Onimonogatari: undicesimo romanzo, altri quattro episodi animati. La storia fa un passo indietro e torniamo a vedere cosa stavano combinando Koyomi e Shinobu durante i fatti di Nekomonogatari White, quindi siamo subito dopo Kabukimonogatari.
La storia si chiama Shinobu Time ed è il momento di maturazione e risoluzione dei sentimenti verso Koyomi di Mayoi.
...sì, lo schema è ripetitivo ma la qualità della narrazione e dei personaggi, e la varietà dei modi lo mantiene assolutamente vivo e originale.
Una misteriosa entità dà la caccia a Mayoi, Koyomi e Shinobu. Shinobu l'aveva già incontrata 400 anni prima e c'è un lungo flashback della sua prima visita in Giappone.
E' la prima storia che vede in un ruolo realmente protagonista anche Yotsugi Ononoki.
E' loli paradise e una delle storie più divertenti e tristi di tutto Monogatari fino a questo punto: Koyomi, circondato da tutti i frutti proibiti, è giù di testa dall'inizio alla fine.
Una considerazione su Mayoi: appare come una ragazzina ma è in realtà più matura avendo trascorso circa lo stesso tempo da viva e da fantasma.
C'è un inaspettato sviluppo caratteriale anche per Koyomi che, per la prima volta, invece di lasciarsi trascinare dagli eventi comincia veramente a pianificare e cercare di anticipare guai e problemi.
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Il problema è Mayoi: è il classico fantasma che è rimasto troppo a lungo sulla Terra. Deve andare in paradiso e farla finita. Koyomi le bacia tutte e 3. Mayoi (tr)ascende ed esce di scena, non prima di aver confessato a Koyomi di averlo amato, naturalmente.

Otorimonogatari: a questo punto l'adattamento animato, che è l'ordine che alla fine ho deciso di seguire, commette un'impurità non necessaria. Salta un libro (per recuperarlo dopo in forma di OVA).
Ho deciso di scegliere l'ordine animato perché, nel frattempo, ho ordinato la prima stagione in romanzi e quindi me la renderò più interessante seguendo un ordine (poco) diverso delle storie.
Invece dell'adattamento del nono libro, Hanamonogatari, la produzione animata è passata direttamente al decimo. E' soprattutto un problema di continuity e complicazione della storia generale: la seconda stagione di Monogatari ha molti personaggi, e infatti cominciano a venir raggruppati e mandati a svolgere vicende separate, e possiede una trama orizzontale che attraversa più story arc separati. Questi story arc, inoltre, sono sviluppati non in ordine cronologico. Saltano di qua e di là anticipando fatti successivi e rimandando fatti precedenti.
L'adattamento animato è andato a semplificare.
Ciò detto, la storia di Otorimonogatari è Nadeko Medusa, quatto episodi d'animazione.
La nostra snake girl era assente da un po': questo è il suo momento di maturazione psicologica e risoluzione dei sentimenti verso Koyomi.
La storia è raccontata direttamente da Nadeko e vede per protagonisti anche Koyomi e Shinobu.
Viene propriamente introdotto il personaggio di Ougi Oshino, presunto nipote travestito di Meme.
Otorimonogatari è la prima storia a non finire. C'è una specie di semi finale, c'è un epilogo dopo i credits ambientato 6 mesi dopo che è, di fatto, il trailer del finale di stagione.
Ecco, questo modo metanarrativo di raccontare la storia: sono curioso di scoprire se sia una cosa propria dell'animazione o se esista anche nei romanzi. Tanto per dire: dubito che nei romanzi, Hitagi infranga brutalmente il quarto muro.
SPOILER SPOILER SPOILER
Nadeko diventa un dio serpente e vuole uccidere Koyomi, perché gelosa, e Hitagi, per lo stesso motivo, e Shinobu, per lo stesso motivo.
Hitagi riesce a convincerla ad aspettare il giorno del diploma, circa sei mesi dopo.



infodump: Iconoclasts, simpatico e colorato metroidvania dalla trama e setting violento e feroce. Si parla di fanatismo religioso. E' divertente ma troppo ripetitivo; fornito con il ps+ di dicembre 2018. A proposito di ps+, avendo qualche ora da buttare via e assolutamente nessuna idea migliore sono andato a recuperare il 'remake' di King's Quest del 2015, il primo capitolo era stato offerto con il ps+ una quantità di tempo fa: imbarazzante chiamarlo 'avventura grafica', è persino peggiore dei Telltale peggiori: umorismo scialbo, meccaniche banali.
The Thousand Year Beach: romanzo di Hirotaka Tobi. Ho provato a farmelo piacere in tutti i modi: un romanzo di fantascienza giapponese non posso mollarlo a metà... poi mi ricordo che si vive una volta sola e non dovrei sprecare tempo con romanzi che non mi piacciono. Originale se non conoscete il Giappone: la spiaggia del titolo è una delle ambientazioni di un videogioco virtuale di quelli dove puoi fare tutto. L'umanità però si è apparentemente estinta e, dopo un sacco di tempo, gli npc della spiaggia (e paesino tipo Grecia/Italia del Sud) sono diventati autocoscienti e hanno cominciato una specie di vita semi-autonoma. Un giorno vengono invasi da un alieno/hacker o qualcosa del genere.
Il protagonista è un bambino genio di 1000 anni, e la sua loli amichetta un po' troia. NOPE.
Zero Sum Game di SL Huang sembra un videogioco educativo. Quelli dove impari divertendoti: una giovane genio della matematica, grazie alla sua genialità nella matematica, riesce a essere una via di mezzo tra Bullseye e Remo Williams. Ne ho letto un quarto circa, troppo scemo.
Black Star Renegades di Michael Moreci... a proposito di scemo: è una di quelle produzioni che nasconde dietro la parola 'omaggio' il fatto di non avere idee e di aver copiato in malo modo una storia pre-esistente, in questo caso Guerre Stellari.
Cold Iron di Miles Cameron non è male e potrei dargli una seconda possibilità tra qualche tempo, è la storia di un giovane fantasy che finisce invischiato in una storia più grande di lui. E' scritto benino ma in 100 pagine non è riuscito a inserire un solo concetto originale: scritto benino non basta a ignorare l'assenza di contenuti.


The Great Wall: a suo tempo ci eravamo rifiutati di guardarlo. Adesso è su Netflix... vuoi non vedere il film americano di Zhang Yimou?
Non inaspettatamente una merda.
Tratto da una storia breve originale di Max Brooks. Quello di World War Z.
Al posto degli zombie ci sono dei mostri verdi, al posto di Brad Pitt c'è Matt Damon, al posto degli occidentali/mediorientali c'è Andy Lau e altri cinesi.
E' scemo in modo incredibile ed è l'ennesima dimostrazione che un diverso ambiente produttivo risulta ingestibile anche per i registi più capaci. E' come chiedere a un campione di tennis di battere alle world series di baseball: è un campione, ma è un campione in un altro contesto. Sarebbe stato meglio farlo esordire nelle minor e solo dopo dargli un sacco di soldi.
Voglio dire: i mostri che si arrampicano su se stessi come gli zombie di WWZ non hanno giustificazione.
Matt Damon è Legolas e insieme a degli altri occidentali va in giro per la Cina alla ricerca del segreto dell'acciaio, no... della polvere da sparo. Finisce inavvertitamente alla Grande Barriera Cinese. Costruita per respingere le regolari invasioni di mostri che ogni 60 anni minacciano il paese, servita da un esercito di soldati vestiti di nero... e rosso, giallo, verde, viola e blu.
Il tipico uso dei colori di Yimou qui sembra solo scemo.
Sono i Power Guardiani Senza Nome della Notte. Sono i più forti soldati della Cina, ma ovviamente sono tutti più deboli di Matt Damon.
Il personaggio di Matt Damon vive un difficile conflitto interiore per tutta la durata del film, lacerato tra la voglia di figa e il desiderio di diventare ricco. E' dura sofferenza e Matt Damon dimostra tutto il tormento dell'eroe e leader che vorrebbe essere normale ma è troppo speciale per nascondersi.
Uhm... gli effetti speciali sono merdosi. Le scene di combattimento sono stupide. I personaggi sono dementi.
L'unico vero pregio è la sua relativa brevità: poco più di un'ora e mezza. E' anche talmente stupido che in effetti si ride parecchio. Deprimente da solo, simpatico in compagnia.

Kabukimonogatari: secondo story arc della seconda stagione. Quattro episodi per adattare il libro 8 nella serie.
Dov'era Koyomi durante Nekomonogatari White? Qui... e non solo.
Mayoi Jiangshi è una storia parallela con protagonisti Koyomi, Shinobu e, indirettamente, anche Mayoi, ma non copre tutto il periodo di assenza di Koyomi durante Nekomonogatari White.
Jiangshi è il nome cinese per l'hopping vampire stile Hsien-Ko, che per noi è qualcosa più simile a uno zombie.
La vicenda parte molto lentamente, nei suoi primi due episodi è forse il Monogatari meno interessante finora, parere personale. Nei suoi ultimi due episodi torna al livello dei precedenti, il finale è eccellente.
Koyomi e Shinobu vanno indietro nel tempo per impedire la morte di Mayoi. Un battito d'ali di farfalla dopo, i due si trovano in una timeline alternativa dove il mondo è distrutto e l'umanità estinta (circa).
SPOILER SPOILER SPOILER
Il senso è il seguente: Mayoi non diventa un fantasma, quindi non sviluppa un rapporto con Koyomi, quindi non aiuta Koyomi a ritrovare Shinobu durante la sua fuga in Nekomonogatari Black, quindi Koyomi muore ucciso da Hanekawa Black, quindi Shinobu perde il suo legame con Koyomi (e Koyomi) e torna a essere Kiss-Shot. A quel punto distrugge il mondo. Koyomi e Shinobu affronteranno Kiss-Shot che si sacrificherà senza troppe storie per resettare il cambiamento avvenuto.



My Best Friend's Exorcism (Id, 2016): ho recentemente, d'impulso, acquistato due libri dello scrittore americano Grady Hendrix, specializzato in horror 'strani'. Ho cominciato con questo, che sarebbe il suo secondo famoso e non quello prossimo a essere adattato in un film, perché ingolosito dal soggetto: il titolo dice tutto.
E' raccontato in terza persona: due amiche, Abby e Gretchen, sono migliori amiche da sempre. Fanno tutto insieme, vivono l'una per l'altra in quel modo struggente e drammatico che solo le amicizie adolescenziali sanno concentrare e amplificare.
Una sera sono fuori a cazzeggiare con delle altre amiche... e succede qualcosa. Il giorno dopo Gretchen comincia a comportarsi in modo strano. Sempre più strano ogni giorno che passa.
Il libro è leggermente multimediale: ogni capitolo ha per titolo una canzone, e su spotify c'è una playlist apposita ufficiale; per tutto il libro si possono trovare stampe di foto, cartoline, finti articoli di giornale, pamphlet e cose del genere.
L'elemento chiave del setting: il libro è ambientato all'inizio degli anni '80.
Il primo quarto di libro, prima della serata del destino, è un romanzo sulla vita scolastica di ragazze bene in una scuola bene degli anni '80. Amicizia, musica, moda, ribellione, droga, sesso.
My Best Friend's Exorcism è l'Esorcista a scuola, passando per Mean Girls e il tutto imbevuto in una pervasiva ambientazione anni '80.
La vicenda non è semplice come quella del libro di Blatty, è molto più misurata nel passo e, nella sua metà, anche troppo lenta e lunga.
La discesa di Gretchen nella possessione demoniaca è lenta e molto più insidiosa rispetto a quella di Regan. E' un processo che comincia con Gretchen al comando e il demone che la tormenta in modo minimo, poi di più, poi peggio; poi non è più Gretchen al comando ed è il demone al comando e Gretchen riesce a manifestarsi ogni tanto, ma sempre meno.
Il tutto contornato dalle reazioni credibili delle persone intorno a loro, genitori e scuola, che non accettano o manco lontanamente comprendono il senso del demone, ma pensano a droga, cattive influenze, musica rock e tutte le altre robe a cui plausibilmente avrebbero dovuto pensare.
C'è quindi, letteralmente, un lungo passaggio di libro dove un demone è a scuola nel corpo di una ragazza super popolare e... fa cose da demone. Specialmente alle sue amiche. Specialmente a Abby.
L'esorcismo vero e proprio è una parte minima del libro, il vero fulcro del libro è l'amicizia di Abby per Gretchen e la forza che le unisce capace di battere anche un demone infernale... o no?
Il finale lo racconterò dopo spoiler.
L'esorcista che a un certo punto entra nelle vite di Abby e Gretchen è, in una versione anni '80, come il giovane prete di That '70s Show: cool, alla moda, parla il linguaggio dei giovani... degli anni '80. E' un personaggio profondamente ridicolo e anche patetico, è perfetto nel suo ruolo: non è Father Merrin ed è probabilmente l'aspetto più lontano e distintivo del libro rispetto a Blatty.
A parte ovviamente la decade di ambientazione.
E' un libro inaspettatamente pop, molto più horror di quanto lasci credere e con una eccezionale rappresentazione di quel tipo di amicizia attraverso cui molti di noi saranno passati, e che forse non hanno retto la prova del tempo e della realtà.
Il tutto negli anni '80. Insisto sul punto perché è importante: questo libro è mirato alla mia generazione e non penso possa avere molto senso per i molto minori di 40.
E' un buon libro.
SPOILER SPOILER SPOILER
Gretchen viene positivamente esorcizzata. Le famiglie sono circa distrutte. Le due vengono separate ma resteranno amiche per sempre. 75 anni. Il libro si chiude con la morte di Abby, Gretchen è al suo capezzale.

Nekomonogatari White: a livello di produzione e realizzazione animata, la seconda stagione di Monogatari funziona in modo diverso rispetto alla prima. E' quasi una serie unitaria spezzata in 6 story arc che, però, a differenza della sequenza della prima stagione, sono stati trasmessi in successione tra luglio e dicembre 2013. Solo l'ultimo, sesto story arc, venne trasmesso con distacco nell'agosto del 2014.
Sarebbe probabilmente più onesto parlare proprio di una Monogatari Second Season all'interno di un unico post, ma rispetterò il desiderio di separazione e il generale indirizzo del fandom.
La nuova stagione si apre con un 5 parti ancora una volta dedicato ad Hanekawa Tsubasa, Tsubasa Tiger.
Non è un prequel, la storia riprende la narrazione post Nisemonogatari.
E' l'adattamento del romanzo numero 7.
E' il primo story arc nella serie a non essere raccontato dalla prospettiva di Koyomi.
Koyomi addirittura non c'è proprio, impegnato in una diversa e parallela vicenda.
Con un tipico artificio letterario, la sua assenza è persino più 'ingombrante' della sua presenza.
È una storia di Tsubasa, ma per larga parte è anche una storia di Hitagi: è la storia della risoluzione del triangolo con Koyomi, e la storia della crescita caratteriale di Tsubasa.
In Nisemonogatari sembrava che fosse Hitagi a inseguire Tsubasa, il taglio di capelli e la presunta sottomissione psicologica, in questo Nekomonogatari White ci viene spiegato che è l'esatto opposto. Hitagi ha già vissuto il suo story arc con la risoluzione dello stato iniziale: taglio di capelli e sesso con Koyomi (non mostrato ma fortemente indiziato). Tsubasa è rimasta indietro: è ancora 'vittima' di Black Hanekawa e, addirittura, adesso è perseguitata anche da una Tigre.
Hitagi è la vera protagonista iniziale della storia: è rinnovata ma ancora terrificante, più varia nelle sue impulsive emozioni ma ancora perfidamente manipolativa; la sua amicizia con Tsubasa gira sostanzialmente intorno al fatto di farle ammettere di amare/non amare veramente Koyomi.
E' negli ultimi due episodi che Tsubasa guadagna realmente il protagonismo della storia e risolve i propri conflitti.
Il finale è particolarmente emozionante, narrativamente molto concreto.
Guardando l'ultimo episodio mi sono reso conto di quale sia l'aspetto davvero vincente di Monogatari, almeno in questa sua forma animata (ancora non sono andato attorno ai romanzi): i lunghi monologhi e i lunghi dialoghi pieni di psicologia, metafisica, surreali considerazioni e comportamenti tra il molto realistico e l'assolutamente impossibile sono scritti con una qualità e un'onestà intellettuale unica.
L'animazione giapponese spessissimo prova, specialmente nei lungometraggi, a veicolare una scrittura aulica piena di significati e profondità... ma sono quasi sempre fasulle, scritte male e generalmente disoneste.
Qui c'è il real deal.
Monogatari è una serie che puoi guardare per il thriller, persino per le scene d'azione, per il fanservice, per il romance. E' una serie che puoi guardare anche per riflettere su qualche puntuale e penetrante considerazione sulla natura umana.
SPOILER SPOILER SPOILER
Hanekawa si dichiara a Koyomi, Koyomi la rifiuta dichiarando sì di amarla ma di amare di più Hitagi.