Summer Ghost: piccola produzione fuori dal comune. Il film è terribilmente banale, ma la produzione è fuori dal comune.
C'è questo illustratore giapponese non particolarmente famoso che va chiamandosi Loundraw: ha realizzato il character design originale l'amatissimo Tsukigakirei, il mediocre Pancreas e il recente Vivy (che sto faticosamente recuperando in questi giorni).
Qualche anno fa si è fondato il proprio studio d'animazione, Flat Studio.
Summer Ghost è la prima produzione: un cortometraggio sovrannaturale di 40 minuti compresi i titoli.
La storia non è granché.
Ci cono 3 studenti di scuole diverse che si incontrano online. Tutti e 3 vivono le tipiche, stressanti esistenze dei giovani giapponesi: la ragazzina è brutalmente bullata, il ragazzino protagonista è infelice perché costretto a corrispondere all'esigentissima madre, l'altro ragazzino ha un problema diverso.
I 3 si incontrano e diventano amici, circa, e vanno insieme a mettere in pratica una classica leggenda urbana. Qualcosa tipo Bloody Mary, Beetlejuice e cose simili.
Si trovano in un campo, accendono un paio di fuochi d'artificio e invocano il Summer Ghost.
Il Summer Ghost è una ragazza un po' più grande morta in circostanze non chiare qualche tempo prima.
...passare del tempo con qualcuno di morto farà ritrovare ai ragazzini il desiderio di vivere, o qualcosa del genere.
La storia è scema, ma va bene perché questo è il primo film del grande visionario Loundraw.
Visivamente è ancora meno originale: l'animazione ricorda quella di Tsukigakirei, quella che nella mia testa è in cg fatta per sembrare tradizionale, sfondi in cg. Il design dei personaggi è mediocre.
E' tutto mediocre e inutile.
NOTA: la voce del fantasma è di Rina Kawaei, l'ho stranamente riconosciuta (perché effettivamente particolare) a Ride Your Wave.
SPOILER SPOILER SPOILER
I ragazzi cercano il corpo del fantasma e la liberano; il protagonista manda a fanculo la madre e si mette a dipingere; la ragazzina manda a fanculo i bulli; il problema del terzo ragazzino è di essere un malato terminale: lui muore e basta.

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