The WEIRDest People in the World (Id, 2020): è il nuovo successo supremo dei saggi di Big History. E' anche un librone di circa 700 pagine, ma il testo primario è 'solo' nelle prime 500: il resto è appendici (poco) e note. 
NOTA: le note non sono del tipo contenenti esclusivamente le reference ai testi citati, sono note contenenti spesso un commento. La collocazione in fondo al libro, come sempre, rende questo tipo di note particolarmente fastidiose per il continuo avanti e indietro: le avrei preferite in fondo alla pagina; d'altro canto, posso capire, duecento pagine di note spalmate in fondo alle pagine avrebbe causato un diverso problema. 
L'autore è Joseph Henrich, professore in psicologia ed economica, professore di 'biologia evolutiva umana'. 
Nell'intro, dichiara immediata ispirazione e onore a Jared Diamond (1997) e Harari (2011). 
NOTA2: questo libro è il culmine della carriera dell'autore, conseguentemente, capita autociti i propri precedenti lavori. 
La teoria fondamentale del testo è l'esistenza di un feedback loop coinvolgente cultura, biologia e psicologia: la cultura può modificare la biologia che può modificare la psicologia che può modificare la biologia che può modificare la cultura, etc etc.
L'evoluzione umana è frutto di questo continuo scambio e alterarsi.
Il soggetto centrale del testo siamo 'noi'.
Henrich ci chiama 'WEIRD', acronimo per 'Western, Educated, Industrialized, Rich and Democratic'.
Quando dico 'noi', intendo quindi la cosiddetta civiltà occidentale. 
La nostra società è quella di maggiore successo al mondo... perché?
La nostra società è diversa da quella del resto del mondo, è WEIRD, e questa diversità è il motivo del suo successo.
NOTA3: uno dei sensi secondari di questo libro è quello di dimostrare la diversità della società WEIRD rispetto a quelle del resto del mondo, e fare il dito medio a tutti gli altri studiosi: dimostrare che ogniqualvolta uno studioso occidentali parli di caratteristiche umane universali, si stia invece evidenziando peculiarità proprie appartenenti al 'ristretto' gruppo dei paesi WEIRD; Henrich denuncia, in poche parole, il bias occidentale che vede tutto il mondo come uguale a sè.
E' tutta colpa della lettura: imparare a leggere modifica il cervello, il cervello di società con alta e diffusa educazione hanno un cervello sensibilmente diverso da una società con bassa alfabetizzazione.
NOTA4: non parliamo del presente, questo è un libro che comincia ad affrontare la storia a partire dal medioevo, distinguendo e spiegando i modi in cui le società WEIRD si siano differenziate da Asia, Africa, Oceania, etc etc arrivando alla posizione dominante di oggi. 
E' tutta colpa della Riforma Protestante e della 'sola scriptura'... in estrema sintesi: le religioni tutte, comprese il cristianesimo, fanno cadere la conoscenza dall'alto attraverso la mediazione di una classe ecclesiale. I fedeli ascolano la parola del rispettivo dio. I Protestanti mandano tutti a fanculo e dicono: la parola di dio ve la dovete studiare da soli, quindi imparare a leggere, quindi il cervello cambia (nei secoli) e diventa diverso da quello di popoli dove la lettura è rimasta una questione elitaria. 
La teoria si sviluppa su 4 idee: la religione ha una forte influenza sulla cultura e lo sviluppo di una società; la cultura influenza la biologia che influenza la psicologia, la lettura  (per esempio) modifica il cervello e le modifiche del cervello cambiano la psicologia; generalizzati cambiamenti psicologici sono in grado di alterare e indirizzare lo sviluppo di ogni altro aspetto della società (è un circolo).
NOTA5: il cervello è un muscolo, semplificando. Se leggi molto, sfrutti di più una parte del cervello rispetto a un'altra, quella parte del cervello si ingrossa, dai e dai diventa una caratteristica genetica trasmissibile. 
Il primo capitolo descrive in senso generale la psicologia di noi Weird. 
È un primo capitolo molto efficace e furbo perché riesce nel difficile compito di coccolare il nostro individualismo ed ego, e allo stesso tempo dimostrare i tanti modi in cui ci assomigliamo e conformiamo al nostro archetipo Weird. 
Siamo tutti diversi, ma diversamente uguali.
L'individualismo è una di queste caratteristiche principali: io prima degli altri, rispetto al resto del mondo dove le relazioni e la comunità sono più importanti.
A questo punto c'è una spiegazione di metodo: perché la nostra psicologia è definita 'peculiare'? 
Perché qualsiasi test o studio venga effettuato coinvolgente popolazioni da tutto il mondo, quelli di una società Weird si collocheranno all'estremo della scala definita; oggi che siamo/stiamo globalizzati, le differenze diminuiscono.
E' un libro minuziosamente curato e scritto: non è un testo puramente divulgativo, l'autore è il primo ideatore della teoria proposta ed è suo desiderio concretizzarne la forza, quindi la applica a ogni aspetto dello spettro umano. 
Conseguentemente, dopo un po', il libro diventa ripetitivo, interessante ma noioso a seconda dello specifico argomento. 
Cito un po' di cose a random che mi sono segnato leggendo.
Self-absorbed vs community oriented, l'autore direbbe individualismo contro collettivismo ma non usa quest'ultima parola perché troppo carica di altri significati... non è un termine neutro. 
Uno degli esempi più illuminanti è il concetto di " being yourself" opposto a quello di adattarsi alla persona 'accanto': gli WEIRD considerano ipocrita e negativo comportarsi diversamente con persone diverse, mentre altre popolazioni (in Asia per dire) è assolutamente normale e segno di saggezza e flessibilità saper riconoscere la propria posizione rispetto alla persona accanto in quel momento, cambiando il proprio atteggiamento di conseguenza. 
Self-esteem vs Other-esteem, Senso di Colpa vs Vergogna (una viene da dentro, l'altra è il giudizio di altri).
L'insieme delle statistiche e degli esperimenti citati per tutto il corso del libro possiede uno strano effetto da 'test di Novella 2000', di quelli estivi che ti dovrebbero dire cosa e chi sei. E' divertente.
Merito anche, e soprattutto, della prosa capace dell'autore: è raramente faceto, ma è sempre attento a non essere pedante.
L'umanità è una specie culturale che impara cose da altri, non istintivamente, ma non è qualcosa di opposto a evoluzione o biologia, anzi: è esattamente il modo in cui il nostro cervello si è sviluppato, ottimizzare l'acquisizione di abilità e informazioni assorbendole dalle generazioni precedenti, invece di doverle sperimentare. 
Evoluzione culturale, evoluzione attraverso/per mezzo della cultura condivisa da un gruppo/istituzione sociale; gruppi umani diversi hanno patrimoni culturali diversi che formano 'persone' diverse: "co-evolved social psychology".
La religione è l'elemento chiave, per l'autore, nella formazione e diversificazione dello stato moderno WEIRD rispetto agli altri, partendo dal modo in cui il cristianesimo (ancora prima della lettura con i protestanti) ha modellato la formazione delle famiglie in modo contrario ai rapporti di clan, inventando l'incesto e la monogamia... qui ho accorpato e sintetizzato un po' di roba: una delle differenze centrali tra la società WEIRD e le altre è quella di aver oltremodo ridotto/cancellato la kinship, l'organizzazione per clan e famiglie allargatissime. 
Incesto e monogamia, quello che l'autore chiama il 'programma matrimoniale cristiano' ha disintegrato i clan e trasformato i suoi membri in individui con priorità e lealtà diverse: qualcosa nel senso di 'stato prima della famiglia'.
Si parla di commercio e mentalità di mercato: essere meno legati al clan, rende più aperti agli estranei, facilità la diffusione di relazioni ed economia; essere meno legati al clan, rende più aperti agli estranei, facilità la composizioni di leggi universali che non facciano distinzioni tra la mia parte e gli altri... tutto ciò si applica a ogni altro aspetto: l'orientamento democratico su base elettorale e rappresentativa, perché se non sono legato ai clan non mi importa che sia mio fratello a essere presidente, voglio che sia il migliore a essere presidente.
C'è tutto un capitolo dedicato alla guerra: la guerra è orrore, bla bla, ma persino la guerra ha effetti più positivi nelle società WEIRD rispetto al resto del mondo.
Vivere e leggere un libro come questo dà sempre una sensazione discordante: sembra non si tratti della stessa realtà; un libro come questo parla di statistiche e macro-storia, comportamenti di massa: è una vista dall'alto e da lontano, la nostra prospettiva immersa e individuale fatica a capire... vede l'albero. 
Leggo spesso libri come questo, e ho letto tutti i più famosi: qui ci troviamo davanti all'esposizione più moderna e rivoluzionaria della risposta al perché e percome siamo arrivati dove siamo, siamo come siamo.
Il prossimo passo è la psicostoria.