Sentenced to Be a Hero s01: seconda stagione annunciata. Questa serie animata è un recupero dalla stagione scorsa invernale, trasmessa tra Gennaio e Marzo 2026; adattamento dell'omonima serie di light novel, esiste anche un manga. 
NOTA: i romanzi sono di Rocket Shokai. Nello stesso periodo di questa serie (ma più lunga e finendo adesso) ne è stata anche pubblicata un'altra sempre inspirata a romanzi dello stesso autore, Scum of the Brave.
Dodici episodi in tutto: il primo doppio, gli ultimi senza titoli di coda per farci stare più scene, l'ultimo più lungo del normale. 
Produzione Studio Kai. Qui c'è da fare un appunto: lo studio è in pessime acque (non è l'unico) e nel periodo di trasmissione cominciarono a circolare voci di fallimento; poco dopo la conclusione della serie, lo studio filed for insolvency. Non è fallito, non sta bene.
Questo è un buon prodotto: non di molto, ma sopra la media; è animato decentemente, la storia è  abbastanza interessante, i personaggi sono non completamente degli stereotipi. Soffre, tuttavia, dello stesso problema di molti adattamenti da romanzi: sono introduttivi. 
Questa prima stagione adatta i primi due volumi: gli ultimi episodi stanno ancora introducendo personaggi principali; in un romanzo, un passo così è accettabile, in una serie vuol dire sprecare una stagione realizzando un prologo infinito. 
Odio i flashback, ma questi progetti godrebbero dallo svilupparsi narrativamente su due linee temporali. 
Tutto ciò detto.
Fantasy con un po' di tecnologia, ci sono mostri che attaccano l'umanità (una variante del Demon Lord e le sue truppe); l'umanità è fortemente divisa tra popolazione comune, nobili e clero. Sembra ci sia dell'incapacità nel governo, molto presto diventa evidente trattarsi di un piano: nelle alte sfere dell'umanità, c'è qualcuno che vuole aiutare i mostri. 
Protagonista della serie è un'unità di 'penal hero': in pratica viene preso un criminale, viene trasformato in una specie di zombie immortale, appioppato il nome di 'eroe' e usato per i compiti più odiosi e le missioni suicide. 
Ah: alcuni di questi sono criminali veri e propri, altri sono criminali politici come il protagonista.
Nell'ultimo episodio, viene spiegato perché l'utilizzo della parola 'eroe' per quella che è considerata la peggiore condanna penale al mondo. E' una spiegazione senza senso, ma poco importante: è un gimmick, è divertente e funziona. 
Ogni membro dell'unità ha un potere/abilità di qualche tipo: il protagonista è Gambit, poi c'è un tizio fortissimo con l'ascia, c'è un esperto di incantamenti, lo sniper, un tizio con un drago e via così; ci sono un paio di personaggi femminili che gravitano intorno al protagonista. 
C'è la dea. 
La dea è un prodotto magico-tecnologico: ha la forma di una bambina, è geneticamente modificata per volersi sacrificare per salvare l'umanità, ha poteri potentissimi ma deve connettersi con un 'cavaliere'. 
Il protagonista e la dea diventano subito, come ormai impossibile da evitare, una coppia alla Geralt e Ciri.
Ho fatto fatica a proseguirla, i primi episodi sono orribilmente banali: migliora da metà in poi; la dea è inizialmente insopportabile, poi, con il passaggio da comico a drammatico in concomitanza con il finale, diventa un personaggio accettabile.
Sicuramente guarderò la seconda stagione.
SPOILER SPOILER SPOILER
Nessuno muore; i vertici della chiesa sono corrotti e malvagi e vogliono arrendersi per diventare slave master dei loro simili sopravvissuti; la co-protagonista femminile uccide lo zio, perché uno di questi traditori, e viene trasformata in eroe.