In the Grey: l'ultimo film di Guy Ritchie. E' stato un flop, non è il primo del regista ma è particolarmente immotivato. 
E' un buon film di Guy Ritchie con tutte le caratteristiche tipiche del regista, visive e narrative, il che lo pone, a mio e mia moglie avviso, ben al di sopra della media delle produzioni cinematografiche americane. 
Il cast è un ensemble dei feticci più recenti dell'autore: Eiza Gonzalez è un avvocato specializzata nel recupero di crediti rischiosi, Henry Cavill e Jake Gyllenhaal sono i leader della sua squadra di mercenari; il Bardem meno famoso è il criminale da cui devono recuperare i soldi, Kristofer Hivju è il capo dei suoi mercenari. 
Metà film è pianificazione della missione, metà film è esecuzione della missione. 
Dura un'ora e mezza, azione o dialoghi brillanti senza pause, nessun punto morto, personaggi protagonisti ben caratterizzati attraverso battute e quirk come da tradizione di Ritchie. E' impeccabile. 
Vogliamo criticarlo? Non è originale, la storia è prevedibile, non c'è grandezza: è una produzione altamente professionale, qualità costante sopra la media, sceneggiatura asciutta, niente di superfluo, carismatici protagonisti maschili con un eccellente bromance; buone scene di combattimento e inseguimento, probabilmente un po' troppo realistiche: il film avrebbe goduto da azione più sopra le righe, ma è una scelta stilistica e il risultato è godibile ed eccitante. 
Gonzalez continua a non piacermi, l'ho già detto ma trovo sia una cagna attrice sopravvalutata. 
Meriterebbe un seguito, ma se non l'hanno avuto i precedenti (e migliori) due film di Ritchie, dubito accadrà.
SPOILER SPOILER SPOILER
Vincono. Muoiono solo un paio di personaggi secondari del team.