Castlevania - Belmont's Curse: se non sbaglio, ed è facile a causa dei mille remake/remaster/collection, questo è il primo, nuovo (vero) Castlevania da Order of Ecclesia del 2008 per Nintendo DS.
Qualcuno potrebbe voler contare anche i Lord of Shadow, in quel caso ci avviciniamo fino al 2014.
La storia è ambientata a Parigi nel 1499, protagonista è Rose Belmont, figlia di Trevor e Sypha: in pratica, in un colpo solo, Belmont's Curse riesce a capitalizzare su entrambe le recenti serie animate di Castlevania distribuite da Netflix. 
NOTA: Trevor compare nel gioco e il suo design invecchiato gli è valso clamore internet e varie definizioni di 'hot daddy'.
Questo gioco non è sviluppato da Konami! E' una produzione Evil Empire - Motion Twin. 
Dimostrando una consapevolezza rara in un gigante dell'industria giapponese, specialmente per gli odiati nemici-di-tutti-i-videogiocatori-seri, in Konami hanno avuto la prima idea buona da un decennio e affidato la realizzazione del gioco a quelli di Dead Cells. 
Il risultato è un ottimo Castlevania. Un buon Castlevania. Un... decente Castlevania? 
Ha due problemi che aggravano il gioco ora dopo ora: comincia bene, poi questi problemi cominciano a diventare progressivamente più insopportabili, fino a farti completamente rivedere l'opinione sull'esperienza. 
Il primo è il meno importante: Rose è insopportabile. C'è molto dialogo e caratterizzazione in questo gioco, sarebbe una buona cosa, ma la protagonista è fastidiosa, lagnosa, irritante e generalmente non un buon personaggio. 
Sono molto meglio i servi di Dracula. 
Ah, giusto: Dracula è risorto (a livello di continuity dovrebbe essere la prima volta dopo essere stato ucciso, per la prima volta, da Trevor e gli altri) e ha messo Parigi a ferro e fuoco. 
Dicevamo: Rose è noiosa e alla lunga fa perdere qualsiasi interesse nella storia, ma certamente non è la storia il punto chiave in un gioco come questo. 
Arriviamo al secondo problema, quello peggiore: i controlli e, più in generale, il traversal in Belmont's Curse sono pessimi. Non sono pessimi in assoluto, non fatemi esagerare: sono terribili in un gioco prodotto da quelli di Dead Cells, sono osceni considerando quanto facili e brevi siano i segmenti 'difficili' di platforming. 
Questo Castlevania è stato realizzato, e non è un problema in sé, con l'idea di essere approachable e aperto a un pubblico di non specialisti (è pieno, per dire, di opzioni cheat che non disabilitano i trofei! Ti invitano a usarle): è molto facile. Sono facili i combattimenti, sono facili le stanze challenge. 
Bene. 
Il traversal è una merda perché i comandi, specialmente uno, sono legnosi e pesanti, infelicemente imprecisi: le minuscole stanze challenge diventano frustranti perché Rose non va nella direzione desiderata, perché la sua principale e primaria abilità di spostamento fa il cazzo che vuole. Questo problema si riflette durante i combattimenti e durante il backtracking. 
Non mi lamento del backtracking, fa parte di questi giochi: ma è odioso se non riesci a farlo in fretta. 
NOTA2: persino il fast travel è un cesso in questo Castlevania, ha tempi di caricamento lunghissimi, immotivatamente, ed è inutilmente complicato. 
Ora: non lo platinerò. 
L'ho finito e l'ho finito con quasi tutti i trofei. Gli ho dedicato tempo, ho esplorato e mi sono sbattuto, ma c'è un trofeo speedrun che è, per me, l'apoteosi del disgusto: è il mio 'trofei online' del disprezzo. Ho comunque guardato ed è una speedrun ridicola di 4 ore, e il gioco si può finire facilmente in 2: si può fare senza impegno, ma non è come mi piace giocare. 
Non esiste trofeo peggiore di quello che ti costringe a fare qualcosa che non vuoi; pur sapendo che non avrei platinato, ho fatto 100%.
Ho persino dedicato del tempo (quasi un hate-play) alla fottuta Hall of Mirrors, probabilmente il peggiore biome di sempre per un Castlevania, e molto in alto nella classifica assoluta del genere: non solo è odioso da navigare, è terribile da guardare a livello da farsi sanguinare gli occhi. 
I due problemi che ho indicato prima di perdermi a parlare dei trofei, rovinano l'esperienza: l'introduzione è molto buona, poi le distanze tra i punti d'interesse diventano sempre più lontane, e il traversal si trasforma in un chore che rinsecchisce l'anima. 
Nel mentre che Rose rompe i coglioni ogni volta che parla.
Onestamente, resta un buon gioco ma, a posteriori, perché farlo fare a quelli di Dead Cells? E' il Castlevania più banale e safe di sempre: inventa zero, rischia niente, a livello di gameplay è battuto da ogni miglior metroidvania degli ultimi 10 anni, è troppo facile. 
Alla resa dei conti, il vero problema di Belmont's Cure è quello di non essere un Evento: è il primo, vero Castlevania da decenni, avrebbe dovuto essere esplosivo, rivoluzionario, memorabile. Avrebbe, almeno, potuto provarci.