Samurai Marathon: avrebbe dovuto essere un bel film.
Co-produzione JP-UK realizzata dagli stessi del superbo 13 Assassins di Miike.
Film giapponese, regista inglese.
Tratto da un romanzo basato su una storia vera.
E' il 1855 e il Giappone è all'alba della grande svolta culturale che metterà fine al suo isolazionismo.
Navi straniere piene di tecnologia continuano ad arrivare più o meno di nascosto.
Il capo del clan Annaka odia gli stranieri ed è visto con sospetto dallo shogunato... un non sequitur dopo decide di organizzare una grande maratona a cui obbliga la partecipazione di tutti i suoi samurai per dimostrare lo spirito giapponese e prepararli alla lotta contro il nemico barbaro.
Il film è abbastanza corale, ma possiamo individuare quattro protagonisti principali: Takeru Satoh (il Kenshin live action) interpreta una spia dello shogun piantata nel clan Annaka, una spia che si è appassionata al clan Annaka e vuole salvarlo; Nana Komatsu è la principessa degli Annaka e una occidentofila che scappa di casa approfittando della maratona; il capo dei samurai degli Annaka vuole vincere la maratona e chiedere in sposa la principessa... ripensandoci, questi sono i tre personaggi principali: ci sono poi un tizio povero molto veloce a correre che gli altri cercano di corrompere con i soldi perché è povero, c'è il figlio di un samurai morto e un vecchio amico del padre un po' rincoglionito, c'è il capo degli assassini inviati dallo shogun che va in giro armato di due colt.
Corrono un sacco.
E' una via di mezzo tra le wacky races e la death race: per vincere, i samurai ricorrono a trucchetti idioti e buffi, o a prendersi male a spadate.
Avrebbe potuto essere divertente, ma c'è un gigantesco problema: praticamente non combattono.
Ci sono recensioni online che parlano di belle coreografie di combattimento, ma è gente che non ha idea di cosa sia una bella coreografia di combattimento: Samurai Marathon è molto deludente e scarico d'azione.
Ho tenuto per ultima l'informazione chiave, il nome del regista: Bernard Rose.
CHI?!?
Il nome mi diceva zero. Un tempo era il famoso regista di horror anni '90: Candyman, Paperhouse.
Negli ultimi 20-30 anni ha realizzato altri film, ma ignoti.
Come sia finito a dirigere questa produzione è misterioso e curioso.
Il risultato, però, è così scarso da non invitare a indagine.