Guacamelee! 2: tra le promozioni e i giochi mensili del PS+, il mio backlog sta diventando ridicolo. E' un ridicolo molto positivo, ma è anche composto da giochi che... meh, non è che li avrei proprio comprati altrimenti.
Il primo Guacamelee era stato offerto con il PS+ non so quanto tempo fa e mi era piaciuto molto.
Questo secondo è il classico sequel con tutti gli elementi del primo aumentati in quantità.
E' inferiore al suo predecessore.
La sceneggiatura e l'ambientazione messicana sono ancora divertenti e ben realizzate, ed è pieno di simpatiche citazioni (Limbo, River City, persino i commercial di Old Spice: c'è un po' di tutto e anche alcune cose di troppo come l'inutile livello polemica con i meme), e la giocabilità è molto buona ed è un metroidvania fatto con tutti i crismi.
Il problema è la quantità di cui sopra: i livelli sono troppo lunghi, i combattimenti sono troppo lunghi, le sezioni di platforming sono troppo lunghe. Spesso, sfortunatamente per un gioco che è complessivamente godibile, diventa tutto una frustrante prova di resistenza.
L'ho platinato in poco più di 14 ore: non è certo un gioco difficile, ma ci sono sezioni estremamente ardue e non per i giusti motivi.
Ci sono troppe mosse: a fine gioco è necessario usare letteralmente tutto il pad e tenere a mente e coordinarsi tra un numero estremamente diversificato di azioni... e fin qui va bene: questa è la parte divertente che mette alla prova con piacere e soddisfazione al successo. La parte non divertente è che i controlli sono decisamente meno tight del primo: frequentemente, specialmente con i wall run e wall jump, il motore del gioco incespica e perde prontezza.
No. Non sono io a essere incapace: ho fatto varie prove e c'è una notevole approssimazione nella risposta di alcune azioni in determinati contesti. Il problema è il counter delle azioni quando in aria, il reset di questo counter non avviene, nei passaggi più rapidi e complessi, a dovere: perde imput o non li interpreta correttamente. Sezioni di piattaforme già difficili diventano così ancora più difficili per i modi sbagliati e portarle a termine diventa più fortuna che altro.
Stesso discorso per i combattimenti più difficili: ci sono delle stanze 'lucha' dove l'inquadratura si sposta lontana per consentire di visualizzare l'innumerevole numero di nemici da affrontare contemporaneamente. Così facendo, però, diventa troppo facile perdere di vista il protagonista: sommerso di avversari, confuso tra gli avversari, troppo piccolo per poter capire se stia facendo quanto richiesto o sia stato colpito, se essendo stato colpito abbia interrotto l'azione o addirittura dove sia. Sezioni di combattimento molto lunghe, da dover ripetere dall'inizio in caso di morte, possono diventare ancora più lunghe a causa delle molte morti senza possibilità di salvezza: anche qui diventa, sgradevolmente, una questione di fortuna e che i nemici si muovano in un certo modo o attivino un certo tipo di scudi invece di altri.
Si fa e si porta a termine ed è un buon giochino, ma è deludente rispetto al suo predecessore.
Il primo Guacamelee era stato offerto con il PS+ non so quanto tempo fa e mi era piaciuto molto.
Questo secondo è il classico sequel con tutti gli elementi del primo aumentati in quantità.
E' inferiore al suo predecessore.
La sceneggiatura e l'ambientazione messicana sono ancora divertenti e ben realizzate, ed è pieno di simpatiche citazioni (Limbo, River City, persino i commercial di Old Spice: c'è un po' di tutto e anche alcune cose di troppo come l'inutile livello polemica con i meme), e la giocabilità è molto buona ed è un metroidvania fatto con tutti i crismi.
Il problema è la quantità di cui sopra: i livelli sono troppo lunghi, i combattimenti sono troppo lunghi, le sezioni di platforming sono troppo lunghe. Spesso, sfortunatamente per un gioco che è complessivamente godibile, diventa tutto una frustrante prova di resistenza.
L'ho platinato in poco più di 14 ore: non è certo un gioco difficile, ma ci sono sezioni estremamente ardue e non per i giusti motivi.
Ci sono troppe mosse: a fine gioco è necessario usare letteralmente tutto il pad e tenere a mente e coordinarsi tra un numero estremamente diversificato di azioni... e fin qui va bene: questa è la parte divertente che mette alla prova con piacere e soddisfazione al successo. La parte non divertente è che i controlli sono decisamente meno tight del primo: frequentemente, specialmente con i wall run e wall jump, il motore del gioco incespica e perde prontezza.
No. Non sono io a essere incapace: ho fatto varie prove e c'è una notevole approssimazione nella risposta di alcune azioni in determinati contesti. Il problema è il counter delle azioni quando in aria, il reset di questo counter non avviene, nei passaggi più rapidi e complessi, a dovere: perde imput o non li interpreta correttamente. Sezioni di piattaforme già difficili diventano così ancora più difficili per i modi sbagliati e portarle a termine diventa più fortuna che altro.
Stesso discorso per i combattimenti più difficili: ci sono delle stanze 'lucha' dove l'inquadratura si sposta lontana per consentire di visualizzare l'innumerevole numero di nemici da affrontare contemporaneamente. Così facendo, però, diventa troppo facile perdere di vista il protagonista: sommerso di avversari, confuso tra gli avversari, troppo piccolo per poter capire se stia facendo quanto richiesto o sia stato colpito, se essendo stato colpito abbia interrotto l'azione o addirittura dove sia. Sezioni di combattimento molto lunghe, da dover ripetere dall'inizio in caso di morte, possono diventare ancora più lunghe a causa delle molte morti senza possibilità di salvezza: anche qui diventa, sgradevolmente, una questione di fortuna e che i nemici si muovano in un certo modo o attivino un certo tipo di scudi invece di altri.
Si fa e si porta a termine ed è un buon giochino, ma è deludente rispetto al suo predecessore.

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