Il Cane (Der Hund, 2020): romanzo d'esordio per Achim Bornhak, cineasta tedesco di scarsa fama internazionale. Il libro mi è stato consigliato da cari amici proprietari di un ristorante.
La copertina lo dichiara un incrocio tra Kitchen Confidential di Bourdain e Il Profumo di Suskind.
Uhm.
La copertina lo dichiara un incrocio tra Kitchen Confidential di Bourdain e Il Profumo di Suskind.
Uhm.
La storia è circa questa: un barbone senza nome o passato, semplicemente chiamato il Cane, sporco e probabilmente un po' idiota è un genio della cucina. Riesce in qualche modo a entrare nella cucina di un super sborone ristorante stellato di Berlino. Chiunque mangi il suo cibo impazzisce.
In pratica è, effettivamente, la trama del Profumo con il palato al posto del naso.
Il resto è una rappresentazione più o meno realistica della vita nella cucina di un ristorante stellato, da cui il paragone con Bourdain.
La storia è raccontata dalla prospettiva di un altro sfigato diseredato di cucina, millantatore e bugiardo che pensa di essere il motore del successo ed è invece la zecca sul cane. La narrazione è poco chiara, spesso si perde a raccontare scene che sono fantasie, poi riprende la narrazione vera e propria.
Non mi è piaciuto, l'ho finito solo per poter parlare con i miei amici e spiegare loro per filo e per segno come mai.
SPOILER SPOILER SPOILER
C'è un'ultima cena apoteosi dove il genio del Cane trasforma l'acqua calda in un orgasmo liquido: il Cane viene assassinato perché troppo pericolo.
...o forse cucina in qualche osteria sperduta dove i clienti possono andare soltanto una volta.

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