Last Knights: carriera strana quella di Kazuaki Kiriya. Due film nella terra natia: il celeberrimo, pieno di difetti, bellissimo adattamento live action di Kyashan; l'esteticamente accattivante Goemon.
Due film in cinque anni, poi il silenzo.
A sei anni di distanza da Goemon, Kiriya (con uno strampalato nome d'arte nei titoli di testa, forse per nascondere il fatto di essere totalmente giapponese, e non di origini giapponesi) esce con il suo terzo film... prodotto e realizzato in America con attori per lo più americani.
Solo due film, è vero, ma film che hanno fatto il giro del mondo per la sfrenata ricerca viviva e l'abuso di computer graphic. Grande successo negli USA.
Eccosi qui.
Sapete un'altra cosa strana? I 47 Ronin con Keanu Reeves dell'anno scorso (o quello prima) non avevano un cazzo a che fare con i veri 47 Ronin.
La trama di Last Knights è invece esattamente quella dei 47 Ronin.
Clive Owen versione King Arthur e la sua squadra di soldati-super-soldati cavalieri-samurai-ninja sono al servizio del grande nobile Morgan Freeman, l'ultimo uomo giusto sulla faccia della Terra, l'unico uomo d'onore in un impero corrotto dalla corruzione.
Freeman viene chiamato al palazzo imperiale per pagare una tangente al malvagio primo ministro, non la paga, incorre nell'ira del ministro, viene preso in trappola e costretto al suicidio.
Il suo feudo spaccata, la famiglia impoverita, l'esercito disperso.
C'è un problema.
Clive e i suoi sono i più onorevoli e capaci tra i soldati di tutto l'universo e il primo ministro adesso se la caga a morte per la loro vendetta. Passa un anno senza vendetta, i soldati sono sbandati e Clive si è dato alle puttane e alla vita debosciata.
L'ho già detto prima, è la storia dei 47 Ronin.
Ovviamente Clive e i suoi stanno solo facendo finta di sbattersene della morte del loro maestro, pianificando invece una vendetta spietata.
Non lo dirò più, mi fa strano perché non viene citato ovunque, è la trama dei 47 Ronin.
COMPRESO IL FINALE. Almeno in parte. In America non si può fare il vero finale giapponese, si cerca una versione a metà alla Gladiatore.
Non sembra un suo film: blanda estetica medievaleggiante occidentale, nessuno sfarzo eccessivo (salvo il palazzo finale), nessun combattimento eccezionalmente fuori dalla realtà; è un film in tutto e per tutto occidentale, fatto pure bene a dire il vero, come tanti altri.
D'altra parte qui è solo regista, nei suoi altri film ha sempre fatto più o meno tutto.
C'è qualche bel dialogo, inaspettatamente, ma i combattimenti sono scarsi, aspettatamente, causa la poca propensione atletica del cinquantenne Clive Owen.
Bravo Aksel Hennie nel ruolo del primo ministro.
E' un film per certi versi sorprendente: apparentemente banale riesce a creare una certa tensione, nonostante si sappia già come andranno le cose, e niente risulti sorprendente.