infodump: cominciamo con i film. Under Ninja è l'adattamento live action dell'omonimo manga, esiste anche l'anime: ho provato a leggere il manga, guardare l'anime e adesso anche il film. E' la solita merda senza senso giapponese fatta di umorismo che non fa ridere; c'è qualche scena d'azione divertente, ma non è abbastanza. Good Boy 2025, film horror indie incomprensibilmente ben accolto dal pubblico: è una palla noiosa con il gimmick di essere 'vissuto' dal punto di vista del cane del protagonista che viene posseduto da un mostro. Il cane è sicuramente ben addestrato, il film è una merda. The Old Woman with the Knife è un palloso film coreano con la trama più abusata degli ultimi anni: 'vecchia' (circa 60, come li approccio il concetto di 'vecchio' sfuma ai bordi) assassina famosissima underground si trova a confrontare un giovane assassino con il quale condivide una misteriosa relazione (misteriosa davvero perché mi sono rotto prima della rivelazione: figlio di qualcuno ucciso da lei?); ci sono un paio di scene d'azione decenti a inizio film, poi peggiorano. 28 Years Later è la prima parte in una duologia diretta dallo stesso Boyle (avrà finito i soldi): è assolutamente una merda realizzato con un fastidiosissimo montaggio che lo fa sembrare un film di fantascienza sudamericano degli anni '70, odiosi effetti sonori e l'insopportabile scelta di un bambino per protagonista. The Great Flood è un disaster movie coreano con protagonisti una madre e un bambino odioso e insopportabile. After the Quake è un marone di dramma giapponese con personaggi depressi che reagiscono stupidamente a tragedie. Dust Bunny è il primo lungometraggio cinematografico diretto da Bryan Fuller, sfortunatamente è una merda che sembra stupidamente un misto tra Pushing Daisies e Hannibal: Mads Mikkelsen in un film per bambini, circa horror che sembra anche un po' A Monster Calls. E' un casino inguardabile. 100 Meters è un lungometraggio animato realizzato dal quasi esordiente studio d'animazione Rock'n Roll Mountain (nome particolarmente stupido): visivamente ricorda molto Haikyu!! e fatico a pensare un migliore complimento; classica storia di amicizia/rivalità tra due ragazzini appassionati di corsa, diventeranno adulti professionisti: non c'è niente che non vada in questo film, salvo essere un marone. Nobody è un film d'animazione cinese uscito l'anno scorso, titolo originale stando alla wiki "Làng làng shān xiǎo yāo guài" (usare come titolo internazionale, lo stesso di una recente serie di film d'azione americana è stata una scelta estremamente idiota): prodotto da Shanghai Animation Film Studio è l'highest grossing 2d animated movie made by a Chinese Company; il protagonista della storia proviene dall'antologia animata "Yao-Chinese Folktales" (prodotta dallo stesso studio) ed è una specie di spin-off/storia parallela a Journey to the West: alcuni mostri minori cercano di approfittare del successo del viaggio del Monkey King per elevare il proprio status, ma finiranno in un sacco di guai. Espedienti, amicizia, la sofferenza delle masse senza nome all'ombra dei grandi eroi: l'animazione è molto ben fatta, non ho apprezzato lo stile, ma tecnicamente è alla pari delle migliori produzioni internazionali. L'ho trovato pure molto noioso e infantile, ma è piaciuto tantissimo. Marvel Zombies S01, non è ancora annunciata ma quasi certamente ci sarà una seconda stagione: miniserie animata in 4 episodi, spin-off/seguito della serie What... If?, con cui condivide la produzione, nello specifico dell'episodio 5 della prima stagione; è Marvel Zombies basato sull'universo cinematografico, non quello a fumetti: si guarda, niente di che, ci sono un paio di idee simpatiche affondate dal peso di voler a tutti i costi essere piena di riferimenti al resto del MCU.
Passiamo ai libri. Blob - A Love Story di Maggie Su è il libro che ho cominciato subito dopo (non è vero ma fa effetto) Atmosphere - A Love Story: il libro della Jenkins Reid è magnifico, questo è molto mediocre: ho letto il finale per curiosità, non ne vale la pena. Solita giovane donna con gravi problemi relazionali, non va d'accordo con la famiglia, non riesce a tenersi un ragazzo, non ha amicizie ed è un bidone di neurosi e comportamenti autodistruttivi: in un vicolo trova un blob e se lo porta a casa. Ora, l'autrice ha scelto di chiamarlo 'blob', ma è, ovviamente, una slime e la storia è più o meno come un hentai senza sesso: il blob comincia a crescere e lei lo plasma nel fidanzato perfetto (che poi la lascia perché lei è una stronza senza redenzione, si sposa con la sua unica amica... che non è davvero un'amica ma più o meno solo una collega costretta a sopportarla). E' un romanzo senza senso, non offre consolazione, non gode nella miseria: è super meh. The Lesser Dead di Christopher Buehlman è uno dei primi romanzi di uno dei miei autori preferiti, è considerato un classico contemporanea di narrativa con vampiri ed è certamente un ottimo romanzo, però i vampiri mi annoiano e l'ho abbandonato. The Fall Is All There Is di CM Caplan è un romanzo, diciamo, new weird che unisce un sistema sociale circa nobiliare a un mondo post-apocalittico a bizzarra bio-tecnologia a metà strada tra Giger e steampunk: sfortunatamente, prova a creare personaggi edgy-divertenti e fallisce male, al punto da intralciare la lettura (nel mio caso, terminarla). Il libro ha i suoi fan. Privateers di Ben Bova sarebbe il primo libro nella famosa serie "Grand Tour", più spesso non è considerato tale per motivi di 'discrepancy' dovute al successo e successive modifiche per farne una serie dal libro seguente. Poco importa, è un romanzo del 1985, fantascienza distopica con sovietici ancora rampanti, ed è invecchiato molto male. Mind's Horizon di Eric Malikyte è un romanzo post-apocalisse di ghiaccio con Cthulhu Mythos, sono arrivato esattamente a un quarto dell'ebook e ancora zero Mythos e zero interesse verso i personaggi e scarso apprezzamento per la scrittura. Abbandonato. C'è un libro successivo, non sono sicuro se un seguito vero e proprio, che sarei intrigato dal provare (se lo trovassi). Exodus di Peter Hamilton, primo libro nella duologia "The Archimedes Engine" che funge da prequel narrativo per il videogioco di prossima uscita con lo stesso nome (Exodus): sembra una versione dumbed down di Seveneves; non è brutto, avrei potuto finirlo, ma è troppo lungo e non abbastanza interessante, e troppo sfacciato nel drop di lore e meccaniche del videogioco. Alchemy of Secrets di Stephanie Garber è urban romantasy con un setting di grande potenziale, da quel poco che ne ho letto, viziato dai soliti problemi di questo genere: personaggi insopportabili, assenza di umorismo, etc. A Forbidden Alchemy di Stacey McEwan è un romantasy con fazioni e innamorati appartenenti a fazioni opposte, valgono gli stessi difetti di cui al libro prima, nessuno dei pregi. Probabilmente eviterò i libri con 'alchemy' nel titolo per qualche anno. A House Between Sea and Sky di Beth Cato: ho provato un suggerimento dal blog di Scalzi e non è un brutto libro, ma è di quei romance con magical realism che mi causano immediata noia e perdita d'interesse. Challenge Rift di Deacon Frost è il secondo della Hollow Earth Apocalypse: la serie continua a sorprendere e, come ho visto succedere in altre occasioni, trovandosi per le mani qualcosa di interessante, l'autore spinge di lato il sesso (molto inferiore al primo volume) per concentrarsi sulla storia e il system. C'è il primo level up importante dei protagonisti, lo sviluppo della base li porta a interagire con altre razze; il protagonista estende il suo harem alla terza 'fidanzata'. What If...Kitty Pryde Stole the Phoenix Force? di Rebecca Podos è il quarto libro nella serie, il primo della duologia finale, il peggiore nella serie: è così orrendamente mediocre che non sono riuscito a finirlo. A questo punto potrei decidere di mollare la serie qui. Everybody Wants to Rule the World Except Me di Django Wexler è il seguito (e il finale) di How to Become the Dark Lord: ero già stato più volte a un passo dal mollare il primo libro, essendo arrivato in fondo a quello ho rapidamente letto il finale di questo per 'completezza', ma l'umorismo qui è ancora meno divertente, la storia e i personaggi continuano a essere forzati, non c'è stato verso di leggerlo tutto. The Two Week Curse di Michael Chatfield è il primo nella lunga serie 'Ten Realms' di military fantasy cultivation: è un libro apprezzato ma la scrittura è davvero mediocre. Bride di Ali Hazelwood è un mediocre romantasy tipo Underworld con vampiri e licantropi in guerra che decidono di far sposare i propri eredi, e bla bla. Between a Rock and a Carapace, Enemy A[n]t the Gates, Antvance into the Unknown di RinoZ (Chrysalis 4-6): mi sono fermato al penultimo uscito. Il quarto è molto world building e personaggi secondari; nel quinto Anthony e la Colony sono attaccati da vari poteri forti del dungeon e devono difendersi (e ci riescono); il sesto è il peggiore nella serie: un terzo del libro è system, il resto è avventura nel nuovo piano del dungeon ma senza particolare forza, e con uno stile che ricorda troppo i videogiochi (hub e quests). Nei testi di flavour all'inizio dei capitoli, l'autore comincia a inserire testi prodotti dalla Colonia stessa, frequentemente presi da (almeno) 10 anni dopo gli eventi raccontati. Immagino ci sia l'idea che la serie cominci a intravedere il finale. Neural Wraith 2 di KD Robertson vede il protagonista impegnato in un altro caso con il potenziale di distruggere l'ordine della Città; il rapporto con le Archangel cresce al punto da metterlo in possibile conflitto con tutti, sono effettivamente il suo esercito privato: viene, non per caso, introdotta con il chiaro intento di stabilirla come villain per il terzo e ultimo romanzo, una nuova Archangel che dovrebbe andare a sostituire il protagonista nel ruolo di leader. Ci sarà conflitto ideologico. Grazie alla quantità di pagine extra in questo romanzo, l'autore è in grado di dedicare un numero assolutamente superfluo di tempo a rappresentare il complesso sistema capitalistico delle megacorporazioni cyberpunk: non è comune, è noioso, è interessante. Homestand: Small Town Baseball and the Fight for the Soul of America di Will Bardenwerper è un saggio sul baseball delle minor league e come stia venendo distrutto dal malvagio Rob Manfred; mentre è squisitamente condivisibile l'opposizione tra valori sportivi e sport professionistico, il taglio datone dall'autore è uno di patetico nazionalismo ed esaltazione delle piccole comunità locali. Audition di Katie Kitamura è un bizzarro romanzo con un giovane che incontra un'attrice un po' in là con gli anni e dichiara di essere suo figlio; non è possibile, lei non ha avuto figli, ma per potenti (incomprensibili) motivi psicologici sia lei che il marito cominceranno a condividere la delusion di essere i suoi genitori. Qualcosa del genere, non l'ho finito, mi ha annoiato e pure irritato. Titan Mage di Edie Skye è il primo in una serie porno escaflowne (robot fantasy) che è decisamente troppo infantile e stupida per me, non è scritto male. 
Concludo il primo infodump dell'anno con una breve citazione di Transformers 40th Anniversary Special Movie: cortometraggio realizzato da Trigger in collaborazione con Production IG per celebrare l'anniversario dei Transformers; il corto dura 3 minuti e mezzo circa e mostra, alla rinfusa/alla cazzo, una gigantesca quantità di personaggi presi da tutte le incarnazioni dei Transformers. Considerando la brevità della produzione, la realizzazione tecnica è oscena e offensiva: è animato di merda per quanto è corto, specialmente paragonandolo con il simile cortometraggio celebrativo per Gundam Wing da poco uscito (che è super). E' una di quelle robe che guardi a rallentatore nel mentre che cerchi di riconoscere tutti i personaggi, e non riesci perché è animato così male che alcuni non si riconoscono.

Blood Wing Hunter: manga pubblicato su Shonen Jump, 3 volumi, 36 capitoli, un anno circa prima di essere selvaggiamente axed, autore esordiente Riuuji Kunimoto. 
Serie condannata sin dall'inizio a causa della banalità della storia e della mediocrità dei personaggi; l'ho seguita per nessun motivo particolare, inerzia direi.
Angeli malvagi uccidono umani; umani dotati di poteri sovrannaturali danno loro la caccia. Ci sono due protagonisti: giovane cacciatore con spada e poteri di fuoco, taciturno e ossessionato, affiancato da angelo traditore femmina con poteri elettrici, arrogante e impulsiva. 
Tutto ciò detto. 
C'è un momento, sfortunatamente troppo tardi per salvare la serie, quando all'autore deve essere stato detto: "fa qualcosa di diverso o verrai cancellato". A questo punto, mentre la storia rimane una stronzata, i disegni esplodono. 
Gli ultimi capitoli del manga sono impressionanti da guardare: bold e fuori dal comune, inquadrature azzardate, scene stravagantemente dinamiche, assolutamente creativi; soprattutto, nonostante l'improvvisa ricercatezza delle tavole, la narrazione rimane chiara e controllata. 
Mi auguro all'autore venga data una seconda possibilità, perché ha dimostrato di avere talento inesplorato. 
Il finale, inoltre, pur essendo tirato via e un po' un casino, è molto soddisfacente. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Lei è la figlia del capo degli angeli, succedono cose: dona i propri poteri a lui che diventa super potente (c'è dell'altro ma non è importante); lui vince ma muore. Lei lo aspetta. Lui torna (non si sa come, ma non è importante) e si mettono insieme. 


Hell Difficulty Tutorial - Book One (Id, 2024): questo dovrebbe essere il volume peggiore nella serie; gli stessi fan della serie consigliano di cominciare dal secondo. Non è qualcosa di possibile, per me. 
Ci sono dei tizi random su un autobus che si ritrovano senza preavviso nel livello 1 di un 'dungeon'; c'è un system ma è rimescolato con elementi di cultivation (assomiglia un po', volendo, a HWFWM). 
Il dungeon non è cunicoli e trappole, ogni livello è un mondo a parte. 
Almeno nel primo libro, il 'tutorial' del titolo non ha particolare senso: ci sono dei piccoli accenni che tutta questa storia potrebbe essere il prologo a qualcosa di più ampio, ma è solo un titolo cool (nella testa dell'autore); la difficoltà hell, immediatamente identificata come la più difficile, non è significativamente rappresentata: sembra il solito inizio di system con l'unica aggiunta delle morti frequenti di personaggi random senza valore. 
Il nostro protagonista è riconosciuto nel fandom litrpg come il più edge lord degli edge lord, ed è una fama meritata e parzialmente motivo di successo. E' divertente. E' stupido, ma divertente come le migliori serie del genere. 
Il protagonista è un genio: decide di investire tutti i suoi punti in mana, ignorando tutte le altre stats, si crea una build da glass cannon (ma in realtà non è così perché uno dei suoi poteri principali è un'abilità barriera assolutamente op) e l'autore è molto bravo a descrivere e immaginare i poteri. 
Un'altra cosa che viene spesso detta in relazione a questa serie: è molto anime, sembra uno shonen. 
Proseguirò nella lettura, almeno del volume successivo per sperimentare il grande miglioramento raccontato dai fan.


Alive (Id, 2025): "an alternative anatomy". Un nuovo approccio all'anatomia, una scossa letteraria per spronare una rivoluzione concettuale: basta con lo studio tradizionale dei pezzi componenti il corpo umano in una rigida e asettica descrizione analitica, sostituita da una visione organica (!) delle parti nello svolgimento delle proprie funzioni vitali. Non cadaveri, ma viventi. 
Gabriel Weston, l'autrice, è un chirurgo inglese e personalità televisiva, questo è il suo terzo libro. 
Ci sono circa 10 anni della vita dell'autrice in questo libro ed è un'influenza attiva nella scrittura e nel contenuto dei suoi capitoli: la chirurga diventa una paziente cardiaca, un figlio si ammala di una rara patologia cerebrale. 
Il cuore e il cervello, in questi due casi particolarmente emblematici dell'approccio a questa anatomia, non sono impersonali e generici parti del corpo universale comune a tutti gli esseri umani; sono organi specifici e perfettamente individuati e il loro comportamento, come funzionano e falliscono, impatta la vita reale delle persone, dei pazienti. 
Elenco dei capitoli: Bone, Genitals, Gut, Womb, Lungs, Skin, Breast, Kidney, Brain, Liver, Heart; più un capitolo introduttivo, Dead, e l'epilogo, Alive.
E' una lettura cruda, crudissima addirittura: ogni capitolo contiene descrizioni estremamente grafiche e precise di operazioni chirurgiche; tutto comincia con un'autopsia e finisce con l'estrazione di un cuore per un trapianto. 
E' un'idea brillante e l'intelligenza dell'autrice è indubbia: l'autopsia è la vecchia anatomia, pezzi di corpo pesati ed elencati, estratti da un cadavere; l'intervento sul donatore è un pezzo di corpo letteralmente pulsante che servirà, nello svolgimento della sua funzione, a migliorare la vita di un altro. 
E' una lettura viscerale, persino morbosa quando gli interventi sono commentati con l'occhio del chirurgo che vive con le mani nel corpo delle persone: l'esperienza del corpo umano in tutta la sua gloriosa e sanguigna vitalità.
Non è solo colore, però: ogni capitolo riporta effettivamente una chiara, concisa descrizione dell'organo in questione con un po' di storia della sua scoperta/rappresentazione nella tradizione anatomica, e qualche patologia esemplare d'accompagnamento. 
Il colore, tuttavia, è centrale: ho detto sul cuore e il cervello, ma ogni capitolo contiene una sua 'digressione sociale'. Parlando di geniali, womb e breast, c'è l'occasione di esplorare posizioni femministe e commentare sul divario tra conoscenza storica del corpo maschile con quello femminile, religione, aborto e una divertente storia della diagnosi di 'isteria'; il capitolo sui polmoni è arricchito da considerazioni economiche sul rapporto tra povertà e malattia, e si parla persino di George Floyd. 
E' una lettura interessante, viziata qua e là dall'invadente presenza dell'autrice e il suo continuo ripetere quanto la sua idea e opera siano eccezionali rispetto alla vergognosa tradizione: non discuto sul merito, ma sulla frequenza sì. 
Meritatamente, uno dei saggi più apprezzati e riusciti dello scorso anno.


Kill the Beast (Id, 2025): romanzo debutto per Serra Swift, il marketing saluta l'autrice come una nuova Kingfisher/Novik. 
Parliamo, quindi, di fantasy con elementi folk/reinterpretazione di favole famose e cose del genere. 
Ora, lasciatemi esporre il marketing di questo romanzo, per chiarezza. 
Il titolo del libro è "Kill the BEAST"; la pubblicità accosta l'autrice a scrittrici famose per utilizzare popolari elementi folk nelle proprie storie, o direttamente scrivere versioni alternative di favole (più o meno) famose; la quarta di copertina ci racconta di 2 protagonisti che diventano amici, ma uno dei due nasconde un 'dark secret'. 
La protagonista femminile, che è una cacciatrice di mostri, non nasconde un dark secret; il dark secret è nascosto dal protagonista maschile, che è un nobile con una misteriosa connessione con la bestia del titolo. 
Il dark secret non è uno di quei segreti rivelati nelle prime 10 pagine e il resto del tempo trascorso a venirci a patti o risolverlo; è un segreto 'vero' intorno a cui l'autrice costruisce la storia, che viene tenuto tale fino a quasi la fine, con l'autrice che offre clue qua e là, e rivelato con grande fanfara come un'incredibile capovolgimento della vicenda. 
Il libro è ben scritto, non all'altezza dei modelli; la caratterizzazione dei personaggi è divertente, ci sono dramma e umorismo: ho sperato tutto il tempo che quanto raccontato sopra fosse una gigantesca misdirection, un astuto trabocchetto con un'impressionante rivelazione finale. 
Mi sarei accontentato anche di una mediocre rivelazione finale; il libro sarebbe stato di decente valore con anche solo una qualsiasi rivelazione finale diversa da quella così facilmente prevedibile. 
Sfortunatamente, non è così. 
Il colpo di scena è quello ovvio intuibile ancora prima di cominciare il romanzo; l'autrice tradisce ingenuità e mancanza di esperienza: è una lettura godibile, ma il terzo atto è terribilmente stupido e abbassa sensibilmente la valutazione finale. 
Qualche nota sparsa: c'è un cane che accompagna la protagonista, non è un cane realistico ed è usato esclusivamente come strumento emotivo; il setting è poco chiaro con un livello tecnologico che oscilla tra spade e macchine fotografiche.
SPOILER SPOILER SPOILER
Bella e la bestia. Lui è la bestia e l'ha assoldata per farsi uccidere, ma diventano amici e lei lo cura con il potere dell'amore platonico. Lei è omosessuale, lui no: sono amici, non amanti. 
Si salvano tutti e vivono circa felici, nonostante abbiano ammazzato inutilmente e per sbaglio un sacco di gente. 


We Are Legion (We Are Bob): (Id, 2019): primo nella serie Bobiverse di Dennis E. Taylor. Ho letto questa cosa e mi ha divertito, quindi la riporto: questo romanzo venne nominato per il Seijun Award nella categoria miglior traduzione. 
Ha perfettamente senso: è la versione scifi di una classica storia 'reincarnated as' qualcosa di bizzarro.
Bob è il solito programmatore molto intelligente, muore e si risveglia un centinaio di anni dopo: la sua mente è stata digitalizzata e gli viene data la scelta tra essere cancellato o diventare un 'replicant'; succedono un po' di cose e Bob viene messo alla guida di una space probe. 
C'è una sorta di nuova space race, questa volta per la ricerca di un nuovo pianeta abitabile. 
La space probe 'capitanata' da Bob segue l'idea guida postulata da John von Neumann: "self-replicating spacecraft". 
Bob è munito di stampante 3d e varie altre risorse. Bob crea cloni di se stesso, astronavi per i propri cloni e insieme cominciano a esplorare lo spazio profondo. 
Ah: nel frattempo sulla Terra è circa scoppiata la terza guerra mondiale e l'umanità si è più o meno annichilita. 
Bob, però, non è l'unico replicant nello spazio. Ce ne sono degli altri e sono, naturalmente, ostili. 
Superata l'introduzione, il romanzo si spacchetta in una serie di trame relativisticamente parallele: ogni capitolo riporta la data e la distanza in anni luce implica che alcune vicende si sviluppano in tempi diversi rispetto ad altre. Bob si clona, i suoi cloni si clonano: più o meno tutti, almeno in questo primo libro, rimangono coordinati. Alcuni di questi cloni sono psicologicamente molto diversi, altri sono più simili all'originale. 
Alcuni di questi cloni decidono di tornare sulla Terra e cercare di aiutare i pochi sopravvissuti, altri vogliono esplorare lo spazio, altri si costruiscono una mega stazione spaziale per dedicarsi alla ricerca scientifica. 
E' scritto bene, è originale. C'è tantissimo potenziale nel setting e ho già preso i due seguiti. 
In tutto ci sono 5 libri, ora che scrivo ma non ho cercato informazioni: due seguiti sono stati scritti immediatamente dopo il primo romanzo; un quarto è arrivato tre anni dopo e il quinto è uscito quattro anni dopo, due anni fa. 


The Chosen One (Id, 2022): primo libro nella trilogia "Prophecy Approved Companion" di Tevagah.
Se non ricordo male, ho cominciato a leggerlo su segnalazione di Shirtaloon (suppongo l'autore sia australiano). 
NOTA: ora che scrivo, Tevagah ha smesso di scrivere romanzi/web novel ed è passato a sceneggiare adattamenti a fumetti su webtoon, tra cui quello di Dungeon Crawler Carl.
Serie fantasy comica, protagonista della storia è Qube, inconsapevole (ma progressivamente più sapiente) npc in un nuovo videogioco con tecnologia immersiva. 
Il prescelto del titolo è il giocatore che comincia una partita. Questo specifico giocatore, però, non è 'normale': è tester impegnato (e appassionato) nel trovare exploit, bug e glitch da sfruttare per rompere il gioco (e farsi due risate).
Qube non sa come comportarsi: il prescelto passa ore a strisciare contro i muri e spingere come se volesse passarci attraverso, entra nelle case degli altri villagers per rubare e rompere i loro vasi, quando cammina comincia a fare capriole a ripetizione per muoversi più velocemente.
L'autore cerca di mantenere una sorta di logica interna, ma è costretto qua e là a dargliela su in favore di scene divertenti: lo scontro tra il personaggio che non sa di essere in un videogioco e rimane basito dalle gesta incomprensibili di un personaggio che sa di essere in un videogioco, ma non è interessato a interpretare un ruolo è spesso esilarante, frequentemente inconsistente. 
Non è solo comicità fine a se stessa, c'è anche satira e critica contro gli stereotipi narrativi dei videogiochi e, in generale, l'utilizzo di tropi degradanti nell'intrattenimento. 
Qube, tanto per fare l'esempio principale motore della parte iniziale della storia, dovrebbe morire a inizio storia per diventare la motivazione dell'eroe: la più trita e offensiva delle women in refrigerators; il giocatore, che non è il protagonista, decide di opporsi a questa scelta degli sviluppatori del gioco: fa glitchare Qube dalla sceneggiatura, la salva e libera dai comportamenti predeterminati imposti dagli autori.
A questo punto comincia il libro vero e proprio ed è una lettura di qualità. 
Qube comincia ad accorgersi delle stranezze di questo mondo videoludico e mettere in dubbio la logica della (sua) realtà: è il più letterario e filosofico dei dubito, ergo cogito, ergo sum (Thomas, 1765); parallelamente, accorgendosi della sua incipiente autonomia di pensiero, il giocatore affronta anche lui una crisi di coscienza: come farsi le suddette due risate a spese del gioco quando uno dei personaggi che vivono nel mondo del gioco (e forse altri) potrebbero essere intelligenti e senzienti?
Sono molto combattuto: il libro è troppo lungo, ma c'è un senso e un motivo per questa lunghezza; la ripetizione di certe scene emula specifiche e ricorrenti scelte narrative applicate al gameplay di tanti videogiochi: la lunghezza del libro serve a dare piena rappresentazione al 'gameplay loop' di tanti giochi di ruolo. 
Resta troppo lungo ma, dopo lunga riflessione, non saprei davvero quale parte avrebbe potuto essere eccisa senza rovinare il risultato.
A differenza di roba tipo SAO, che non richiede reale esperienza con i videogiochi aldilà della conoscenza più generica, questo romanzo necessità di un livello di comprensione ed esperienza con i videogiochi molto più approfondito e datata (vecchia di data ma anche piena di dati): quando il giocatore si trova all'inizio del livello acquatico e vorrebbe poterlo saltare in ogni modo possibile, solo chi ha odiato ogni livello acquatico in ogni gioco di sempre può capirlo; dicasi lo stesso per inutili sezioni platform in un gioco di ruolo. 
Quando la protagonista vede il giocatore crouch-jump per raggiungere cose che non dovrebbe essere possibile, o quando loot appare dalla morte di nemici causandole un dread esistenziale al pensiero di avere, dentro il proprio corpo, un sacchetto di monete senza saperlo, questo romanzo raggiunge vette completamente inaspettate. 
Leggerò certamente i due seguiti.
SPOILER SPOILER SPOILER
Nel finale, uno degli sviluppatori parla con Qube e la testa alla Blade Runner. Qube e il Dev decidono di continuare il gioco e vedere cosa succederà.