Knives Out: era al cinema praticamente da soli due giorni e la produzione già si sbracciava per far sapere a tutti di volerne realizzare immediatamente un seguito.
Meritato, improvviso e quasi inaspettato successo per l'ultimo film di Rian Johnson.
...dal regista dell'ultimo Star Wars ci si aspetterebbe un certo tipo di scelte e di carriera, ma questa cinematografia di serie targata Disney non offre più reali prospettive ai suoi autori: il regista firma il film ma è la produzione a decidere tutto. I registi delle serie cinematografiche contemporanee Disney sono assolutamente intercambiabili... e, in questo caso, possiamo anche dire 'per fortuna'.
Rian Johnson aveva diretto il brillante Looper e adesso, dopo la pausa marchetta Star Wars, è tornato con un film ancora più brillante e intelligente. Un cult istantaneo.
Daniel Craig si appresta a veder uscire nei cinema il suo ultimo film nei panni di 007: alla fine di quest'anno, l'attore inglese sarà stato James Bond per 15 anni e 5 film. Una delle più discusse, criticate e apprezzate, interpretazioni del personaggio. L'ultimo film della serie non è ancora uscito, ma Craig sembra già essere passato oltre e avere saldamente in mano una nuova serie potenzialmente di grande successo.
Knives Out è una storia originale ma è chiaramente, genuinamente e squisitamente ispirata ai romanzi di Agatha Christie. La storia e la sceneggiatura sono di Rian Johnson: applaudiamo entusiasticamente.
Facciamo un piccolo riepilogo a questo proposito: Robert Downey Jr è stato (e potrebbe tornare a essere) Sherlock Holmes in 2 film; Kenneth Branagh ha già ri-risolto l'omicidio sull'Orient Experss e si appresta a ri-risolvere quello sul Nilo. Adesso si aggiunge Daniel Craig nei panni di Benoit Blanc, genius detective con uno spiccato accento del Sud degli USA.
La sua interpretazione è il collante che unisce e impreziosisce tutto il lavoro svolto dagli altri famosi attori coinvolti in questo film: è quello che la wiki definisce un ensemble.
Un grande scrittore ottuagenario muore, apparentemente suicida, il giorno del suo compleanno: il caso sembra aperto e chiuso senza la minima difficoltà, la polizia è pronta ad andarsene e lasciare sola l'estesa famiglia dello scrittore a godersi e contendersi l'eredità, quando arriva Benoit Blanc.
Sospetta foul play e comincia a indagare.
Cito solo alcuni degli attori coinvolti: Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Michael Shannon, Toni Collette, Frank Oz, Christopher Plummer.
Aldilà delle ottime interpretazioni di tutti gli attori. Tutti. Anche Don Johnson. Il film vince per l'accattivante struttura narrativa e la bontà dei dialoghi: quando Benoit interroga, il regista ci mostra un flashback con la realtà dell'evento, e poi la risposta evasiva o completamente falsa dell'interrogato. Il regista ci mostra immediatamente la verità, anche quella sulla morte dello scrittore è rivelata molto presto nel corso del film, e tutto diventa, soprattutto, il duello intellettuale tra il bugiardo di turno e il detective. Il regista ci mostra continuamente indizi qua e là, li mostra a noi spettatori ma non al detective, e solo alcuni di questi indizi finiscono poi in mano al detective che dovrà poi arrivare alla soluzione che noi spettatori già conosciamo.
Funziona perfettamente.
E' realmente una sceneggiatura meritevole di ogni lode.
Un solo piccolo difetto: Johnson non ha resistito a inserite un ulteriore livello di mistero, quindi c'è un segreto verso la fine dell'investigazione che è stato mantenuto anche nei riguardi dello spettatore. Non tutto è rivelato e qualcosa è tenuto in serbo per la fine.
...però è un segreto un po' del cazzo e prevedibile fin dal principio. Vorrei mia moglie qui dichiarare quanto segue: "mio marito aveva capito il trucco fin dalla sua prima comparsa in scena".
Mettiamola in questi termini: la narrazione è sviluppata seguendo un'idea molto personale, ben realizzata e interessante; l'imitazione dei personaggi, dei setting e delle situazioni della Christie è squisita e perfetta; l'unica insufficienza alla sceneggiatura di Johnson riguarda il suo non geniale tentativo di avere davvero un momento di mystery nel film: il suo colpo di scena è prevedibile.
A dirla tutta, però, bisogna molto apprezzare anche questo aspetto della storia: altri registi avrebbero semplicemente nascosto il colpo di scena facendolo cadere senza senso da fuori, Johnson invece si è sbattuto a offrire indizi allo spettatore per giocare a dargli la possibilità di risolvere il delitto... è l'aspetto più genuino e onesto di ogni storia mystery: far partecipare lo spettatore senza tradirlo con soluzioni impossibili da prevedere.
...allo stesso tempo, però, un po' troppi aiuti qui.
Un ottimo film.
SPOILER SPOILER SPOILER
L'assassino è Chris Evans. Aveva scambiato le boccette delle medicine.
Meritato, improvviso e quasi inaspettato successo per l'ultimo film di Rian Johnson.
...dal regista dell'ultimo Star Wars ci si aspetterebbe un certo tipo di scelte e di carriera, ma questa cinematografia di serie targata Disney non offre più reali prospettive ai suoi autori: il regista firma il film ma è la produzione a decidere tutto. I registi delle serie cinematografiche contemporanee Disney sono assolutamente intercambiabili... e, in questo caso, possiamo anche dire 'per fortuna'.
Rian Johnson aveva diretto il brillante Looper e adesso, dopo la pausa marchetta Star Wars, è tornato con un film ancora più brillante e intelligente. Un cult istantaneo.
Daniel Craig si appresta a veder uscire nei cinema il suo ultimo film nei panni di 007: alla fine di quest'anno, l'attore inglese sarà stato James Bond per 15 anni e 5 film. Una delle più discusse, criticate e apprezzate, interpretazioni del personaggio. L'ultimo film della serie non è ancora uscito, ma Craig sembra già essere passato oltre e avere saldamente in mano una nuova serie potenzialmente di grande successo.
Knives Out è una storia originale ma è chiaramente, genuinamente e squisitamente ispirata ai romanzi di Agatha Christie. La storia e la sceneggiatura sono di Rian Johnson: applaudiamo entusiasticamente.
Facciamo un piccolo riepilogo a questo proposito: Robert Downey Jr è stato (e potrebbe tornare a essere) Sherlock Holmes in 2 film; Kenneth Branagh ha già ri-risolto l'omicidio sull'Orient Experss e si appresta a ri-risolvere quello sul Nilo. Adesso si aggiunge Daniel Craig nei panni di Benoit Blanc, genius detective con uno spiccato accento del Sud degli USA.
La sua interpretazione è il collante che unisce e impreziosisce tutto il lavoro svolto dagli altri famosi attori coinvolti in questo film: è quello che la wiki definisce un ensemble.
Un grande scrittore ottuagenario muore, apparentemente suicida, il giorno del suo compleanno: il caso sembra aperto e chiuso senza la minima difficoltà, la polizia è pronta ad andarsene e lasciare sola l'estesa famiglia dello scrittore a godersi e contendersi l'eredità, quando arriva Benoit Blanc.
Sospetta foul play e comincia a indagare.
Cito solo alcuni degli attori coinvolti: Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Michael Shannon, Toni Collette, Frank Oz, Christopher Plummer.
Aldilà delle ottime interpretazioni di tutti gli attori. Tutti. Anche Don Johnson. Il film vince per l'accattivante struttura narrativa e la bontà dei dialoghi: quando Benoit interroga, il regista ci mostra un flashback con la realtà dell'evento, e poi la risposta evasiva o completamente falsa dell'interrogato. Il regista ci mostra immediatamente la verità, anche quella sulla morte dello scrittore è rivelata molto presto nel corso del film, e tutto diventa, soprattutto, il duello intellettuale tra il bugiardo di turno e il detective. Il regista ci mostra continuamente indizi qua e là, li mostra a noi spettatori ma non al detective, e solo alcuni di questi indizi finiscono poi in mano al detective che dovrà poi arrivare alla soluzione che noi spettatori già conosciamo.
Funziona perfettamente.
E' realmente una sceneggiatura meritevole di ogni lode.
Un solo piccolo difetto: Johnson non ha resistito a inserite un ulteriore livello di mistero, quindi c'è un segreto verso la fine dell'investigazione che è stato mantenuto anche nei riguardi dello spettatore. Non tutto è rivelato e qualcosa è tenuto in serbo per la fine.
...però è un segreto un po' del cazzo e prevedibile fin dal principio. Vorrei mia moglie qui dichiarare quanto segue: "mio marito aveva capito il trucco fin dalla sua prima comparsa in scena".
Mettiamola in questi termini: la narrazione è sviluppata seguendo un'idea molto personale, ben realizzata e interessante; l'imitazione dei personaggi, dei setting e delle situazioni della Christie è squisita e perfetta; l'unica insufficienza alla sceneggiatura di Johnson riguarda il suo non geniale tentativo di avere davvero un momento di mystery nel film: il suo colpo di scena è prevedibile.
A dirla tutta, però, bisogna molto apprezzare anche questo aspetto della storia: altri registi avrebbero semplicemente nascosto il colpo di scena facendolo cadere senza senso da fuori, Johnson invece si è sbattuto a offrire indizi allo spettatore per giocare a dargli la possibilità di risolvere il delitto... è l'aspetto più genuino e onesto di ogni storia mystery: far partecipare lo spettatore senza tradirlo con soluzioni impossibili da prevedere.
...allo stesso tempo, però, un po' troppi aiuti qui.
Un ottimo film.
SPOILER SPOILER SPOILER
L'assassino è Chris Evans. Aveva scambiato le boccette delle medicine.

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