Oldboy (2013): il remake americano diretto da Spike Lee dell'omonimo celeberrimo film coreano di Park Chan-wook, uno dei grandi fondamentali della febbre gialla che colpì l'occidente cinematografico nei primi anni 2000.
Leggo sulla wikipedia che il film è stato pesantemente redatto dalla produzione, riducendone fortemente il minutaggio e spingendo a pubbliche prese di posizione, contrarie, tanto il regista che l'attore protagonista.
Sarà...
E' da parecchio tempo che il nome di Spike Lee ha smesso di evocare grandi successi di cinematografia sociale, vederlo ridotto a realizzare remake è un nuovo 'basso' per la sua carriera: il suo approccio all'originale è il più banale possibile.
Ci sono scene riprodotte senza personalità e ci sono quelle lunghe, odiose spiegazioni didascaliche mirate al pubblico minorato, incapace di seguire autonomamente lo svolgimento della trama.
Due sono le differenze primarie con l'originale: maggiore violenza grafica, maggiore nudità.
C'è da esprimere apprezzamento sia a Lee che a Josh Brolin per aver realizzato la famosa scena del martello, anche loro in un'unica ripresa: molto raro negli USA; a parte questo poco altro da aggiungere.
C'è più sangue, più culi e più tette. Il resto è sostanzialmente lo stesso e le uniche variazioni alla trama sono fatte per trarre in inganno lo spettatore educato, quello che ha visto l'originale.
Elizabeth Olsen assomiglia a Maggie Gyllenhaal, mentre scrivo questa frase faccio un semplice check su google per la corretta ortografia della seconda e scopro una vagonata di pagine che osservano la stessa somiglianza. L'altro attore 'notevole' del film è Sharlto Copley, piccola parte senza infamia.
Non è così brutto, aspettative molto basse verranno premiate da azione violenza e tette.