Dunkirk: non sembra un film di guerra. Dal 1998 tutti i film di guerra cercano di assomigliare in un modo o nell'altro, specialmente nell'azione, a Salvate il Soldato Ryan. Dunkirk, invece, tenderebbe a somigliare all'altro versante, quello meno frequentato, dei film di guerra: il sottogenere intimista che ricorda un po' la Sottile Linea Rossa, sempre del 1998.
Diretto da Cristopher Nolan, interpretato da un fracco di attori... ne cito 2: Kenneth Branagh, perché è raro vederlo e il tempo non sembra essere trascorso; Harry Styles, perché non sapevo chi fosse ma mia moglie l'ha subito riconosciuto come il leader degli One Direction.
Il film racconta l'Evacuazione di Dunkirk: siamo all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, truppe alleate inglesi e francesi sono rintanate a Dunkirk in Francia, a pochi metri dal Belgio, soprattutto in una delle parti più strette della manica. I tedeschi sono tutto intorno, è un assedio. Ci sono circa 400.000 soldati prossimi a essere massacrati.
Gli inglesi vogliono salvarli, almeno salvare i propri soldati, ma non possono rischiare troppi mezzi per non sguarnire la difesa dell'Inghilterra: vengono arruolati natanti civili.
Moriranno in un sacco, ma se ne salveranno miracolosamente più di 300.000.
Nolan decide di fare il regista figo e, dovrei riguardarlo prestando più attenzione, sviluppa il film secondo 2 o 3 linee temporali raccontate contemporaneamente, ma non contemporanee. La stessa scene, per dire, verrà mostrata 2 o 3 volte da punti di vista diversi, in tempi diversi.
Uhm... bello? Non proprio. Sicuramente è confuso.
L'altro aspetto registico forte è l'assenza dei tedeschi: il nemico non si vede mai. Non c'è un solo soldato tedesco per tutto il film: l'unica manifestazione della presenza tedesca è data da proiettili sparati fuori scena che colpiscono in scena.... e, a dirla tutta, da diversi aerei: sempre però con piloti totalmente anonimi, opposti ai piloti rappresentati degli inglesi.
Uhm... bello? A dire il vero sì. Eccessivo ed esagerato ma anche espressivo e intelligente.
Le azioni belliche sono, di conseguenza, estremamente rarefatte, brevi e quasi non cruente.
E' realmente l'antitesi di Ryan: passa l'aereo tedesco, sgancia qualche bomba, tutti scappano e poi tornano come se niente fosse successo.
Protagonisti delle scene sono soldati e soccorritori: i soccorritori sono tutti super coraggiosi, i soldati sarebbero invece disposti a vendere la madre e tutti i compagni per salvarsi.
E' un film con seri motivi d'interesse e, a me almeno, piace sempre vedere un regista con la volontà di farsi vedere.
Sfortunatamente il film è una gran palla. Almeno è relativamente breve.