Angeli Spezzati: liberato e incitato dal successo di Bay City (indietro per il blog) Richard Morgan si e' abbandonato ad una prosa rappresentativa di idee piu' personali e meno ricalcate da celebri e generosi modelli concettuali e di stile (da Sterling a Connelly) mostrando, in questa sua seconda avventura, un Takeshi Kovacs e un'ambientazione molto piu' avvincenti ed avviluppanti. La narrazione in prima persona e' spesso un espediente sfruttato male: dovrebbe porsi l'obiettivo del massimo coinvolgimento e partecipazione fra lettore e protagonista, dando allo stesso tempo la sicurezza della sopravvivenza per il personaggio oggetto dell'immedesimazione. Il piu' delle volte non e' cosi'. Il mondo e la tecnologia forniscono all'autore possibilita' considerevoli di ribaltare i punti saldi di questo approccio: in linea di massima sappiamo che la maggioranza dei personaggi moriranno, che il nostro eroe morira' perche' e' gia' morto piu' volte e che, in linea assoluta, la morte nell'universo del Protettorato e' un articolo assai poco definitivo; i corpi sono custodie intercambiabili le cui qualita' e caratteristiche variano in base al prezzo, l'anima e la propria personalita' sono atti di fede perche' non esiste certezza di essere qualcosa di piu' di un qualche costrutto informatico: se la pila dati con le memorie sopravvive, ed e' fatta a tale scopo, allora si puo' stare tranquilli che prima o dopo a qualcuno potra' venire in mente di scaricarne il contenuto all'interno di un nuovo corpo o alla meno peggio in un programma simulativo. Takeshi Kovacs ci racconta la sua piu' nuova avventura, diversi decenni successiva a quella narrata nel primo libro, e lo fa con grande forza caratteriale: ogni elemento viene rigorosamente e inevitabilmente filtrato dalla sua psicologia, i suoi pensieri involontari interrompono la narrazione, i ricordi emergono improvvisi, l'intuzione da Spedi coinvolge anche il lettore proiettandolo con superiore credibilita' e coscienza nei risvolti dell'azione e nelle improvvisate trame dialettiche. Il condizionamento del Corpo raggiunge livelli di intensita' palpabile andando oltre la semplicistica (oggi) visione di un livello di consapevolezza ulteriore adoperata dai plasmatori di Sterling (paragone non campato per aria: a breve, grazie alla recente riedizione in Urania Collezione, vi parlero' dell'archetipo Matrice Spezzata). La qualita' tecnica di Morgan si e' visibilmente accresciuta, alcuni di quegli artifi che in Bay City finivano per appesantire perche' poco integrati, qui risaltano solo per l'innovazione pienamente infiltrati alla struttura del racconto. Uno dei miei preferiti e' il modo in cui Kovacs tenda a personificare molte delle macchine intorno a lui, se non addirittura le reazioni chimiche all'interno del suo corpo e le risposte immediate del suo equipaggiamento: ci sono macchinari aggressivi, droghe che agiscono in base all'instinto, pistole che fremono dal desiderio di colpire. Il nostro antieroe smette i panni del poliziotto pesto e sfortunato dal passato tragico per assumere un ruolo portentoso di tracimante ironia e rassegnata interpretazione dell'uomo-esercito mortale ad ogni livello, inespugnabile ma sostanzialmente in balia e travolto dalle sue capacita'. Verso la fine del libro uno dei personaggi secondari mostra ammirazione ed invidia per la capacita' di Kovacs di convivere con se stesso, ed e' qui che entra in scena un altro elemento di alta personalizzazione dell'ambiente e dei personaggi creati dall'autore: la varieta' e la puntualita' delle varie dottrine filosofiche, religiose e intellettuali che vivacizzano le societa' umane sui vari pianeti del Protettorato; il Quellismo anarchicho e rifiuatato del protagonista, la sopravvivenza di pratiche simili al Voodoo, la logica corporativa, i geni del branco degli eserciti mercenari. E poi gli Alieni: fedele al mantra anche Morgan si decide ad immettere la logica presenza di un'altra razza nel suo universo infinito. Da un paio d'anni Takeshi Kovacs presta servizio come ufficiale per lo schieramento, previsto vincitore, di una guerra planetaria sul pianeta Sanzione IV; gli scontri sono furioso e non accennano a rallentare, stufo prende al volo l'occasione per mettere in piedi il piu' classico complotto da Spedi per evadere dall'embargo di guerra appesantito da qualche soldo in piu': un paio d'archeologi hanno trovato il piu' incredibile e formidabile ritrovato marziano in 500 anni di scavi, ma hanno bisogno di qualcuno che conduca le danze fra gli interessi militari e quelli delle corporazioni riuscendo a venirne fuori vivo e arricchito. Tirando le somme Angeli Spezzati e' un libro superiore e di molto al precedente Bay City, comunque non trascurabile pezzo di fantascienza contemporanea (vincitore di un P.K. Dick Award nel 2003), e pienamente leggibile senza il precedente: cyberpunk crudo e vivace. Sul sito dello scrittore si trova un altro seguito e una nota autografa che lo evidenzia come l'ultimo avente per protagonista Kovacs (affermazioni del genere sarebbe sempre meglio evitarle per non incappare nello spiacevole fenomeno Terry Brooks/ho finito i soldi/i miei nuovi libri non piaciono/e' meglio recuperare il vecchio successo); pubblicato quest'anno speranzosamente da noi in primavera.

Invasion of the Bee-Girls: arrivato anche in Italia con il titolo de ''L'invasione delle Api Regine'' (titolo concettualmente sbagliato ma probabilmente migliore di un'Invasione delle Ragazze Api... oggi lo chiamerebbero ''Se ti avvicini ti scopo a morte'') e', non posso fare a meno di citare il noto e prezioso gioco di parole, un B(ee) movie esemplare. La classica e sonnolenta cittadina americana viene scossa da una serie di drammatiche morti: uno dopo l'altro gli scienziati locali (scienziati?) vengono ritrovati cadaveri in seguito ad infarto sopraggiunto, pare, a causa dell'eccessiva attivita' sessuale; le morti sono quindi drammatiche ma i morti sono morti certamente contenti. Per risolvere il caso il grasso sceriffo manda a chiamare un agente speciale dalla citta'. Da cosa si riconosce una Donna-Ape? Non ha le antenne, non e' gialla e nera, non vola: la tipica donna-ape si riconosce dagli enormi occhiali scuri e dal disinvolto abbigliamento a tette di fuori; diciamo quindi che l'eta' consigliata per questo film sia un po' piu' alta di quella dello spettatore dell'Ape Maya. Per motivi misteriosi, o quanto meno per motivi che non ho capito ma sono quasi certo che non siano in realta' dei motivi specifici, le donne-api passano il loro tempo a sedurre, copulare e uccidere gli uomini della cittadina: ogni tanto intrattengono anche qualche svelato rapporto lesbo tra di loro. L'unica donna del posto a non essere un'apizzata e' quella che viene immediatamente puntata dall'agente segreto-mandrillo. Nel corso del film, ogni volta che si senta un forte ''Bzzzzzz'' si puo' stare certi che da qualche parte qualcuno ha visto un paio di tette ed e' morto: le Tette sono le vere protagoniste della storia, ce n'e' d'ogni tipo, piu' grandi, piu' piccole, di quelle che vanno in giro da sole, di quelle che preferiscono andare in coppia; e' un soft-core, niente di piu', a parte la sovraesibizione delle suddette non ci si spinge mai oltre: certo che la concentrazione e' ringalluzzente. Il finale e' scemo piu' del resto ma nel complesso e' parecchio divertente.