The Human Target vol. 4: parliamo della miniserie di 12 uscita tra il 2022 e il 2023 per l'imprint Black Label di DC Comics.
Questo potrebbe essere il fumetto a farmi seriamente ri-precipitare nel baratro.
No, nessuna ongoing series in continuity all'interno di un qualche universo, ma certamente sto apprezzando la lettura di limited, gn e pubblicazioni stand-alone.
NOTA: Black Label aveva sostituito Vertigo; nel 2024, se capisco correttamente, DC ha riesumato Vertigo pur mantenendo Black Label. Non mi è chiaro quale sia, a oggi, la distinzione editoriale.
Parliamo di Tom King.
Quando ho smesso di leggere fumetti l'ultima volta, Tom King stava cominciando a essere riconosciuto come uno dei grandi scrittori contemporanei con la sua run su Batman, ma è successivo al mio periodo di grazia con i comics DC, quindi non l'ho mai effettivamente apprezzato come tale.
Questa mini è impeccabile, è uno dei migliori comics che abbia letto, è memorabile e superlativa in ogni suo aspetto. Non c'è un singolo difetto.
Questa è una pubblicazione del 2022 ed è ambientata, e in continuity, con una storia della Justice League International (vol. 2) di Gerard Jones del 1994, che lessi a suo tempo.
Vorrei dire qualcosa a proposito di come DC sia ancora costretta a storie intese per un pubblico della mia generazione, che l'esperienza "52" del 2006 continua a costare all'editore in termini di geeks persi per strada e mai recuperati.
Non lo farò.
Christopher Chance The Human Target è un personaggio DC molto minore: non ha poteri, è un maestro del travestimento, lavora come guardia del corpo.
A inizio storia lo troviamo morente.
Dodici giorni prima, mentre impersonava Lex Luthor, è stato avvelenato con una sostanza incurabile.
Dodici giorni per dodici albi, Chance vuole risolvere il proprio omicidio: i sospetti sono tutti membri della Justice League International; il movente è la vendetta per la morte di Ice (non c'è bisogno di conoscere l'esatto retroscena, ma è spiegato).
Qui la cosa diventa un filo più complicata, ma non di molto: Ice è viva e vegeta, come sempre con i personaggi dei fumetti, la morte è uno stato passeggero; Ice è co-protagonista della serie.
C'è una storia d'amore. Ci sono inganni e tradimenti. C'è un'impossibile quantità di genio e arte in questa miniserie, nei suoi testi e, per una rarissima coincidenza astrale, nei suoi disegni.
Greg Smallwood è un fantastico maestro (e il suo supporto di inker e coloristi).
Non c'è una tavola confusa, ogni riquadro è un'opera d'arte, narrativamente e visivamente è perfetto, squisitamente comprensibile, meravigliosamente personale e riconoscibile.
Cosa manca a questo fumetto? In realtà niente, semplicemente non siamo in un periodo storico con la possibilità di creare qualcosa di rivoluzionario; i grandi fumetti che tutti conoscono e riconoscono aver cambiato la storia del genere hanno tutti qualcosa in comune: non sono per bambini, sono quei fumetti che hanno mostrato la maturità del formato e la realtà di poterlo usare per produzioni adulte, significative e importanti.
Questo non può più essere fatto: non si può più rivoluzionare il concetto popolare di cosa sia un fumetto, perché non esiste più un serio bias infantile verso questa forma d'arte e intrattenimento.
The Human Target (vol. 4) è un capolavoro, un masterpiece perfetto.
Uhm.
Un difetto c'è, non per me. Immaginando un giovane lettore, questa miniserie un difetto ce l'ha. 'Giovane' non necessariamente d'età, giovane d'esperienza con la DC Comics.
Questa è una miniserie in continuity (parzialmente) che utilizza personaggi e bits di storie dagli anni '90 dello scorso secolo. E' pienamente possibile apprezzarla così com'è, ma non completamente.
Il centro di questo problema è, senza dubbio, Ice.
Tutto il fumetto gira intorno alla più nota caratterizzazione di Ice, un personaggio che ha smesso di essere rilevante da 30/40 anni (ammesso lo sia stato mai): Ice ha una caratterizzazione specifica che è fortemente legata agli anni della sua creazione e al contesto estremamente particolare della Justice League International, così come stabilito da Giffen/DeMatteis; tutta la storia gira intorno a questa risaputa, assolutamente certa, caratterizzazione del personaggio.
Tutto ciò è scritto e spiegato brillantemente da King nella miniserie, ma un conto è leggerlo per la prima volta nel contesto di questa miniserie, un conto è averlo interiorizzato 30/40 anni fa e vederlo esplodere durante questa miniserie.
Negli ultimi mesi ho letto alcuni eccellenti fumetti, ma questo è una spanna sopra tutti.
...e non ho detto del protagonista, che è un misto di James Bond, il Santo e tutti quei personaggi/spie carismatiche, con il più classico dei detective noir tutto cinismo, determinazione e profondità romantiche.
...e non ho detto di come albo giri intorno a un particolare justice leaguer e sia narrativamente diverso dagli altri, alcuni più di altri, con stile e tono che cambiano, e ci siano citazioni e riferimenti ad altre storie famose.
SPOILER SPOILER SPOILER
Ice e Fire sono i killer principali, ma altri della League hanno aiutato più o meno consapevolmente; Ice e Chance vivono una relazione appassionata e appassionante, soprattutto perché entrambi sanno (praticamente da subito) che lei è la sua assassina.
Chance muore. Ice piange. Qualche mese dopo riprova a uccidere Luthor, e ci riesce.
A questo punto la storia è fuori continuity.

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