Starter Villain (Id, 2023): tre pensieri iniziali.
Dovrei leggere più Scalzi: non è uno dei miei autori preferiti, ma è certamente uno dei professionisti più competenti sulla scena, capace di scrivere su qualsiasi tema, in qualsiasi chiave, e risultare sempre witty, moderatamente profondo, divertente e assolutamente padrone della storia.
Starter Villain è il nuovo romanzo (circa) breve più decisamente connotato di commedia, è il secondo uscito in breve tempo (ho anche l'altro, quello sui Kaiju), ed è il primo di questo tipo dopo il grande successo (parzialmente immeritato) di Redshirts del 2012. E' molto meno esplosivamente comico, ma è un'onesta e ragionevole imitazione di Adams.
Non la si può certo definire un'idea originale, oggigiorno, ma resta moderatamente intrigante la burocratizzazione/normalizzazione di qualcosa che non lo sarebbe: in questo caso una società di villain.
Non è un libro di supereroi. I villain di questo libro sono ufficialmente paragonati alla Spectre di James Bond: parliamo di scienziati pazzi e/o super ricchi che vogliono conquistare il mondo.
C'è anche qualcosa di Wolf of Wall Street: super ricchi, super annoiati e fuori di testa.
C'è una persona normale, muore suo zio, lo zio era un villain e lui è l'unico erede: gli aiutanti del villain lo prendono in carico e gli insegnano come muoversi nell'ambiente della malvagità.
La prima metà è parecchio divertente: Scalzi usa tutti i cliché possibili, compreso il gatto come status symbol del villain, e li ridicolizza brillantemente; la seconda metà, quando la storia diventa preponderante sul setting, vengono fuori le debolezze di una vicenda prevedibile, senza colpi di scena.
Dicevo sopra: competente, non c'è una pagina che si legga meno che bene, ma è tutto un po' banale.
SPOILER SPOILER SPOILER
Alla fine torna alla sua vita normale, l'intera vicenda era semplicemente un piano per battere gli avversari dello zio.

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