Shadow Warrior 3: uhm. Quindi. Terzo titolo nella serie di Shadow Warrior, la versione sviluppata da Flying Wild Hog.
Il primo titolo della serie risale al 2013, remake dell'originale prodotto da 3D Realms nel 1997.
Lo Shadow Warrior del 1997 era stato creato per capitalizzare sulle idee e le innovazioni del formidabile Duke Nukem 3D del 1996. Il remake del 2013 ne mantiene le principali caratteristiche.
Un Successo anche la seconda volta.
Flying Wild Hog cresce, cresce il budget e crescono la visione artistica e le possibilità tecniche: Shadow Warrior 2 del 2016 diventa una specie di looter shooter rpg alla Borderlands con modalità cooperativa, livelli random generated, un hub centrale con una quantità di cose da fare e una storia abbastanza articolata.
Non un flop, ma successo inferiore alle aspettative.
Flying Wild Hog decresce, la società viene venduta, poi viene venduta di nuovo.
Il primo titolo della serie risale al 2013, remake dell'originale prodotto da 3D Realms nel 1997.
Lo Shadow Warrior del 1997 era stato creato per capitalizzare sulle idee e le innovazioni del formidabile Duke Nukem 3D del 1996. Il remake del 2013 ne mantiene le principali caratteristiche.
Un Successo anche la seconda volta.
Flying Wild Hog cresce, cresce il budget e crescono la visione artistica e le possibilità tecniche: Shadow Warrior 2 del 2016 diventa una specie di looter shooter rpg alla Borderlands con modalità cooperativa, livelli random generated, un hub centrale con una quantità di cose da fare e una storia abbastanza articolata.
Non un flop, ma successo inferiore alle aspettative.
Flying Wild Hog decresce, la società viene venduta, poi viene venduta di nuovo.
Shadow Warrior 3 cambia nuovamente modello, questa volta ci troviamo a imitare Doom 2016: esplorazione e arene con combattimenti ultra veloci e pieni di gore... in piccolo.
Molto in piccolo.
Shadow Warrior 3 è uscito a prezzo relativamente budget, addirittura diventando il primo titolo 'nuovo' offerto con Playstation Now (vogliamo dire 'regalato'?), passo successivo nella sfida al gamepass di Microsoft.
Shadow Warrior 3 è uscito a prezzo relativamente budget, addirittura diventando il primo titolo 'nuovo' offerto con Playstation Now (vogliamo dire 'regalato'?), passo successivo nella sfida al gamepass di Microsoft.
Tutte queste cose mi avevano preparato al fatto che sarebbe stato un gioco 'ridotto' rispetto ai suoi predecessori.
Sono rimasto comunque deluso.
Dura 5 ore scarse, ci sono poche armi, contenuti sono stati tagliati in corso di produzione (la modalità cooperativa), non c'è manco il ng+ o il selettore dei capitoli. Lo finisci, lo metti via e lo dimentichi.
Inoltre è uscito con una marea di bug.
Ora che scrivo, lo sviluppatore ha appena comunicato l'imminente uscita di una patch per risolvere i problemi principali... ma stiamo parlando del solito titolo rimandato di mesi rispetto alla data d'uscita iniziale, e comunque pubblicato incompleto e pieno di errori.
Stuttering durante le cutscenes, crollo del framerate durante; un drammaticamente frequente errore che causa crash e cancellazione del file di salvataggio all'ultimo livello: senza il ps+ e il cloud backup, si arriva all'ultimo livello, il gioco crasha, il salvataggio si cancella, il gioco si butta via.
Volete un'altra curiosità e problema durante la produzione?
In corso di sviluppo, Flying Wild Hog decide di cambiare il voice actor per il protagonista: viene licenziata la voce storica di Lo Wang, Jason Liebrecht, sostituito da Mike Moh (circa famoso per aver interpretato Bruce Lee in Once Upon a Time in Hollywood). Il motivo? Le critiche ricevute per avere un personaggio asiatico doppiato da un bianco.
Il fandom si incazza: il nuovo doppiatore non è esperto e non è granché, il vecchio doppiatore era amatissimo.
Il gioco esce e un famoso, molto famoso sito di videogiochi lo massacra. Lo massacra perché il personaggio è uno stereotipo negativo, la scrittura è volgare, l'umorismo è crasso e stupido: il recensore è offeso, lo dice in questi termini, dall'aver giocato a questo relitto razzista e probabilmente fascista.
Il fandom si incazza. Mi incazzo anche io a un livello tale da spingermi a scrivere un tweet di protesta: per i miei standard è l'equivalente del prendere a sprangate uno per strada per un parcheggio.
Il recensore è un idiota che non conosce la storia del gioco, non conosce la storia del media di cui scrive, soprattutto non capisce un cazzo. Me lo vedo con il picchetto a chiedere la messa al rogo di Chappelle, a tirare vernice contro Adam Sandler, a non ridere guardando Benny Hill.
In corso di sviluppo, Flying Wild Hog decide di cambiare il voice actor per il protagonista: viene licenziata la voce storica di Lo Wang, Jason Liebrecht, sostituito da Mike Moh (circa famoso per aver interpretato Bruce Lee in Once Upon a Time in Hollywood). Il motivo? Le critiche ricevute per avere un personaggio asiatico doppiato da un bianco.
Il fandom si incazza: il nuovo doppiatore non è esperto e non è granché, il vecchio doppiatore era amatissimo.
Il gioco esce e un famoso, molto famoso sito di videogiochi lo massacra. Lo massacra perché il personaggio è uno stereotipo negativo, la scrittura è volgare, l'umorismo è crasso e stupido: il recensore è offeso, lo dice in questi termini, dall'aver giocato a questo relitto razzista e probabilmente fascista.
Il fandom si incazza. Mi incazzo anche io a un livello tale da spingermi a scrivere un tweet di protesta: per i miei standard è l'equivalente del prendere a sprangate uno per strada per un parcheggio.
Il recensore è un idiota che non conosce la storia del gioco, non conosce la storia del media di cui scrive, soprattutto non capisce un cazzo. Me lo vedo con il picchetto a chiedere la messa al rogo di Chappelle, a tirare vernice contro Adam Sandler, a non ridere guardando Benny Hill.
Veniamo alla scrittura: la storia di SH3 è inesistente e per di più modifica/non prende in considerazioni situazioni dal secondo gioco, è banale e pure noiosa; la caratterizzazione dei personaggi e le loro dinamiche sono ben fatte, i dialoghi funzionano, anche le battute.
Sfortunatamente, Lo Wang è ora in tutto e per tutto Deadpool. Persino slapstick in molte sue espressioni.
Ah, a proposito: la katana è un altro elemento del gioco a essere stato ridotto. Ce n'è una sola, fa pochissimo, serve a poco. Questo è il crimine peggiore del gioco: Shadow Warrior è sempre stato esilarante per l'uso delle armi corpo a corpo, qui se la sono quasi dimenticata.
Quando Shadow Warrior 3 funziona, il combattimento stile Doom e il platforming sono molto divertenti: funziona di rado. Molto spesso ci sono bug ad annoiare e limitare il gradimento: ci sono un paio di mostri assolutamente idioti che scappano, quelli con la trivella, e tendono a far protrarre inutilmente gli scontri; ci sono delle eccitanti sezioni di platforming, ma i controlli sono molto imprecisi.
Shadow Warrior 3 sembra un titolo indie in early access: ti fa sentire truffato, non quanto Cyberpunk ma in modo molto simile.
Ecco un altro sviluppatore che si brucia la reputazione con un gioco che avrebbe avuto bisogno di altri mesi di sviluppo.
Uscirà una patch, poi un'altra, poi forse il gioco sarà come avrebbe dovuto.
Mi manca un solo trofeo, non mi dispiacerebbe platinarlo: forse gli darò un'altra possibilità tra settimane. Forse no, questo mese è pieno di uscite intriganti.
Naturalmente tiferò per uno Shadow Warrior 4, ma ci penserò più volte prima di comprarlo al day one.
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