The Night Comes For Us: è il film di cui tutti parlano. Tutti = i fan di film d'azione e arti marziali. La bomba indonesiana scoperta e distribuita da Netflix.
Vietato ai minori di 18 per l'incredibile quantità, e grafica qualità, di violenza.
Il cast di attori comprende 'star' provenienti dal primo, dal secondo Raid o da entrambi.
Joe Taslim è Ito, uno dei 6 più potenti enforcer della triade.
Un giorno è in giro a massacrare un villaggio di più o meno innocenti pescatori, quando si trova lì lì per ammazzare l'ultima ragazzina superstite ha un cambio di coscienza e decide di salvare la ragazzina e tradire la triade.
Torna a casa dai suoi amici criminali di prima della Triade.
Alcuni di questi amici sono rimasti fedeli e leali, altri no.
Un manipolo di guerrieri buoni combatte contro un esercito di soldati della triade per proteggere una ragazzina.
E' un film asiatico. Questo tipo di trama porta a un'unica conclusione possibile.
Il film non punta sulla sceneggiatura: la trama non è originale, i dialoghi sono classici.
Avrebbe potuto tranquillamente essere un film prodotto a HK negli anni '80.
...ma non lo è.
E' Raid incontra Miike Takashi dei tempi d'oro di Ichi the Killer.
Le scene d'azione sono di ogni tipo possibile, squisitamente coreografate e assolutamente ricolme di smembramenti, arti sbriciolati in più parti, proiettili, coltelli, corpi esplosi a vario titolo e modo, pugni e calci, altri coltelli. Gente che muore in piedi, gente che prende proiettili su proiettili e non muore prima di aver finito.
In questo senso, laddove la trama è quella di un classico di HK, visivamente il film è molto più prossimo a un Ong Bak: uno di quei film tailandesi dove gli stuntmen sembrano farsi male davvero.
Certamente si fanno male davvero.
La maturazione del cinema indonesiano è stata incredibilmente repentina e compiuta: aiutano i molti finanziamenti cinesi, ma è indiscutibilmente la terra da cui provengono, negli ultimi anni, i più innovativi film d'azione marziale.
The Night Comes For Us è dimenticabile a livello di storia, ma offre prestazioni attoriali assolutamente degne in un contesto inimmaginabile di violenza e arti marziali: non è lo splatter fine a se stesso dei giapponesi, è un insieme di effetti speciali veicolato a rendere più incredibili, violenti e spettacolari gli scontri. Non grotteschi, crudi.
Tutti i protagonisti del film sono impegnati nelle riprese di film per altri mercati: l'Indonesia è rampante ma è facile immaginare che i soldi siano più importanti negli altri mercati; Iko Uwais è diretto in America e Cina, Joe Taslim in Korea.
Sono tutti nomi da seguire.
Una nuova perla nel catalogo Netflix.
SPOILER SPOILER SPOILER
Muoiono tutti tranne la bambina.
Vietato ai minori di 18 per l'incredibile quantità, e grafica qualità, di violenza.
Il cast di attori comprende 'star' provenienti dal primo, dal secondo Raid o da entrambi.
Joe Taslim è Ito, uno dei 6 più potenti enforcer della triade.
Un giorno è in giro a massacrare un villaggio di più o meno innocenti pescatori, quando si trova lì lì per ammazzare l'ultima ragazzina superstite ha un cambio di coscienza e decide di salvare la ragazzina e tradire la triade.
Torna a casa dai suoi amici criminali di prima della Triade.
Alcuni di questi amici sono rimasti fedeli e leali, altri no.
Un manipolo di guerrieri buoni combatte contro un esercito di soldati della triade per proteggere una ragazzina.
E' un film asiatico. Questo tipo di trama porta a un'unica conclusione possibile.
Il film non punta sulla sceneggiatura: la trama non è originale, i dialoghi sono classici.
Avrebbe potuto tranquillamente essere un film prodotto a HK negli anni '80.
...ma non lo è.
E' Raid incontra Miike Takashi dei tempi d'oro di Ichi the Killer.
Le scene d'azione sono di ogni tipo possibile, squisitamente coreografate e assolutamente ricolme di smembramenti, arti sbriciolati in più parti, proiettili, coltelli, corpi esplosi a vario titolo e modo, pugni e calci, altri coltelli. Gente che muore in piedi, gente che prende proiettili su proiettili e non muore prima di aver finito.
In questo senso, laddove la trama è quella di un classico di HK, visivamente il film è molto più prossimo a un Ong Bak: uno di quei film tailandesi dove gli stuntmen sembrano farsi male davvero.
Certamente si fanno male davvero.
La maturazione del cinema indonesiano è stata incredibilmente repentina e compiuta: aiutano i molti finanziamenti cinesi, ma è indiscutibilmente la terra da cui provengono, negli ultimi anni, i più innovativi film d'azione marziale.
The Night Comes For Us è dimenticabile a livello di storia, ma offre prestazioni attoriali assolutamente degne in un contesto inimmaginabile di violenza e arti marziali: non è lo splatter fine a se stesso dei giapponesi, è un insieme di effetti speciali veicolato a rendere più incredibili, violenti e spettacolari gli scontri. Non grotteschi, crudi.
Tutti i protagonisti del film sono impegnati nelle riprese di film per altri mercati: l'Indonesia è rampante ma è facile immaginare che i soldi siano più importanti negli altri mercati; Iko Uwais è diretto in America e Cina, Joe Taslim in Korea.
Sono tutti nomi da seguire.
Una nuova perla nel catalogo Netflix.
SPOILER SPOILER SPOILER
Muoiono tutti tranne la bambina.

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