Tigertail: noiosissimo film asiatico-americano prodotto e distribuito da Netflix.
La produzione è americana, ma il film è parlato in inglese, taiwanese e mandarino.
La storia alterna tempo presente e flashback.
Nel presente, Tzi Ma interpreta un vecchio taiwanese da tempo immigrato in america: è appena tornato da Taiwan per il funerale della madre. La sua vita è chiaramente un cesso: sconnesso dalla figlia, divorziato dalla moglie.
Ricorda quando era Lee Hong-chi, un giovane e ribelle taiwanese innamorato della figa e del rock & roll.
A Taiwan tutti odia(va)no la Cina ma, come i cinesi, volevano andare in America.
Lee Hong-chi aveva una bella ragazza che lo amava, ma era completamente senza soldi: accetta di sposare una che non ama per poter assicurare denaro alla già allora anziana madre, e poter andare in America.
Diventa Tzi Ma, un uomo triste e solo pieno di rimpianti e amarezza.
Fortunatamente il film è breve, 90 minuti, ma riesce lo stesso a sembrare lunghissimo: Tzi Ma tenta di dare una svolta alla propria vita di merda e riconnettere con il suo vecchio amore abbandonato, con la povera moglie a cui ha rovinato la vita, e con la figlia che a mala pena lo conosce.
I cinesi compaiono brevemente a inizio film, giusto il tempo di dare una generale impressione di essere delle merde che hanno conquistato e oppresso Taiwan. E' un'introduzione poco utile ai fini del film, inserita probabilmente più per motivi politici che altro.
Il film è, lo ripeto un'ultima volta, una gran rottura di cazzo.
...di quelli che, nei sottotitoli, vengono costantemente accompagnati da poignant music.
Ringraziamo, come sempre, Netflix per il suo sforzo produttivo.
Il film è stato generalmente apprezzato, ma è stato un apprezzamento standard di quelli dovuti a qualsiasi film triste asiatico dove nessuno parla, con una storia di drammatica vita d'immigrati.
Tigertail è il nome, in traduzione naturalmente, del posto dove è nato e cresciuto il protagonista.
Esordio alla regia per un asiaticoamericano sceneggiatore televisivo.