Pazzesco! (Id, 2015): pensavo di aver comprato il solito dizionario simpatico del cazzo sui quali tendo a cadere saltuariamente, quel genere di testi tecnico-buffi tipo i manuali per diventare Batman o il manuale per sopravvivere a Godzilla, o il dizionario degli insulti (quello più recente) o il dizionario dei meme... stronzate del genere che mi attraggono e annoiano senza soluzione di continuità.
Invece, solo parzialmente mascherato da dizionario, Pazzesco! è una specie di mini saggio di critica dei costumi italiani contemporanei, spesso politici ma non solo.
L'autore critica, in senso negativo, un po' tutti: politici di destra e sinistra, ma soprattutto grillini, italiani del popolo da nord a sud, specialmente del nord.
L'aspetto da testo divulgativo di linguistica è solo una scusa per proporre pensieri sparsi accomunati da un tema comune di ignoranza nazionale, a Mastrantonio piacerebbe la parola 'accidia'.
Luca Mastrantonio, l'autore, non mi era nome noto ma, colpa mia, solo perché quasi mai guardo i nomi a firma di articoli o a cura di rubriche sui quotidiani online; Mastrantonio scrive e seque l'inserto (online e non, credo) La Lettura del Corriere, e ha un blog ospitato sulla piattaforma del Corriere sul quale capita di cadere navigando.
Il libro è interessante per vari motivi: innanzitutto non è un dizionario, come dicevo, ma un testo tutto sommato continuo a forma di dizionario; è scritto da uno spirito che avverto affine, almeno per la simpatica spocchia e il desiderio di far notare agli altri gli errori compiuti; è scritto utilizzando una forma di umorismo che, si paragonano cubetti di ghiaccio ad iceberg, ricorda quello di Bergonzoni per il modo di scherzare con significati multipli della stessa parola, giochi di parole, etc.
Diviso in due parti, sessanta e rotte pagine di introduzione generica (alcuni concetti poi ripetuti pari nella successiva) dove si racconta in generale dell'italiano contemporaneo con parole graziose come 'digitaliano' e 'inglesorum' (per indicare come per molti italiani l'inglese sia come il latinorum di Don Abbondio: non lo si conosce, si ha una vaga idea di come dovrebbe suonare, si usa per darsi importanza); la seconda parte è composta da 69 voci dedicate ad altrettante parole: naturalmente c'è 'pazzesco', sdoganare, selfie, sticazzi, tsunami...
A chiusura del libro c'è un'utlizzabile bibliografia con risorse librarie e online che potrei rintracciare, e un curioso indice in forma di cruciverba.