visconti fa desiderare di smettere con il film.
SPOILER SPOILER SPOILER
Non c'è bisogno di raccontare il finale perché è ovvio.
Offrirò una lettura del film: è la storia dell'infanzia da omosessuale represso dell'autore. Maltrattato dalla famiglia, bullato dagli altri, innamorato di un suo amico.
Come l'autore, anche Luca trova la sua liberazione abbandonando il paese e scappando in città per studiare ed elevarsi sopra l'ignoranza dei suoi genitori e contesto sociale.
I tritoni sono colorati e super accessoriati. Gli umani sono normali.
I tritoni sembra drag queen.

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