Created, the Destroyer (Id, 1971): è il primo libro nella serie "The Destroyer" di Warren Murphy e Richard Sapir.
La serie conta più di 150 libri (!!!) e, come molte serie di questo tipo, è caratterizzata dal pacchetto completo delle 'cattive pratiche editoriali': autori che firmano ma non scrivono veramente, nuovi autori dalle professionalità inferiori, diritti che passano da una casa editrice all'altra, raccolte e uscite 'meno' ufficiali, litigi e robe così. 
L'ultimo libro, una specie di antologia celebrativa con nuove storie da vari scrittori 'famosi', è uscito nel 2024.
Ci sono anche svariati spin off. 
NOTA: stando alla wiki, il manuscript del primo libro è datato 1963. 
Tutto quanto sopra è interessante e divertente, ma ciò che non ho ancora detto è la cosa più importante. 
Il nome del protagonista è Remo Williams. 
Questa è la serie di libri all'origine del cult Anni Ottanta, "Il mio nome è Remo Williams" (con il grande Fred Ward, 1985): un film che amo senza motivo alla follia. L'ho riguardato per caso, era in tv, qualche mese fa con un amico: l'ho cercato online giusto per guardare l'anno d'uscita (quando invecchi è normale scommettere se ricordi la data d'uscita di qualcosa) e... trasecolo! E' tratto da una serie di romanzi. 
E' stato persino facile trovare il primo, come dicevo la serie esiste attualmente ed è ristampata con regolarità. 
La storia è completamente diversa da quella del film. Non sono certo se, per caso (ne dubito), la vicenda del film sia stata attratta all'origine del personaggio da un libro successivo; a parte il cast degli eroi, nessun elemento della storia o altro personaggio ritorna tra film e primo romanzo. 
Remo è un poliziotto ingiustamente accusato di aver ammazzato un giovane spacciatore, è in carcere e aspetta la pena capitale; lui non lo sa, ma tutto quanto sopra è il plot organizzato dai membri dell'organizzazione CURE per reclutarlo. 
Segue qualche capitolo di addestramento e l'introduzione del magico Chiun; Remo, poi, viene mandato a compiere la sua prima missione. 
Veniamo al dunque del romanzo: è offensivo. Non c'è modo di girarci intorno: il protagonista è razzista e sessista. 
Ci sono aspetti encomiabili, per essere un romanzetto pulp degli anni 70 (o 60 stando alla wiki): critica della pena di morte, antipatia verso le armi da fuoco; Remo combatte a mani nude, usa intelligenza e forza fisica... ah, è Batman. Non ci avevo pensato. 
Una specie di Batman governativo a basso reddito che lavora per una società segreta scarsamente finanziata, scopa in giro e ammazza persone con un note di splatter. 
Si legge, qua e là è anche divertente e sarei curioso di provare uno dei libri più recenti, probabilmente purgati dalle più grossolane forme di machismo bianco.