Football (Id, 2026): c'è un po' di confusione online su questo libro. Comprensibile confusione.
Chuck Klosterman è un giornalista/critico letterario: nel 2009 ha pubblicato una raccolta di essay intitolata "Eating the Dinosaur", uno dei testi contenuti intitolato "Football".
Questo essay è stato, poi, ri-pubblicato separatamente in digitale e, poi2, inserito in una raccolta digitale di essay sul football/sport in generale.
Il "Football" di cui parliamo adesso, invece, è un libro uscito da qualche settimana: è una raccolta di essay esclusivamente sul football, ma non contiene il succitato essay sul football o altri contenuti nella raccolta digitale.
Credo. Penso. Dovrebbe essere così.
Non sono in grado (lo possiedo, per sbaglio, forse lo leggerò) di affermare se il contenuto dell'essay originale sia in qualche modo o forma parte di questo libro (non credo).
Klosterman è fantasticamente quotabile, vuole provocare ma riesce a spiegare i suoi ragionamenti con chiarezza, ha opinioni su tutto. Mi è simpatico.
Il football rappresenta l'America sia per chi lo ama, chi lo odia: "Football imitates American society by generating a sensation of chaotic freedom within an environment of near-total control"; "Football flourishes by making freedom impossible".
Gli essay trattano i seguenti argomenti/teorie: è uno sport esclusivo, non è possibile improvvisarlo amatorialmente tra amici come gli altri sport (flag football, per dire, non è football); è uno sport di "purely mediated experience", vive della sua rappresentazione attraverso i media: è lo sport perfetto per la televisione ed meglio in TV che dal vivo perché è impossibile vedere tutto ciò che succede; unisce il meglio degli sport più intellettuali e complessi con quello dei più frenetici e d'azione.
Si parla di Texas e del football al cinema e TV, ovviamente di soldi e religione (molto presente nello sport americano): il football è ridicolo/eccessivo/americano.
Si parla di goat: "To be the greatest [whatever] of all time, something needs to be the first elite rendering of an entity still containing the core characteristics of its most state-of-the-art version"; "The GOAT is the GOAT because it’s the model for what greatness is".
Talento contro allenamento, talento individuale contro strategia di squadra. 
Football nei videogiochi, fantasy football, scommesse, football come simulazione di guerra; fisionomia dei coach; razzismo nel football, ma in generale nello sport.
Il football canadese, che ha regole diverse ed è stupido. 
Encefalopatia traumatica cronica (CTE), la popolarità della violenza, il grande rischio infortuni/morte connesso a uno sport praticato da ragazzini in lungo e largo per l'America, con la benedizione dei genitori. 
Il penultimo capitolo è chiave per il libro, è la profezia dell'autore sulla fine del successo del football: è una lunga e articolata predizione economico-cultura di come evolverà l'America, prendendo spunto dalle corse dei cavalli e altri fenomeni simili. 
L'ultimo capitolo parte dall'assurdità del nome dello sport "Football": uno sport dove praticamente non si usano i piedi per toccare la palla; prosegue parlando del sistema imperiale opposto a quello metrico, finisce definendo la società americana come un composto di arroganza e ignoranza, finisce ulteriormente con una specie di lode: gli americani sono stupidi, ma fieri. 
Parla di sport e certamente è necessario conoscerlo per capire il libro, ma gli aspetti di analisi culturale e sociale sono altrettanto rilevanti e interessanti.