Violet Evergarden the Movie: attesissimo. Prima l'attacco a KyoAni, poi il Covid. E' divenuto disponibile qualche settimana prima della release ufficiale su Netflix, ho aspettato quest'ultima, poi ho aspettato ancora. 
Avevo cominciato a guardarlo, poi spento. 
Nope. 
Piangono tutti, piangono troppo, veniva da piangere anche a me (e non è normale). 
Ricapitoliamo: Violet Evergarden nasce in formato light novel, due volumi + uno di side stories; con il successo dell'anime, venne realizzato un nuovo romanzo seguito.  
L'adattamento animato è stato realizzato da Kyoto Animation ed è, sicuramente, una delle loro migliori produzioni, probabilmente la migliore da un punto di vista tecnico e visivo. 
Esiste una serie tv in 13 episodi, un episodio OAV, un primo film tratto gaiden e questo secondo, 'vero', film. 
La narrazione procede lungo due linee temporali, in realtà tre. 
C'è un personaggio nel futuro, rispetto al tempo dei protagonisti, che si incuriosisce per vari motivi alla storia della famosa doll Violet Evergarden e comincia a indagare sulla sua vita; questa indagine diventa l'aggancio per raccontare il finale della storia di Violet. 
Il film racconta una storia sostanzialmente originale che è poi stata, in qualche modo, riconnessa ai romanzi con l'ultima pubblicazione. 
Gilbert è, come tutti sapevamo, ancora vivo. E' però un codardo bastardo faccia di merda e ha deciso unilateralmente di fingersi morto per liberare Violet dal suo ricordo. Stupido stronzo. 
Succede qualcosa e tutti scoprono Gilbert essere ancora vivo, Violet parte per andare a trovarlo. 
Ci sono varie cose da dire, ordine sparso: troppi flashback, i personaggi non fanno che ricordare fatti per lo più già visti da episodi della serie, e non sono convinto siano realmente intesi per rendere il film comprensibile ai non fan, ho l'impressione sia servito più che altro ad allungare un po' la durata; il setting ufficiale è un anno dopo il film precedente, Violet è diciottenne: avete presente gli studenti che si innamorano dei professori ma sono intoccabili fino al diploma? Stessa roba. 
La società di Violet è in una fase di trasformazione e boom tecnologico post-bellico: ci sono alcuni intriganti passaggi dedicati all'introduzione del telefono e al suo impatto sulla funzione di lettere e memory doll. L'importanza delle lettere come veicolo espressivo in qualche modo indiretto e sicuro, che permette di dire senza essere in presenza, dire senza essere interrotti.  
Il resto è più o meno il solito Violet Evergarden: c'è una patetica storyline minore che vede Violet dare voce al solito essere umano patetico demolito da un livello cosmico di sfiga mentre tutti piangono già e piangeranno a iosa. 
Non parliamo di quando finalmente si arriva a Gilbert: rovesciare litri di lacrime manco Ken. A fiotti.
L'animazione è meravigliosa. Staff e cast sono grossomodo invariati rispetto alle precedenti rappresentazioni.
Il finale è ben fatto, avrei preferito qualcosa di meno sfigato ma è ok.
SPOILER SPOILER SPOILER
Gilbert non vuole vedere Violet, quel bidone di escrementi vigliacco, lei gli scrive una lettera e lui capisce di essere una roba che neppure le mosche gli si poserebbero sopra, corre da lei, lei corre da lui. 
Non si baciano. Si abbracciano. Lei molla il lavoro e gli amici e va a vivere con lui sull'isola.