Alive 2020: zombie coreani. Regista esordiente. Sceneggiatura di un americano. Giovane attore coreano rampante, Yoo Ah-in; attrice, cantante, modella, etc coreana Park Shin-hye.
Comincia molto veloce: 5 minuti e gli zombie sono già ovunque.
Il film si concentra su 3 aspetti abbastanza originali: la sopravvivenza nella propria casa, razionando e tutto il resto, durante un apocalisse zombie; tecnologia e infrastruttura digitale per mantenere connessi i sopravvissuti e/o fare da sfondo: videogiochi online, droni e altre cose dei giovani d'oggi coreani; una reazione stranamente composta e coordinata del governo all'emergenza zombie.
I nostri due protagonisti si ritrovano a vivere circa allo stesso piano di palazzi dai lati opposti di una piazza. Piazzetta. Insomma si vedono abbastanza bene da comunicare.
Gli zombie sono del tipo che corre e mantiene un certo, basso livello di intelligenza.
E' un buon film di zombie con diverse idee originali rispetto a un modello più che abusato, non è particolarmente divertente, ma è realizzato a dovere con dei buoni effetti speciali visivi e qualche momento emozionante.
Il marketing ha cercato di venderlo come il nuovo Busan, giusto in tempo per sfruttare un po' del clamore intorno al seguito ufficiale di Busan, ma non è all'altezza del famoso modello.



Robot x Laserbeam: ho letto un manga. E'... era il nuovo manga dell'autore di Kuroko's Basketball. Questo, però, non un successo: conclusosi in 7 volumi, è stato pubblicato tra il 2017 e il 2018.
E' un manga sportivo. Non basket, ma golf.
La differenza di successo tra i due manga potrebbe essere proporzionale alla differenza di apprezzamento popolare tra i due sport.
Robot è il soprannome del protagonista, perché non mostra emozioni: generalmente poco sensibile, brusco, ed estremamente ripetitivo nelle sue routine quotidiane. Un giorno scopre che, grazie a questo suo carattere, è un super talento pazzesco del golf.
In pochi giorni è allo stesso livello dei più forti giocatori amatoriali.
C'è un timeskip e diventa professionista. Partecipa al grande super torneo nel quale, finalmente, avrebbe potuto scontrarsi con il suo amico-arcirivale (alla Ippo)... ma il manga finisce. Incompiuto.
Perché l'ho letto?
Perché non avevo capito fosse incompiuto.
Ah: ho spiegato 'Robot', ma non 'laserbeam'. Il nostro protagonista, grazie al suo incredibile talento, è in grado di sparare palline da golf perfettamente dritto: dei laser.

Tower of God: ecco qua, ho approfittato di questo pigro sabato per concludere anche il manga salvatore della stagione primaverile 2020.
Il covid ha influenzato, come ogni altro, anche il settore dell'animazione giapponese: molte serie sono state rimandate. La stagione primaverile 2020 è rimasta orfana di parecchia della sua prevista programmazione, Tower of God ha potuto farla da padrone ed esserne l'unica 'rivelazione'.
Ha pure lanciato un trend, come si può dedurre da altre produzioni in corso o annunciate.
L'adattamento di manhwa. I manga coreani.
Tower of God non è manco un manga coreano normale, è pure un webtoon.
Realizzato da un tizio che si firma S.I.U.
Ho provato a leggerlo ma... i webtoon mi disgustano: narrativamente aberranti.
I 13 episodi dell'anime adattano all'incirca fino al capitolo 78, la cosiddetta "prima stagione" del webtoon. Attualmente è al capitolo 485, "terza stagione".
E' una classica storia della Torre di Babele: c'è una torre infinita che è un mondo a sé con una società, varie società, pericoli, etc etc. Chi raggiunge la cima potrà esaudire ogni desiderio.
Visivamente, l'adattamento animato realizzato da TMS è completamente diverso dal materiale originale: il materiale originale, d'altra parte, è visivamente una merda. TMS, tuttavia, non ha preso quella che sarebbe stata una scelta terribile di conformare il materiale originale agli standard dell'animazione giapponese. Ha optato per una soluzione intermedia di notevole originalità visiva, capace in qualche modo di rendere la piattezza del manhwa, allo stesso tempo offrendo un appeal nipponico.
La storia è interessante. La storia è molto interessante, devo ammettere, e diversa dalla mediocre monnezza shonen che infesta la televisione giapponese.
C'è un protagonista, Bam, che è il solito protagonista shonen ingenuo e sfigatello, eroico e con un misterioso e potentissimo potere dormiente. C'è una ragazza, Rachel, amata da Bam che lo abbandona per scalare la Torre e realizzare i suoi sogni.
Bam la segue.
Inizia l'avventura.
L'avventura comprende una serie progressiva di test sempre più difficili somministrati dall'autorità della Torre, questi test prevedono fare amicizia e poi ammazzare gli amici (in estrema sintesi): non è uno spoiler, non direttamente almeno. Tower of God è uno shonen di quelli seinen dove i protagonisti muoiono come mosche, dove i sentimenti sono neri e tutti sono costretti a scelte moralmente discutibili.
Lo staff non possiede nomi di rilievo, il che la dice lunga sulla qualità professionale messa insieme da TMS, perché la storia è scritta bene, le scene sono ben dirette e praticamente tutto funziona a un alto livello di racconto.
E' stata un successo, ci sarà probabilmente una seconda stagione.
Ah, come vedrete dall'immagine che ho scelto in fondo: Tower of God è un crunchyroll originals, ovvero uno dei tentativi di crunchyroll di rispondere all'aggressiva politica economica di Netflix.
SPOILER SPOILER SPOILER
Bam trova Rachel, Rachel tradisce Bam e cerca di ucciderlo perché è uno dei suoi test.

Hi Score Girl: stavolta parliamo dell'anime. Ho finalmente finito di guardarlo: ci ho messo così tanto a causa dell'aver finito prima di leggere il manga, e perso interesse con la storia conoscendone già il finale.
L'anime è meglio del manga.
I numeri di produzione sono un po' diversi dal solito: una prima stagione di 12 episodi, 3 OAV (Extra Stage), una seconda stagione di 9 episodi. Un totale di 24 episodi consecutivi.
Gli OAV sono una specie di mini stagione: non adattano storie speciali o altro, sono il seguito della prima stagione e il prequel della seconda.
L'animazione è realizzata da JC Staff: animazione al computer ma con uno stile molto particolare diretto adattamento di quello del manga. Il risultato è visivamente molto interessante.
Inoltre, il particolare gimmick della serie (i videogiochi) in animazione funziona molto meglio: è molto più divertente vedere un Guile a 16bit tirare un sonic boom in animazione, che su carta.
Il manga è visivamente molto originale, ma l'anime riesce meglio nella rappresentazione.
La storia è adattata fedelmente... è una storia romantica tra due (molto) giovani gamer degli anni '90.
Gli elementi della vicenda romantica sono banali: se non fosse per l'ambientazione, non avrebbe avuto alcun motivo di esistere.
L'ambientazione, tuttavia, è talmente ben riuscita e forte da giustificarne in pieno l'esistenza.
Per maggiori info, cercatevi il post sul manga.
Ah, dimenticavo una parola: Netflix.

The Underground Railroad (Id, 2016): romanzo vincitore del National Book Award, del Pulitzer e, bizzarramente, anche dell'Arthur Clarke. Preferito da Obama e Oprah.
Non mi è piaciuto, ma non lo dico per fare l'anticonformista: non mi è piaciuto perché è una storia che fatica a risuonare con me o trovare motivi d'interesse.
E' una storia molto americana di razzismo e schiavitù.
...e così, in pochi giorni, mi sono trovato a leggere due romanzi di fantascienza black.
The Underground Railroad non è Rosewater, ma è ufficialmente speculative fiction perché offre una versione vagamente alternativa degli USA.
La ferrovia sotterranea era un sistema di aiuti più o meno articolati e organizzati per salvare schiavi fuggiaschi del Sud e aiutarli a raggiungere il Nord; in questo libro, ed è il principale elemento 'speculative', la ferrovia è materialmente una sorta di metropolitana che passa sotto gli USA.
La storia segue la fuga della schiava Cora: partendo dalla 'sua' piantagione di cotone in Georgia, passato per il South e North Carolina, finendo in Tennessee, Indiana e infine...
Attraverso Cora, l'autore ci mostra ben più di uno spaccato di storia razzista americana: questo viaggio attraverso gli stati del sud mostra diverse sfumature di orrore.
La piantagione di cotone 'classica'; finta civiltà che vuole studiare scientificamente la razza inferiore; il genocidio; l'anarchia; la convivenza pacifica ma non abbastanza.
Ogni stato ha la sua peculiare rappresentazione del rapporto tra neri e bianchi, ma accomunata dalla malvagità e dal sopruso.
La scrittura è molto banale, certamente non letteraria: l'intero successo di Colson Whitehead non dipende certo dal suo talento artistico, ma dalla forza delle sue storie e la sua capacità di rappresentarle.
La storia è certamente forte e terribile, ma non è una storia nostra o mia: il razzismo è certamente internazionale, ma questa è una versione squisitamente americana che fa leva e appoggia su una sensibilità e conoscenza comune americana.
SPOILER SPOILER SPOILER
Cora si salva, tutti gli altri muoiono.

Transformers - War for Cybertron ch. 1: dunque, dunque, dunque. E' passato un po' di tempo da Galaxy Force... era il 2005.
E' stata l'ultima serie animata dei Transformers che ho guardato con passione, l'ultima nella trilogia di progetti realizzati da Gonzo.
Sono passati anni e la gestione Hasbro dei Transformers è diventata più complessa e articolata.
La wikipedia parla di transmedia franchise.
In pratica, da qualche tempo a questa parte (non sono così fan da poter essere più preciso), Hasbro ha rilasciato nuove linee di giocattoli dei Transformers con una storia.
Le nuove toyline sono state realizzate con un loro preciso lore e continuity, in molti casi (a mio parere assolutamente senza fondamenta) simile a quanto scritto nei fumetti di IDW.
Salto qualche passaggio e vengo al punto.
War for Cybertron non ha collegamenti con l'omonimo videogioco (bello) del 2010, se non il fatto di affrontare gli stessi macro-soggetti della storia dei Transformers: ovvero, in questo caso, la guerra tra Autobots e Decepticons su Cybertron prima della fuga sulla Terra.
Hail Megatron contro i guerriglieri di Optimus Prime.
War for Cybertron è una linea di giocattoli e una serie animata prodotta da Rooster Teeth.
E' il seguito produttivo (ma prequel narrativo) della Prime Trilogy realizzata all'interno dell'ecosistema di Machinima tra il 2016 e il 2018, ovvero fino al fallimento/chiusura del famoso 'studio' di Youtube. Corrispondente alla morte di Youtube, a mio avviso.
Passiamo oltre.
Machinima chiude, Rooster Teeth (quelli di RWBY o, se siete vecchi come me, Red vs Blue) e Hasbro hanno bisogno di una nuova casa per la loro produzione animata.
Indovinate chi si fa avanti? Netflix.
Capitolo 1 di 3, 6 episodi di 20 minuti circa.
Megatron e i Decepticons controllano Cybertron e sono impegnati nello sterminio degli Autobots, Optimus Prime e un manipolo di fedelissimi sono l'ultima speranza, ma la guerra è praticamente persa.
I due leader sono, però, ugualmente disperati: Optimus disperato per l'imminente sconfitta, Megatron disperato per non riuscire a battere il Prime in modo definitivo.
Cominciano a cercare l'Allspark e...
L'animazione è ben fatta: ha uno stile riuscito e adatto ai personaggi. Rispetto alla Prime Trilogy è molto meno cartoon e molto più 'realistica'.
Sfortunatamente è un po' un marone: super drammatica e monotona, non riesce ad andare oltre alcune banalità da sceneggiatura militare e fondamenta narrative eccessivamente autoreferenziali.
La storia è scema ma è difficile da seguire perché richiede una marea di nozioni pregresse di transformers lore.

Goblin Slayer - Goblin's Crown: il film di Goblin Slayer uscito nei cinema giapponesi a inizio anno.
Lo aspettavo con trepidazione.
Il film è l'adattamento, principalmente, del volume 5 dei romanzi: si tratta quindi di un seguito diretto della serie animata e non di una storia originale creata appositamente; non casualmente, il manga sta adattando questa storia proprio nei suoi più recenti capitoli: capitoli da 41 in poi, ancora in corso.
Goblin's Crown dura 85 minuti, ma è una truffa: i primi 25 sono il Priestess's Log, un recap della serie.
Il film dura un'ora e taglia molto della storia originale. Molto.
Quello che rimane è un po' un casino di scene d'azione accostate alla meglio.
White Fox non ha speso molto per la realizzazione di questo lungometraggio, la qualità tecnica è la stessa di un episodio televisivo... di un mediocre episodio televisivo.
Musica metal e occhietto rosso della rabbia infinita, giovani donne violentate, bambini goblin presi a mazzate perché l'unico goblin buono è quello morto: non sono ancora andato attorno a leggere i romanzi, ma conto di farlo e ho già il primo, ma questo film è stato realizzato per dare la rappresentazione base.
Goblin's Crown piacerà ai fan di Goblin Slayer, ma è inferiore a uno qualsiasi degli episodi della serie.
La serie tv finì di andare in onda nel dicembre 2018, questo film è uscito a febbraio 2020.
Goblin Slayer è un brand di successo: una seconda stagione è variamente richiesta, i libri e il manga vanno forte. White Fox avrebbe potuto fare qualcosa di meglio, invece di sprecare questo 'anno di produzione' e realizzare una tale, triste scusa per far spendere soldi.