Breve Storia di (Quasi) Tutto (A Short History of Nearly Everything, 2003): succede che qualche post fa io abbia dichiarato di essermi stufato di libri di Big History, poi ne ho cominciato un altro perché ce l'avevo già in casa e ho deciso Marzo essere il mese della lettura dei 'libri che non ho voglia di leggere'.
Questo è un libro divertente, non divertente quanto una Mary Roach, ma siamo su quel tipo di divulgazione scientifica.
Bill Bryson ha una faccia simpatica e una gran cartola, è autore di libri di viaggio e trasmissioni televisive correlate, ma questo è probabilmente il suo testo più famoso: è una storia del mondo attraverso la storie della scienza, più precisamente delle scienze.
Il libro è diviso in 6 parti, sintetizzando molto potremmo dire: cosmologia, geologia, fisica, chimica e altro, scienze naturali, biologia e antropologia.
Bryson usa esempi di tutti i giorni per spiegare le più complesse teorie scientifiche, dall'astrofisica al DNA: ha il dono di rendere comprensibile praticamente qualsiasi idea complessa, ed è brillante.
C'è larghissimo spazio a mini ritratti di scienziati e aneddoti curiosi sulla loro vita e/o scoperte, più o meno noti: eccentricità, polemiche, errori, scoperte accidentali; assomiglia a quei libri raccolte di biografie di rockstar o celebrità di qualche tipo.
E' un libro molto famoso, certamente uno dei più noti del genere ed è strano che ci sia arrivato solo adesso; ovviamente mi pento di averlo letto in italiano perché l'autore appare molto bravo, il traduttore ha comunque fatto un ottimo lavoro.
E' un libro di Big History che racconta dal Big Bang all'Homo Sapiens, ma lo fa dalla prospettiva degli scienziati e delle scoperte scientifiche: è una storia di tutto che avviene raccontando prevalentemente la storia scientifica umana dal 17esimo Secolo in poi. E' una storia del pensiero scientifico: non si parla di Grecia o Mesopotamia, ma si parla di astronomia, geologia, archeologia, chimica, fisica, fisiologia, metereologia, biologia, oceanologia, antropologia, paleo-vari-qualcosa-logia e un sacco di altre scienze che mi servirebbe google per determinare chiaramente.
Cronologicamente, narrativamente, il libro segue l'interesse popolare verso le scienze, le tendenze secolari del periodo esaminato e oggetto di indagine internazionale: la geologia era la scienza regina del 1800, la fisica del 1900 e così via.
Scienziati che guardano alla Terra, altri che guardano alle Stelle; all'infinitamente grande, all'infinitamente piccolo; alla vita corrente, alla vita passata... etc etc.
A un certo punto, lungo la sequenza di vari racconti umoristico-scientifici, ci si rende conto che l'autore sta continuando a descrivere innumerevoli, possibili catastrofi terminali per la vita umana sulla Terra.
A un certo punto, lungo la sequenza di vari racconti umoristico-scientifici, ci si rende conto che l'autore sta continuando a descrivere innumerevoli, possibili catastrofi terminali per la vita umana sulla Terra.
Nota personale: ho paura dei terremoti e il capitolo sui terremoti non mi ha rassicurato.
Il modo in cui è strutturato rende questo un libro facile da leggere in modo non continuativo: c'è un filo conduttore, ci sono soggetti e riferimenti tra capitoli, ma i capitoli sono sufficientemente contenuti da potersi considerare isolati e racchiusi.
Il modo in cui è strutturato rende questo un libro facile da leggere in modo non continuativo: c'è un filo conduttore, ci sono soggetti e riferimenti tra capitoli, ma i capitoli sono sufficientemente contenuti da potersi considerare isolati e racchiusi.
Assomiglia effettivamente molto a Mary Roach.
L'ultimo capitolo parla di estinzioni ed Estinzione, ed è la giusta e ovvia chiusura dopo la sequenza di possibili fini del mondo raccontate prima: è molto facile estinguersi, l'uomo dovrebbe stare attento a quello che fa.
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