Alive (Id, 2025): "an alternative anatomy". Un nuovo approccio all'anatomia, una scossa letteraria per spronare una rivoluzione concettuale: basta con lo studio tradizionale dei pezzi componenti il corpo umano in una rigida e asettica descrizione analitica, sostituita da una visione organica (!) delle parti nello svolgimento delle proprie funzioni vitali. Non cadaveri, ma viventi. 
Gabriel Weston, l'autrice, è un chirurgo inglese e personalità televisiva, questo è il suo terzo libro. 
Ci sono circa 10 anni della vita dell'autrice in questo libro ed è un'influenza attiva nella scrittura e nel contenuto dei suoi capitoli: la chirurga diventa una paziente cardiaca, un figlio si ammala di una rara patologia cerebrale. 
Il cuore e il cervello, in questi due casi particolarmente emblematici dell'approccio a questa anatomia, non sono impersonali e generici parti del corpo universale comune a tutti gli esseri umani; sono organi specifici e perfettamente individuati e il loro comportamento, come funzionano e falliscono, impatta la vita reale delle persone, dei pazienti. 
Elenco dei capitoli: Bone, Genitals, Gut, Womb, Lungs, Skin, Breast, Kidney, Brain, Liver, Heart; più un capitolo introduttivo, Dead, e l'epilogo, Alive.
E' una lettura cruda, crudissima addirittura: ogni capitolo contiene descrizioni estremamente grafiche e precise di operazioni chirurgiche; tutto comincia con un'autopsia e finisce con l'estrazione di un cuore per un trapianto. 
E' un'idea brillante e l'intelligenza dell'autrice è indubbia: l'autopsia è la vecchia anatomia, pezzi di corpo pesati ed elencati, estratti da un cadavere; l'intervento sul donatore è un pezzo di corpo letteralmente pulsante che servirà, nello svolgimento della sua funzione, a migliorare la vita di un altro. 
E' una lettura viscerale, persino morbosa quando gli interventi sono commentati con l'occhio del chirurgo che vive con le mani nel corpo delle persone: l'esperienza del corpo umano in tutta la sua gloriosa e sanguigna vitalità.
Non è solo colore, però: ogni capitolo riporta effettivamente una chiara, concisa descrizione dell'organo in questione con un po' di storia della sua scoperta/rappresentazione nella tradizione anatomica, e qualche patologia esemplare d'accompagnamento. 
Il colore, tuttavia, è centrale: ho detto sul cuore e il cervello, ma ogni capitolo contiene una sua 'digressione sociale'. Parlando di geniali, womb e breast, c'è l'occasione di esplorare posizioni femministe e commentare sul divario tra conoscenza storica del corpo maschile con quello femminile, religione, aborto e una divertente storia della diagnosi di 'isteria'; il capitolo sui polmoni è arricchito da considerazioni economiche sul rapporto tra povertà e malattia, e si parla persino di George Floyd. 
E' una lettura interessante, viziata qua e là dall'invadente presenza dell'autrice e il suo continuo ripetere quanto la sua idea e opera siano eccezionali rispetto alla vergognosa tradizione: non discuto sul merito, ma sulla frequenza sì. 
Meritatamente, uno dei saggi più apprezzati e riusciti dello scorso anno.