I Saw the Devil: revenge movie coreano del 2010 diretto da Kim Jee-woon. Faccio caso di aver visto praticamente tutti i suoi film.
Lee Byung-hun (potremmo ricordarlo per tanti bei film, ma lo punterò sui Magnifici Sette del 2016) è un agente segreto coreano la cui bella fidanza viene brutalmente assassinata dal serial killer Choi Min-sik... anche lui potremmo ricordarlo per un film americano, ma sarebbe ancora più insensato: è l'originale Old Boy.
Al minuto 40, il vendicatore scopre l'identità del killer: la restante ora e quaranta di film è tortura.
E' troppo lungo. Le scene sono troppo lunghe: si sarebbe potuto accorciare eliminando alcuni inutili personaggi secondari, riducendo i combattimenti e selezionando meglio le scene contrapposte tra i due protagonisti.
Questo è l'ultimo buon film del regista, prima di sperimentare in occidente con Arnold e tornare in oriente ad adattare inutilmente anime giapponesi. Visivamente possiede alcuni momenti di pregevole composizione estetica, molto più puliti ed essenziali rispetto a, pur accattivanti, fatiche precedenti come Two Sisters e Bittersweet Life. Chiaramente la sua opera più matura e, per questo, meno originale e coraggiosa: si capisce come mai abbia poi voluto fare l'esperienza americana.
E' chiaramente un regista desideroso di provare e variare. La sua filmografia è certamente eccentrica.
Il revenge movie, non c'è bisogno di dirlo, va forte in Corea e piace all'estero perché fa molto Corea.
Il film è vecchio di 10 anni, ma il genere aveva già rotto il cazzo allora: motivo per cui probabilmente l'avevo a suo tempo ignorato.
Più ci penso, meno mi è piaciuto.
I protagonisti sono privi di profondità, estremamente basilari; i molti personaggi secondari non hanno uno scopo o ragione d'essere; il finale è una cagata senza particolare senso di quelli che vorrebbero offrire chissà quale shock ma finiscono per raschiare il fondo del barile del genere.
Non mi lascerà particolari memorie.
SPOILER SPOILER SPOILER
Il vendicatore cattura, ferisce e libera il killer più volte; a un certo punto il killer scopre l'identità del vendicatore e gli ammazza il resto della famiglia: "avresti dovuto uccidermi". Il vendicatore: "hai ragione". Il vendicatore mette in piedi tutto un meccanismo scemo che fa uccidere il killer dalla famiglia del killer... realmente senza particolare motivo: il killer aveva zero rapporti con la famiglia, sarà una cosa asiatica.
Il film finisce con il vendicatore che piange istericamente.
E' una versione di Joker che crea Batman. In questo caso, come più spesso nelle varianti sul tema, il mostro crea un mostro peggiore di lui.
Tutto molto banale.
Lee Byung-hun (potremmo ricordarlo per tanti bei film, ma lo punterò sui Magnifici Sette del 2016) è un agente segreto coreano la cui bella fidanza viene brutalmente assassinata dal serial killer Choi Min-sik... anche lui potremmo ricordarlo per un film americano, ma sarebbe ancora più insensato: è l'originale Old Boy.
Al minuto 40, il vendicatore scopre l'identità del killer: la restante ora e quaranta di film è tortura.
E' troppo lungo. Le scene sono troppo lunghe: si sarebbe potuto accorciare eliminando alcuni inutili personaggi secondari, riducendo i combattimenti e selezionando meglio le scene contrapposte tra i due protagonisti.
Questo è l'ultimo buon film del regista, prima di sperimentare in occidente con Arnold e tornare in oriente ad adattare inutilmente anime giapponesi. Visivamente possiede alcuni momenti di pregevole composizione estetica, molto più puliti ed essenziali rispetto a, pur accattivanti, fatiche precedenti come Two Sisters e Bittersweet Life. Chiaramente la sua opera più matura e, per questo, meno originale e coraggiosa: si capisce come mai abbia poi voluto fare l'esperienza americana.
E' chiaramente un regista desideroso di provare e variare. La sua filmografia è certamente eccentrica.
Il revenge movie, non c'è bisogno di dirlo, va forte in Corea e piace all'estero perché fa molto Corea.
Il film è vecchio di 10 anni, ma il genere aveva già rotto il cazzo allora: motivo per cui probabilmente l'avevo a suo tempo ignorato.
Più ci penso, meno mi è piaciuto.
I protagonisti sono privi di profondità, estremamente basilari; i molti personaggi secondari non hanno uno scopo o ragione d'essere; il finale è una cagata senza particolare senso di quelli che vorrebbero offrire chissà quale shock ma finiscono per raschiare il fondo del barile del genere.
Non mi lascerà particolari memorie.
SPOILER SPOILER SPOILER
Il vendicatore cattura, ferisce e libera il killer più volte; a un certo punto il killer scopre l'identità del vendicatore e gli ammazza il resto della famiglia: "avresti dovuto uccidermi". Il vendicatore: "hai ragione". Il vendicatore mette in piedi tutto un meccanismo scemo che fa uccidere il killer dalla famiglia del killer... realmente senza particolare motivo: il killer aveva zero rapporti con la famiglia, sarà una cosa asiatica.
Il film finisce con il vendicatore che piange istericamente.
E' una versione di Joker che crea Batman. In questo caso, come più spesso nelle varianti sul tema, il mostro crea un mostro peggiore di lui.
Tutto molto banale.

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