The Running Man 2025: è divertente. C'è un sacco di merda prodotta in America da anni a questa parte, ma il secondo adattamento del romanzo di King è stato immotivatamente criticato e ignorato dal pubblico. 
E' interessante. 
La critica, le recensioni degli specialisti, sono mediamente positive; il film non è piaciuto al pubblico. 
Come fa un film come The Running Man a piacere alla critica, non piacere al pubblico? Un film d'azione e fantascienza, frequentemente comico con grandi e grossi effetti speciali? 
Probabilmente, è la mia opinione, il pubblico americano comincia a essere stanco di sentirsi dire di essere composto da un ammasso di idioti facilmente manipolabili e completamente incapaci di un pensiero razionale individuale e proprio; potrebbe essere che il pubblico cominci a risentirsi per la pressione, e che il dubbio insinuato dall'intrattenimento stia rovinandogli l'intrattenimento: essere così costantemente al centro del ridicolo è offensivo. 
Quindi guardano da un'altra parte. 
Tutto ciò detto. 
Sono vecchio, preferisco l'originale: è uno dei miei film preferiti, ho persino costretto mia moglie a guardarlo, ed è uno dei grandi campioni della Hollywood camp del Batman di Adam West.
Questo nuovo adattamento è più fedele al romanzo di King, almeno all'inizio; non ha bisogno di vendere Arnold come un eroe, può permettersi di usare un personaggio più vicino all'originale: un povero underdog costretto a rischiare la vita per far arrivare soldi alla famiglia. 
Il tutto nel contesto dello show televisivo con i cacciatori di umani. 
E' l'ultimo film di Edgar Wright e il suo migliore da 15 anni; l'unico vero problema che ho con la sua realizzazione è stato l'half-assed tentativo di world building: il film tenta di imitare il predecessore del 1987 e Robocop (stesso anno) con un paio di spot pubblicitari e altri programmi televisivi, con le buchette postali con droni, con qualche panoramica di gated community dentro le città e roba del genere, ma risulta tutto forzato e puramente decorativo. 
Non c'è consistenza e uniformità: la sceneggiatura manca di fiducia e del coraggio necessari ad abbracciare l'idea di creare e rappresentare una distopia satirica, una vera parodia della società americana.
Ci sono dei filler qua e là, ma niente che dia carattere e identità al film. 
The Running Man 2025 è divertente, ma è uno qualunque dei film con spettacoli dal vivo e cacciatori di uomini: manca di personalità. Ha solo budget.
Ah, gli attori. 
Ci sono tante facce riconoscibili, molte di queste non sono frequentemente agli allori della cronaca da qualche anno: Colman Domingo, Lee Pace (pessimo casting, veramente poco credibile), Michael Cera, Sean Hayes e altri simili. 
Glen Powell nel ruolo che fu di Arnold, ma in un ruolo completamente diverso, per fortuna, continua a mostrare qualcosa in meno rispetto ai suoi peer: è lacking nel comparto del carisma, è simpatico ma non è divertente, è fisicamente prestante ma non domina la scena. 
Ha bisogno di dialoghi migliori, ha bisogno di migliorare il suo timing; ha bisogno di muoversi meglio e imparare un po' di arti marziali, un po' di parkour. 
Gli mancano tecnica fisica e naturalezza recitativa (gli manca il talento e gli manca l'impegno): non in gravi dosi, ma abbastanza da essere notabile.