The Fortress in Orion (Id, 2014): delusione. Aspettavo con trepidazione il ritorno del grande Mike Resnick alla fantascienza, dopo una pausa western sovrannaturale durata quattro anni, con il primo libro di una nuova serie (The Dead Enders) chiaramente chiamato a replicare il successo clamoroso e magnifico della serie Starship.
Invece no.
Un Resnick didascalico, per niente divertente, abitato da personaggi monodimensionali pensati a per un target imberbe, dialoghi opachi e situazioni prive del minimo brio.
...è davvero un brutto libro.
Non solo è una storia terribilmente banale: un super agente segreto dell'impero terrestre in missione per uccidere/rapire il capo dell'impero alieno rivale e mettere fine a una lunghissima guerra, compone un team di renegades senza niente da perdere, etc etc.
Resnick, vi ricordo, è quello che prese un soggetto assai banale come quello all'inizio di Starship e l'ha trasformato a suon di trovate ed eccellente scrittura nella vicenda originalissima, vivace ed emozionante che tutti dovremmo aver letto.
Qui il miracolo non si ripete: noioso il soggetto, ancora peggiore lo sviluppo.
Zero avventura, zero emozione, zero introspezione, zero caratterizzazione, zero di tutto.
Non è solo un problema di contenuti, anche la scrittura è molto inferiore all'abituale: lunghissime ripetizioni, frasi prive del minimo mordente, lentezza esasperante, concetti ripetuti tre/quattro volte di fila... sembra davvero di trovarsi a leggere un libro per bambini.
Sono molto triste e potrei persino non prendere il seguito, certamente farò in modo di leggerlo prima di deciderne l'improbabile acquisto.