Ready Player One: uno dei miei romanzi preferiti di sempre trasposto al cinema da un ex-regista di fama, inevitabilmente dumbed down, obbligatoriamente reso più facile e commercialmente spendibile per un pubblico più giovane rispetto alla fonte originale.
Ero sicuro e strapronto a schifarlo in toto.
Questo non è il primo film buono di Spielberg da 100 anni, ultimamente ha ricominciato a realizzare prodotti fruibili e alle volte anche molto buoni; questo è, però e sicuramente, il primo film di Spielberg dal 1998 a piacermi molto.
Fermo restando quanto detto sopra, vero ed evidente.
Innanzitutto, Ready Player One è grosso modo un film d'animazione 3d molto tecnicamente notevole: gli attori in carne e ossa IRL sono presenti, sono importanti ma tutto il clou delle azioni è all'interno del mega-gioco-di-ruolo-online-virtuale-interattivo-immersivo chiamato Oasis.
Il mondo del libro, come quello del gioco, non conosce il concetto di copyright. Nel libro, i personaggi si vestivano, equipaggiavano, utilizzavano e imitavano qualsiasi prodotto di intrattenimento pop proveniente dagli anni '80.
Dungeons and Dragons, Gundam, Ultraman, Ritorno al Futuro, etc etc e via dicendo.
Film, musica, videogiochi, fumetti, abbigliamento e qualsiasi altra cosa anni '80: il libro di Cline è l'archetipo dello sfruttamento delle citazioni pop come gimmick narrativo, ed è (insieme a Farscape) il più riuscito e di successo in questo genere.
La versione di Spielberg ha dovuto, necessariamente, venire a patti con la realtà: chi va al cinema è più giovane di chi legge un libro. Se il film fosse stato come il libro, il grosso delle citazioni avrebbe mancato il pubblico.
Il film di Ready Player One non è limitato agli anni '80, sviluppa il proprio panorama di riferimento trasversalmente attraverso il tempo fino ai giorni nostri... in un paio di scene si vede Tracer da Overwatch. C'è Master Chief. Firefly, Spawn, Minecraft e tanti altri dagli anni '90 e '00 inoltrati.
Mi disturba che non sia solo anni '80? No.
C'è un problema di diritti d'utilizzo, ovviamente (e ci sono articoli online con dettagliate descrizioni di cosa si sarebbe voluto usare senza potere, cosa abbia sostituito cosa e in generale elenchi di tutti i riferimenti), ma c'è anche da considerare l'aspetto visivo del cinema: nel libro, Cline può raccontare una scena di massa e descrivere a parole, persino dare un elenco, di alcuni dei riferimenti intorno ai personaggi, ma si tratta al massimo di decine, il resto è descritto in forma di insiemi e sfondi non dettagliati. Nel film, quando ci sono le scene di massa, non è possibile non mostrare tutto: un elenco infinito ucciderebbe un libro, ma in un film se lo fai vedere deve essere riconoscibile.
Va bene così: c'è una battaglia finale alla fine che andrebbe frizzata frame per frame per quante cose vengono mostrate da ogni posto e luogo e tempo.
Visivamente, Ready Player One non delude. Anzi, impressiona.
Ci sono poi tutta una serie di problemi hollywoodiani: l'interpretazione ad alto budget di una persona vera 'sfigata' è quasi impossibile a La La Land. I nerd emarginati, poveri videogiocatori senza futuro che passano tutto il giorno tutti i giorni con un casco da realtà virtuale in testa, sono comunque ammantati di glamour e fisici scolpiti. 
Stesso discorso per l'aspetto multiculturale della IRL: ci sono token razziali e, come sempre, sono tanto più ridicoli per la presenza che per l'assenza, tanto più notevoli per la scarsità come non lo sarebbero in completa mancanza.
Tutto ciò non importa realmente: gli attori non contano, la storia non importa seriamente.
Ready Player One è uno spettacolo visivo ed il film cinematografico americano come dovrebbe essere e come da tempo non è più. Uno Spettacolo con la S maiuscola realizzato abusando di denaro e mezzi tecnologici per ottenere qualcosa di sfavillante e magnifico: la vacuità dei contenuti non conta se ammantata di così tanta ricchezza visiva.
Il secondo libro di Cline non è stato all'altezza del primo: ha avuto il suo successo ma decisamente inferiore, da un tre anni a questa parte si parla della possibilità di un seguito a Ready Player One.
Il successo del film sarà certamente di sprone all'autore. Riuscirà Cline a bilanciare soldi e arte?