Rise of the Legend: film d'arti marziale HK-China del 2014. Diretto da quel Roy Chow che recentemente si è umiliato con l'adattamento di Dynasty Warriors. 
Stessa sceneggiatrice. Dovrò indagare sul rapporto tra regista e sceneggiatrice. 
Partiamo dalle scene di combattimento. 
Ci sono delle ottime scene di combattimento, non degli ottimi combattimenti: c'è molto editing, molti effetti speciali fisici (un po' di wirework, elementi distrituttibili), qualche effetto speciale digitale come l'onda d'urto provocata dai colpi (niente di fantasy, ma alcuni attacchi danneggiano a distanza)... c'è persino qualche stranezza come riprese in prima persona e rotazioni prospettiche alla Matrix.
Tutto questo casino è coreografato da Corey Yuen. 
Il risultato finale mi ha lasciato combattuto: da una parte è molto spettacolare e funziona, molto cinematografico e diverso dal solito standard HK; dall'altra sminuisce e maschera la reale abilità marziale degli attori coinvolti. 
...sì, no. Sono indeciso: alcune scene funzionano davvero bene, altre meno e altre per niente. 
Sfortunatamente, il combattimento finale è decisamente il peggiore. 
Eddie Peng interpreta Wong Fei-hung, la Leggenda del titolo meritevole di articolo, che è poi lo stesso eroe folk cinese degli Once Upon a Time in China e tanti altri. 
Il suo avversario è Sammo Hung. Non è necessario spiegare per quale motivo il combattimento finale sia scarso. 
Sammo è il leader dell'organizzazione criminale che tiene in scacco HK e rende la vita dei cittadini un cesso, ed è naturalmente invischiato in affari sporchissimi con le potenze straniere. 
NOTA: seconda metà del 1800. 
Eddie è il giovane guerriero che infiltra i ranghi dell'organizzazione per vendetta e distruggerla dall'interno. 
E' un buon film, niente di memorabile.