Confessions: un paio di giorni fa, dopo averlo tenuto per... un po'... abbiamo guardato questo classico contemporaneo del cinema giapponese.
Non mi stupisce sia un ottimo film, mi ha sorpreso sia piaciuto a entrambi.
E' quel raro tipo di incredibile film giapponese che unisce un setting eccezionalmente drammatico di critica  satira sociale, a uno svolgimento narrativo quasi avventuroso e tonalmente dissonante: in occidente raramente si riescono a fare film così. 
Si riescono a fare film drammatici che sono in qualche modo ridicoli o tragicomici, pensiamo a cose dei Coen, o drammatici-drammatici-esclusivamente-drammatici-uccidimi, come solitamente il resto. 
In Giappone, e a volte in Corea (ma non in Cina), ci sono invece film come questo: film come Battle Royale (2000) e Old Boy (2003). 
Confessions ricorda un po' entrambi. 
Nella sua prospettiva più ampia, il soggetto è incentrato su quel conflitto generazionale continuo e armato che è (drammaticamente) caratterizzante della società giapponese. Il conflitto generazionale, come abbiamo visto innumerevoli volte, c'è ovunque, ma solo (?) in Giappone è così violento e aggressivo, e soprattutto bilaterale. 
Non è i giovani contro gli adulti, non è 'solo' i giovani contro gli adulti: in Giappone è gli adulti contro i giovani, spesso abusando entrambi dei rispettivi privilegi. 
Quindi: Takako Matsu è un'algida e imperturbabile insegnante che un giorno arriva in classe (parliamo di ragazzini sui 12-14 anni) e annuncia essere il suo ultimo giorno. Sua figlia è morta. Uccisa. Uccisa da due studenti di quella classe. 
Lei sa chi sono, loro sanno che lei sa: si sono persino parlati e gli studenti sono di quel tipo psicopatico che è un altro classico del Giappone. 
La polizia non può fare nulla: sono minorenni e la legge giapponese è particolarmente protettiva verso i minorenni. 
Il compagno dell'insegnante ha l'AIDS. 
L'insegnante usa il suo sangue per infettare i due colpevoli. 
Questa è circa la prima mezz'ora ed è eccezionale da un punto di vista cinematografico: non solo la regia è avvolgente e trascina lo spettatore nella classe, ma la direzione degli attori è una straordinaria coreografia che sarebbe degna dei migliori film d'arti marziali. Decine di personaggi che si muovono in contemporanea mentre l'insegnante passeggia tra loro spiegando la sua vendetta. 
...ma la vendetta non finisce qui. 
Il film si chiama 'confessions' plurale perché è circa diviso in capitoli: non è un ordine preciso o geometricamente distribuito, ma ogni capitolo è la confessione di uno dei personaggi principali, e anche il termine 'confessione' è in senso lato. 
Il crescendo drammatico è sublime. Non c'è un singolo personaggio positivo ma, ed è l'eccezionale qualità della scrittura e del regista, sono tutti affascinanti e gradevoli allo spettatore. 
Non sono endearing, perché sono bambini e adulti terribili, ma riescono a emanare l'ammaliante carisma del malvagio. 
...poi, certo, c'è tutto un sottotesto di satira e critica sociale sul fatto che in Giappone gli adulti non sappiano come crescere le nuove generazioni e le nuove generazioni siano bacate nel cervello, etc etc.
Tutto ciò detto.
Confessions è il film del successo di Tetsuya Nakashima, regista non prolifico a dir poco. 
Tratto dall'omonimo romanzo di Kanae Minato, disponibile in inglese e già messo in wishlist.
Dove sono finiti i 3 ragazzini protagonisti? 
Kaoru Fujiwara (Naoki) ha fatto un po' di film e tv, ma la sua carriera sembra essersi arenata presto. 
Yukito Nishii (Shuya) ha fatto un po' meno film e tv, e la sua carriera sembra essersi arenata prima e di più.
I due hanno nuovamente collaborato in un paio di film: erano entrambi, ma chi non c'era?, in Lesson of the Evil di Miike e in un altro scolastico che non ho visto, "Suzuki Sensei".
In pratica hanno brevemente proseguito nella carriera di attori/studenti-credibili e poi fine.
Diverso destino per Ai Hashimoto, ma essere una ragazza aiuta ad avere una carriera più lunga (finché dura la bellezza), che è diventata un'apprezzata e celebre attrice. 
Confessions è un bellissimo film.
SPOILER SPOILER SPOILER
La vendetta dell'insegnante è pazzesca e straordinariamente articolata: non ha mai realmente infettato i due con l'AIDS, ma la minaccia, e tutta una serie di suoi interventi successivi, ha distrutto le vite dei due ragazzini. 
L'insegnante manipola loro e il loro ambiente portando, nel finale, entrambi a uccidere le rispettive madri.