Mobile Suit Gundam Thunderbolt - December Sky: miracolosamente prodotto con un occhio all'occidente, il film compilation dei 4 ONA di Thunderbolt è già (da un po') disponibile al pubblico.
I 4 episodi originali, usciti tra 2015 e 2016, sono qui riorganizzati, rieditati e aggiunti di nuove scene.
...il solito film compilation di Gundam.
Non proprio: un raro, eccellente film compilation di Gundam che non sembra assolutamente una film compilation, ma un film vero e proprio. Ottimamente scritto, animato e recitato.
December Sky è capace di ricordarci perché lo Universal Century sia IL Gundam.
Ennesima side story alla One Year War: nel settore di spazio dove una volta orbitava felice la colonia di Side 4, un contingente di forze della Federazione conosciuto come Moore Brotherhood, composto da sopravvissuti di Side 4, combatte contro una gemella forza di occupazione di Zeon, noto come Living Dead Division.
La sceneggiatura ci sposta da un lato all'altro della barricata, in puro spirito Gundam, e ci mostra la tragedia della guerra da entrambe le prospettive. E' una slice of war dove truppe ignare delle macchinazioni e strategie dall'alto, combattono tra loro cercando motivazioni personali per affondare nell'incubo della violenza del combattimento, e sopravvivere.
Volutamente speculari, i due gruppi di personaggi presentano unità spettacolarmente simili: le forze di Zeon sono composte da mutilati incapaci di pilotare adeguatamente i mobile suit, vengono loro affidati mezzi di scarto e posizionati per agire come sniper. Allo stesso tempo fungono da cavie per lo sviluppo di un prototipo di psycho drive utilizzabile da NON newtype.
C'è un capo scienziato donna, c'è un asso cecchino. Lei è costretta a sperimentare su di lui, lui accetta per... vari motivi impressionantemente credibili.
Altro lato della barricata: combattono per riconquistare la propria patria distrutta, combattono per superare il senso di colpa di aver partecipato alla distruzione di quella patria. C'è l'asso a cui viene affidato uno dei pochi prototipi di Gundam, versione full-armor, e c'è il capitano divorato dalla disperazione per vite perse al suo comando.
La guerra spinge Zeon a far combattere persino i veterani gravemente feriti in battaglia, sperimentare su di loro sfruttandone ogni millimetro di corpo; la Federazione manda alla guerra ragazzini giovanissimi rincoglionendoli con la propaganda legata al mito di Gundam: senza addestramento adeguato, senza esperienza, mandati al macello e alla vittoria solo in virtù del proprio numero.
Tutti i personaggi sono profondamente caratterizzati, i dialoghi sono notevoli e ancora più pregevoli le dinamiche personali tra loro.
Ovviamente ci sono anche dei combattimenti, molti combattimenti: Sunrise ha dispiegato budget e forze per realizzare un livello adeguato di animazione e, mentre le coreografie dei combattimenti sono piuttosto classiche e non particolarmente avvincenti, il tono adulto degli scontri partecipa a renderle efficaci e di successo.
Thunderbolt ha due caratteristiche che lo discostano dal solito Gundam: la violenza è estremamente grafica, c'è molto sangue e momenti assolutamente gore; la musica.
I due assi ascoltano musica mentre combattono, addirittura finiscono per auto-definirsi attraverso i brevi sprazzi di musica riprodotta oltre i cockpit durante i brevi contatti durante le battaglie: l'asso della Federazione ama il jazz, quello di Zeon una specie di pop-idol-melodico triste.
Non è Macross, è fatto meglio: la musica non è l'oggetto del gioco, ma è il perfetto accompagnamento e dà ritmo e consistenza a tutte le scene di combattimento e non.
C'è uno studio tale e una così discreta ma percepibile organizzazione dietro questo film, da rendere December Sky un progetto di Gundam di qualità simile e vicina all'eccellenza da così poco tempo raggiunta da Orphans.
Sunrise sta facendo ricredere fan di Gundam in tutto il mondo, sta diversificando le produzioni legate a Gundam e definendole in modo preciso e consistente per target: ci sono i Gundam Builder per i più piccini, ci sono Orphans e Thunderbolt per quelle gerazioni che hanno visto la diretta di Amuro e Char.
Regia e sceneggiatura sono di Kou Matsuo, nome legato a Valvrave the Liberator (serie che non ho apprezzato) e altre cose che non mi hanno interessato. Potrei decidere di dar loro una nuova chance.
C'è una pecca, sfortunatamente anche grossa: non c'è finale.
I motivi possono essere diversi e concorrere: commerciali, il successo è stato notevole e potrebbero sempre volerne realizzare un seguito; narrativi, i personaggi devono per forza di cose scomparire per lasciar spazio agli eroi della One Year War (non che i giapponesi abbiano veri problemi a fottere il canone). Resta il fatto che, letteralmente, il film non finisca: c'è uno scontro finale, e qui avrebbe dovuto finire il film, ci sono scene dopo lo scontro finale che invece sembrerebbero aggiungere idee per una trama successiva.... poi finisce e si rimane appesi.
Non è che rovin il film, fa girare i coglioni.