e' una notizia vecchia di un paio di settimane, ma l'avete vista la campagna pubblicitaria del UNICEF che bombarda i Puffi? Lo spot dura una trentina di secondi e si apre con la normale opening dei Puffi, poi comincia il bombardamento: Puffetta e vari altri muoiono, Baby Puffo resta da solo, al centro del villaggio in fiamme, piangendo. Mentre cercavo spiegazioni e interpretazioni del discutibile commercial ho trovato la Smurf Wars.

Mushishi (episodio 1): prodotta da Artland (Yugo the Negoziator e poco altro ma fortunato per la copartecipazione al successo Mai-Hime) e' una gradevole storia di folklore mistico che, con ogni probabilita', proporra' ad ogni episodio una diversa vicenda con l'unico filo conduttore del protagonista, Ginko il Mushishi. I Mushi sono creature spirituali vegetali animali, insomma roba strana, per avere un raffronto immediato questo primo episodio subisce chiaramente influenze da alcuni aspetti (quelli meno violenti e piu' naturali: i cosetti bianchi con la testa ballonzolante) di Mononoke Hime; il Mushishi e' uno che li colleziona, Ginko va in giro per il paese investigandone gli avvistamenti: posside dei poteri, intanto riesce a vedere i Mushi (e non e' da tutti: un po' come gli occidentali con le fate), inoltre ha una profonda comprensione del loro mondo ed in grado di controllarne alcuni. Bei disegni, animazione media: trama per adesso a dir poco fuori dal comune; potrebbe trattarsi di una serie su pochi episodi, qualcosa di assomigliante, nell'impostazione, a Kino's Journey: continuero' a seguirla e vedremo.

Solty Rei (episodio 1): un cacciatore di taglie prossimo alla mezza eta' duro e spietato e con parecchi rancori da sfogare, un androide dalle fattezze di ragazzina senza memoria e misteriosa e potentissima, donne in cyberarmature stile Bubblegum Crisis che le danno la caccia, citta' futuristica con un surplus di criminalita'. Lo Studio Gonzo ripropone, appena dopo la conclusione di Speed Grapher, una coppia di protagonisti in cui lui abbia parecchi anni piu' di lei: qui il gap d'eta' si amplifica ulteriormente e, privato dell'atmosfera perversa e feticistica della precedente serie, diviene un rapporto parentale genitore-figlia (nel primo episodio non succede, ma e' talmente evidente che mi sembra di poterlo dare per scontato); l'ambientazione subisce qualche piccolo restyling per adattare la citta' ad un genere di storia piu' noir-fantascientifica ma il modello base rimane il medesimo di Speed Grapher: molti telegiornali informativi, strade, grattacieli, qualche accenno a leggi/statuti sociali particolari (per adesso si capisce che la citta' soffra di parecchi effetti collaterali negativi dovuti a fenomeni elettromagnetici tipo Aurora Boreale), un megacentro urbano con luci e ombre nettamente divise. Al posto dei poteri genetici di Speed Grapher veniamo a trovarci in una realta' fatta di protesi cibernetiche, e vari gradi di metticciato metallico. Gli autori sembrano decisi a non presentare alcuna novita', limitandosi a fornire un collage di idee prese da modelli classici e cercando, forse, di concentrarsi sulla qualita' della resa: design e animazione sono della stessa qualita' e stile di Speed Grapher. Gia' da questo primo episodio si capisce che l'alta concentrazione di personaggi femminili di varia eta' portera' a diversi momenti da commedia (l'androide possiede persino dei capelli espressivi e frementi che si agitano come una coda od orecchie... similmente ai tanti personaggi femminili carini di tanti repellenti cartoni): da queste premesse non buone potrebbe comunque venir fuori una serie non mediocre, bisognera' vedere come gli sceneggiatori se la giocheranno.

Noein (episodio 1): la difficolta' di attirare l'attenzione del pubblico verso una nuova serie e' diventata tale che oramai quasi tutte le serie iniziano con un prologo d'azione atto a mostrare cosa sara' della storia una volta superata l'iniziale e necessariamente meno interessanto introduzione di personaggi e situazioni; un gruppo di uomini volanti con mantelli neri e vari poteri energetici d'attacco combatte in uno scenario apparentemente extraterrestre contro un gigantesco infante robotico apparso al seguito di una qualche specie di portale: dopo la consueta esplosione la narrazione si interrompe e sposta in una normale casa dove una ragazzina si appresta ad andare a scuola. Qui conosciamo quelli che saranno probabilmente i protagonisti della serie, ragazzini dalle varie personalita': la femmina ottimista e gioiosa, il maschio schivo e solitario e drammatico (ovviamente i due interagiscono in maniera particolare), gli altri compagni di classe dalla caratterizzazione evidentemente secondaria, una coppia di adulti investigatori di fenomeni paranormali. Con una buona scelta di tempismo, prima che inizi a insorgere anche solamente un velo di noia, ecco l'apparizione di un portale e seguente coinvolgimento della ragazza nelle misteriose vicende che saranno oggetto della serie. Satelight e' uno studio produttivo nuovo: la sua prima opera salita alle luci della ribalta e' stata la serie di OAV di Macross Zero; la prima serie, Aquarion (ancora pochi episodi poi ne parleremo); si e' inoltre aggiudicata la produzione degli OAV di Hellsing. Il materiale umano alla base della realizzazione di Noein e' tutto pescato dal personale di Aquarion: lo studio sembra volersi concentrare su gruppi di ragazzi e ragazze, semplici nelle caratterizzazioni ma vivacizzati da una complessa e articolata, alternativa, ambientazione fatta di elementi mistici e meccanici, poteri, nemici alieni che sembrano provenire o dal passato o dal futuro dell'umanita', situazioni paradossali, animazioni curate e design originali (o almeno tentativi di essere originali: comunque sicuramente apprezzabili). La seconda serie da tenere d'occhio per questa stagione (Blood+ e' la prima).