The Chosen One (Id, 2022): primo libro nella trilogia "Prophecy Approved Companion" di Tevagah.
Se non ricordo male, ho cominciato a leggerlo su segnalazione di Shirtaloon (suppongo l'autore sia australiano).
NOTA: ora che scrivo, Tevagah ha smesso di scrivere romanzi/web novel ed è passato a sceneggiare adattamenti a fumetti su webtoon, tra cui quello di Dungeon Crawler Carl.
Serie fantasy comica, protagonista della storia è Qube, inconsapevole (ma progressivamente più sapiente) npc in un nuovo videogioco con tecnologia immersiva.
Il prescelto del titolo è il giocatore che comincia una partita. Questo specifico giocatore, però, non è 'normale': è tester impegnato (e appassionato) nel trovare exploit, bug e glitch da sfruttare per rompere il gioco (e farsi due risate).
Qube non sa come comportarsi: il prescelto passa ore a strisciare contro i muri e spingere come se volesse passarci attraverso, entra nelle case degli altri villagers per rubare e rompere i loro vasi, quando cammina comincia a fare capriole a ripetizione per muoversi più velocemente.
L'autore cerca di mantenere una sorta di logica interna, ma è costretto qua e là a dargliela su in favore di scene divertenti: lo scontro tra il personaggio che non sa di essere in un videogioco e rimane basito dalle gesta incomprensibili di un personaggio che sa di essere in un videogioco, ma non è interessato a interpretare un ruolo è spesso esilarante, frequentemente inconsistente.
Non è solo comicità fine a se stessa, c'è anche satira e critica contro gli stereotipi narrativi dei videogiochi e, in generale, l'utilizzo di tropi degradanti nell'intrattenimento.
Qube, tanto per fare l'esempio principale motore della parte iniziale della storia, dovrebbe morire a inizio storia per diventare la motivazione dell'eroe: la più trita e offensiva delle women in refrigerators; il giocatore, che non è il protagonista, decide di opporsi a questa scelta degli sviluppatori del gioco: fa glitchare Qube dalla sceneggiatura, la salva e libera dai comportamenti predeterminati imposti dagli autori.
A questo punto comincia il libro vero e proprio ed è una lettura di qualità.
Qube comincia ad accorgersi delle stranezze di questo mondo videoludico e mettere in dubbio la logica della (sua) realtà: è il più letterario e filosofico dei dubito, ergo cogito, ergo sum (Thomas, 1765); parallelamente, accorgendosi della sua incipiente autonomia di pensiero, il giocatore affronta anche lui una crisi di coscienza: come farsi le suddette due risate a spese del gioco quando uno dei personaggi che vivono nel mondo del gioco (e forse altri) potrebbero essere intelligenti e senzienti?
Sono molto combattuto: il libro è troppo lungo, ma c'è un senso e un motivo per questa lunghezza; la ripetizione di certe scene emula specifiche e ricorrenti scelte narrative applicate al gameplay di tanti videogiochi: la lunghezza del libro serve a dare piena rappresentazione al 'gameplay loop' di tanti giochi di ruolo.
Resta troppo lungo ma, dopo lunga riflessione, non saprei davvero quale parte avrebbe potuto essere eccisa senza rovinare il risultato.
A differenza di roba tipo SAO, che non richiede reale esperienza con i videogiochi aldilà della conoscenza più generica, questo romanzo necessità di un livello di comprensione ed esperienza con i videogiochi molto più approfondito e datata (vecchia di data ma anche piena di dati): quando il giocatore si trova all'inizio del livello acquatico e vorrebbe poterlo saltare in ogni modo possibile, solo chi ha odiato ogni livello acquatico in ogni gioco di sempre può capirlo; dicasi lo stesso per inutili sezioni platform in un gioco di ruolo.
Quando la protagonista vede il giocatore crouch-jump per raggiungere cose che non dovrebbe essere possibile, o quando loot appare dalla morte di nemici causandole un dread esistenziale al pensiero di avere, dentro il proprio corpo, un sacchetto di monete senza saperlo, questo romanzo raggiunge vette completamente inaspettate.
Leggerò certamente i due seguiti.
SPOILER SPOILER SPOILER
Nel finale, uno degli sviluppatori parla con Qube e la testa alla Blade Runner. Qube e il Dev decidono di continuare il gioco e vedere cosa succederà.

Posta un commento