Somewhere Beyond the Sea (Id, 2024): seguito dell'ottimo "The House in the Cerulean Sea" del 2020.
Sono combattuto: finendo di leggerlo avevo ben chiaro cosa avrei scritto qui sul blog, poi ho dato un'occhiata casuale ai 'ringraziamenti' e sono stato spinto a rivalutare alcune considerazioni.
Questo è un romanzo inutile che aggiunge poco al suo predecessore, riproponendo sostanzialmente la stessa roba ma con un cambio di tono e prospettiva che ne peggiorano il contenuto; questo seguito è molto più simile a un romanzo di Harry Potter che al suo originale; il messaggio finale del libro è discutibile.
Nei ringraziamenti, TJ Klune scrive di voler essere un "anti-JK Rowling". Dice altre cose, ma il senso è quello e modifica la natura del libro: il messaggio resta discutibile, ma è una presa di posizione volontaria; la somiglianza con Harry Potter non è casuale, ma ricercata per offrire contrasto nella vicinanza; è un seguito inutile rispetto al suo predecessore, ma ha un significato nell'ottica di voler 'combattere' e offrirsi come un modello positivo opposto a quello di Rowling.
La mia posizione su Rowling non è la stessa di mia moglie. Mia moglie vive con angoscia il suo continuo amore per Harry Potter e vivace disprezzo per la sua autrice; io non ho particolare passione per Harry Potter, non apprezzo le vedute sociali e politiche di Rowling, ma fatico a immergermi nella discussione.
Mi atterrò al romanzo.
E' scritto bene, quindi gli si può perdonare di essere più interessato al messaggio che alla narrazione; mi ha conquistato dopo una cinquantina di pagine, poi l'ho letto in un paio di giorni.
La forma narrativa è cambiata: qui abbiamo una terza persona generalmente dalla prospettiva di Arthur, quindi c'è un'inversione, rispetto al primo libro, tra protagonista e co-protagonista.
Arthur e Linus vogliono adottare i bambini e prenderne in carico un settimo, hanno inoltre deciso di diventare attivi nella difesa dei diritti delle creature magiche; queste decisioni li mettono in rotta di collisione con il governo, con una potente donna politica e con un'ispettrice inviata a rovinare la pacifica vita dell'Isola.
Klune, letteralmente, realizza una trama e la popola di personaggio che sono speculari a diversi, celebri passaggi della saga di Harry Potter (ho letto solo il primo libro, ma visto i film): la politica è, presumibilmente, una versione esacerbata di Rowling; l'ispettrice è circa la professoressa Umbridge; il governo è inutile e schiavo di sondaggi.
Le creature magiche sono rappresentazione di ogni minoranza discriminata, etc etc.
Tutto ciò che di successi e famoso c'è stato in Harry Potter dal punto di vista dei diritti sociali, riformulato attraverso il filtro della successiva scoperta delle opinioni socio-politiche dell'autrice.
I personaggi negativi sono cartoonescamente malvagi, a livello dei classici villain Disney di prima che il mondo scoprisse i (presunti) traumi infantili: non c'è redenzione, non esiste profondità caratteriale; proseguendo nella storia, il libro diventa esattamente come un vecchio cartone animato con i bambini monelli che fanno gli scherzi alla cattiva educatrice.
Non posso dire di averlo apprezzato, ma è certamente una lettura diversa dal consueto che prende strade inaspettate.
Il messaggio finale è discutibile perché promuove una sorta di insurrezione non-violenta che può funzionare in una storia per bambini, ma è poco accettabile nel contesto; Klune ha forzato la storia cercando di spingere il libro a indossare troppi cappelli: è un libro per adulti e genitori, un libro per bambini e figli, è una favola con cattivi spaventosi che finisce con un lieto fine, è un commento sociale che approccia il lettore con una scoperta intenzione meta-narrativa che richiede la lettura di altri libri.
E' un casino, è un buon libro. Il primo mi era piaciuto di più.
La rappresentazione della storia d'amore, concludo, è heart-warming.
SPOILER SPOILER SPOILER
I cattivi vanno in pensione, l'Isola diventa una nazione indipendente aperta a tutti, Arthur e Linus si sposano.

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