Alien - Covenant: il sequel del prequel di Alien. Il primo di 3 film previsti. Dato lo scarso successo, non è detto ci saranno 3 seguiti... non è detto ci sarà un seguito. Complessivamente il sesto film di Alien, l'ottavo considerando anche gli Alien vs Predator.
Ha un suo fascino.
Alien Covenant assomiglia a un episodio della serie originale di Star Trek.
La sceneggiatura di Alien Covenant sembra essere stata scritta nel 1966.
Il capitano e il primo ufficiale scendono insieme a esplorare il pianeta sconosciuto... a dirla tutta, a parte 3 membri, tutto l'equipaggio scende a esplorare il pianeta sconosciuto dal quale proviene un messaggio misterioso.
Quando ci sono 2 personaggi interpretati dallo stesso attore, uno dei due è per forza cattivo (come da tradizione del Mirror Universe).
La sceneggiatura di Alien Covenant è talmente formidabile e geniale da offrire non 1, bensì 2 colpi di scena assolutamente prevedibili e stupidi.
Me ne frego degli spoiler, il film è una merda: inizia con un prologo ambientato 'x' tempo prima che ci mostra, probabilmente, la prima attivazione di David.
David è l'androide Fassbender del primo film.
L'equipaggio della Covenant (l'astronave di questo film) che scende sul pianeta sconosciuto è salvato da un misterioso figuro incappucciato che, sorprendentemente, si rivela essere proprio David.
Inaspettato!
Ci sono 2 Fassbender! Uno è David e ha i capelli lunghi, l'altro è Walter e ha i capelli corti.
Pochi minuti dopo l'arrivo in scena di David, David si taglia i capelli: il geniale regista Ridley Scott ci mostra la scena del taglio de capelli. L'apoteosi di idee brillanti continua: ora David ha i capelli corti ma artisticamente scompigliati, Walter ha i capelli corti pettinati a modino.
Gli spettatori più smaliziati, quelli proprio esperti esperti e con un alto quoziente intellettivo, a questo punto avrebbero potuto sentir germinare nei loro cervelli un'idea balzana, assolutamente fuori di testa e sconvolgente: "ora che Walter e David hanno i capelli della stessa lunghezza, cosa mai potrebbe succedere se David decidesse di acconciarsi i capellli corti a modino anche lui?!?!?".
Pensate che confusione! Pensate quale razza di straordinaria sorpresa e incredibile confusione e pathos e thriller si potrebbe realizzare se, proprio per caso verso la fine, i due Fassbender rimanessero da soli lontani da testimoni e poi solo uno dei due tornasse indietro!!!
ACCIPICCHIA IL CAZZO DI SORPRESA! Nessuno potrebbe davvero essere sicuro di chi sia tornato! Il buono Walter o il cattivo David!! Sono uguali!
Ammazza che emozione!
Covenant è realmente un film di merda, di merda uguale a quanto di merda fu Prometheus.
Stranamente, Covenant non è stato fatto a pezzi dalla critica come fu Prometheus: recensioni positive comprate, senza dubbio. Fortunatamente, Covenant è stato un mezzo flop c'è un briciolo di speranza che lo stupro del franchise di Alien sia finalmente concluso.
...anche perché a breve comincerà la violazione del franchise di Blade Runner. Scott è un uomo impegnato.
SPOILER SPOILER SPOILER
In Covenant c'è un flashback che ci aggiorna, una specie di retcon a dirla tutta, su cosa successo dopo Prometheus.
David e Shaw vanno sul pianeta degli alieni creatori del virus 'Alien', David rilascia il virus sul pianeta e li genocida tutti. David poi comincia a sperimentare sul virus, usando Shaw come cavia.
...ah, tra l'altro: David viene sorpreso immediatamente a raccontare una cazzata a proposito di come sia morta Shaw, c'è una scena che sembrerebbe suggerire che Daniels si accorga di questa balla, la scena non ha però conseguenze.
Comunque... David è fuori di testa. La follia di David, a dirla ancora tutta, non è manco originale: gli vengono messe in bocca frasi interamente quotate dal personaggio di Ian Holm (Ash) dal primo Alien. Sicuramente a Scott sarà sembrata un'ideona, il risultato è fuffa.
Covenant finisce con David che si spaccia come Walter e prende il controllo dell'astronave e di tutti i simpatici umani ed embrioni congelati a bordo.
David ha modificato geneticamente il virus degli alieni di Prometheus e il risultato sono gli Alien che conosciamo.

The Mummy 2017: ed eccoci 'finalmente' al primo film del Dark Universe, l'universo cinematografico condiviso voluto da Universal per fare concorrenza a Disney/Marvel e al MonsterVerse di Warner... e a tutti gli altri che arriveranno prossimamente.
Reboot della Mummia con Tom Cruise, Russell Crowe e un paio di fighe.
Dovendo essere un universo condiviso con mostri famosi non-giganti, l'aspetto complessivo di questo film sembra, più che un film sulla Mummia, una versione estremamente scema della Lega degli Straordinari Gentlemen. Ancora più scema dell'ufficiale adattamento cinematografico.
Ancora una volta, i grandi studi cinematografici mancano di cogliere l'idea necessaria dietro questo tipo di produzioni: essere divertenti. La Mummia ci prova, almeno all'inizio, presentando il personaggio di Tom Cruise in una chiave in qualche modo simile all'eroe di Brendan Fraser: un avventuriero moralmente dubbio, un po' tomb raider un po' soldato... poi però la sceneggiatura si convince di essere seria e tutto va in merda.
Non è stato un flop, ma avrebbe potuto andare meglio, sarebbe piaciuto fosse andato meglio: non è manco davvero un brutto film, è solo stupido nei modi sbagliati. Questi film dovrebbero tutti essere realizzati copiando lo stile Marvel... persino alla FOX l'hanno capito. Alla Warner ci stanno provando, ma alla Universal ancora proprio non ci sono.
Questi film devono riappropriarsi del tono dei film avventurosi degli anni '80: azione, dramma ma anche comicitià e ironia. Soprattutto auto-ironia.
Pensavo fosse l'esordio alla regia per Kurtzman, ma scopro essere il suo secondo film: il primo mi è ignoto. C'è Chris Pine.
Effetti speciali mediocri, Tom Cruise corre al solito continuamente e mostra il fisico impressionante, Russell Crowe è il capo della società segreta che combatte contro i mostri, la mummietta non è granché e qui c'è forse il problema più visibile e strano: i famosi vecchi film con i mostri della Universal, avevano i mostri come protagonisti. Qui no. I protagonisti sono un paio di sfigati che 'combattono' i mostri.
Non so se gli attori siano stati messi sotto contratto per altri oltre a questo.
Il prossimo film sarà La moglie di Frankenstein e, pare, ci sarà Bardem.
SPOILER SPOILER SPOILER
Russell Crowe è Jekyll.
La mummia viene rificcata in un sarcofago (per qualche motivo, invece di essere distrutta).
Tom Cruise diventa un mostro. Mezza incarnazione di Seth... non è del tutto chiaro.

Forever Odd (Id, 2005): ho già preso tutti i libri della serie ma non penso leggerò il terzo immediatamente. Questo secondo inizia 6 mesi circa dalla fine del primo.
Odd è ancora in pieno lutto e tutta la sua vita è in discussione.
Un suo amico viene rapito. Un suo amico viene rapito per colpa sua, piccolo SPOILER: una persona malvagia scopre il segreto di Odd e vuole farlo proprio passando attraverso questo suo amico.
Ovviamente Odd vince, non lo considero spoiler, ma nel vincere tradisce più volte le proprie convinzioni e si scopre non così diverso dagli altri e tutto ciò che prima era semplicemente messo in discussione, ora diventa una piena e pura crisi di coscienza e motivazioni.
Odd continua a essere l'unica cosa ufficialmente sovrannaturale al mondo, ma si intravedono possibilità che non sia realmente così.
SPOILER SPOILER SPOILER
Odd uccide tutti i rapitori di Danny, direttamente o indirettamente. Alla fine chiede di andare a vivere in convento per poter pensare.

Odd Thomas (Id, 2003): entusiasmato dal film, sono andato a leggere il primo libro della serie. La scrittura di Koontz è un po' troppo verbosa e il personaggio un po' troppo prono a monologhi, i dialoghi tra personaggi sono un po' troppo smart e suggeriscono l'idea e il tono, più del libro, di essere una versione sovrannaturale di Juno.
La storia è circa quella vista nel film, naturalmente più ampia e con più personaggi e con una più spiccata intenzione seriale.
Ottima lettura da camera d'albergo dopo una lunga passeggiata.

Burnt: film culinario del 2015 con Bradley Cooper nella parte di un ex-super chef da 2 stelle Michelin. Bruciato, drogato e alcolizzato, tre anni prima combinò un casino pazzesco alienandosi chiunque.
Dopo 3 anni di esilio ricompare a Londra con una nuova 'disciplina' psicologica e il desiderio di acquisire la terza stella.
Rimette insieme la sua crew e insieme mettono in piedi il più figo ristorante di Londra.
Circa.
E' un film drammatico che racconta il mondo della cucina seguendo gli insegnamenti di Bourdain: arroganza, urla, psicosi, compulsioni... etc etc.
Non c'è molta trama: l'interezza del film gira intorno al personaggio di Cooper e alle sue relazioni attraverso il mondo della cucina di altissimo livello.
Il risultato è un piccolo film che fiorisce grazie all'altissimo livello recitativo dei suoi attori e una buona regia di John Wells (anche sé troppo presa a prestito dai programmi televisivi di cucina più action), ma fallisce per la pochezza della sceneggiatura e la quasi totale assenza di trama.
Ci è piaciuto a entrambi.



The Lady of the Lake (Pani Jeziora, 1999): è un lungo addio. Alla fine dell'ultimo DLC di The Witcher 3 abbiamo dato addio al Geralt di CD Projekt Red, sapendo che a un certo punto avremmo avuto anche l'addio dopo la lettura dell'ultimo romanzo. Anche questo, però, non è veramente un addio.
Mi auguro e auguro a CPR di realizzare un gioco ancora più eccezionale e che il loro Cyberpunk sia una meraviglia per sempre, tuttavia non abbandoneranno mai completamente il loro simbolo: c'è il giochino del Gwent, che non avrà il successo di Hearthstone, ma durerà qualche tempo; c'è la serie live action promessa da Netflix, ci sono non so quanti progetti cinematografici.
Geralt è già entrato in una dimensione popolare trasversale, non ancora riconoscibile come Conan e Tarzan, o Superman e Batman, o Mario e Ryu, ma vicino e molto più vicino di chiunque altro in decenni.
Geralt farà molta fatica a morire e non gli diremo mai più addio per lungo tempo.
The Lady of the Lake non è realmente manco l'ultimo romanzo: c'è una raccolta di racconti che ho nella pila delle cose da leggere, ce (se non ricordo male e non ho voglia di controllare) uno spin off/side story di recente pubblicazione polacca.
The Lady of the Lake è, però e sotto ogni punto di vista, il primo e originale addio a Geralt di Rivia, the Witcher, The White Wolf... e a Yennefer, Triss, Dandellion, Ciri e tutta la compagnia.
The Lady of the Lake è il peggiore dei 5 romanzi che compongono la saga di The Witcher, ma è anche quello con le scene migliori: è un libro finale imperfetto che mostra la passione del suo autore, il suo desiderio di raccontare alcune scene perfettamente chiare nella sua mente, e allo stesso tempo tutta la sua imprecisione e ingenuità nella strutturazione del testo.
E' il libro più corposo della serie, è insopportabilmente farcito di lunghi capitoli quasi completamente inutili dedicati a operazioni di world building sostanzialmente prive di significati, giunti alla fine: non sono completamente inutili e hanno un significato e un senso nell'economia della storia complessiva, ma avrebbero potuto essere ristretti a poche righe.
La trama: è un lungo flashback. Ciri è a Camelot. Un'idea malsana e scema, ma dobbiamo ricordarci che l'autore è polacco e Camelot è esotica in lingua salva. Ciri viaggia tra le dimensioni nella sua fuga dalla Wild Hunt e durante il suo ultimo salto arriva a Camelot e, ancora una volta come nei libri precedenti, racconta a una persona che incontra la sua storia fino a quel momento.
Nello stesso tempo, ancora più avanti nel tempo, Nimue sta studiando la leggenda di Geralt e Ciri insieme a una sua 'discepola': guardano a quasi rappresentai momenti topici della leggenda e questi quadri diventano la scusa per raccontare la storia a salti.
In questi salti seguiamo la storia di Geralt e la sua crew che stanno svernando a Toussaint.
...naturalmente è geniale che Witcher 3 finisca a Toussaint.
Sono 550 pagine nella versione paperback scritta piccola e praticamente senza margini.
450 pagine avrebbero potuto essere sintetizzate in 200. Le ultime 100 avrebbero potuto essere allungate almeno il doppio.
Nelle ultime 100 pagine succede TUTTO.
Il finale del libro è noto a chiunque abbia giocato i giochi. I giochi sono successivi quindi, anche se per lungo tempo si è giocato con l'amnesia, il finale dei libri viene affrontato in ogni suo passaggio.
Geralt e Ciri e Yennefer si riuniscono, uccidono tutti i loro nemici. Tutti i membri della compagnia di Geralt, tranne Dandellion muoiono.
Arriva Emhyr e vuole Ciri per sé. Alla fine però se ne va, un gesto di umanità inaspettata dall'imperatore.
Arriva il 'concilio delle streghe', vuole Ciri per sé. Alla fine però la lasciano andare.
Entrambi questi momenti sono causati dai passati rapporti di Geralt, dalla straordinaria centralità, caratteristica unica di The Witcher per sempre, dell'amore filiale di Geralt e Yennefer per Ciri.
Gli eroi si avviano verso un finale felice. Piangendo i loro morti.
...no.
Geralt è lì tranquillo che festeggia con i suoi amici sopravvissuti, in attesa di essere raggiunto dalle sue donne, quando a Rivia si scatena una feroce e folle violenza degli umani contro i non umani.
E' una delle storie più famose di The Witcher.
Geralt non è un eroe, uccide dietro compenso. Geralt interviene e viene ucciso da un ragazzino con un forcone. Arrivano Ciri e Yennefer, lo trovano morente e fanno di tutto per salvarlo. Yennefer 'muore' per salvarlo senza riuscire, Ciri fa ciò che non ha mai voluto e abbraccia interamente il proprio destino. Li salva entrambi.
Inizia The Witcher il gioco.
Parliamo un attimo di Sapkowski. Non molto tempo fa, un qualche insider ha rivelato la presunta quantità di denaro ricevuta dal creatore di The Witcher per la cessione una tantum dei diritti di adattamento videoludico.
Immaginatevi la scena: l'ultimo libro di The Witcher uscì nel 1999, grande successo nel circuito delle lingue slave, nessun adattamento internazionale. Il primo videogioco di The Witcher è uscito alla finel del 2007. Un qualche tempo prima di questa data, un signore (o più probabilmente un gruppetto di ragazzini) è andato da Sapkowski a chiedere i diritti per fare un videogioco tratto dai suoi libri. Sapkowski, lui sì un signore di 60 anni, avvicinato da tizi senza nessuna esperienza di videogiochi, parlano di videogiochi in un paese senza storia di videogiochi: vogliono fare un videogioco del suo libro che ha probabilmente a quel punto smesso di vendere.
Pare che Sapkowski abbia ceduto i diritti di The Witcher per 9.500 euro.
The Witcher 3 è uscito nel maggio del 2015, nei primi 6 mesi del 2015 CD Projekt Red ha dichiarato profitti per 62.5 milioni di dollari. Alla fine del 2016 erano circa 250 milioni di euro di entrate.
...certamente Sapkowski ha goduto indirettamente del successo dei videgiochi: ristampe dei suoi libri, adattamenti internazionali dei suoi libri. I suoi libri sono diventati classici e probabilmente, adesso, venderanno per sempre. Netflix sta per realizzare una serie tv su The Witcher, presumo che i diritti li abbiano pagati a Sapkowski, non a CD Projekt Red (suppongo, non so).
In ogni caso è evidente il motivo per cui, negli anni, l'autore sia sempre stato abbastanza astioso nei confronti del videogioco e dei suoi sviluppatori.
Il mio Geralt di Rivia è quello dei giochi. CPR ha onestamente raccolto il personaggio letterario e l'ha trasformato in qualcosa di molto più grande.
The Lady of the Lake è un libro che spesso annoia, ma quando Ciri e Geralt e Yennefer sono insieme... Sapkowski ha realizzato la famiglia perfetta e nessun romanzo, o serie fantasy prima e dopo potrà eguagliare l'assoluta potenza di questo triangolo classico. Io sono tutto fuorché per la famiglia tradizionale, e questa certo non lo è, ma le scene personali tra questi tre personaggi, dopo cinque libri, sono quanto di più straordinario si possa sperare di leggere.

Gun Caliber: tokusatsu indipendente. Garage Hero è il nome di uno studio di produzione giapponese indipendente specializzato nella realizzazione di tokusatsu. Gun Caliber è la produzione di più alto profilo: 13 episodi web tra i 5 e i 9 minuti l'uno, una versione 'film' acquistabile attraverso il Sub Rosa Store.
La storia: la società giapponese è un cesso condensato di vizi. Alcolismo, droghismo, prostituzionismo e altre robe simili. I peccati della società giapponese sono tali da aver contagiato anche gli Eroi.
Il governo giapponese ha reagito alla Universo Marvel ed emanata una legge di registrazione di tutti gli eroi. La registrazione implica anche un ranking in base alle buone/cattive azioni.
Il peggiore di tutti gli eroi di Tokyo è Gun Caliber: dual gunslinger alcolista drogato ed erotomane.
La sua finisher move è sparare (a volte calciare) ai nemici nei genitali.
Garage Hero è una specie di Troma giapponese e Gun Caliber una specie di Toxic Avenger: ci sono tette, c'è sangue, violenza gratuita e satira sociale. Mezzi ridotti al minimo.
Non aspettatevi la qualità di un Corridor Digital, qui è molto più amatoriale: un po' di arti marziali, costumi più o meno riusciti, recitazione/sceneggiatura/regia ignorantissime.
Come si fa a non apprezzare?
Sulla pagina Youtube di Garage Hero, oltre a Gun Caliber, è possibile trovare tutta una serie di progetti concept dedicati ad altri possibili eroi, e una serie di tutorial su come realizzare il proprio tokusatsu casalingo. Il seguito di Gun Caliber dovrebbe essere circa in uscita, tre giorni fa è stato rilasciato un trailer: i tempi sono piuttosto dilatati, ma sembrano convinti di farcela.
Potete supportare su indiegogo.