Sisu - Road to Revenge: mi ha fatto pensare a Crank 2. Non è raro che un film indie di inaspettato e travolgente successo, ottenga un seguito viziato dal tentativo malriuscito di catturare il fulmine una seconda volta.
L'autore, come successe per Crank 2, ha scelto alcuni elementi del film originale da esaltare e riproporre, poi ha scelto di aggiungerne di nuovi. Sbagliando.
Non è un brutto film, ma è sensibilmente inferiore.
Cominciamo dall'aspetto chiave: la violenza. La violenza nel primo Sisu è certamente straordinaria, ma esilarante nel suo essere cruda e viscerale: Sisu è terminator ma è il contrario di terminator, è una macchina di morte che si autodistrugge un brandello di carne alla volta, un litro di sangue dopo l'altro, ma rifiuta di smettere di funzionare.
Anche la violenza in Sisu 2 è esilarante, ma nel senso di comica: è paradossale, è bizzarra, è frequentemente slapstick. E' terminator 3. Non è una brutta scelta, ma ci sono tanti film così, non ci sono tanti film come il primo Sisu.
Il secondo problema è la trama. C'è una trama e non sarebbe stata necessaria.
Dopo essersi liberato dei nazisti nel primo film, il nostro protagonista si trova ad avere a che fare con i russi. All'attore protagonista è stato chiesto di trasmettere un po' di backstory del personaggio, senza parlare, solo espressioni del volto e del corpo, creando una specie di versione finlandese del Punitore; non pago di questa inutile aggiunta, il regista ha pure deciso di creare un Rivale chiamando, di nuovo del tutto inutilmente, un famoso attore americano, Stephen Lang.
NOTA: Lang, normalmente un attore più che decente, qui offre una specie di imitazione degli imitatori di Nicholas Cage, con l'aggiunta di ridicolo accento russo.
I due personaggi combattono nella prima metà del film in una serie di scene tipo Mad Max, nella seconda c'è il più classico dei combattimenti sul treno.
Si, guarda.
Il primo Sisu è un bel film, il secondo Sisu sembra un film per il mercato home video.

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