The Municipalists (Id, 2019): romanzo d'esordio. Seth Fried, già autore di storie brevi e scritti umoristici pubblicati qua e là.
E' uno strano libro. Tecnicamente potremmo definirlo di fantascienza, ma è quasi weird.
Le città americane sono gestite e organizzate, pianificate e curate da una speciale istituzione: United States Municipal Survey. Gli agenti di questa istituzione sono una mezza via di burocrati, investigatori assicurativi, urbanisti e architetti, filosofi sociali.
Questa organizzazione è divisa in, semplifico, due branch principali: quella che si occupa della megalopoli di Metropolis, e quella che si occupa di tutte le altre città. Un giorno c'è un incidente, un sabotaggio, e quelli di Metropolis si trasformano in terroristi anarchici votati alla rivoluzione sociale attraverso la distruzione.
Il libro possiede alcuni momenti di inaspettata profondità e introspezione: mentre descrive questa 'guerra' tra socialisti e conservatori, tra rivoluzionari e difensori dello status quo, l'autore offre alcune riflessioni e critiche della contemporaneità che non risultano completamente superflue e, anzi, arricchiscono.
Sono inaspettate perché il romanzo sarebbe tendenzialmente comico.
Ci sono due protagonisti: il burocrate più bacchettone di tutti, che assomiglia molto al protagonista della serie 'Mancer di Ferrett Steinmetz, e la AI senziente del USMS, capace di attività autonoma e dotata di poteri 'quasi' magici. La AI si è automodellata sugli stereotipi di vecchi film di gangster e altra cinematografia: per dirne una, finge di essere alcolista e si auto-danneggia per simulare gli effetti dell'alcool. La AI non ha un corpo fisico ma è capace di proiettare ologrammi praticamente senza limiti trasformando il triste e sedentario burocrate in un one-man-army capace di battersi alla pari con i terroristi.
Non è un libro particolarmente lungo e succedono molte cose, e molti segreti vengono rivelati e i personaggi attraversano rapide evoluzioni caratteriali, eppure riesce a essere estremamente noioso e a perdersi in lunghe spiegazioni di cose ovvie o di inutile world building. Non è uno di quei libri che ti fa venire voglia di interromperne la lettura, perché ha i suoi momenti e le parti buone sono davvero ben fatte: il burocrate è un orfano i cui genitori morirono in un incidente ferroviario, ed è un appassionato collezionista di modellini di treni... ci sono trovate come questa che sono assolutamente vincenti dell'attenzione del lettore, ma c'è uno spreco infinito di parole e il ritmo narrativo ne viene costantemente fiaccato.
C'è del potenziale ma ancora molto da raffinare nella scrittura di Fried, o almeno in questo formato lungo.
SPOILER SPOILER SPOILER
L'ho praticamente già anticipato ma uno dei grandi segreti è che l'USMS buono sia in realtà un'organizzazione classista che partecipa all'arricchimento dei ricchi e all'impoverimento dei poveri; i terroristi sono terroristi fanatici e violenti, ma c'è del senso nelle loro ragioni. I nostri eroi vincono e sgominano i terroristi ma sono stati messi davanti a segreti che impediscono loro di tornare alla normalità. Salto della roba poco importante, il finale vede i due pianificare una forma di lotta segreta per migliorare il mondo.