Exit 8: questa volta parliamo dell'adattamento cinematografico uscito la scorsa estate in Giappone, release internazionale prossimo Aprile. 
Regia di Genki Kawamura, più famoso come scrittore di romanzi; personaggio principale interpretato da Kazunari Ninomiya e una piccola parte per Nana Komatsu. 
Non è una piccola produzione o un film indie, è stato pure presentato a Cannes. 
E' una palla clamorosa, fortunatamente è breve ma non abbastanza. 
Capisco la necessità sentita dall'autore di dare al videogioco una trama; nel videogioco non c'è trama, tutto avviene anonimamente e l'intera narrazione è sviluppata attraverso elementi di gameplay. 
Qui, il protagonista è il più classico degli inetti giapponesi; si trova nel loop ed è ampiamente suggerito, smaccatamente/offensivamente verso lo spettatore nel finale, che la sua si tratti di una fuga volontaria, non di prigionia. 
Praticamente è Mayoi Hachikuji da Monogatari. 
C'è pure un bambino straordinariamente fastidioso.
Il setting è ricostruito brillantemente, alcune delle anomalie sono riprese pari-pari dal videogioco, altre sono originali del film. 
Il protagonista è insopportabile, volutamente, e con totale mancanza di sensibilità è stato pure caratterizzato con asma: come quello in IT di Stephen King; sono passati esattamente 40 anni e usare una malattia per significare debolezza psicologica/codardia, oggi, è inqualificabile anche in Giappone. 
SPOILER SPOILER SPOILER
Alla fine esce.